Fondare una onlus. Come costituire un’ associazione no profit. 5/5 (2)

Come costituire un’ associazione umanitaria

aprire una onlusNon nascondo che uno dei miei sogni più importanti è costituire un’ associazione no profit. In un mondo sempre più individualistico devoto al solo dio denaro, dove le logiche di profitto sono principio cardine di una società profondamente ingiusta, avere la possibilità di impiegare la propria forza lavoro in qualcosa che conti veramente è forse lo scopo ultimo della mia vita.

Ma per fare ciò, noi di Aprire Azienda (io e voi lettori) sappiamo bene che creare un’ attività richiede tempo, determinazione, pazienza e forse anche un pizzico di fortuna. Avere un’idea è solo l’inizio dell’avventura.

Grazie ad un email ricevuta pochi giorni fà (la leggerete a fine articolo) da un fantastico ragazzo di nome Tobias, ho deciso oggi di affrontare una tematica che credo sia utile a molte persone. Infatti, il mondo del no profit è (per fortuna) in continua espansione, sempre più persone schifate dai ritmi massacranti della nostra società, hanno deciso di dedicare la propria esistenza al nobile scopo di aiutare gli altri.

Se anche tu ti riconosci in questi ideali, se anche tu hai scelto una vita diversa dalle solite preconfezionate, se anche tu hai deciso di inseguire le tue passioni, questo articolo decicato al mondo delle onlus può essere (spero) il motore per farti partire.

Se segui il blog, sai che qui non ci sono facili promesse e sogni illusori, cerco di dare nella maniera più oggettiva possibile il mio parere per veder realizzati i sogni miei e altrui.

Io credo che nella vita niente sia impossibile come niente sia facile. I casi fortunati sono la minoranza. Sei tu  che devi dare una spintarella alla tua dea bendata. Passione, creatività e tanta testardaggine ti farà forse diventare il prossimo Gino Strada. Il risultato non è garantito, ma dato l’alto valore della nostre vite, dobbiamo fare insieme un tentativo. Che ne dici, sei pronto?

Come costiuire un’associazione no profit: muovere i primi passi

Ogni grande percorso inizia da un piccolo passo. Per dare una svolta significativa alla tua vita devi iniziare oggi stesso ad affrontare le piccole sfide quotidiane. Se il tuo sogno è quello di fondare una onlus, devi ovviamente iniziare a sporcarti le mani.

Diversi mesi fà ho scritto un breve articolo dedicato ai lavori socialmente utili. Qui puoi trovare alcuni link ai portali più popolari per trovare una prima occupazione. Il settore è molto competitivo perchè, come è giusto che sia, sono molte le persone interessate a lavorare nel mondo no profit. Ovviamente non devi per forza cambiare continente per farti un pò di esperienza. Molte volte le soluzioni più facili sono quelle che abbiamo proprio sotto il nostro naso.

Se hai fame di conoscenza, se vuoi veramente dare un contributo a questa malandata società, sarai ben felice di scoprire che sono centinaia le associazioni che in ogni città d’Italia e nel mondo sono presenti sul territorio. Fare il volontario è una maniera semplice e veloce per familiarizzare con l’ambiente e testare la tua passione.

Tante volte tendiamo ad idealizzare tutto quello che non facciamo. Il famoso detto “l’erba del vicino è sempre più verde” nasconde molte verità. Solo entrando in azione puoi scoprire se la tua passione è lavorare per gli altri. Tutto questo comporta sacrificio e deizione, quale miglior maniera per testare la tua personalità altruista se non donare il proprio tempo ad una giusta causa?

Le tipologie giuridiche presenti in Italia

In Italia, anche se non se ne parla mai, sono centinaia di migliaia le persone coinvolte nel sociale. I mass media se facessero il loro lavoro ci racconterebbero molto di più di tutte le bellissime realtà esistenti nel nostro paese. Ma un popolo solidale non è il fine ultimo dei palazzi del potere. E’ molto più facile gestire una società divisa e diffidente di se stessa piuttosto che una comunità coesa e solidale. Ma fortunatamente grazie alla rete è possibile conoscere queste associazioni.

Nei miei articoli preferisco sempre sottolineare la parte umana di qualsiasi impresa imprenditoriale, tralasciando a volte tante leggi e leggine, ma in questo caso vi voglio riportare alcuni link e documenti utili a chi vuole sapere come costituire un’associazione. I link sono riferiti al mercato italiano ma dovete sapere che è possibile fondare una onlus anche all’estero. In uno degli ultimi paragrafi vi riporterò alcuni link per aprire un’associazione nel Regno Unito. Gli anglosassoni sono in prima linea sul mondo no profit, hanno una legislazione chiara ed efficiente non solo per gli imprenditori normali ma anche per quelli impegnati nel sociale.

In Italia, per costituire un’associazione no profit è necessario essere  un gruppo di persone. Una volta decisa l’ apertura si deve convocare un’Assemblea di Costituzione tra i partecipanti per approvare l’ atto costitutivo e lo statuto. Questa è la linea generale, ma per capire bene a fondo la normativa, bisogna distinguere le varie forme presenti.

Navigando in rete ho scovato per voi lettori di Aprire Azienda un’ utilissima guida redatta dall’ Agenzia delle Entrate. Vi consiglio la lettura intera del documento per sapere in prima persona quali sono le variabili coinvolte.

Per schematizzare il panorama italiano, le tipologie giuridiche esistenti nel nostro ordinamento sono le seguenti:

  • Associazioni non riconosciute;

La maggior parte delle entità presenti in Italia vanno sotto questa voce. Per costituire questo tipo di associazione non è necessario l’utilizzo di un notaio, ma bisogna comunque possedere l’ atto costitutivo e lo statuto.

  • Associazioni riconosciute;

Le associazioni riconosciute richiedono un atto pubblico e richiedere il riconoscimento come personalità giuridica.

  • Fondazioni;

Come la precedente prevedono un atto pubblico costitutivo.

Tra queste macrocategorie sono presenti ovviamente diverse sotto categorie più specifiche. A seconda dello sopo dell’associazione, esistono associazioni culturali, sportive, promozione sociale, di volontariato, ong.

Tutte le associazioni elencate in precedenza possono acquisire lo status fiscale di Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale).Per poter assumere lo status di onlus, le attività svolte devono essere in linea con quanto scritto nel decreto legge 460/97. Avere lo status di Onlus ovviamente prevede delle semplificazioni e degli adempimenti fiscali ben definiti. I profitti generati non possono essere suddivisi tra i soci ma reinvestiti in attività di pubblica utilità. Ovviamente se il tuo impegno è costante, le onlus hanno il diritto di pagare dei salari ai propri lavoratori.

Come promuovere la tua associazione

come costituire un' associazioneParliamoci chiaro, tutti noi possiamo aprire una onlus domani mattina, i costi sono pressochè irrisori, ma qual è la differenza fra un’ associazione di successo e una no?

Se stai cercando i primi contatti tra le varie entità del territorii, avrai notato che le associazioni presenti sono moltissime ma solo alcune riescono a raggiungere una visibilità degna di nota. Io non sono un guru che dà soluzioni al 100% di efficacia, ma posso grazie alla mia esperienza nel Regno Unito riportarti i casi di successo che funzionano. E’ vero che il mercato anglosassone è molto più ricettivo del nostro, ma credo che certi principi siano universali. Vediamo insieme quali sono i fattori principali per avere successo con la propria onlus.

1.Obiettivi chiari ben definiti;

La tua associazione deve avere uno scopo ben definito, non troppo vago come la pace nel mondo. Molte persone sono ormai assuefatte alle tragedie della vita, riporta casi concreti, dati tangibili e obiettivi chiari. Devi aver chiara la risposta ad un potenziale investitore: cosa ci farai con i miei soldi?

2.Un brand coinvolgente;

La creatività funziona non solo nelle attività imprenditoriali classiche. Colori vivaci che attirano l’attenzione, uno slogan corto facile da ricordare, un’immagine del brand che attiri l’attenzione facilmente ripetibile ovunque e che colleghi subito alla tua associazione. Usa una mascotte, un logo animato.

3.Il passaparola grazie al divertimento;

Dì la verità: anche se sei una persona sensibile che pensa agli altri trovi insopportabili gli attivisti che fermano agli incroci per richiedere una firma. La verità è che ti stanno chiedendo dei soldi in cambio di una perdita di tempo. Qui tu devi fare la differenza, devi creare un evento divertente, magari dedicato ai bambini o a chi possiede un animale domestico, e coinvolgerlo in attività creative e divertenti. La raccolta fondi tramite eventi è la formula più usata all’estero, non deve essere la classica pesca di beneficenza (ma quella funziona). Un evento può essere totalmente scollegato alla tua causa, la gente ha bisogno di svago a buon mercato, soprattutto in questi tempi di crisi.

4.Coinvolgere quante più persone possibili;

Molte aziende o attività saranno ben felici di partecipare ai tuoi eventi in cambio di visibilità. Le tua attività promozionali devono avere un target ben mirato di partecipanti e offri a loro qualcosa in cambio. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, offri loro un servizio e con il profitto raggiungerai il tuo scopo benefico.

5.La trasparenza delle proprie azioni.

In Italia siamo abituati ai ladri. Dimostra con i fatti e non con le parole in tuoi traguardi.

Creare una onlus all’estero

In Regni Unito le associazioni non profit sono delle realtà imprenditoriali ben radicate sul territorio. Soprattutto nelle grandi città non esiste settimana senza un evento benefico.

Se credi che queste serate siano noiose sei fuori strada. Cene eleganti in sontuosi palazzi, degustazione vini e concerti, serate di ballo, giornate all’ aria aperta e sport, cene sociali ecc. Tutte attività che pagheresti per partecipare anche se il profitto andrebbe nelle tasche di un singolo privato.

Gli anglosassoni per molti versi sono un popolo molto evoluto e il campo del sociale è uno di questi. Le cosidette “charity” organizzano serate all’insegna del divertimento, dove magari si parla poco dei problemi del mondo ma che in verità raccolgono cifre interessanti da destinare ai progetti più disparati.

Avere una propria sede all’estero, in uk in questo caso, può rivelarsi una scelta vincente anche per il maggior pubblico a cui ci si rivolge. Limitarsi al mercato italiano è appunto un limite. Ecco perchè trovo interessantissima l’esperienza e l’intento di Tobias di aprire una sede a Londra per la sua associazione descritta nel prossimo paragrafo. In un prossimo articolo prometto un post sul tema delle charity anglosassoni.

La storia di Tobias e Supporto Uganda

Come ti avevo anticipato in apertura dell’articolo, con estremo piacere riporto l’esperienza di Tobias, spero che la sua storia ti sia d’aiuto a capire che volere e potere. Lascio la parola a Tobia.

Io mi chiamo Tobias , vivo a l’ estero ormai da diversi anni , sono stato per un paio di anni a Parigi , poi Berlino ed infine Bruxelles , diciamo che ho fatto esperienze diverse prima di approdare ai diritti umani , per lo più mi sono dedicato alla fotografia artistica .

Inizialmente ho fatto il volontario , ma soprattutto scrivo, la mia avventura e cominciata così , scrivendo per un giornale online . Per scrivere ho iniziato ad informarmi, leggevo moltissimi articoli al giorno su quanto riguarda la discriminazione in molti paesi , non solo l’ Africa , ma anche in paesi che noi riteniamo civilizzati , in tanti paesi europei si negano i diritti delle persone . Così arrivato a Bruxelles ho pensato di fare qualcosa di concreto, non che scrivere non lo fosse , ma lo trovavo più marginale .

Ho avviato un progetto di supporto per l’ Africa , in particolare per Uganda , dove ci sono delle Ong con cui collaboro . Mi sono recato a parlare con alcune persone che avevo conosciuto in precedenza durante il periodo di volontariato e tramite la lettura dei molti articoli sui vari quotidiani , ho iniziato a mandare e-mail , molte, fare incontri, tanti , per cercare sostenitori .

Sono partito senza troppe aspettative, una città nuova, poche conoscenze , da solo , ho investito molto ma senza illusioni , sono rimasto basito quando invece in pochi mesi la cosa ha preso il via a ritmi quasi insostenibili per una sola persona, soprattutto devo ringraziare le tante persone che sono state disponibili ad appoggiare le mie idee ed il mio progetto.

Dopo quasi un anno , 9 mesi per esattezza , una vera gestazione è nata questa associazione , per i diritti delle minoranze sessuali , stiamo ancora lavorando per sistemarci, dare vita alle molte iniziative, ai contatti internazionali . Sono contento e uno dei prossimi passi e proprio quello di aprire una sede a Londra , dove ho persone con cui mantengo i contatti per sostenere la causa dei rifugiati in paesi stranieri .

Spero che questa iniziativa possa essere utile per cambiare realmente le cose , noi ci metteremo di impegno, insieme ai ragazzi che lavorano con me, anche se oggi siamo ancora un piccolo gruppo. Dico a chi vuole tentare la fortuna , per esperienza , ne vale la pena !!
Se vuoi sapere altro domanda pure , ho un gruppo dedicato alla causa su FB si chiama Supporto – Uganda .

Aprire un’associazione umanitaria: conclusioni

Spero che la storia di Tobias ti abbia dato la carica di andare avanti nei tuoi sogni. Io ti garantisco che se smetti di sognare la vita perde di significato. Nei periodi più bui della mia vita ho capito che per trovare la felicità che meritiamo dobbiamo avere uno scopo, dobbiamo seguire fino in fondo le 10 regole della felicità che trovi su un articolo che ha trovato inspirazione in un libretto letto anni fa.

Avere uno scopo nella vita è forse la cosa più importante, non accontentarti della mediocrità che ti circonda, dai libero sfogo alla tua voglia di aiutare il prossimo. I cavilli burocratici, i problemi economici, quelli si superano con una passione innata che solo tu sai di possedere. Ascolta la vocina dentro di te, non te ne pentirai. Se avrai successo avrai realizzato il tuo sogno, se invece non ci riesci almeno vivrai una vita priva di rimpianti.

Se avete apprezzato l’impegno di reperire informazioni che quotidianamente faccio, le sole richieste (gratuite) che vi chiedo è quello di rimanere in contatto con il blog Aprire Azienda tramite la pagina Facebook,  condividere l’articolo con i vostri amici e votare l’articolo con il tasto +1 di Google plus. Se avete bisogno di chiarimenti o consigli, non esitate a contattarmi. Grazie a presto.

 

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