Come aprire un’azienda vitivinicola e avere successo commerciale 4.5/5 (8)

Un’azienda vitivinicola è un’azienda agricola impegnata nella coltivazione delle uve da vino e successiva trasformazione in vino.

In questo articolo vedremo insieme tutti i passi per aprire un’azienda vitivinicola di successo facendo un’analisi dei costi e della fattibilità del progetto.

L’articolo è incluso nel contesto più ampio di azienda agricola, argomento centrale della trattazione di Aprire Azienda, il blog che stai leggendo ora.

Questo articolo è composto da tre parti, la prima riguarda gli aspetti generali sulle aziende vitivinicole in Italia e nel mondo, la seconda parte è una guida dettagliata della burocrazia e dei costi per l’avvio d’azienda vinicola mentre l’ultima parte è una raccolta di consigli pratici per creare un’azienda di successo.

L’articolo è piuttosto lungo e dettagliato, se vai di fretta salvalo nei preferiti. Se hai intenzioni imprenditoriali serie e concrete, ti voglio inoltre consigliare la lettura del mio ebook “Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo“.

All’interno trovi la raccolta delle informazioni per diventare imprenditore agricolo, per metterti in proprio e soprattutto tutta una serie di consigli per creare un’azienda agricola moderna e innovativa.

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Aprire azienda vitivinicola: la situazione in Italia

aprire azienda vitivinicolaL’Italia è il primo produttore di vino al mondo sia per qualità che quantità. Il paese si gioca il primato con lo storico rivale francese, la Spagna e il resto dei paesi emergenti come gli Stati Uniti, il Cile e l’Australia.

Nonostante la concorrenza, il vino italiano gode di eccezionale fama e prestigio in tutto il mondo. Avviare un vigneto e produrre vino in Italia garantisce una possibilità enorme di sviluppo e vendita del prodotto data la forte richiesta, specialmente verso i nuovi mercati.

La prima cosa da verificare è la possibilità di impiantare un nuovo vigneto nella zona prescelta. La normativa europea del 1987 vieta infatti nuovi impianti in quasi tutta l’europa. Questo avvenne per porre rimedio al forte squilibrio tra produzione e richiesta con forti eccedenza di vino prodotto.

Molto probabilmente, con la nuova Politica Agricola Comune (PAC), il divieto verrà prorogato anche per il futuro e saranno possibili solo i reimpianti.

Un giovane che decide di aprire un’azienda vitivinicola dovrà quindi verificare l’esistenza dei diritti di reimpianto sul proprio terreno agricolo.

Il diritto di reimpianto offre la possibilità al viticoltore di impiantare un nuovo vigneto di uguale estensione di uno precedentemente estirpato entro 8 anni.

Il tipo di uva da vino impiantata dovrà ricadere all’interno delle varietà accettate dalla provincia.

La situazione in Italia non è uguale ovunque, infatti esistono Regioni che incentivano la nascita di nuove aziende vitivinicole nel proprio territorio. Se vuoi conoscere la situazione della tua zona, il miglior modo è recarti di persona presso un ufficio della Coldiretti o direttamente alla Regione di appartenenza.

In aggiunta alla possibilità di acquisire diritti di impianto, alcune Regioni facilitano l’imprenditore agricolo rilasciando diversi tipi di finanziamenti.

Prima di procedere con il progetto, è importante verificare se il terreno agricolo è situato all’interno delle zone dove è consentito avviare nuovi vigneti. Se i terreni in tuo possesso hanno la fortuna di ricadere all’interno delle zone più pregiate, ti converrà partecipare e aderire ai vari consorzi di tutela sparsi sul territorio.

I consorzi sono associazioni riconosciute dal Ministero delle politiche agricole con il compito di promuovere  proteggere la produzione agricola.

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Conoscere la vite, l’uva e il territorio

diventare viticoltoreAbbiamo già visto l’importanza del possesso dei diritti di reimpianto. Oltre alla burocrazia, devi verificare se il territorio ha le caratteristiche fisico-chimiche e climatiche adatte alla produzione di uve da vino.

La vite è l’ arbusto che produce l’uva coinvolta nel processo di vinificazione ed è presente in tutti continenti (Antartide esclusa) del mondo.

La pianta è piuttosto adattabile ai diversi climi ma ogni tipologia di uva ha delle esigenze climatiche e di territorio specifiche per dare al frutto il massimo della qualità. Infatti, se è facile produrre uva di mediocre qualità, il discorso cambia completamente se vogliamo produrre uva eccellente in grado di generare vino di qualità.

La vite è una pianta stagionale che entra in riposo vegetativo durante la stagione fredda e riprende il suo ciclo durante la Primavera. La ripresa avviene con il germogliamento, fase molto importante e fortemente influenzata dalle condizioni climatiche.

A seguito della rinascita primaverile, la vite inizia la fase vegetativa dove avviene l’accresimento della pianta, si sviluppano le foglie e iniziano a spuntare i primi grappoli.

Con il procedere del periodo vegetativo, i grappoli subiscono diverse fasi di sviluppo per poi entrare nella fase finale della maturazione dell’uva.

La maturazione varia a seconda della stagione e delle condizioni climatiche. Per schematizzare l’alta variabilità sono stati presi come esempio dei vitigni standard sia per il bianco sia per il rosso. Esempio sono i vitigni del Sangiovese e il Trebbiano Toscano.

Durante la maturazione, l’uva perde la clorofilla, aumenta il contenuto zuccherino di fruttosio a discapito del glucosio e perde acidità. La qualità finale dell’uva è conseguenza di un insieme complesso di fattori come la temperatura, la piovosità, l’esposizione solare e le cure effettuate.

In verità non esiste una formula segreta per produrre un vino di qualità. La realtà attuale impone piuttosto un impegno costante, un’attenzione per i particolari e soprattutto un pizzico di fortuna.

Dico questo perchè il clima non lo possiamo ancora controllare e perciò il rischio imprenditoriale non potrà mai essere eliminato del tutto.

Per arginare eventuali brutte annate non resta che lavorare sodo e accrescere continuamente le proprie competenze.Un buon produttore di vino prima di tutto deve essere un amante della natura e avere una sincera passione per lo studio e l’applicazione.

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Step per aprire un’azienda vitivinicola

Per aprire un’azienda vitivinicola devi innanzitutto verificare la fattibilità della tua idea e poi mettere in pratica le varie azioni pianificate.

In questo articolo tralasceremo la parte burocratica perchè è già stata trattata ampiamente in diversi articoli come quello dedicato alle aziende agricole e ai coltivatori diretti (aprire azienda agricola e differenze tra coltivatore diretto e IAP).

Un produttore di uve da vino è ovviamente un imprenditore agricolo professionale soggetto alla legislazione rivolta alle aziende agricole.

In questo articolo approfondiremo piuttosto le varie tipologie di azienda vitivinicola e le variabili economiche e tecniche coinvolte.

Dopo la fase preliminare, si devono compiere scelte operative che determineranno il futuro dell’azienda. Queste scelte sono:

  • Scelta del tipo di uve da produrre;
  • Preparazione del terreno e tipologia di impianto;
  • Scelta del mercato di riferimento;

Se la scelta del tipo di uve e del vino prodotto sarà fortemente dipendente dalla zona di produzione e dalla disposizione del terreno, le altre scelte saranno dettate principalmente dalle tue intenzioni imprenditoriali.

La scelta del vitigno è uno degli aspetti più importanti e dovrà essere valutato anche con l’aiuto di un esperto agronomo. La disposizione delle piante deve permettere la lavorazione con le macchine per le principali lavorazioni come la potatura, vendemmia e trasporto dell’uva.

Se possibile, la scelta di impiantare vitigni tradizionali dovrebbe essere accompagnata con l’implementazione di tecniche innovative sul mercato.

Per quanto riguarda la scelta del mercato di riferimento, come imprenditore vitivinicolo dovrai decidere se vendere l’uva o il vino.

Le strategie commerciali sono differenti e dipendenti dall’investimento coinvolto. La formula più facile, veloce ed economica è quella di coltivare la vite e vendere l’uva prodotta ad altre cantine private oppure far parte di una cooperativa.

Questa strategia è un buon modo per avviare l’attività ma il fatturato sarà sicuramente inferiore rispetto alla vendita del proprio vino. Nel capitolo successivo vedremo il reddito potenziale di questa formula imprenditoriale.

Se vuoi produrre vino piuttosto che limitarti alla coltivazione e commercializazione dell’uva, la seconda strategia è quella di fare la vinificazione direttamente. Il potenziale reddito dalla vendita del vino è maggiore ma devi considerare il maggior investimento richiesto.

Per la produzione e l’eventuale confezionamento del vino si deve ovviamente predisporre locali e attezzature a norma. Una strategia potrebbe essere quella di esternalizzare alcune fasi ma non sempre è possibile disporre delle attrezzature necessarie e pertanto sarà necessario comprare l’impianto.

Per ridurre i costi è possibile evitare l’imbottigliamento e limitarsi alla vendita di vino sfuso.

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Analisi dei costi e profitti in un’azienda vitivinicola

Optimized-087Per aprire un’azienda vinicola è necessario un capitale nettamente superiore se paragonato ad altre attivià agricole.

Un’azienda vinicola per poter iniziare deve possedere almeno 3-4 ettari di vigneto, un trattore, attrezzi agricoli per gestire il vigneto, dei locali adibiti a cantina secondo la norma, le vasche di fermentazione e di maturazione e l’impianto per imbottigliare.

Per avere un’idea preliminare dei costi, considera un investimento di circa 100.000 euro necessari per l’acquisto dei terreni, i diritti di reimpianto, l’impianto di irrigazione, la lavorazione del suolo e la messa a dimora delle piante. Considera inoltre che i primi due anni un vigneto non è produttivo.

Oltre al capitale per il terreno, considera inoltre l’acquisto delle atterzzature.

Per avviare la cantina atta alla vinificazione, considera un investimento variabile a partire dai 50.000 euro per attrezzatura usata.

Anche se l’investimento è parzialmente coperto dai finanziamenti pubblici, avviare e gestire un’azienda vitivinicola da zero è un impegno economico importante ammortizzabile in un arco temporale medio lungo.

Se la passione non ti manca, e vuoi capire come avere successo imprenditoriale, ancora una volta ti consiglio il mio ebook “Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo” dove troverai molti consigli pratici per un’azienda agricola di successo.

Considerando l’investimento iniziale, il costo di produzione di un litro di vino varia da 0,20 ai o,40 euro al litro. Al costo del vino, devi aggiungere il costo dell’eventuale imbottigliamento che incide di ulteriori 0,70-1 euro a bottiglia.

Il vino se venduto sfuso ha un prezzo variabile che parte da 1,20 al litro fino ad arrivare ai 3 euro per i vini più buoni e pregiati. Il vino imbottigliato parte dai 3 euro per arrivare a cifre importanti a seconda del vino prodotto.

Questi dati sono ricavati da diverse letture e consultazioni con esperti del settore.

Dati i costi e i redditi potenziali, produrre vino in Italia conviene a patto che si riesca ad affrontare l’impegno economico iniziale e si acquisisca le dovute competenze.

Consigli per creare un business agricolo vincente

Un piccolo imprenditore vitivinicolo che voglia aprire una nuova azienda vitivinicola deve apportare innovazione e qualità sul mercato.

Un’azienda piccola, magari di pochi ettari, non ha strade alternative alla produzione di qualità e alla commercializzazione di nicchia. Se una grande azienda punta alla quantità, una di piccole e medie dimensioni dovrà puntare tutto il suo interesse verso i mercati esteri prestigiosi con un prodotto ottimo.

Se per molti distinguere un vino è pura utopia, esiste un mondo parallelo fatto di sommelier ed esperti che del vino hanno fatto una ragione di vita.

Riuscire a colpire i palati più esperti e ottenere le recensioni è il fine ultimo di ogni viticoltore. Per farlo non esistono scorciatoie ma duro lavoro, onestà e passione.

Io non sono un esperto enologo ma capisco quando dietro ad un vino c’è dedizione ed esperienza. Se da una parte il clima e la terra sono fattori esterni al nostro controllo, la lavorazione della terra e la gestione sono sotto il tuo diretto controllo.

Soprattutto durante la fase di raccolta, il segreto per un ottimo vino è la cernita dei grappoli: se selezioni i migliori e scarti gli altri il vino sarà migliore in qualità anche per il minor utilizzo di composti chimici quali i solfiti.

Un interessante nicchia di mercato ancora giovane è quello del vino biologico. Se riesci a mettere sul mercato un prodotto di qualità, ti garantisco che il tuo magazzino si svuoterà velocemente.

Io sono marchigiano e adoro le piccole aziende vitivinicole e non perdo occasione di visitarle e di parlare con i proprietari. Dalla mia ricerca diretta, non ho mai trovato un viticoltore in difficoltà nel piazzare il prodotto finito sul mercato. Ovviamente ti parlo di vini ottimi.

A differenza di altri mercati, quello del vino premia le piccole realtà.

Aprire azienda vitivinicola: considerazioni finali

Questo articolo ha voluto introdurti le informazioni preliminari per poter aprire un’azienda vitivinicola e avere successo imprenditoriale.

Ovviamente le competenze per diventare un esperto coltivatore si acquisiscono con gli anni e con l’esperienza, ma magari questo piccolo blog è il punto di partenza per cambiare vita e iniziare un nuovo business legato alla produzione di vino.

Il potenziale è enorme perchè il made in Italy è apprezzato in tutto il mondo anche se a volte sembra che ce ne dimenchiamo.

L’articolo finisce qui,

Su questo blog cerco sempre di attenermi ai fatti e di riportare informazioni corrette e aggiornate. Se trovi il mio impegno nel reperire informazioni e riportarle qui sul web utile, sarei molto grato se decidessi di condividere i miei contenuti con il maggior numero di persone possibili.

Grazie, Alessandro.

Leggi anche Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo

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2 Comments

  1. Maurizio Lug 18, 2015
    • Alessandro Lug 18, 2015

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