Come aprire un allevamento di galline ovaiole e ornamentali 4.8/5 (50)

Se sei un imprenditore agricolo, o aspirante tale, in cerca di nuove idee, sono lieto di annunciarti che sei giunto sul blog giusto per te.

Continua infatti la rassegna di idee di business legate al mondo dell’agricoltura.

Oggi vedremo come aprire un allevamento di galline ovaiole e ornamentali in Italia.

Un’azienda agricola sostenibile deve diversificare il più possibile le entrate con allevamenti di diversi animali per intercettare più clienti possibili.

In un recente articolo, abbiamo visto come avviare un allevamento di conigli, attività agricola perfettamente integrabile con l’allevamento di galline che andremo qui a descrivere

I consumatori, specialmente le famiglie con bambini piccoli, sono sempre più attenti alla qualità e dalla provenienza dei propri prodotti.

Molte famiglie italiane hanno ancora la fortuna di avere un parente, un anziano zio, o un cognato, che dedica la propria vita alla produzione agricola familiare.

Tuttavia, nonostante il modello tradizionale ancora regge, sempre più famiglie perdono questo privilegio e sono oramai costrette a rivolgersi alla grande distribuzione.

Recenti inchieste giornalistiche, hanno evidenziato le grosse ingiustizie che pratichiamo contro gli animali negli allevamenti intensivi, sfruttandoli in maniera disumana solamente per incrementare il profitto a discapito della salute e della qualità.

In una società fortemente legata al buon cibo come quella italiana, sta nascendo un vero e proprio movimento di consumatori responsabili ed informati su cosa e come mangiare.

Non solo vegetariani e vegani, ma anche e soprattutto persone che rifiutano carni industriali dalla dubbia provenienza.

In questo contesto, un bravo allevatore può intercettare questa domanda crescente di prodotti genuini, biologici a km zero.

Io sono un blogger appassionato della natura e del benessere degli animali, tuttavia non sono né vegano né vegetariano, ma sono un forte sostenitore del diritto degli animali ad una vita sana all’aria aperta.

Noi abbiamo l’obbligo morale di rispettare i diritti degli animali a vivere una vita degna di tale nome.

Come consumatore critico e forte sostenitore degli allevamenti a terra biologici, mi auguro la nascita di piccoli allevamenti sostenibili dove comprare carni derivate da animali trattati con umanità e dignità.

Un piccolo allevamento può costituire un’interessante opportunità di guadagno soddisfacendo le esigenze dei consumatori locali.

Idealmente, una piccola azienda agricola deve organizzarsi in maniera tale da produrre uova fresche, conigli e polli da carne, allevamento di capre, qualche maiale o cinghiale da vendere direttamente ai consumatori o ai ristoratori.

Anche se di dimensioni contenute, l’allevamento biologico richiama sempre più clientela fidelizzata preoccupata per la tracciabilità dei prodotti.

Se si aggiunge che ora è possibile ottenere fondi europei per lo Sviluppo Rurale, il sogno di aprire un piccolo allevamento può realizzarsi.

Leggi anche: coltivare lo zafferano

Le razze di galline da allevare

Aprire un allevamento di galline ovaiole ornamentaliIn questo articolo analizzeremo solamente un allevamento di galline ovaiole e ornamentali, mentre in un prossimo articolo tratteremo i polli da carne.

Il termine gallina sta ad indicare la femmina del Gallus gallus domesticus, animale domestico derivato da specie selvatiche indiane. Il maschio riproduttore è conosciuto con il termine gallo, mentre i piccoli come pulcini e i giovani sotto un anno di vita polli.

Visto che parliamo di galline ovaiole, dobbiamo innanzitutto decidere quale razza da allevare scegliere.

In Italia, alcune delle razze più utilizzate sono la Livorno, l’Ancona, Robusta Lionata, Ermellinata, Eureka, Isa Brown e Amburgo.

Queste sono solo alcune delle razze utilizzate nella produzione di uova perché esistono centinaia di incroci e selezioni.

Le razze, spesso e volentieri, prendono il nome dalla città d’origine, come ad esempio la Livorno e l’Ancona.

Queste due razze sono molto utilizzate, sono delle ottimi produttrici di uova, arrivando fino a 300 uova per gallina.

Il pollo livornese è una razza italiana famosa in tutto il mondo. Originaria della Toscana, il Livorno è una razza leggera caratterizzata da una forte produzione di uova e da un piumaggio molto vivace. La razza pura è allevata per scopi ornamentali e di esposizione. Il pollo livornese predilige gli ambienti aperti altrimenti va contro a stress.

Allevatori esperti consigliano di scegliere razze presenti già nel territorio di insediamento, soprattutto per garantire la reperibilità sul mercato delle giovani galline.

Per quanto riguarda le galline ornamentali, queste razze sono utilizzate solamente per le loro caratteristiche morfologiche di bellezza del piumaggio eccetera. Avere delle galline ornamentali in azienda è utile se si organizza delle giornate didattiche con le scuole o con i clienti. Alcune specie ornamentali sono la Moroseta, la Siciliana e la Nagasaky.

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Come creare un piccolo allevamento di galline ovaiole e ornamentali

Quando ci apprestiamo a creare un piccolo allevamento di galline ovaiole, dobbiamo innanzitutto decidere quanti capi allevare.

In un allevamento misto, possiamo decidere di impiantare 100 galline da uova con una produzione stimata annua di 20.000 uova. Al dettaglio, uova allevate a terra con metodo biologico possono essere vendute anche a 40 centesimi cadauna, per un reddito lordo stimato di 8.000 euro, cifra discreta che va da integrarsi alle altre attività agricole.

Come accennato in precedenza, è meglio scegliere razze già presenti sul territorio, conosciute dagli allevatori locali. In questo video, puoi ascoltare alcuni consigli su come vedere una buona produttrice di uova.

Il terreno utilizzato per l’allevamento non deve avere particolari caratteristiche tranne che per l’altitudine non superiore ai 1200 metri per evitare nevi e gelate eccessive che ne impediscono il pascolo.

Per evitare la richiesta di permessi edilizi, è possibile utilizzare delle strutture mobili, dotate di ruote, per il ricovero notturno degli animali.

Sul terreno è possibile creare un frutteto, molto utile per fornire l’ombra necessaria durante le ore più calde e per garantire ulteriori entrate all’attività agricola.

Il terreno deve essere recintato per proteggere le galline dai predatori come le volpi e per evitare le eventuali perdite. La recinzione anti predatori deve essere alta almeno due metri dal terreno.

Molto interessante è l’implementazione di un impianto di lombricoltura adiacente all’allevamento. Le galline infatti, sono golose di lombrichi, ricchi di proteine necessarie alla crescita.

Leggi anche: come avviare un impianto di lombricoltura

Prima di passare al prossimo paragrafo, ti consiglio la visione di questo interessante video di unì’azienda agricola dedita alla produzione di uova.

Come allevare galline

Le galline sono animali onnivori, mangiano prevalentemente mangimi eterogenei di cereali e passano molte ore a beccare il suolo in cerca di sassolini, sabbia, minerali, vermetti e insetti.

L’alimentazione delle galline deve essere costante, in quanto vanno controllate quotidianamente le quantità di cibo e di acqua disponibili. Per evitare spiacevoli intrusioni come i ratti, non devi porre mai cibo in eccesso. Molto utile sarà la presenza di cani intorno all’allevamento.

In commercio esistono mangimi già pronti, ma puoi tranquillamente replicarli manualmente. Molto importante è la presenza del granturco, uno degli alimenti principali, nella miscela. Attento alle farine, le galline sono abituate a beccare cibo eterogeneo. Molto importante inoltre la presenza di avena, semi di girasole e frumento.

Periodicamente, potete dare alla galline avanzi di cibo come verdure non cotte e pane raffermo. Oltre all’alimentazione, devi ricordarti di prelevare quotidianamente le uova prodotte ogni giorno.

Le galline si acquistano una volta all’anno, agli inizi dell’Autunno, da allevamenti selezionati all’età di 18-22 settimane. In media, una gallina produce circa 200 uova all’anno, ma ovviamente ci saranno esemplari più produttivi e altri meno.

Le galline vengono tenute in allevamento per un anno, termine oltre il quale verranno vendute al cliente interessato. E’ possibile tenere le migliori produttrici anche per un secondo anno di produzione. Le galline acquistate hanno un prezzo medio di 5 euro che tuttavia viene ampiamente ricoperto dalla vendita dell’esemplare a fine produzione.

Il mangime incide sui costi di produzione per la maggior parte del bilancio, tuttavia può essere compensato da eventuali coltivazioni in azienda. Generalmente il costo dei mangimi incide per il 50% del prezzo finale di vendita.

La deposizione delle uova inizia nel mese di Ottobre, mese in cui va iniziata un’illuminazione artificiale all’interno del pollaio fino al mese di Aprile. Le galline infatti, per deporre il maggior numero di uova, necessitano di circa 14 ore di luce giornaliere.

In questo video, vediamo un esempio di pollaio artigianale.

Leggi anche: diventare un coltivatore diretto

Le galline sono animali sociali, e pertanto la presenza di un gallo nel pollaio aumenta la produzione di uova.

Un allevamento a terra prevede ovviamente la presenza del pollaio e dell’area da pascolo che, oltre ad erba, può avere alberi da frutta o legname.

Un allevamento biologico ha caratteristiche simili al convenzionale, ma deve rispettare alcune norme come un pollaio con 6 capi ogni metro quadro e un’area di pascolo minima a capo di 4 metri quadri.

In questo ulteriore video, alcune delle informazioni per l’allevamento biologico.

Allevamento galline: adempimenti burocratici

Se non superi i 250 all’anno, l’allevamento può essere considerato come per autoconsumo e quindi non c’è bisogno di aprire un’attività.

Un piccolo allevamento che supera tale cifra è considerato un’ attività commerciale a tutti gli effetti.

Se non hai esperienza, è consigliabile iniziare come amatore per l’autoconsumo.

Una piccola azienda agricola ideale, deve ampliare i redditi tra l’allevamento di animali e coltivazioni redditizie come lo zafferano e l’Aloe ad esempio.

Coltivare ortaggi, frutta e cerali è inoltre utile per ridurre i costi dei mangimi che influiscono per la maggiore sul costo finale.

Dal punto di vista amministrativo, è obbligatorio notificare il possesso degli animali all’ASL competente.

A seguito della notifica, verranno rilasciate le autorizzazioni per l’allevamento di galline per consumo familiare.Se decidi di vendere al pubblico, devi fare la notifica presso l’Asl di “Macellazione e Vendita di pollame aziendale”.

L’attuale normativa sanitaria (Pacchetto Igiene dell’Unione Europea) permette la macellazione e la vendita di aziendale di piccole quantità che in Italia non devono superare i 150 capi. Questa legge è riferita ai piccoli animali da cortile.

Un piccolo allevamento di galline a gestione familiare può registrarsi come coltivatore diretto. il coltivatore diretto ha alcune facilitazioni burocratiche ma non può accedere ai fondi europei destinati agli imprenditori agricoli professionali o IAP.

Ho racchiuso tutte le informazioni necessarie per avviare un business agricolo nel mio ebook che trovi cliccando sul link sottostante.

Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo.

Per quanto riguarda la commercializzazione delle uova, possono essere vendute direttamente in azienda, oppure ai mercati di zona, ai ristoratori oppure presso negozi locali a filiera corta.

Ti stupirai della richiesta di uova sane prodotte a terra dai commercianti locali, a patto che tu dia un’immagine chiara e trasparente della tua attività.

Per farlo, ti consiglio di organizzare giornate educative presso la tua azienda, solo così riuscirai a stabilire quel rapporto di fiducia diretta con il cliente. Questo lavoro, inutile nasconderlo, regala immense soddisfazioni umane.

La vendita diretta di uova deve essere notificata al comune competente. Oltre alle comunicazioni, devi rispettare la normativa sulla tracciabilità.

Ovviamente un allevamento di questo tipo non ha che da guadagnarci sulla certificazione.

Per un allevamento con meno di 50 galline non c’è bisogno di marchiare le uova singolarmente con le informazioni, ma è sufficiente un cartello nel punto vendita.

Come avrai notato, ogni uova è catalogata secondo un codice ben specifico.

La prima distinzione è tra la categoria A, cioè uova fresche destinate al consumo umano, quella B, diretta alle aziende di trasformazione.

Le uova fresche vengono a loro volta catalogate sulla misura:

  • XL – Grandissime: + 73 g;
  • L – Grandi: di 63 g e più ma inferiori a 73 g;
  • M – Medie: di 53 g e più ma inferiori a 63 g;
  • S – Piccole: meno di 52 g;

e sulla tipologia di allevamento:

  • 0   = Uova da agricoltura biologica
  • 1    = Uova da allevamento all’aperto
  • 2   = Uova da allevamento a terra
  • 3   = Uova da allevamento in gabbia

Sul guscio dell’uovo sono presenti le informazioni su tipologia di allevamento, nazione di produzione, codice dell’allevamento assegnato dalle Asl, comune  e provincia di produzione, data di scadenza (data di deposizione facoltativa).

Un uovo fresco può mantenersi anche per diverse settimane se conservato correttamente in un luogo buio e fresco.

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Aprire un allevamento di galline: considerazioni finali

La società ha bisogno di allevamenti all’aria aperta dove la qualità viene prima del profitto. La clientela è sempre più attenta a ciò che mangia e ancora molti comuni italiani non hanno il giusto apporto di cibo genuino a filiera corta.

Una strategia semplice per avere successo imprenditoriale è contattare associazioni di categoria e altri piccoli imprenditori per supportarsi a vicenda.

Grazie alla collaborazione, è possibile organizzare eventi importanti che promuovano la produzione agricola locale. Il popolo italiano è ancora molto ricettivo.

Un’altra strategia commerciale è prevedere una sorta di consegna a domicilio settimanale delle proprie uova. Importante inoltre è il messaggio aziendale e il logo che deve essere chiaro e immediato.

Per approfondire queste tematiche, ti rimando al mio ebook pieno di consigli imprenditoriali dedicati al business agricolo.

Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo.

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2 Comments

  1. anna Apr 2, 2016
  2. Elisa Mag 27, 2016

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