Diventare fotografo professionista è possibile solo se ci credi

Per molti diventare fotografo professionista è un sogno che forse rimarrà tale.

La differenza sta solamente nel proprio atteggiamento.

Infatti, c’è chi dice che è impossibile e c’è chi invece lo fa.

Claudia fa sicuramente parte del secondo gruppo.

Se non ci fossero storie come quella che vi racconterò oggi, avrei chiuso il blog Aprire Azienda già diversi anni fa.

Non ha senso affermare con convinzione che tutto diventa possibile se poi nessuno nella pratica ci riesce: sarebbero parole al vento, e a me le parole al vento non piacciono poi molto.

Oggi Claudia ci racconterà la sua storia, di come è riuscita a diventare fotografo professionista inseguendo la sua più grande passione: l’amore per la natura.

Buona lettura!!!

Diventare fotografo professionista: la storia di Claudia

come diventare fotografo1. Ciao Claudia, raccontaci un po’ di te, chi sei, da dove vieni, studi fatti….

Buongiorno! Uhm.. difficilissimo parlare di sé stessi…

Sono nata a Roma, ma da piccolina i miei genitori preferirono andare a vivere fuori dalla città.

Così ci siamo trasferiti a Penne, in Abruzzo.

Credo sia stato importante vivere in un luogo dove da bambini si potesse godere di una discreta libertà: andare a scuola a piedi da soli, non fare il tempo pieno, avere i pomeriggi a disposizione per attività creative o semplicemente per giocare all’aria aperta e pensare.

E’ stato importante anche riconoscere e apprezzare il ritmo di una piccola cittadina, il concetto di avere tempo, stare a contatto con la natura.

Contemporaneamente alle scuole tradizionali studiavo musica, ero appassionatissima di animali e cercavo di mettere in salvo quanti più quadrupedi potevo.

Dopo la maturità scientifica, la voglia di esperienze urbane e la scelta della facoltà di Paleografia e Filologia Musicale mi hanno portato a Cremona. Ho vissuto per alcuni anni in quella graziosa città padana con la fortuna di essere immersa in un ambiente internazionale, creativo e ricco di energia.

Ho conseguito con lode la laurea specialistica in Musicologia. Contemporaneamente frequentavo il Conservatorio di Milano, nelle classi di Pianoforte e Composizione.
Appena dopo la specializzazione ho partecipato quasi per caso ad un concorso per Consulenti Musicali Televisivi e l’ho vinto.

Mi sono ritrovata così a 26 anni a svolgere un lavoro impegnativo ma molto divertente (a quei tempi), pagato bene, senza aver mai avuto lo stress di cercare lavoro in vita mia!

Mi sentivo una privilegiata, considerando quanta fatica hanno dovuto fare tante volte i miei coetanei e i miei compagni di studi.

2. Parlaci della tua vita precedente, cioè il lavoro che ti sei lasciata alle spalle

diventare fotografo professionistaPer il lavoro mi ero nel frattempo trasferita da Cremona a Milano. A onor del vero, l’esperienza milanese è stata per me estremamente formativa, ho tuttora degli amici splendidi con cui conservo tanti preziosi ricordi.

Però il senso estraniante della città, probabilmente accentuato dal quartiere in cui vivevo, la mancanza del contatto con una natura più vicina e intatta, il clima e anche la lontananza dai miei luoghi di origine mi hanno sempre fatto sentire sulle spine e di passaggio.

Dopo i primi anni entusiasmanti in cui avevo tutto da imparare ho iniziato a mostrare segni di insofferenza per il mio lavoro.

Inutile scendere in dettagli.

Diciamo però che pur trovandomi in un contesto di eccellenza per tutti gli aspetti tecnici e tecnologici e svolgendo un lavoro creativo e dinamico, non mi sentivo in linea (etica, soprattutto) con la maggior parte dei contenuti dei prodotti che mi trovavo a sonorizzare, né con le modalità con cui il ruolo mio e dei colleghi veniva gestito.

E anno dopo anno il mio entusiasmo si è spento.

Appena si è presentata l’occasione, mi sono fatta trasferire a Roma, continuando a lavorare nello stesso ambito. Il cambio di città mi ha permesso di resistere ancora per qualche anno.

Ma sentivo che la mia realizzazione professionale e umana non poteva essere quella.

Ad un certo punto ho preso la decisione di concedermi un anno sabbatico.

Ho lavorato gratuitamente, in cambio di insegnamenti e con la promessa di una futura integrazione, per una società di produzione di documentari naturalistici.

Poi i risparmi sono finiti e l’anno successivo, un anno durissimo, ho svolto entrambi i lavori: dal lunedì al mercoledì (sempre gratis…) i documentari, dal giovedì alla domenica la consulenza musicale televisiva.

Un vero massacro.

Alla fine di questo anno, la disillusione mi ha aperto gli occhi e ho mollato entrambi i lavori in una botta sola. I tempi per la svolta erano maturi.

3. E ora invece che fai?

Da oltre 8 anni faccio la fotografa professionista.

Quella che era la mia seconda grande passione è diventata la mia attività a tempo pieno.

Dico seconda passione perché la prima grande passione era e resterà sempre quella per Madre Natura.

E’ grazie alla prima passione che è nata la seconda!

Sicché cosa c’è di meglio che fare la fotografa naturalista?

Da questa base di partenza della mia formazione fotografica ho poi allargato gli orizzonti verso altri settori: il reportage geografico, la foto di eventi, il ritratto posato e non posato, ovviamente la foto di musicisti e concerti, retaggio della vita precedente e, tema che mi sta molto a cuore, la fotografia di animali con i propri compagni umani.

La mia attività è diversificata nei vari momenti dell’anno: ci sono mesi in cui mi concentro sulla fotografia di eventi (matrimoni, ricorrenze particolari, convegni, concerti ecc.) altri in cui insegno (fotografia e postproduzione fotografica), mesi in cui viaggio per trovare nuovi spunti o in cui tengo workshop in Italia o all’estero.

Amo molto il Sudamerica e sono specializzata nella conduzione di viaggi fotografici in paesi come Bolivia, Perù, Cile ed Ecuador.

4. Quali sono i vantaggi di aver cambiato vita?

Il vantaggio più grande a mio avviso è sentire che quello che fai comincia a coincidere con quello che sei. Tutti gli sforzi, lo studio, la costanza, sono ripagati dal senso di “giustizia” verso sé stessi.

Il significato più profondo della parola lavoro per me è sempre stato quello di mettere a disposizione le proprie competenze per rendere il mondo un po’ più piacevole, un po’ più umano, un po’ più vivibile.

Fare qualcosa insomma che aiuti a migliorare il mondo. Perlomeno remare nella direzione che renda il mondo come ci piacerebbe trovarlo.

Al limite, non fare nulla che possa rendere il mondo peggiore di quello che è. Solo in questo senso dal mio punto di vista può essere vera la frase “Il lavoro nobilita l’uomo”.

Nobilita l’uomo se nobilita il mondo.

E se lascia all’uomo la sua dignità. Ecco, cerco di prendere sul serio questo motto. Ora dipende solo da me. E io ce la metto tutta.

5. E gli aspetti negativi?

L’idea della precarietà. Un lavoro creativo dipende interamente dall’energia che sgorga dalla mente di chi lo fa.

A volte la stanchezza, la paura o fatti imprevedibili della vita possono arrestare la spinta creativa.

L’orizzonte oscuro che si delinea davanti agli occhi nei momenti di sconforto è l’aspetto con cui bisogna imparare in qualche modo a fare i conti.

6.Quali sono le principali difficoltà che hai dovuto superare?

diventare fotografoPrima della decisione del cambiamento, quando si è insoddisfatti ma si ha la vita comoda, forse la prima difficoltà è superare la pigrizia. La pigrizia che induce a lamentarsi, a stare scontenti ma abituati alla sedia su cui si sta seduti.
Oltre alla pigrizia, c’è in questa fase una buona dose di paura.

La paura non è necessariamente negativa, spesso grazie a un sano senso di paura si evitano scelte avventate, salti nel vuoto che potrebbero coincidere con un suicidio lavorativo. Scelte dettate da entusiasmo e insofferenza ma non supportate da basi solide.

Per me passare dalla fotografia intesa come passione, ovvero come hobby non strutturato che si pratica anche a ottimi livelli ma senza nessuna aspettativa commerciale, ad attività commerciale, con partita Iva e organizzazione degna di una attività imprenditoriale in proprio, è significato tanto studio (quasi una seconda laurea) tanta dedizione, tanto tempo utilizzato per capire il mercato, la mia nicchia e logiche che prima ignoravo totalmente.

Mentre ero impegnata a studiare per la mia nuova attività, per mantenermi, ho svolto vari lavoretti part-time che mi lasciavano tempo libero per strutturarmi ma che nel contempo mi permettevano di pagare l’affitto.

Non ultima, anzi fondamentale difficoltà, almeno nel mio caso, è stata quella di superare i pregiudizi sociali e soprattutto familiari legati alla mia scelta. Le critiche e i tentativi di scoraggiamento sono stati fortissimi. Anche prevedibili.

D’altronde i genitori e le persone più vicine cercano di suggerire il meglio secondo il modello che conoscono. Per loro vedermi buttare “al secchio” anni di studi specialistici e 10 anni di esperienza aziendale per cambiare totalmente settore era una pura follia. Li capisco, ma se non l’avessi fatto probabilmente mi sarei ammalata.

7. Rifaresti la scelta fatta, oppure hai ancora dei dubbi?

Sono molto contenta della scelta che ho fatto e non ho pensato nemmeno per un minuto di tornare indietro. Non che questi anni siano stati privi di momenti bui o di problemi da risolvere.

Il mio stile di vita è totalmente cambiato. Una consulente musicale televisiva è mediamente molto più ricca di una fotografa freelance. La mia concezione del superfluo e del necessario si è radicalmente trasformata. Questo ha portato anche a grandi rivoluzioni pratiche e paradossalmente enormi benefici.

Quante volte barattiamo il nostro tempo con denaro utilizzato per comprare oggetti totalmente inutili, o per fare cose che si possono fare in tanti altri modi, avendo tempo! Devo dire, al momento, di essere felice. Lo dico sottovoce e consapevole che tutto cambia continuamente.

La vita è un mistero. Però adesso sto vivendo ciò che sento appartenermi nel profondo, frequento persone incontrate in questa mia nuova dimensione e disposizione d’animo.

Tutto è cambiato, vivo in campagna in un luogo bellissimo, posso mangiare cibo sano perché ho il lusso del tempo per cucinarlo e anche per coltivarlo, posso respirare aria pulita e avere tanti animali (per me queste sono cose meravigliose).

Scelgo quando, dove e con chi lavorare e non mi è più capitato di sentirmi sotto ricatto come spesso accadeva nelle dinamiche del lavoro precedente.

Ora tutto dipende da me.

Qualsiasi cosa accada, la capacità di fotografare, che è un po’ arte e un po’ artigianato, è dentro di me. Nessuno può licenziarmi da essa, posso portarla con me ovunque nel mondo. Non sempre tutto fila liscio, ma so che posso adattarmi anche alle difficoltà perché sono più serena, consapevole dei miei limiti e dei miei punti di forza.

8. Che consigli daresti a quelli che vorrebbero diventare fotografo professionista? Immagina di parlare con la te di un paio di anni fa stanca e stressata dal lavoro ma con la paura di cambiare 🙂

Direi di dare ascolto a quella flebile ma insistente vocina che cerca di urlare da qualche piega profonda di noi stessi.
Direi anche di avere coraggio, di non cedere alla pigrizia e ai luoghi comuni.

Direi però di ponderare attentamente e con giudizio i propri passi.

Secondo me un buon cambiamento va costruito e non improvvisato, altrimenti si rischia di essere incoscienti. Bisogna valutare molto seriamente le proprie capacità, essere onesti con sé stessi, studiare moltissimo e prepararsi all’attività che si vuole intraprendere.

Bisogna anche valutare la propria disponibilità a cambiare abitudini e stile di vita.

E poi bisogna preparare dei “paracadute“: mettere da parte dei soldi, sapere se qualcuno è disposto ad aiutarci, avere qualche appiglio insomma per far fronte a imprevisti e momenti difficili.

Ultimo punto: dare sempre valore al proprio tempo, è la cosa più preziosa che abbiamo.

Chi volesse sostenermi nella mia attività può scrivermi a info@claudiacandido.com, visitare i miei siti o le pagine Fb create recentemente.

Per chi decide di lavorare in proprio è molto importante avere dei feedback. Di imparare non si finisce mai.
Fb. Claudia Candido Fotografia

https://www.facebook.com/corsifotografiaClaudiaCandido/?ref=hl

https://www.facebook.com/ReportageSposiit-il-matrimonio-senza-pose-1674854729443437/?ref=hl

www.claudiacandido.com

Se ti è piaciuto l'articolo, metti le 5 stelline

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *