Coltivare funghi: come avviare una funghicoltura reddittizia 4.66/5 (58)

Benvenuto su una delle guide in italiano più complete per coltivare funghi e avviare un’attività redditizia.

In questo articolo vedremo i vari step, burocratici e non, che ti guideranno nella realizzazione di una funghicoltura di successo.

Con la crisi del sistema lavorativo moderno, dove il posto fisso è diventato una chimera, la necessità di crearsi un lavoro dignitoso è diventata fondamentale per vivere una vita serena e tranquilla.

Aprire Azienda (il blog che stai leggendo) cerca di fornire quante più informazioni possibili per garantirti tutte le informazioni per un corretto avvio.

I contenuti che vedi sono riportati nella maniera più oggettiva possibile perchè l’obiettivo del blog è dire la verità senza nè illudere nè incentivare nessuno.

L’articolo di oggi si integra con una serie di post dedicati al mondo dell’agricoltura, settore in crescita nonostante la crisi.

Tuttavia, nonostante alcuni parametri positivi, non si deve dimenticare che per avviare un’attività agricola reddittizia serve molto impegno e soprattutto una strategia di vendita rivolta direttamente al pubblico.

Infatti, uno dei primi problemi per un imprenditore agricolo è quello della commercializzazione. Se riesci a vendere al cliente finale, i margini di profitto sono tali da rendere l’attività in attivo. Viceversa, se vendi solamente all’ingrosso dovrai necessariamente sottostare alle dure leggi dei grossisti che influenzano i prezzi in maniera esagerata.

Un’attività agricola è un mix equilibrato di produzione, qualità, visibilità del brand e fiducia della clientela. Se hai una passione per i lavori a contatto con la natura, puoi trovare l’elenco completo degli articoli dedicati nella categoria “attività agricole“.

L’articolo di oggi è composto da tre parti, la prima parte descrive la situazione generale della funghicoltura, le varie specie coltivabili e i progressi della tecnologia, la seconda parte racconta nel dettaglio come coltivare funghi a scopo commerciale mentre nell’ultima parte vedremo come avviare un impianto di coltivazione funghi di successo.

L’articolo è piuttosto lungo e dettagliato, se vai di fretta salvalo nei preferiti e ritorna con calma.

Se credi fermamente nel tuo sogno di lavorare a contatto con la natura, ma hai paura di fallire, ti consiglio vivamente di dare uno sguardo al mio ebook “Azienda agricola 2.0“, all’interno trovi tutto quello di cui hai bisogno per diventare un imprenditore agricolo professionale di successo.

L’impegno messo nella stesura dell’ebook è stato enorme, ho incluso oltre alla burocrazia e ai finanziamenti, tutta una serie di consigli introvabili altrove per evitare un business fallimentare sin dagli inizi.

Un’azienda agricola italiana ha un potenziale enorme di successo solo sè segue strade come l’estero, la qualità, la traccibilità, la sostenibilità ambientale, l’innovazione e la promozione. I pilastri del mio ebook girano proprio intorno a questi principi. Per scoprirne di più, vai sulla pagina di presentazione che trovi cliccando qui sotto.

http://aprireazienda.com/azienda-agricola-ebook/

Nella speranza di aver suscitato il tuo interesse, ti auguro buona lettura.

Funghi e funghicoltura

Come indica il nome stesso, la funghicoltura è la coltivazione di funghi commestibili. I funghi utilizzati per il consumo umano fanno parte del “regno fungi“, gruppo sistemico che non fa parte nè del regno animale nè del regno vegetale.

Questo gruppo contiene circa 100.000 specie, classificati per la prima volta dal mitico Linneo, ma che nel corso degli ultimi anni ha visto una grande riclassificazione per via delle nuove tecnologie molecolari.

I funghi hanno alcune caratteristiche in comune che li differenziano rispetto agli altri regni come l’alimentazione strettamente eterotrofa (non possono sintetizzare molecole organiche da nutrienti inorganici), produzione di spore per la riproduzione e mancanza di tessuti differenziati.

I funghi ricoprono un ruolo ecologico molto importante in natura perché decompongono il materiale organico presente nel terreno e la rimettono in circolo nel ciclo della materia, rendendo disponibile di nuovo i nutrienti per le piante.

I funghi utilizzano 3 diverse strategie evolutive per vivere. A seconda delle esigenze nutritive, i funghi si suddividono in saprofiti, simbionti e parassiti.

I funghi saprofiti sono quei funghi che utilizzano la materia organica animale e vegetale per crescere e riprodursi. Data la loro strategia, i funghi saprofiti sono i più facili da coltivare.

Infatti, grazie ai loro enzimi, riescono a demolire sostanze organiche come ad esempio il legno in sostanze assimilabili per il loro accrescimento. Data l’alta variabilità di funghi, esistono moltissime specie in grado di demolire qualsiasi sostanza organica in natura.

I funghi simbionti sono quei funghi che per sopravvivere necessitano la presenza di un determinato organismo simbionte. I funghi simbionti creano un legame di mutuo vantaggio con la pianta che lo ospita, iniziando uno scambio continuo di sostanze tra fungo e ospite.

Il caso più famoso di fungo simbionte è il fungo porcino, il fungo più ricercato e pregiato dal punto di vista commerciale.

La coltivazione del fungo porcino merita un articolo dedicato, per il momento mi limito a dire che la sua coltivazione è tuttora in fase sperimentale perchè il porcino, essendo un fungo simbionte, necessita della pianta ospite opportunamente micorizzata. Il procedimento è simile alla coltivazione di tartufo.

Se hai intenzioni imprenditoriali, la coltivazione del porcino non è la più indicata data la difficoltà. Per iniziare, dovrai dedicarti alla coltivazione dei funghi saprofiti.

Se vuoi approfondire la coltivazione di funghi simbionti, leggi l’articolo: come coltivare tartufi.

Il terzo gruppo, quello dei parassiti, sono dei funghi che vivono e si accrescono a discapito di altri organismi viventi.

Oltre alle strategie nutritive, i funghi possono essere suddivisi in funghi microscopici e macroscopici, patogeni e non, velenosi e commestibili.

I funghi producono una miriade di composti chimici che vengono utilizzati dall’uomo in molti settori, da quello alimentare a quello farmaceutico. Il caso più famoso di utilizzo di funghi è quello del Saccharomyces cerevisiae, o meglio conosciuto come lievito di birra.

L’uomo può mangiare solo una piccolissima parte dei funghi presenti in natura, e ancor meno sono in funghi coltivabili dall’uomo.

La maggior parte dei funghi mangiati dall’uomo sono raccolti in natura durante il periodo di maturazione. Infatti, il fungo vive gran parte della sua vita come micelio, per poi generare il frutto, cioè il fungo come noi lo conosciamo e utilizziamo.

Data l’immensa biodiversità, è possibile trovare in funghi in quasi tutti gli ambienti e la raccolta è strettamente regolamentata dalle autorità perchè è molto facile scambiare una specie commestibile in una velenosa.

In Italia esistono diverse specie addirittura mortali che possono essere facilmente scambiate per specie adatte al consumo.

La raccolta dei funghi in Italia è molto popolare perchè alcune delle specie più pregiate (come il Porcino) si trovano solamente in natura e non possono essere coltivati.

I funghi commestibili sono molto utilizzati dall’industria alimentare, e per questo motivo la coltivazione dei funghi è stata sviluppata e perfezionata per soddisfare la sostenuta domanda del mercato.

Specie di funghi coltivabili

come coltivare funghiAbbiamo già visto che solo alcuni funghi sono commestibili per l’essere umano, ancor meno quelli coltivabili.

Inoltre, abbiamo evidenziato che tra le varie categorie di funghi, quelli saprofiti sono quelli più adatti alla coltivazione.

Quando si deve scegliere il fungo da commercializzare, le variabili da considerare sono molte.

Se da una parte l’aspetto tecnico è importante, dall’altra risulta fondamentale garantire la redditività dell’impianto.

Diverse specie di funghi vengono coltivati in tutto il mondo, dall’Asia all’America, ma in Italia le specie coltivate sono poche.

La specie più abbondante e frequente è senza dubbio il classico fungo champignon (agaricus bisporus), a seguire troviamo il fungo ostrica (Pleurotus ostreatus) e il piopparello o pioppino (Agrocybe aegerita).

Tutti e tre i funghi sono ovviamente saprofiti, cioè si accrescono utilizzando la materia organica presente nel substrato.

Come coltivare funghi

In questo paragrafo vediamo le principali azioni per coltivare funghi con successo.

La funghicoltura può essere effettuata da chiunque, dal cittadino che vuole produrre i funghi in casa per il proprio consumo, sia il piccolo imprenditore agricolo in cerca di un ulteriore fonte di reddito, per poi arrivare alla grande azienda agricola che investe milioni nella realizzazione di impianti idonei alla coltivazione.

A seconda del tipo di investimento, la produzione può variare da pochi esemplari a tonnellate di funghi al giorno. Qualsiasi sia la quantità prodotta, i funghi sono coltivati pressochè seguendo le stesse linee guida.

Un fungo per crescere correttamente ha bisogno delle seguenti caratteristiche:

  • un substrato appropriato;
  • il giusto grado di umidità e ph;
  • temperatura controllata.

Data la difficoltà di coltivare funghi simbionti (Porcino), la quasi totalità degli impianti sono dedicati ai funghi saprofiti. Questo tipo di funghi necessita di un substrato idoneo dove poter immettere le spore dei funghi.

La produzione di funghi si divide in due grandi fasi operative: la preparazione del substrato e la crescita del fungo. Le aziende che effettuano entrambe le operazioni operano la coltivazione a ciclo chiuso, cioè realizzano tutte le fasi operative della funghicoltura.

Le aziende a ciclo chiuso sono grandi aziende perché la preparazione del substrato idoneo implica un notevole investimento in macchine automatiche e personale.

Questa situazione ha portato alcune ditte a specializzarsi nella produzione di substrato da vendere alle piccole realtà imprenditoriali.

A seconda della specie di fungo coltivato, il substrato varierà in composizione chimica e fisica. Visto che il fungo champigno è il fungo più coltivato, riporto le fasi della sua produzione.In linea generalre comuque, le fasi sono simili in tutte le specie saprofite coltivabili.

Generalmente per preparare il substrato vengono utilizzate materie prime abbondanti come vari tipi di letame, paglia, fieno, gesso agricolo e acqua.

Questa miscela di sostanze vengono opportunatamente fermentate in grandi macchine fino alla completa maturazione del substrato, pronto alla fase successiva di pastorizzazione. Questa fase è necessaria per eliminare i funghi competitori.

Una volta pronto, il substrato viene seminato con il micelio del fungo, suddiviso in apposite confezioni e commercializzato ai coltivatori. Così facendo, il piccolo imprenditore agricolo può coltivare i propri funghi riducendo i costi d’avvio.

Con il substrato pronto, la coltivazione dei funghi è relativamente semplice perchè procede da sola, a patto che le condizioni ambientali siano rispettate.

Dopo l’arrivo dei pallet di substrato micorizzato, il coltivatore deve lasciare il composto a 25° per due settimane per permettere al micelio di accrescersi all’interno del substrato.

coltivazione funghiDurante questo periodo noterai un cambiamento del substrato, con la formazione di uno strato biancastro.

Arrivato a questo punto, il micelio ha superato la fase d’incubazione.

Il substrato viene ricoperto da un apposito terricio e lasciato a maturare per ulteriori 10 giorni.

Durante queste primi 25 giorni, noterai cambiamenti continui nel substrato in termini di odore e colore.

Arrivati a questo punto, arriverà il momento di passare dalla fase vegetativa a quella riproduttiva, cioè la nascita del frutto del fungo, la parte commestibile.

