Aprire un’attività commerciale in Italia: e-commerce una valida opzione?

Benvenuto su Aprire Azienda, il blog di chi non si arrende. Oggi ospitiamo un articolo di Elisa che ci spiega come aprire un’attività commerciale oggi in Italia.

Buona lettura!!!

Grazie a te Alessandro per l’opportunità e un saluto ai lettori di Aprire Azienda, mi chiamo Elisa e lavoro al progetto web Pecoramannara.

Oggi voglio parlarvi di come creare un’attività imprenditoriale in Italia nonostante la crisi economica.

La crisi economica mondiale ha inciso significativamente sulla volontà e sulle possibilità degli italiani di investire i propri risparmi in una propria attività economica, ma soprattutto ha modificato l’analisi attraverso la quale un individuo riflette sui benefici di essere oggi un imprenditore in Italia.

E’ opinione condivisa che non sia un momento favorevole per iniziare nuovi business, soprattutto in un paese come il nostro dove l’imposizione fiscale allontana ogni entusiasmo.

Si dice che le tasse siano la prima ragione per la quale l’iniziativa imprenditoriale sia bloccata in Italia.

Basti pensare che il nuovo imprenditore al suo primo anno è tenuto a versare allo Stato gran parte del suo eventuale utile, circa metà del versato è a titolo di saldo dell’anno corrente e l’altra metà a titolo di acconto dell’anno successivo.

Rimanendo così con una piccola quota di utile da eventualmente investire nella nuova impresa o da utilizzare per far fronte ad eventuali emergenze, quali una riduzione dell’utile o addirittura una perdita.

Se da un lato il nostro regime fiscale contribuisce al fenomeno della “fuga dei cervelli”, dall’altro potrebbe essere ragionevole conservare un po’ di ottimismo e considerare anche le opportunità che il nostro Bel Paese offre ai nuovi imprenditori.

Leggi anche: come aprire un business online

Aprire un’attività commerciale: ANALISI PRELIMINARI

aprire un'attività commercialeQuali sarebbero quindi le ragioni che spingono un italiano a compromettersi in una nuova attività economica?

Innanzitutto l’idea di iniziare un’attività economica è ambizione di molti e nonostante il periodo economico difficile, l’impulso di realizzare nuove iniziative va incoraggiato, ancor di più se ciò che spinge è un’idea innovativa di un prodotto o servizio. In questo caso è altresì utile valutare l’opportunità di registrare un marchio.

Per capire se valga la pena iniziare una nuova attività è utile considerare una serie di elementi.

Come primo punto è utile considerare l’ammontare del budget che si ha a disposizione per l’attività che vorremmo iniziare, in tempi di crisi calcolare la percentuale di rischio è fondamentale meglio focalizzarsi su iniziative che non richiedano un grosso investimento iniziale, essere cauti è una priorità all’inizio.

In secondo luogo quali sono le ragioni che giustifichino l’investimento nell’idea imprenditoriale.

Quest’ultima è per definizione l’origine di un progetto e sarebbe bene analizzare su che basi si è costituita, per definirla in termini di mercato ed essere in grado di valutarne il successo.

Altrettanto importante è l’indagine sulle capacità e sulle esperienze di chi svilupperà l’idea imprenditoriale, in modo da accertare che i presupposti per una gestione imprenditoriale di successo siano presenti.

Segue la fase del collegamento tra idea imprenditoriale e formulazione di adeguati obiettivi e strategie di mercato. In questo passaggio è altresì necessario riflettere su eventuali condizioni positive e negative del mercato che potrebbero incidere significativamente sullo sviluppo del progetto.

Per chiudere il cerchio delle riflessioni è arrivato il momento di considerare costi e ricavi previsti per ricongiungerli al budget che si ha a disposizione.

Questa fase si concretizza con l’elaborazione di un business plan.

Gli sportelli delle Camere di Commercio possono essere di gran supporto in questa fase e sono diffusi in tutto il territorio nazionale, offrendo un supporto personalizzato per chi aspira ad iniziare come imprenditore, sin dalla prima idea progettuale fornendo informazioni sugli adempimenti amministrativi e burocratici, sui requisiti professionali, sui costi fissi e sui finanziamenti nazionali e regionali disponibili.

Attualmente la circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n.75445, mira a sostenere la realizzazione e l’avvio di nuove attività imprenditoriali di giovani e donne, attraverso la concessione di mutui a tasso zero.

E-commere: un’opportunità da considerare

Innanzitutto cerchiamo di capire che cos’è l’e-commerce, il Ministero dell’Industria, Commercio ed Artigianato lo definisce come segue “svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione”.

In altri termini il processo di vendita, ovvero l’incontro tra domanda e offerta, avviene attraverso una piattaforma on-line.

Attualmente il commercio elettronico, meglio conosciuto come e-commerce, presenta un grande ventaglio di opportunità di business.

Il rapporto sulla IX edizione del convegno “E-commerce in Italia”, riporta che questo settore ha mantenuto nel 2014 una crescita stabile e nonostante la crescita non sia elevatissima nei numeri, solo 8%, l’e-commerce rappresenta un successo se si considera che in generale il PIL italiano continua a decrescere.

Certo che se guardiamo al fenomeno a livello internazionale, siamo ancora lontani dall’utilizzarlo al massimo delle sue potenzialità, basti pensare ai mercati come quello britannico che cresce 10 volte tanto o a quello mondiale che mostra una crescita di più del 20%.

Lo stesso studio riporta che parallelamente alla sua, se pur lieve, crescita, l’e-commerce in Italia ha visto subentrare come competitors soggetti e marketplace internazionali, siti web che mettono in relazione venditori ed acquirenti come ad esempio Amazon o Ebay, che hanno un po’ stravolto lo scenario, soprattutto per il settore dell’elettronica di consumo e dell’editoria.

Questi contano infatti su economie di scala che, ahimè, per gli imprenditori italiani sono difficili da raggiungere e quindi la competizione risulta falsata.

Una via di uscita possibile è che si diffonda tra gli operatori italiani la cultura e l’accettazione delle potenzialità dei marketplace, magari considerandoli come eventuale strategia per l’aumento delle vendite all’estero.

Un ulteriore vantaggio del commercio elettronico riguarda le potenzialità delle nuove strategie di marketing, o meglio di webmarketing, che possono essere supportate dall’utilizzo dei social network, tecniche che sono state recentemente sviluppate nell’ambito del Social Commerce.

Leggi anche: strategie di marketing

Ciò sarà un grande vantaggio per i nati della generazione digitale, data la loro quasi innata familiarità con le reti sociali in internet.

Un supporto apprezzabile per accorciare i tempi di realizzazione di un progetto e-commerce, lo forniscono alcune società specializzate, facili da trovare on-line, che si occupano dell’elaborazione di business plan e progetti web creati ad hoc per qualsiasi tipo di attività che si voglia introdurre nel mercato virtuale.

Un valido esempio è il sito www.pecoramannara.com che offre soluzioni customizzate per il mercato italiano e la possibilità di ampliare la propria base di clienti aprendosi al mercato internazionale.

Leggi anche: come aprire un’e-commerce

Avviare un’e-commerce è davvero semplice?

A livello dei costi di avviamento, iniziare un’attività di e-commerce è senza dubbio una buona opportunità per chi all’inizio non può contare con un budget elevato.

Se consideriamo la creazione di un piccolo sito di commercio elettronico che utilizza un software “as a service”, in genere i costi sono limitati.

Infatti per questo tipo di prestazioni si dovrà considerare una quota annuale di affitto e sicuramente alcuni costi extra per la messa on-line dei programmi di gestione, in ogni caso molto inferiori a quelli dell’avviamento di un’attività di tipo tradizionale.

Esiste ovviamente anche il rovescio della medaglia, ovvero che la facilità di accesso al commercio virtuale consente ad un numero elevatissimo di attori di stare sulla rete e ciò rende piuttosto difficile la differenziazione dei prodotti per caratteristiche, ma soprattutto per qualità.

A ciò si associa la necessità di investire di più per differenziare l’attività che si vuole promuovere.

Bisogna infatti considerare, oltre al costo dell’hosting, del design del sito e di altre esigenze particolari dell’attività in questione, un budget specifico da destinare ai contenuti del sito ed ai vari aggiornamenti degli stessi, alle immagini, alle descrizioni accurate ed in particolare al progetto di web-marketing.

Nonostante la gestione di un’attività on-line consta di una burocrazia semplificata, infatti tutte le attività amministrative come fatturazione, ordini, cataloghi, spedizioni vengono gestite completamente e unicamente tramite piattaforma, non si possono evitare alcuni dei costosi obblighi burocratici.

Una società di e-commerce dovrà infatti avvalersi di un notaio per la sua costituzione, per un costo di circa un migliaio di euro (fatta eccezione per la costituzione di una società a responsabilità limitata semplificata o una ditta individuale).

Ci sono poi i classici adempimenti amministrativo-fiscali quali l’iscrizione alla Camera di Commercio (tramite ComUnica) e la presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

E’ altresì obbligatorio comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito Web, i dati identificativi dell’Internet Service Provider, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax.

La vendita a operatori economici di altro Paese UE prevede anche l’iscrizione nella banca dati VIES (Vat Information Exchange System).

Inoltre è da considerare che la Direttiva 2000/31/CE permette l’avvio di un’attività di commercio elettronico senza bisogno di autorizzazioni preventive, eccetto l’obbligatorietà dei requisiti professionali di alcune attività.

Ad ogni modo è importante considerare che un e-commerce di successo ha bisogno di tempo impiegato al fine di ottenere buoni risultati.

Una delle chiavi del successo di un’attività di commercio elettronico è infatti la riconoscenza del sito da parte dei motori di ricerca, l’individuazione veloce dello stesso grazie a parole chiave efficaci, la creazione di una mailing list considerevole, ma soprattutto è necessario raggiungere una buona conoscenza del comportamento dei potenziali clienti per essere in grado di proporre una politica dei prezzi coerente.

Si deve altresì prevedere che il sito ha bisogno di svilupparsi costantemente e così migliorare ogni dettaglio.

Aprire un’attività commerciale: considerazioni finali

Per concludere è opportuno, nel mondo reale come in quello virtuale, procedere ad accurate indagini di mercato al fine di verificare che la propria idea imprenditoriale sia fattibile.

Il segreto sta nel non farsi ingannare dalla facilità con la quale ci si può introdurre nel mercato on-line, ma piuttosto approfondire le strategie che regolano detto mercato, il quale senza dubbio offre attualmente innumerevoli opportunità di sviluppo imprenditoriale.

Grazie mille ad Elisa per il suo interessante articolo.

Se ti piace Aprire Azienda, condividi l’articolo e iscriviti alla newsletter.

Per capire come sfruttare le potenzialità del web, leggi la guida ITS

Alessandro

Se ti è piaciuto l'articolo, metti le 5 stelline

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *