Cosa fare dopo il diploma: corsi professionali o Università? 5/5 (3)

Io ho 32, quasi 33, anni, e ho deciso di scrivere al me del passato. Quel ragazzo giovane e pieno di speranze che, dopo aver sbagliato la scuola superiore, non sapeva bene cosa fare dopo il diploma.

Ricordo quegli anni con nostalgia, credevo ancora che la società era meritocratica, credevo ancora in un mondo dove bastava impegnarsi per un breve periodo di tempo e poi via, diretti verso il proprio sogno.

Quelli erano anni diversi sai, erano anni dove non si parlava di crisi, ma di speranze, dove chi cercava un lavoro poi lo trovava, chi si laureava poi qualcosa otteneva.

Ma poi, nel 2008, tutto cambiò, e non in meglio.

I fatti di cronaca li conosci anche tu, inutile ripeterli.

Se sei giunto qui magari hai proprio digitato “cosa fare dopo il diploma“, quindi stai attraversando una delle età più importanti della tua vita, sappilo, a me sarebbe piaciuto leggere queste parole alla tua età.

Cosa fare dopo il diploma?

cosa fare dopo il diplomaIl raggiungimento del diploma è un traguardo importante della vita, una tappa fondamentale che ci da il benvenuto all’età adulta.

Questo momento viene vissuto con ansia dal giovane, io mi ricordo ancora la voglia di terminare, di chiudere i libri, di essere finalmente libero da tutto e tutti.

Questo succede perché la scuola italiana è antica e inadeguata ai tempo moderni, i programmi scolastici sono programmati per annoiare, non viene stimolata la creatività del giovane, ma anzi si viene repressi perché alla società non servono liberi pensatori, servono sereni e tranquilli lavoratori senza tanti grilli per la testa.

E che la scuola uccida la creatività non lo dico io, un blogger qualunque, lo dice addirittura Sir Ken Robinson:

Io ora so come ti senti, ci sono passato, hai le idee confuse, sei stanco di equazioni, di Garibaldi, del Trattato di Vienna e così via, tu vuoi staccare la spina perché sono 13 anni che stai fermo su una sedia ad ascoltare maestri e professori.

Sei stanco, non ne puoi più, però sappi che questa, nel bene e nel male, è stata una delle epoche più belle della tua vita.

Spensieratezza, serenità, ingenuità, queste parole non torneranno più, il mondo qua fuori non è dei migliori.

Certo, puoi scegliere di prendere la pillola blu e fregartene dei problemi degli altri, ma ricorda che i problemi degli altri a volte sono anche i tuoi.

Ma questo non è il tempo di farsi prendere dall’ansia, questo è il momento di gettare le basi per una vita felice e serena, una vita che sia degna di essere vissuta.

Devi sapere infatti che la vita degli adulti non è poi così male, ci sono cose belle che la giovinezza non può dare come consapevolezza di aver dato il massimo, la gioia di aiutare gli altri, la gratificazione di raggiungere un obiettivo.

Certo, la spensieratezza sparisce con gli anni, ma se siamo bravi la possiamo sostituire con tante altre belle sensazioni.

Però, e c’è un però, più gli anni passano e più diventerai responsabile delle tue azioni, non avrai più l’ombrello dei tuoi genitori, dovrai imparare a cavartela da solo.

E in una società dove regna l’individualismo, non è sempre facile.

Ma non ho scritto questo articolo per farti prendere l’ansia, ho scritto questo post per farti riflettere sul tuo presente perché le prossime azioni che compierai influenzeranno il resto della tua vita.

Le azioni che compierai determineranno il tuo futuro, se vai all’Università oppure no, se decidi di partire per l’estero o meno, se vuoi andare a lavorare oppure no.

Qualsiasi cosa sceglierai, il primo e più importante consiglio è quello di pensare con la tua testa: non c’è amico, genitore o insegnante che tenga, la vita è la tua, gli altri dovrebbero pensare alla loro di vita, mamma e babbo compresi.

Certo, potranno dire la loro, sono i tuoi genitori in fondo, ma quello che farai della tua vita è un problema tuo e solo tuo.

Sai perché ti dico questo?

Perché io l’ho sempre fatto, non mi sono mai fatto influenzare dagli altri.

E sai una cosa?

Ne sono terribilmente fiero.

Forse se avessi ascoltato gli altri ora la mia vita sarebbe meglio, oppure meglio chissà, la sola cosa certa è che non ho nessun rimpianto perché i sbagli che ho fatto li ho fatti da solo. 

Certo che ho sbagliato, sbaglio tuttora, ma in fondo è questa la vita, una serie di sbagli.

Il segreto poi è capirli gli sbagli, e trasformarli in buone lezioni di vita.

Le lezioni che ho imparato dai miei sbagli

Ti ho appena detto che sbagliando si impara, ma cosa ho imparato dagli sbagli?

In primis, che il corpo è uno e uno solo, non c’è operazione chirurgica che tenga, trattalo bene anche se ora credi di essere immortale.

Ti dirò una cosa sconvolgente, non lo sei.

Secondo, che se non sai cosa fare della tua vita, tranquillo è normale, ci siamo passati tutti. Non colpevolizzare i tuoi limiti.

Se magari non lo avessi capito, guardati questo bellissimo monologo qui sotto:

Terza lezione, prenditi una pausa se ne senti il bisogno.

Se vai all’Università perché così fan tutti, allora tu prenditi un anno sabbatico, magari vai in Australia a raccogliere pomodori, vai a schiarirti le idee, forse al ritorno sarai più motivato che mai.

Una cosa fondamentale per la qualità del tuo futuro infatti sono le lingue.

Puoi avere i master che vuoi, se non parli inglese nella società del futuro non valerai niente.

Ci sono milioni di ragazzi come te che vengono da fame e guerra, hanno una voglia di riscatto che tu nemmeno immagini, sono affamati di giustizia e felicità, loro parlano già diverse lingue sin da piccoli.

E non fermati all’inglese, più lingue sai e meglio è.

Ultima lezione di vita è semplice, non andare dietro al fottuto gregge, impara a valorizzare la tua differenza, in un mondo tutto grigio, servono le persone colorate.

Se fai quello che fanno tutti, otterrai quello che ottengono tutti, e cioè un bel fico secco.

Inizia a pensare in modo alternativo, diventa visionario, immagina cose che non esistono ancora, e se puoi, sogna in grande sempre e comunque.

Terzani (se non consoci Terzani, corri a leggerlo) nei sui tanti libri disse una frase che mi colpì molto:

La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza»

Sali sempre, il tempo della discesa lascialo attendere.

Perché dovresti andare all’Università

L’Università, la sola parola Università riempe la bocca di tanti….

Sai, mio figlio si è laureato alla Bocconi….

Eeeee il mio invece è andato ad Oxford….

Sembra una gara a chi la spara più grossa.

La verità è che l’istituzione Università ha subito tutta una serie di riforme che l’ha svuotata dal suo antico splendore.

Durante i miei anni universitari, ho visto un decadimento progressivo degli insegnamenti, un lento e inesorabile declino fatto di sempre più esami e sempre meno tempo per apprendere.

L’Università come istituzione è nata negli anni del medioevo, riprendendo le accademie classiche dell’Antica Grecia. Fino a pochi decenni fa, fare l’Università aveva ancora un senso perché pochi potevano permettersi di studiare.

Ora non più, fare l’Università va di moda.

E c’è chi la vorrebbe a numero chiuso e gratuita come il sottoscritto, la verità è che aperta a tutti ed è a pagamento.

Perché vorrei un’Università gratuita a numero chiuso?

Perché così ritorneremo a dare alla laurea il suo antico valore, non un semplice pezzo di carta che non serve nemmeno come quadro.

Che serve formare studenti, se poi non avranno lavoro?

A che serve, spiegatemelo.

Un’Università a numero chiuso dovrebbe garantire la miglior formazione possibile ai migliori studenti, non ai più ricchi. E deve essere gratuita, perché i meritevoli hanno diritto a studiare a prescindere dal reddito.

Ma ritorniamo a noi, perché dovresti fare l’Università?

Primo motivo, la passione.

Se hai una passione, inseguila, fregatene di quello che ti dicono gli altri, la vita è fatta di passioni, altrimenti non merita di essere vissuta.

Secondo, l‘istruzione ti renderà libero.

Ma attento, l’istruzione non te la da l’Università, te la dai da solo. Se pensi che fare una serie di esami ti renderà una persona intelligente e migliore, sei fuori strada fratello.

L’istruzione è un qualcosa che si acquisisce giorno dopo giorno, leggendo, osservando, viaggiando.

Terzo e ultimo motivo, all’Università conoscerai gente e ti divertirai, sarà l’epoca più bella della tua vita.

Alcuni bacchettoni e bigotti non saranno d’accordo, all’Università si va per studiare, si è vero, anche per quello, ma anche e soprattutto ci si va per imparare ad interagire con il mondo degli adulti, una fase di crescita, per studiare non c’è bisogno di andare all’Università, puoi studiare anche sulla tavoletta del cesso.

I motivi per cui dovresti fare l’Università finiscono qui. A mio modesto parere.

Perché non dovresti andare all’Università

Ci sono tanti motivi per non andare all’Università.

Il primo motivo per non farlo è per trovare lavoro.

Se credi che passare 5 anni (se va bene) della tua vita sopra i libri ti aiuti a trovare lavoro, bè sei fuori strada.

Questo è valido solo per pochissime Università come Medicina ad esempio dove la formazione è imprescindibile.

Per altre facoltà, la maggior parte, questo discorso non serve a nulla.

Credi che per lavorare nel marketing devi avere Scienze della Comunicazione?

Non fatemi ridere, impari più da 5 o 6 blog americani in due mesi che in 5 anni di corsi universitari.

Non andare all’Università per trovare lavoro, i tempi sono cambiati, il lavoro si trova seguendo altre vie.

Credi che andare a Giurisprudenza ti farà diventare avvocato?

Forse ai tempi dei genitori sì, non ora.

Guarda la storia dei grandi della nostra epoca, sono quello che sono grazie alle loro competenze, non grazie ai loro titoli accademici. Questo funzionava nel secolo scorso.

A volte meglio scegliere un corso professionale

Se il tuo obiettivo è il lavoro, e ti capisco perché senza lavoro non si mangia, molto meglio fare un bel corso professionale, uno di quelli che ti prepara veramente al mercato del lavoro.

Che corso?

Oltre a consigliarti lo studio di lingue come il cinese, il russo o l’arabo, ti consiglio un corso di web marketing, oppure di social media, di fotografia professionale o ancor meglio di editing video.

O perché no la patente per i droni.

E le stampanti 3D?

Quelle non si imparano ad usare all’Università.

Ripeto, se il tuo obiettivo è il lavoro, l’Università non sempre è la migliore strada. Eccezion fatta per poche facoltà come Medicina e Ingegneria.

Se prevedi di voler viaggiare in futuro, perché non portarsi dietro il lavoro?

Io l’ho dovuto capire dopo l’Università in Biologia Marina, tu puoi iniziare ora.

Se vuoi diventare un cosiddetto Nomade Digitale, cioè coloro che viaggiano il mondo lavorando grazie al web, leggi ora la mia guida ITS Idea Traffico Soldi, ti spiego come io sono riuscito nell’impresa di lavorare senza essere costretto ad andare ogni mattina nello stesso ufficio.

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Cosa fare dopo il diploma: considerazioni finali

Questa è la mia considerazione finale, quello che avrei voluto ascoltare dieci anni fa.

Se non sai cosa fare dopo il diploma, non preoccuparti, non farti prendere dalla fretta, riposati, prenditi una pausa, respira profondamente, zittisci le tante voci intorno a te, pensa al tuo futuro, come ti immagini tra 5, 10, anni?

Triste e pieno di rimpianti perché non hai seguito il tuo istinto?

Oppure pieno di ferite ma consapevole di non avere rimpianti?

A volte per prendere la scelta giusta bisogna fermarsi e riflettere con la propria testa, la fretta è una brutta consigliera.

La vita è un dono, non sprecarla.

Grazie, Alessandro

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