Inseguire un sogno. La storia di Luca.

Aprire Azienda non è solo guide pratiche per mettersi in proprio grazie alle proprie passioni o emigrare all’estero. Aprire Azienda è anche speranza per il futuro e infondere coraggio per inseguire un sogno.

La crisi, la disoccupazione, le guerra, l’inquinamento. Il mondo di oggi è un mondo profondamente ingiusto e cadere in depressione è ormai molto facile. Probabilmente anche tu, come molti, stai iniziando a perdere la speranza ed il destino ha voluto che sia giunto sul blog di chi non si arrende. La vita non è facile e se ti può aiutare non sei solo in questa battaglia quotidiana.

In un contesto difficile come quello odierno, ho deciso di portare avanti questo blog per aiutare te (ma in verità anche me) a trovare il coraggio di inseguire i propri sogni, nonostante tutto.

Per fare questo, oltre a scrivere articoli pratici per aiutare le persone in cerca della felicità, ho deciso di intervistare sognatori. E con esteremo piacere oggi vi presento la storia di Luca e il suo progetto benefico. Lascio a lui la parola, non dimenticare ti condividere l’articolo per diffondere lo spirito del blog: mai arrendersi.

Inseguire un sogno: la storia di Luca

1.Ciao Luca, raccontaci chi sei, da dove vieni…

Ciao, mi chiamo Luca Modesto, ho 25 anni, sono nato a Montebelluna in provincia di Treviso. Mi sono laureato alla Magistrale in Scienze dello Sport presso l’Università di Urbino. Attualmente sto lavorando come Personal Trainer presso una palestra della mia città e nel frattempo sto collaborando con il CONI attraverso il Progetto di Alfabetizzazione Motoria, come maestro di educazione motoria negli istituti primari.

2.Dove vivi ora?

Attualmente vivo a Montebelluna con i miei genitori.

3.Parlaci del tuo progetto

Il progetto no profit Ride&Smile, nasce da un’idea mia e del mio compagno di viaggio Stefano Maschio. L’obbiettivo è quello di far conoscere alle persone che ci seguiranno cosa significa affrontare un’avventura di questo tipo, cercando attraverso i nostri reportage di trasmettere tradizioni, culture, luoghi e stili di vita delle diverse popolazione che incontreremo.

Il progetto è no-profit, e tutto il guadagno verrà devoluto in beneficienza. La nostra partenza è prevista per marzo/aprile 2015. La spedizione comprende circa 25.000 km via terra, da effettuare in mountain bike, in circa 52 settimane.

Siamo alla ricerca di sponsor disponibili a sostenerci sia economicamente che attraverso la donazione di tutta la componentistica necessaria: MTB, abbigliamento tecnico ecc.

Daremo visibilità all’evento attraverso la nostra pagina facebook On the road from Italy to New Zealand by bike ed il nostro blog Life in 25000km (attivo a partire da fine giugno).

4.Come hai avuto l’idea?

L’idea di partire per la Nuova Zelanda mi attirava già da tempo. È stato subito dopo aver letto il libro di Rob Lilwall Cycling Home From Siberia, che è scattato in me un pizzico di follia. Da quel momento decisi che anche io sarei stato in grado di affrontare un viaggio in bicicletta, proprio come aveva fatto Rob. Proprio da qui è nata in me l’idea di raggiungere la Nuova Zelanda in bicicletta.

5.Iter burocratico-visti?

QUESTIONE MOLTO IMPEGNATIVA. Questa è la parte del progetto più difficile. Siamo in contatto con alcune agenzie di viaggio che ci aiuteranno a gestire tutta la parte burocratica della nostra avventura. I visti che maggiormente ci preoccupano sono quelli per l’Iran e per il Pakistan. Contiamo comunque di avere tutti i documenti pronti prima di partire.

6.Progetti futuri?

La nostra idea principale è quella di poter far vivere le emozioni da noi provate durante viaggio, grazie alla lettura del libro che pubblicheremo una volta tornati in Italia. Credo che questa avventura ci permetterà di dare una nuova direzione alle nostre vite, potendo utilizzare le conoscenze apprese per poter creare qualcosa di concreto per il nostro futuro.

7.Consigli per chi vuole prendere una strada simile?

Ci saranno sempre persone che vi diranno che siete dei pazzi, che vi scoraggeranno se deciderete di realizzare viaggi impegnativi e lunghi attraverso il mondo. Voi non ascoltateli, ma lottate con tutte le vostre forze per realizzare i vostri sogni! Se avete un desiderio cercate di realizzarlo! Come riporta il protagonista di Into the wild:“Se vuoi qualcosa nella vita allunga la mano e prendila”.

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