Per fare il passaggio, devi areare l’ambiente e abbassare la temperatura fino a 16-18°. Dopo circa una settimana vedrai spuntare le prime punte bianche del fungo che in un paio di giorni raggiungeranno la taglia commerciale.

Tutti queste procedimenti vengono effettuati all’interno di specifiche serre di coltivazione chiamate serra fungaia.

Queste serre sono realizzate con diversi materiali e hanno dei sistemi automatici per controllare le condizioni climatiche.

Queste strutture sono realizzate in modo che i funghi vengono posti su diversi ripiani per ottimizzare lo spazio. La dimensione totale della serra è variabile, l’importante è mantenere costanti temperatura e umidità.

Un imprenditore agricolo intenzionato a coltivare solamente i funghi deve preventivare la costruzione di circa 10 serre di 100-200 mq.

Le cifre sono del tutto approssimative, ogni buon imprenditore deve prevedere la produttività dell’impianto in fase d’avvio anche grazie alla consulenza di coltivatorio esperti.

Come avviare un impianto di coltivazione funghi di successo

Se leggi abitualmente Aprire Azienda sai bene come la penso. Inventarsi un lavoro, aprire un’attività e diventare indipendenti è una delle cose più belle e gratificanti che possiamo fare in vita.

Tuttavia, nonostante l’apparente facilità, creare un business è difficile e imprenditori non ci si improvvisa. Prima di creare qualsiasi progetto, si deve studiare molto e investire in formazione.

Una volta raggiunte le conoscenze basiche, bisogna mettere in pratica i concetti ma con un approccio che limita gli investimenti iniziali.

Un imprenditore vincente deve saper gestire le proprie emozioni e partire in piccolo. La strada verso il successo è fatta di piccole e costanti azioni quotidiane, non di passi avventati e sproporzionati alle proprie capacità.

Se vuoi coltivare funghi in modo professionale, riduci il rischio imprenditoriale e inizia con una singola serra, in questo modo prenderai il controllo delle operazioni tecniche senza rischiare troppi soldi.

Avviare una piccola funghicoltura è l’ideale per tutte quelle aziende agricole alla ricerca di una fonte di reddito alternativa e per attrare i clienti verso le proprie attività.

Questa pratica è molto interessante anche per le aziende agrituristiche in cerca di visibilità. Puoi offrire giornate formative ai tuoi ospiti così da differenziarti rispetto alla concorrenza.

Le attività imprenditoriali agricole per sopravvivere sul mercato devono rivolgersi anche alla clientela finale e il fungo si presta molto a questo tipo di approccio.

La funghicoltura in Italia è una coltivazione di nicchia e le persone sono sempre più interessate a questo tipo di attività. Organizza giornate educative, saranno un ottima strategia promozionale.

Coltivare funghi: considerazioni finali

Abbiamo visto che la funghicoltura è un’attività agricola molto interessante, specialmente se consideriamo la relativa facilità e la buona redditività degli impianti.

Per il momento le specie di funghi coltivabili sono limitate, tuttavia sono certo che nei prossimi anni vedremo una crescita esponenziale delle specie adatte alla coltura.

Le tecnologie migliorano e anche l’interesse delle persone comuni verso la produzione locale e biologica. Questo settore è il futuro dell’alimentazione umana e sono certo che sempre più persone si rivolgeranno al mercato locale a km zero.

Sono arrivato alla fine di questo lungo articolo, se vuoi continuare a leggere Aprire Azienda, iscriviti alla newsletter. Se cerchi altri amici imprenditori, unisciti al gruppo Facebook MAI ARRENDERSI.

Grazie,

Alessandro

Se sei interessato all’ebook, vai alla pagina di presentazione

Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo

Se ti è piaciuto l'articolo, metti le 5 stelline

2 Comments

  1. LUIGI DESIDERI Apr 13, 2016
  2. giuseppe brenga Ott 22, 2016

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *