Come uscire dalla crisi in Italia. Sogno o realtà?

Come uscire dalla crisi in Italia.

Vi ricordate la canzone parole parole  della grande Mina? Forse i più giovani non la conoscono, però consiglio a tutti di ascoltarla per via della sua attualità. Infatti, questo è quello che sentiamo ogni giorno dalla politica Italiana: parole parole parole soltanto parole. Proclami quodidiani sull’ imminente uscita dalla crisi, centinaia di migliaia di posti di lavoro creati dal nulla, riduzione delle tasse ecc ecc ecc.

La verità è che nessuno dei nostri cari Onorevoli non hanno la minima intenzione di far uscire dalla crisi la nostra nazione. Oppure non nè sono capaci però opto più per la prima ipotesi. Dare dell’ incapace al politico è tanto facile quanto sbagliato. La verità è che sono al servizio di poteri forti che il cambiamento non solo non lo vogliono ma lo contrastano quotidianamente.

come uscire dalla crisi in ItaliaNon voglio certamente iniziare un viaggio allla scoperta dei motivi per cui la crisi economica è nata e portata avanti, tantomeno le sue cause da ricercarsi su speculazioni bancarie e mantenimento dello status quo.

Il sito Aprire Azienda non è un sito di controinformazione e non vuole diventarlo. Aprire Azienda è un sito dove trovare informazioni utili per tutte quelle persone che non vogliono arrendersi, lottano per il loro futuro in Italia come all’ estero. Non è un inno all’ emigrazione nè un inno all’ immolazione alla patria. Aprire Azienda è semplicemente uno strumento per raggiugere l’ obiettivo di vivere una vita migliore.

A volte per farlo è necessario trovare lavoro all’ estero, altre volte invece bisogna avviare un’ attività imprenditoriale, mentre altre basta solamente mettere in pratica piccole correzioni del proprio tempo oppure credere in se stessi per  essere felici.

Una parte importante nella mia ricerca alla felicità coinvolge lo studio della burocrazia estera per diventare imprenditori. Svolgendo questo compito, ho individuato vari motivi per cui in Italia è difficile, se non impossibile, fare impresa. Studiando la legislazione dei paesi più evoluti del nostro, si ripeto più evoluti del nostro, si riesce molto facilmente a capire che in Italia, allo stato attuale, è impossibile uscire dalla crisi finanziaria ed economica attuale. Serve un cambiamento radicale che difficilmente verrà messo in atto dalla classe politica attuale responsabile dei guai nostrani.

Io non ho la bacchetta magica nè so come uscire dalla crisi in Italia in breve tempo. Quello che so è cosa funziona all’ estero e in Italia non esiste. Per questo motivo ho deciso di scrivere questo decalogo su come uscire dalla crisi in Italia. Questo è solo il mio parere, io lancio il sasso e non nascondo la mano, il cambiamento è possibile solo con la condivisione. Se credete che la mia ricetta su come uscire dalla crisi in italia sia un buon punto di partenza, non esitate a contattarmi per aggiungere la vostra opinione. Buona lettura.

Come uscire dalla crisi in Italia: decalogo delle riforme.

Per capire l’ entità della crisi in Italia non servono proclami, tantum, percentuali Istat e slogan. La mancanza del lavoro in Italia è sotto gli occhi di tutti. Inutile nascondere la devastante quota dell’ 40% di disoccupazione giovanile e dalla continua fuga dei giovani all’ estero. Per non parlare della deindustrializzazione in atto. Un cambiamento epocale che deve essere affrontato veramente e subito prima di superare il punto di non ritorno. Dobbiamo tutti insieme capire che se non attuiamo riforme vere l’ Italia non ha speranza di ripartire. Questo è solo l’ inizio delle idee per far uscire l’ Italia dalla crisi:

1.Riduzione del costo del lavoro; 

Non so se siete alla conoscenza che per un salario medio di 1000 Euro, l’ impresa ha un costo totale del dipendente di 28.000 Euro. Fate i vostri calcoli su chi veramente è il responsabile della disoccupazione. Non sono le imprese di certo.

2.Abolizione delle tasse sull’ impresa nei primi 3 anni di attività;

Lo stato non può chiedere tasse su utili inesistenti, basati su studi di settore creati da persone che non hanno mai lavorato in vita loro. Lo stato deve dare il tempo alle aziende giovani di consolidarsi in un mercato difficile e competitivo. Inoltre deve tutelare il mondo delle partite Iva, lavoratori costretti a pagare imposte senza avere fatturato stabile.

3.Divieto delle tasse sul fatturato futuro;

Le tasse si pagano sugli utili ma se non si mette le aziende nella posizione di farli questi utili è inutile chiedere soldi che non si hanno. Lo stato deve smettere di trattare tutti gli imprenditori come fossero dei criminali e indagare sui criminali veri. Purtroppo in Italia il paradosso è che vengono tutelati i disonesti e tartassati gli onesti.

4. Tetto dei pagamenti fra aziende a 30 giorni massimi;

Non so se l’ opinione pubblica conosce la situazione delle piccole medie imprese in Italia. La realtà è che le imprese non hanno liquidità, pagano i propri debiti e ricevono i propri crediti dopo 60, 90, 120, 150 e addirittura 180 giorni. Per non parlare dei debiti con la pubblica Amministrazione. La verità è che siamo alla canna del gas. I debiti/ crediti DEVONO esssere pagati massimo a 30 giorni, non esponendo le imprese a esposizoni di denaro insostenibili e di aumento dei tassi di interesse passivi delle banche. Forse questo è il primo problema in Italia.

5.Suddivisione di banche per lo sviluppo dalle banche di investimento;

Inutile elargire soldi pubblici a banche in difficoltà se poi questi soldi non vengono investiti sul territorio. Gli aiuti pubblici devono bypassare le banche e finire sotto forma di incentivo per lo sviluppo direttamente alle imprese sane. Le persone soffrono, i politici, conviventi delle banche, o vanno cacciati o vanno obbligati a emanare leggi al servizio del popolo Italiano. Alcuni lo chiameranno popolismo, io lo chiamo obbligo dei politici nei confronti dei loro datori di lavoro, cioè i cittadini.

6.Obbligo di investire il 5% del Pil in ricerca pubblica;

Senza sviluppo e ricercva il paese muore. regaliamo le migliori menti nostrane agli altri paesi per via della miopia politica.

7.Sviluppo delle rinnovabili e auto ecologiche;

Senza entrare nel discorso sanitario, solo con lo sviluppo di nuovo know how il paese avanza.

8.Tassazione sull’ impresa non superiore del 20 %;

Nella maggiorparte dei paesi Europei le tasse sugli utili non superano quota 30%. Solo con una bassa tassazione si riesce a attrarre capitali esteri.

9.Riforma giudiziaria sui reati finanziari e immunità parlamentare;

Senza giustizia il paese muore.

10.Cultura e informazione da parte del cittadino;

Se non siamo informati, se non facciamo politica, si deleghiamo la nostra vita agli altri, dobbiamo capire che siamo i responsabili della nostra disfatta. Solo un cittadino informato ha le carte per giocare la partita.

11.Digitalizzazione;

Come detto da Eric Shimdt, Ceo di Google, lo sviluppo dell’ Italia passa per lo sviluppo della banda larga.

12. Il Made in Italy;

Siamo l’ Italia, tutto il mondo ci imita e noi non sappiamo come valorizzare il nostro patrimonio artistico, culturale ed enogastronomico. Dobbiamo cambiare marcia.

La critica che è possibile avanzare a questa mia breve ed incompleta lista è: dove troviamo i soldi. Qualche idea:

  1. Abolizione delle provincie;
  2. Abolizione del Senato;
  3. Tetto massimo delle pensioni a 3000 Euro (e sono stato generoso);
  4. Stipendi pubblici (politici compresi) massimo 3000 Euro;
  5. Chiusura Enti inutili (centinaia);
  6. Chiusura delle missioni militari all’ estero;
  7. Legalizzazione della prostituzione.

E questo è solo l’ inizio, gli esperti del settore avranno altre idee sicuramente. Come vedete è possibile uscire dalla crisi però manca la volontà di farlo e nel frattempo gli Italiani soffrono.Magari il punto 7 sulla prostituzione può essere controverso però guardiamoci in faccia. La realtà è che le strade Italiane sono piene di prostitute soggette a forme di schiavitù, e noi ci voltiamo dall’ altra parte come se il problema non ci riguardasse.

La verità è che bisogna dare la possibilità alle persone che vogliono fare questo lavoro, di farlo in libertà e legalità. Il resto è ipocrisia. Se condividete il mio pensiero condividete l’ articolo e rimanete collegati con Aprire Azienda tramite la pagina Facebook, se siete in disaccordo allora commentate con la vostra opinione. Grazie.

 

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