Crowdfunding in Italia. Viaggio nei finanziamenti dal basso.

Crowdfunding in Italia

Sapete cosa è, e soprattutto qual è, la situazione attuale del Crowdfunding in Italia? Innanzitutto iniziamo a spiegare qual è il significato di questo termine. Preso da Wikipedia, il termine Crowdfunding (Crowd=folla, Funding=finanziamento) sta ad indicare il processo tramite il quale un gruppo di persone utilizza il proprio denaro per finanziare un progetto senza l’intermediazione di banche e istituti finanziari.

Per facilitare il concetto: ad esempio chiedete a parenti e amici un prestito a fondo perduto per finanziare l’apertura del vostro frutta e verdura. Un finanziamento dal basso nel senso stretto del termine. La rivoluzione sta nel fatto che ora, tramite internet, è possibile ampliare il vostro potenziale pubblico di finanziatori in maniera esponenziale, da pochi conoscenti a potenzialmente tutto il mondo.

Per vedere finanziato il proprio progetto, il richiedente deve stabilire una somma necessaria all’avviamento da dover raggiungere. Se la somma non viene ottenuta, il ricevente purtroppo non riceverà nessun fondo. Se viceversa la quota viene raggiunta, o superata, il ricevente potrà disporre del capitale totale.

Da sottolineare che comunque esistono vari tipi di Crowdfunding. Il tipo appena descritto non prevede nessun guadagno da parte del finanziatore, se non una piccola ricompensa, mentre un secondo tipo, detto equity funding, prevede il possesso di una quota del progetto da parte dell’investitore.

Qualsiasi sia la vostra idea imprenditoriale, potete trovare i soldi necessari per far partire la vostra azienda. Grazie all’ enorme connettività del Web, tramite portali web, è possibile vedere il proprio progetto nascere finanziato da sconosciuti. Uno dei siti più popolari è una piattaforma nata in America chiamata Kickstarter.

Navigando sul sito vedete come idee più o meno innovative riescono ad ottenere fondi. Uno dei vantaggi di questa piattaforma è che i soldi ottenuti non vincolano in nessun caso il ricevente dal donatore. Generalmente in cambio del dono ricevuto, l’ imprenditore invia un gadget di diversa entità a seconda della somma ricevuta. Uno dei limiti di Kickstarter è che purtroppo i riceventi devono risiedere in Uk o Usa solamente ed essere titolari di azienda.

Crowdfunding in Italia: apripista Europeo

crowdfunding-in-italiaSempre in ritardo nelle innovazioni, il nostro paese non è famoso per l’ efficenza dei nostri legislatori. In questo caso invece, contro tutte le aspettative, l’Italia è l’apripista Europeo in tema di Crowdfunding, avendo regolarizzato il procedimento tramite un regolamento redatto dalla Consob.

Vista la grave recessione economica vissuta, questa condizione di estrema difficoltà ha stimolato finalmente il legislatore a compiere il suo dovere di regolamentare un  settore con un enorme potenziale di sviluppo.

Il decreto vara le linee di regolamento del Crowdfunding in Italia, stabilendo dei paletti per i gestori dei portali di raccolta fondi.

Il gestore del portale web deve iscriversi ad un apposito registro, ottenere l’abilitazione e perdere il diritto se non rispetta le regole. Uno dei principi cardine di questo regolamento è l’ onorabilità del gestore ovvero, la mancanza di condanne penali da parte degli organizzatori.

Il Regolamento definisce una serie di obblighi generali relativi al comportamento dei gestori autorizzati da fornire affinché gli investitori possano ragionevolmente comprendere la natura dell’investimento e prendere le decisioni in modo consapevole, nonché al diritto di recesso che può essere esercitato entro sette giorni dall’ordine. Inoltre fissa delle quote monetarie, individuate in 500 Euro e 1000 Euro, le somme di denaro sotto le quali minori garanzie sono richieste.

Da sottolineare che questo regolamento è basato sul concetto dell’ equity-funding e cioè della possibilità dell’investitore di un ritorno econonimo dell’ investimento. Una delle criticità a mio avviso è la necessità del 5% dei fondi raccolti provenienti da fondazioni bancarie.

Questo paletto limita lo sviluppo di idee imprenditoriali che non sono gradite dalle istituzioni finanziarie. Comunque rimane il fatto che la regolamentazione di un settore innovativo come quello del Crowdfunding è una necessità legislativa per evitare truffe e raggiri. Coloro interessati ad entrare nello specifico delle regole coivolte nel Crowdfunding in Italia, può consultare il documento completo , composto da 25 articoli.

Crowdfunding in Italia. I portali Italiani

Dopo la recente pubblicazione del regolamento, probabilmente assisteremo ad un incremento della nascita di portali di Crowdfunding in Italia. Come detto in precedenza, esistono vari tipi di Crowdfunding a seconda del tipo di riscontro che l’investimento ha.

Alcune infatti essendo donazioni, non ricevono nessun beneficio in cambio, altre ottengono una ricompensa stabilita in precedenza mentre altre invece ottengono un profitto sull’ investimento. Comunque sul panorama Italiano sono presenti diverse piattaforme, alcune popolari, altre un pò meno. Qui di seguito troverai l’elenco delle più popolari.

  1. Produzioni dal basso: nata nel 2005, è ufficialmente la prima piattaforma di Crowdfunding in italia. Il portale non gestisce direttamente i fondi e l’investitore in cambio ottiene solamente una ricompensa stabilita in precedenza.
  2. Siamo Soci: a differenza della precedente, questa piattaforma raccoglie fondi per chi vuole trarre profitto dal suo investimento.
  3. Prestiamoci: come la precedente, chi investe ottiene un profitto (o perdita) sulle attività del progetto finanziato.
  4. Starteed: a differenza delle altre, il portale crea una comunità degli investitori e prevede il fatto che il prodotto realizzato possa essere venduto direttamente anche sulla piattaforma.
  5. Iodono: basato sul concetto delle donanzioni, questo portale è dedicato a progetti di beneficenza piuttosto che commerciali.
  6. Musicraiser: dedicato al mondo della musica.

Come vedi sono diversi i portali dedicati al Crowdfunding in Italia. Nella speranza che il senso di appartenenza e di generosità guidi lo sviluppo di questo tipo di processo, mi auguro che sempre più giovani imprenditori riescano a realizzare i propri progetti imprenditoriali con successo.

Uno dei motti del blog Aprire Azienda è appunto quello di impegnarsi e non mollare mai per realizzare i propri sogni. Ecco perchè credo che l’importanza della raccolta fondi online sia uno strumento in più in mano dei giovani e non.

Se credete che il Crowdfunding in Italia sia una risorsa importante, condividete l’articolo e informate quante più persone possibile di questaq nuova opportunità. Se volete rimanere in contatto con il blog, potete farlo tramite la pagina Facebook. Grazie.

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