Avviare un’ azienda innovativa grazie alle stampanti 3d.

Avviare un’azienda innovativa. La storia di Simone e Simone

Se hai in mente di avviare un’ azienda innovativa,leggere la storia di Simone e Simone e la loro avventura imprednitoriale con le stampanti 3d può esserti molto utile ed ispirativo.

Se segui il blog Aprire Azienda sai bene quanto tengo alle storia dei giovani che hanno deciso di mettersi in proprio ed inseguire il proprio sogno imprenditoriale. La vita è un bene troppo prezioso per sprecarla a vivere la vita di qualcun altro. Segui il tuo sogno e se non sai ancora qual è, continua a cercare e non fermarti mai.

Detto ciò, ti lascio alla storia imprenditoriale di Simone e Simone e la loro creatura 3DDZ.

Azienda innovativa: la storia DI 3DDZ.

1.Ciao Simone e Simone , raccontateci chi siete, da dove venite e dove vivete…

azienda innovativaCiao, mi chiamo Simone, ho 26 anni e sono un dottore in Ingegneria Informatica, laureato da poco più di un anno.
Vivo nell’hinterland milanese al confine con la provincia di Varese, San Giorgio su Legnano; ho cominciato la mia carriera lavorativa durante gli anni universitari, per pagarmi la mia più grande passione: le moto.
Finito gli studi gli studi ho aperto la partiva Iva ed ho iniziato a fare il consulente informatico finchè non mi è venuta l’idea del progetto 3DDZ avviato con il mio fidato socio che si chiama come me.

Ciao, mi chiamo Simone, ho 25 anni e sono un Geometra, mi sono diplomato nel 2009 all’I.T.C.G. Carlo dell’Acqua. Abito a Villa Cortese, un paese in provincia di Milano. Ho iniziato a lavorare subito dopo il diploma in uno studio tecnico di geometri, che ho lasciato dopo tre anni e mezzo per andare a lavorare in un ufficio tecnico di un’officina meccanica; poco tempo fa il mio socio m’ha proposto di avventurarci in un’attività in proprio, e da qui è nata la 3DDZ;

2.Parlateci del vostro progetto

Il fab lab è un laboratorio dove le persone, interagendo con le stampanti 3d, possono realizzare i propri oggetti o partecipare a corsi per migliorare nell’utilizzo di queste macchine o nella modellazione 3d.
Ovviamente, servono dei grandi investimenti per partire quindi abbiamo deciso di partire in modo più cauto facendo service.
La ditta, lo studente o il designer ci inviano il file tramite mail e noi ci preoccupiamo di analizzarne la fattibilità e nel caso di mandarlo in stampa.
Si potrebbe pensare che sia un semplice servizio di prototipazione e per certi versi è vero, ma se chiedete a una ditta che usa macchinari da centinaia di migliaia di euro sicuramente per effettuare il prototipo di un oggetto vi chiederà una cifra stratosferica.
Il nostro obbiettivo è avvicinarci a studenti o comunque a persone che vogliono realizzare le loro creazioni senza vedersi arrivare preventivi impossibili.
Questo meccanismo potrebbe inoltre innescare un altro business di vendita: per esempio immaginate una ragazza che ha realizzato degli orecchini e vorrebbe venderli; con pochissimi euro li potrebbe acquistare e poi rivendere.

3.Come avete avuto l’idea?

Prima di intraprendere l’attività, non sapevo bene in cosa consistesse una stampante 3D, poi una sera il mio socio m’ha chiesto se volevo aprire un’attività con lui, una FAB LAB; dopo le spiegazioni che ho ricevuto mi è subito sembrata una buona idea, anche perché conosco delle persone che andando all’università, e seguendo la facoltà d’architettura, m’avevano spiegato che i modellini che realizzavano durante l’anno, venivano a costare molto di materiale, e portavano via loro parecchio tempo, che avrebbero preferito dedicare allo studio.
Poi ce da dire che io sono dell’idea che per aprire un’attività o si sa fare tutto dall’A alla Z, e quindi non ci si deve appoggiare a nessuno, oppure se si ha l’opportunità si apre con un socio che colmi le tue lacune (ovviamente la cosa e reciproca).

Il progetto 3DDZ nasce tutto da un viaggio in treno durante il periodo universitario. Quel giorno feci un viaggio con un mio ex compagno delle medie che studiava architettura. Mentre si parlava mi disse che i suoi plastici architettonici arrivavano a costare tranquillamente 200 euro e durante l’anno erano costretti a svilupparne parecchi.

Nell’immediato non ci diedi peso ma poi cominciai a documentarmi su internet dell’esistenza di queste stampanti 3D in grado di creare un oggetto concreto partendo da un file. Da solo però era dura iniziare, non solo per il lato economico ma soprattutto per l’aiuto. Quando si lavora in due o più ci si divide i compiti, ci si aiuta e ognuno è bravo in qualcosa. A me piace utilizzare queste macchine e gestire i computer ma sul lato contabilità non ci capisco niente. Cosi un sabato sera davanti una birra dissi al mio amico (esperto in contabilità), “Za (così lo chiamo), e se avviassimo un’attività insieme?”. Stava nascendo così la nostra idea di Fab lab.

4.Iter burocratico?
Ormai è risaputo; quando si inizia in Italia bisogna armarsi di una buona dose di pazienza e cominciare a girare qualche ufficio.
Prima di partire io sono andato alla camera di commercio, poi in camera di commercio e infine da una commercialista che ha saputo spiegarmi in modo molto dettagliato i pro e i contro di una partita IVA. La fortuna vuole è che se sei giovane puoi iniziare con il regime dei minimi.

Il regime dei minimi prevede che la persona abbia meno di 35 anni, non abbia mai avuto altre partite Iva aperte e il reddito annuale non superi i 35000 euro; se tali requisiti sono rispettati allora si avrà una forte agevolazione sulla tassazione e si potrà evitare di applicare l’iva in fattura (quello che guadagnate è vostro non dovete versare il 22% allo stato).
Di contro non si potranno comprare macchinari o strumentazione che superino i 15000 euro suddivisi in 3 anni e non potrete scaricare l’iva dagli acquisti per la vostrà attività.
Allora abbiamo deciso di approfittare di questa agevolazione per aprire l’attività e nell’attesa che comincino i primi guadagni per poi aprire una vera e propria srl (dove seve investire un capitale sociale, avere un luogo idoneo ecc.).
Il mio consiglio se siete ragazzi come noi e avete voglia di iniziare un’attività buttatevi è il momento giusto!!

Io ho già avuto l’esperienza di avere la P. IVA, infatti nel mio primo lavoro (l’ufficio tecnico di geometri) l’avevo aperta, e conosco bene i costi e cosa comporta; avendo meno di 35 anni rientro nel regime dei minimi, quindi fiscalmente sono avantaggiato rispetto a chi ha la P. IVA standard, comunque le spese ci sono; il maggior vantaggio di una P. IVA “minimi” è che non hai l’IVA da applicare alle fatture di conseguenza al cliente costa meno, in parole povere.
Se ripenso a quando l’ho aperta mi viene da ridere, sembravano le comiche, avanti e indietro dagli uffici (siamo in Italia, non che mi aspettassi qualcosa di diverso).
Comunque, diciamo che l’obbiettivo finale è quello di costituire una società vera e propria, un’SRL.

5.Difficoltà incontrate agli inizi?

La più ovvia difficoltà è quella economica; non siamo figli di ricchi imprenditori, non sappiamo come gestire al meglio un’azienda ma abbiamo volontà e questo ci basta.
All’inizio faremo errori e ne pagheremo le conseguenze ma da questi errori miglioreremo la situazione.
Come dicevo il lato economico è sempre il più critico, ma non servono grosse somme per partire, aprire una partita iva è gratuito ( o al massimo qualche euro per le pratiche), dopo il nostro consiglio è di andare per gradi.
Siamo in un periodo di crisi e buttare via grandi capitali è un rischio enorme; noi abbiamo iniziato con una stampante 3d, un sito e tanti volantini e qualcuno comincia a notarci.

6.Situazione attuale?

Siamo ancora agli inizi però siamo ottimisti, l’altro giorno ci ha contattato una ditta di Cremona per dei prototipi. Quando gli abbiamo inviato il preventivo ci è rimasto per la cifra irrisoria che avrebbe speso.
Nel frattempo ci siamo iscritti a 3d hubs, noto portale dove chiunque può condividere la propria stampante.
Abbiamo sviluppato il sito internet www.3ddz.it e abbiamo fatto fare un sacco di volantini da dare agli studenti delle università milanesi.
Abbiamo partecipato anche a bandi per startup, sfortunatamente con scarsi successi ma non ci importa noi andiamo avanti lo stesso, perché vogliamo crederci

7.Progetti futuri?

Chi ha un minimo di conoscenza delle stampanti 3d sa che hanno alcune lacune per esempio se manca la corrente il progetto va ricominciato dall’inizio o se si strappa il filo di plastica o finisce la stampante non va in pausa. Il nostro obiettivo è arrivare a sviluppare una macchina completa che migliori quelle attualmente in vendita. Vorremmo anche aprire il nostro fab lab dove avere un contatto diretto coi clienti.
Insomma le idee ci sono, speriamo solo si possano concretizzare

Avviare un’azienda innovativa: conclusioni

Ti è piaciuto l’articolo?  Se lo trovi utile aiutami a condividere il messaggio. E’ molto importante dare ispirazione ai più giovani a credere nei loro sogni.
Se il tuo progetto è avviare un’azienda , contattami pure, sarò felice di aiutarti. Nel frattempo spargi la voce del blog, rimani in contatto tramite la pagina facebook oppure il canale google plus e iscriviti alla newwletter. Se hai qualciosa da dire, dillo sotto nei commenti.
Te ne sarò grato. A presto e buona fortuna (non esiste fortuna ma solo tecnica) con la tua nuova attività imprenditoriale.

Se ti è piaciuto l'articolo, metti le 5 stelline

One Response

  1. GIANLUIGI Nov 19, 2014

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *