Avviare una coltivazione di piante officinali e avere successo 4.65/5 (26)

Hai un terreno agricolo, oppure hai intenzione di comprarne uno, e non sai come farlo fruttare al massimo?

Bene, sei giunto nel blog giusto, Aprire Azienda è pieno di idee e suggerimenti per aprire un’azienda agricola o diventare un imprenditore agricolo professionale.

Per trovare la lista completa segui il tag azienda agricola, mentre questa che hai di fronte è la guida per avviare una coltivazione di piante officinali.

L’articolo è composto da tre parti, nella prima vedremo cosa e quali sono le piante officinali secondo la normativa italiana, nella seconda parte vedremo come coltivare le piante officinali, mentre nella terza e ultima parte vedremo come avviare un’azienda agricola di successo.

L’articolo è lungo e pieno di dettagli, se vai di fretta, salvalo nei preferiti e ritorna con più calma.

Il settore delle piante officinali sta crescendo per via del rinnovato interesse del pubblico verso una vita più sana e una dieta equilibrata.

In un contesto simile, risulta ottimo l’avvio di un business agricolo impegnato nella produzione di preziose alleate della salute umana.

L’aumento della domanda interna avvenuto in questi ultimi anni è coperta per il 70% da importazioni estere, specialmente dai paesi dove la manodopera costa meno, ma la qualità e gli standard igienici non sono sempre all’altezza del mercato italiano.

A fronte della forte domanda, la produzione italiana stenta a decollare per colpa della concorrenza estera.

Nonostante le difficoltà, un imprenditore agricolo con forti legami sul territorio ha buone possibilità di vendere il suo prodotto “made in Italy” perchè il mercato è aperto alla produzione a Km zero.

Cosa sono le piante offinali

coltivazione piante officinaliIl termine “piante officinali” entra nella legislazione italiana a seguito di una legge del 1931, ancora in vigore, dove vennero denominate giuridicamente per la prima volta.

Le piante vennero denominate “officinali” per indicare le lavorazioni che vengono effettuate in laboratorio.

Infatti, per ottenere le proprietà e utilizzarle, le piante subiscono lavorazioni come l’essiccazione, la distillazione e la macerazione.

Ovviamente l’utilizzo delle piante officinali non inizia con l’emanazione della legge del 1931 ma è ben più radicata nel tempo, dove i primi utilizzi riportati derivano sin dall’antichità.

Se ami la storia, devi sapere che il primo documento che riporta l’utilizzo delle piante officinali è un papiro egiziano datato 2500 anni avanti Cristo.

Nell’antica Grecia, Ippocrate fu uno dei primi a lavorare sulle piante officinali, mentre Claudio Galeno, un medico greco che visse durante l’Impero Romano iniziò un’opera di catalogazione. Non a caso, dal suo nome deriva l’arte Galenica di preparare le medicine in Farmacia.

Dal punto di vista agronomico, le piante officinali sono composte da un grande ed eterogeneo gruppo di specie vegetali che a loro volta vengono classificate in “piante medicinali“, “piante aromatiche” e “piante d’essenza“.

Ogni pianta officinale ha al suo interno delle sostanze con principi attivi che possono essere utilizzate ai vari scopi. All’interno di ogni specie si va a ricercare la diversa tipologia di principio attivo presente, cioè sostanze biologicamente attive nel corpo umano.

Queste molecole appartengono a classi chimiche come alcaloidi, glicosidi, gomme, tannini, acidi organici, enzimi, vitamine, resine, balsami ed oli essenziali.

A seconda del tipo di sostanza presente, verranno impiegate diverse tecniche rivolte all’estrazione del principio da utilizzare.

A seconda della natura della molecola, la pianta sarà classificata come medicinale se il principio attivo presenta delle caratteristiche terapeutiche mentre sarà classificata aromatica e/o d’essenza se il principio prevalente ha solamente attività gustative e odorose.

In verità, molte piante officinali hanno al loro interno diversi principi attivi con diverse proprietà, sia curative che aromatiche.

Leggi anche: avviare una coltivazione di frutti di bosco

Quali sono le piante officinali di interesse commerciale

Data la grande varietà, non tutte le piante officinali presentano le stesse potenzialità dal punto di vista commerciale. Solamente una piccola parte delle specie sono conosciute e ampiamente commercializzate.

Tuttavia, in un mercato che cambia, un imprenditore attento ha la possibilità di coltivare piante ancora poco conosciute e differenziarsi rispetto alla concorrenza.

Una buona strategia è associare alle piante tradizionali una serie di specie di nicchia poco conosciute.

In Europa ci sono attive 36.000 aziende agricole coinvolte nella coltivazione delle piante officinali per un totale di più di 200 mila ettari di terreno coltivato.

In Italia, le aziende attive nel settore sono circa 3000.

Ad un occhio inesperto queste cifre possono sembrare alte mentre in verità svelano che il settore è ancora piccolo e poco sviluppato. Le aziende dedite alla coltivazione delle piante officinali variano dalle piccole alle grandi dimesioni.

Il maggior produttore mondiale di piante officinali nel mondo è l’India che gioca un ruolo primario in moltissime produzioni.

Altri paesi importanti dal punto di vista quantitativo sono la Cina, la Nigeria, l’Argentina, il Brasile, l’Indonesia e Turchia. A livello europeo, le nazioni più forti sono la Bulgaria e la Germania.

La coltivazione delle piante officinali presenta una forte specializzazione in quanto alcune tipologie sono concentrate in paesi specifici. Un esempio viene dall’Anice indiano, il tè cinese e la Cannella indonesiana.

Ogni pianta ha delle caratteristiche biologiche che rende la sua produzione più facile in alcuni paesi piuttosto che altri.

In Italia sono presenti circa 300 specie di piante officinali, di cui circa la metà coltivate, un altro 25 % raccolte in natura e le restanti sia coltivate che raccolte.

Dai dati raccolti dal Ministero delle poltiche Agricole, da AssoErbe, da Fippo e Siste, ricaviamo le 24 specie più importanti dal punto di vita economico in Italia.

  1. Mirtillo nero
  2. Vite rossa
  3. Zafferano
  4. Ginkgo
  5. Cardo mariano
  6. Finocchio
  7. Passiflora incarnata
  8. Camomilla
  9. Genziana
  10. Cipolla
  11. Origano
  12. Valeriana
  13. Rosmarino
  14. Cartamo
  15. Liquirizia
  16. Rabarbaro
  17. Assenzio romano
  18. Aglio
  19. Aloe
  20. Coriandolo
  21. Anice
  22. Meliloto
  23. Carciofo
  24. Echinacea angustifolia

Leggi anche: avviare una coltivazione di zafferano

Come vedete, la lista include piante molto differenti tra loro, passando da piante utilizzate solamente in cucina con altre impiegate in erboristeria e in medicina naturale.

Oltre al settore tradizionale, il biologico è quello che sta crescendo maggiormente in termini quantitativi e qualitativi. In Italia, le specie più coltivate con il metodo biologico sono:

  1.  Meliloto
  2. Lavanda
  3. Coriandolo
  4. Psillio
  5. Finocchioselvatico
  6. Camomilla
  7. Origano
  8. Passiflora
  9. Tarassaco
  10. Rosmarino
  11. Achillea
  12. Echinacea
  13. Salvia
  14. Melissa
  15. Liquirizia
  16. Elicriso
  17. Anice
  18. Timo

Viste le specie coltivabili in Italia con un mercato di destinazione importante, vediamo come coltivare le piante officinali.

Come coltivare le piante officinali

coltivare piante medicinaliAbbiamo visto che uno dei problemi dello sviluppo delle aziende coltivatrici è la forte concorrenza estera.

Per un imprenditore italiano è necessario in fase progettuale trovare un modo per ridurre i costi e ottenere piante qualitativamente eccellenti per competere sul mercato di riferimento.

Per coltivare piante officinali in maniera redditizia, innanzitutto occorre valutare preventivamente le caratteristiche biologiche ed ecologiche proprie della pianta per ridurre i costi di produzione.

Infatti, una pianta coltivata nel proprio territorio d’origine necessita di un minor uso di tecnologie e spese come quelle dovute alle concimazioni, alle cure antiparassitarie, irrigazioni forzate eccessivamente e l’utilizzo di serre climatizzate necessarie per garantire la sopravvivenza a piante inadatte alle condizioni ambientali esterne.

Fai uno studio del clima della zona e analizza le piante d’interesse economico presenti in natura e fai la tua scelta all’interno del gruppo.

I passi per entrare nel settore sono diversi a seconda del tipo di capitale disponibile. In primis, si deve decidere il tipo di coltivazione e di pianta che dipenderà dal terreno agricolo in possesso.

I prezzi dei terreni agricoli variano enormemente dalla tipologia, dall’accesso all’acqua e alla macchine agricole. I prezzi variano anche dalla Regione e dalla zona.

I fattori per valutare un terreno agricolo sono numerosi e variegati. La scelta non sarà dettata solo dal capitale ma anche dal futuro utilizzo.

Ogni pianta ha i suoi terreni idonei dove crescere sana e forte e per questo dovrai anche valutare il terreno dal punto di vista agronomico.

Scelta la specie (o più specie) da coltivare e trovato adatto, provvederai con la coltivazione vera e propria.

Ogni attività agricola inizia con la lavorazione del terreno per preparare la messa in dimora delle piantine o dei semi da coltivare. Gli attrezzi per la lavorazione della terra soni uguali a quelle di altre attività agricole.

Per riassumere gli step della produzione, possiamo distinguere tre momenti principali: produzione agricola e prima trasformazione, come selezione, lavaggio ed essiccazione; trasformazione secondaria, dove il raccolto viene tagliato e selezionato; trasformazione finale dalla quale si ottengono i prodotti finiti.

Per ridurre l’investimento, una giovane azienda può fermarsi ai primi stadi e rivendere la materia prima ad aziende specializzate nella trasformazione.

I problemi principali nella coltivazione di piante officinali sono i costi di produzione maggiore rispetto all’estero. L’impiego della manodopera è uno dei principali costi dell’azienda.

Esistono delle strategie per ridurre l’impegno finanziario come l’organizzazione di corsi rivolti all’insegnamento in cambio di aiuto in azienda.

Come avviare una coltivazione di piante officinali

Aprire un’azienda agricola è un processo fatto di scelte e step.

Ho scritto un ebook (www.aprireazienda.com/azienda-agricola-ebook/) che spiega perfettamente nei dettagli tutti i step per creare un’azienda agricola di successo.

Nell’ebook riporto tutti i casi che un aspirante imprenditore agricolo si troverà davanti.

Ricorda, è possibile attivare una coltivazione di piante officinali senza spendere grossi capitali se non si commercializza il prodotto così da apprendere le tecniche di coltivazione.

Infatti, prima di pensare ai progetti imprenditoriali, è meglio diventare esperti agricoli; ogni pianta ha le sue caratteristiche ecologiche che devono essere rispettate a prescindere dal lato economico e commerciale.

Una volta acquisite le competenze tecniche necessarie, analizza il mercato di sbocco e contatta le aziende che potrebbero essere interessate ai tuoi prodotti.

Se vivi in una zona idonea, puoi inoltre concentrarti sulla vendita diretta dei tuoi prodotti tramite un punto di vendita diretta.

Interessanti sono le opportunità di partecipare ai mercati e aderire alle cooperative per far gruppo e emergere sui mercati. Sull’ebook trovi diversi casi concreti su questo argomento.

Dal punto di vista burocratico, puoi scegliere se aprire un’azienda agricola diventando un imprenditore agricolo professionale oppure un coltivatore diretto.

La scelta dipenderà molto dai tuoi obiettivi e ambizioni nel futuro. Per approfondire, leggi:

Per far sviluppare il settore agricolo, l’Europa e le Regioni italiane rilasciano tutta una serie di finanziamenti rivolti allo sviluppo rurale nel nostro paese.

Se sei interessato, all’interno dell’ebook trovi consigli su come ottenere i finanziamenti europei che comunque non devono sostituire un piano imprenditoriale concreto e sostenibile.

Prima di imbarcarti in esperimenti costosi, considera la frequentazione di corsi di formazione e la partecipazione ad eventi di settore.

Il business delle piante officinali in Italia offre diverse opportunità di lavoro e sviluppo ma bisogna prima interagire con i vari attori del settore e ottenere tutta quella serie di informazioni dirette sul campo necessarie alla tua crescita professionale.

Coltivazione piante officinali: considerazioni finali

Avviare una coltivazione di piante officinali è certamente una possibilità imprenditoriale per chi è amante della natura e del lavoro all’aria aperta.

Data la grande variabilità e il numero si specie coinvolte, è impossibile riassumere tutte le varie situazioni. Se continui a frequentare il blog, ti assicuro che nei mesi futuri continuerò ad analizzare il settore in maniera più specifica per ogni pianta officinale.

I punti di forza del Made in Italy e della filiera corta è una garanzia di qualità che sta sempre di più interessando i consumatori italiani e esteri.

Un business agricolo per avere successo deve rispettare delle regole non scritte ma comuni a molte attività. La prima è ovviamente la qualità del prodotto.

La seconda caratteristica è l’accessibilità ai clienti finali mentre la terza è la giusta immagine aziendale.

Se hai un buon prodotto da vendere, se riesci ad avere un canale attraverso il quale farlo e riesci a presentare il prodotto in modo efficace al giusto target, un imprenditore italiano ha discrete possibilità di successo.

Se ti piace Aprire Azienda, sarei felice di ricevere un tuo commento qui sotto e una condivisione sui social network.

Grazie,

Alessandro

Leggi anche: coltivare lo zafferano

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8 Comments

  1. filomena fraraccio Set 17, 2015
  2. Mauro Gen 17, 2016
  3. Katia Apr 20, 2016
  4. Ermanno Marracino Lug 28, 2016
  5. Giusi Lug 28, 2016
  6. michele Ago 2, 2016

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