Inventarsi un mestiere online: la storia di Carlotta Bruno

Ogni giorno si sente parlare di crisi e disoccupazione giovanile, ma è la sola realtà che la società ci offre?

Grazie al blog e ai gruppi social che frequento, ho l’occasione di conoscere e parlare ogni giorno con giovani determinati ad inventarsi un mestiere in linea con i propri desideri e passioni.

Tra questi giovani, ho conosciuto Carlotta Bruno, consulente di comunicazione online che con caparbietà e capacità riesce a vivere una vita libera da orari d’ufficio e datori di lavoro.

Carlotta è l’esempio di una generazione che non molla, che non si arrende alle statistiche Istat ma anzi lotta ogni giorno per una vita migliore e libera da vincoli poco gratificanti.

In questa intervista, Carlotta ci racconta come è riuscita ad inventarsi un mestiere online.

Buona lettura!!!

Inventarsi un mestiere: la storia di Carlotta

inventarsi un mestiere1.Ciao Carlotta, presentati ai lettori di Aprire azienda, chi sei, cosa fai, il tuo percorso professionale.

Ciao Alessandro e ciao a tutti i lettori di Aprire azienda!

Mi chiamo Carlotta, ho 28 anni e sono una consulente di comunicazione online, seo e web marketing.

Negli ultimi 15 mesi ho trasformato completamente la mia professione, realizzando così il sogno di diventare una nomade digitale.

Il mio percorso professionale inizia il giorno dopo l’esame orale della mia maturità, quando prendo una nave per la Croazia per fare l’animatrice turistica.

A quei tempi, avevo 18 anni e mezzo e non avevo assolutamente idea di “che cosa fare da grande”.

Tornata da quella esperienza non volevo assolutamente fermarmi nella mia città, sentivo dentro di me un fortissimo bisogno di indipendenza, desideravo con tutta me stessa fare un lavoro che amavo, ma al tempo, non sapevo assolutamente quale.

Per questo motivo “fermarmi” a Torino per frequentare un’università a caso, come vedevo fare da tanti miei coetanei, non sembrava una scelta furba, e così decisi di partire per Londra per perfezionare il mio inglese e riflettere su quale strada intraprendere.

Ho vissuto 10 mesi nella magnifica, ma anche dura, Londra, vivevo in un quartiere vicino a Notting Hill, Bayswater, condividevo la stanza con altre 3 ragazze, frequentavo tutti i giorni una scuola di inglese per due ore al giorno e lavoravo proprio ai piedi del Big Ben in un Caffè.

Mi innamorai perdutamente di quella città.

Al mio ritorno, dopo esser stata per quasi un anno in una città come Londra, dopo aver assaporato quella libertà, quelle responsabilità, quella indipendenza, desideravo costruire quella stessa autonomia nella mia città: Torino.

E così iniziai a lavorare prima come venditrice, poi come agente di commercio, poi come commerciale, occupandomi di acquisizione clienti.

L’incontro con il mondo del lavoro, nel mio caso con il mestiere della vendita, è stato in realtà “amore a prima vista”.

Quello che amavo in realtà era comunicare, e per arrivare a questa conclusione ho avuto bisogno di 10 anni.

Al contrario di tanti miei colleghi venditori, quello che “mi muoveva” e quello che sentivo realmente come stimolo era sentirmi realizzata.

Per mezzo del mio lavoro, delle vendite, del rapporto che instauravo con i clienti, io sentivo di realizzarmi completamente.

Oggi infatti il mio scopo è diventato aiutare chi ama il proprio lavoro a realizzarsi professionalmente, a comunicare efficacemente per crearsi le opportunità necessarie e disporre di strumenti e strategie pratiche per costruirsi il proprio futuro.

Per arrivare a fare questo, ho dovuto abbandonare moltissime convinzioni limitanti che continuavano a bloccarmi giorno dopo giorno, ma sopratutto, ho dovuto imparare a capire cosa e come comunicare per poter creare le opportunità che volevo.

A questo proposito, ho scritto l’e-book “Sblocca il tuo Potenziale con questo Test – Non perderti più opportunità (e clienti)” che è possibile scaricare sul mio sito.

2.Hai affermato di essere una nomade digitale, potresti spiegare a chi ci segue cosa significa? 

inventarsi un mestiere onlineSi, i nomadi digitali sono, parafrasando l’importatore di questo stile di vita in Italia, Alberto Mattei di Nomadi Digitali, quelli che girano il mondo, lavorando ovunque grazie a Internet.

Io però sono una nomade digitale un po’ anomala perché amo la mia città, ed amo anche le persone che mi circondano ogni giorno, la mia famiglia, i miei nipoti e i miei amici.

Per questo motivo “faccio base” a Torino, ma molto spesso, prendo un aereo e me ne vado per un po’ da qualche parte. 😉

Io desideravo diventare nomade digitale per potermi sentire libera dai vincoli che per esempio avevo quando lavoravo come commerciale ed agente di commercio. In quel tempo ero obbligata a lavorare in un determinato posto per poter guadagnare e vivere.

Invece, il mio sogno era raggiungere la libertà di poterlo fare da qualunque posto, che questo sia Praga, Amsterdam, Bangkok o casa mia in ciabatte. 😉

Mi sento un po’ nomade da sempre, e se una volta pensavo fosse “una stranezza”, una mia caratteristica debole, oggi ho capito che ognuno deve trovare il proprio habitat naturale per lavorare, esprimersi e realizzarsi.

3.Quando tempo hai impiegato per raggiungere la sostenibilità economica delle tue attività online?

Ho iniziato a studiare e a fare scorpacciate di corsi online nel 2012, ma in quel momento non avevo ancora bene in chiaro COME riuscire a trasformare le mie competenze ed il mio lavoro in digitale.

Poi l’anno scorso ho avuto un occasione unica.

Mi è scaduto il contratto con l’azienda con la quale lavoravo, dentro di me sapevo che quello non era il mio lavoro, perché sentivo di voler lavorare per me stessa ed in quella fase invece ero dipendente.

Ho colto al volo questa occasione e credo di aver realmente deciso di diventare una nomade digitale. Solo dopo aver deciso infatti ho iniziato a fare tutto quello che ho fatto fino ad oggi.

Quando decidi, tagli via tutte le altre alternative, ti si aprono strade, entri in contatto con persone affini a te e tutto questo ti aiuta realmente ad avvicinarti alla meta, a raggiungere l’obiettivo prefissato.

Il tempo che ho impiegato per raggiungere la sostenibilità economica della mia attività da quando l’ho deciso è stato 8 mesi.

Ho dedicato 5 mesi a fare corsi online, in aula, studiare dal mattino alla notte, investendo i miei risparmi e rinunciando alla uscite con le amiche.

Poi ho iniziato con una collaborazione part-time e, grazie a questo primo lavoro online, sono riuscita ad ottenere sempre più collaborazioni e clienti fino ad essere completamente indipendente.

C’è da dire che quello che ho dovuto studiare erano per lo più nozioni prettamente tecniche e di web marketing, perché i concetti di vendita, comunicazione e marketing erano ovviamente già parte del mio background di competenze.

Per questo motivo quando mi capita di parlare con persone che vorrebbero lavorare online, ricordo loro sempre di far riferimento alle competenze che già possiedono, alle passioni che già hanno, ai risultati che hanno già raggiunto.

Quello che credo fermamente è che sicuramente sia bellissimo lavorare online, ma che diventa veramente brutto se si passano 14 ore al pc a fare un lavoro che non piace.

Per cui la scelta del cosa fare è più importante della modalità con la quale si fa.

4. Quali sono i vantaggi principali di lavorare per se stessi?

I vantaggi sono innumerevoli per me.

Poter organizzare le proprie giornate ed avere il tempo di prendere un caffè con un’amica o fare una commissione personale secondo me batte tutti gli svantaggi che si possono trovare.

Siamo purtroppo sempre più portati a lavorare tanto, ma io credo che sia fondamentale creare una situazione di lavoro che ci permetta anche di costruirci una vita degna delle nostre aspirazioni anche personali, non solo professionali.

Per questo, per me, la libertà, la possibilità di gestire il tempo, l’autonomia battono tutti gli svantaggi.

Inoltre, anche a livello economico, lavorare per se stessi ti permette di decidere quanto voler guadagnare, cosa che con un lavoro da dipendente non si riuscirebbe mai a decidere.

5. E gli svantaggi di inventarsi un mestiere online?

Gli svantaggi sono le tasse. 🙂 eheheh

Poi, certamente, il fatto che spesso, proprio perché lavori per te stesso e ami il tuo lavoro (perché altrimenti secondo me si dura davvero poco a lavorare per se stessi se non si ama il lavoro che si fa) si rischia di lavorare davvero tanto, troppo.

Lo svantaggio più grande per me, spesso, è che mi dimentico di mangiare, di fare le dovute pause, di andare in palestra e ogni tanto arrivo anche in ritardo a qualche appuntamento personale. 🙂

Anche se ci scherzo su, credo sia fondamentale “darsi una regolata”, perché altrimenti si rischia di rovinare uno dei motivi per il quale ho deciso di voler lavorare per me stessa e cioè avere tempo da gestire e organizzarsi anche per vivere una vita più sana.

6.Consiglieresti ad altri di fare le tue stesse scelte?

Si, ma sopratutto, consiglierei “alla me dell’anno scorso” di non aspettare di essere pronta, di essere perfetta, perché perfetti non lo si è mai, anzi, si “corregge continuamente il tiro”, giorno dopo giorno, e questo lo si riesce a fare solamente applicando e quindi agendo, ed accettando il rischio di poter sbagliare.

E, come ho detto prima, consiglierei davvero di ricercare cosa si vuole fare per se stessi e online nelle esperienze già avute, nelle competenze che si possiedono già. A volte non c’è bisogno di inventare nulla, ma semplicemente di cercare dentro di noi le risorse che continuamente si cercano all’esterno.

7. Hai dei segreti o consigli pratici per chi volesse diventare un imprenditore digitale/nomade digitale?

Il mio “segreto” è stato essere presente dovunque, online e offline.

Ho ascoltato e letto tutte le interviste delle persone che “ce l’avevano fatta” e poi, quelle che mi ispiravano di più, che sentivo più simili a me, le “seguivo” dappertutto, sui social, nei gruppi di facebook, forum, agli eventi dal vivo.

E’ stato esattamente facendo in questo modo che ho trovato la mia primissima collaborazione online.

Grazie al fatto che seguivo appassionatamente il sito nomadi digitali, per esempio, ho conosciuto Jonathan Pochini, al quale, qualche mese fa, ho chiesto di darmi lezioni online, e con il quale poi mi sono ritrovata a lavorare direttamente dalle Canarie e a collaborare a distanza come facciamo tutt’ora.

Il mio consiglio è quindi di chiedere, non aspettare che siano gli altri a poterti aiutare, ma di attivarsi per cercarsi e crearsi le opportunità!

Un altro consiglio che mi sento di dare spassionatamente è di iniziare, il prima possibile, a delegare a qualcun altro le cose che non ti competono, che non ti piacciono, che con risuonano esattamente con le tue aspirazioni.

E’ vero che all’inizio non si ha molto budget, ma io ho imparato che il tempo che spreco a fare qualcosa che non è nelle mie corde, è davvero tempo sprecato che tra l’altro mi fa perdere la concentrazione sulle cose più importanti e produttive.

Quindi, secondo me, delegare è davvero importantissimo.

Mi sono resa conto per esempio, che il problema di molti all’inizio è ricercare informazioni importanti gratuitamente, di risparmiare e non essere disposti ad investire per la propria formazione.

Questo secondo me è un limite alla propria realizzazione, perché purtroppo bisogna studiare, applicare, sbagliare veramente tanto per poter ottenere risultati e, pensare di poterlo fare solamente gratuitamente, non è sempre la scelta più giusta, e sopratutto è la scelta più lunga.

Uno dei motivi per il quale ho acquisito tante informazioni in un arco di tempo ridotto è proprio derivato dal fatto che ho investito davvero tutti i miei risparmi in formazione per acquisire le competenze e costruirmi un lavoro “su misura”.

Un ultimo consiglio che mi sento di dare a tutti è quello di non pensare di arrivare un giorno a non aver più paura di fare una cosa o di essere una determinata persona.

Io credo che spesso si faccia proprio questo errore.

Un giorno mi sono imbattuta in questa frase, che vorrei condividere con voi, e me ne sono perdutamente innamorata:

“Se ascolti le tue paure morirai senza mai sapere che grande persona avresti potuto essere”

Grazie Alessandro e un saluto a tutti i lettori di Aprire azienda.

Se volete contattarmi scrivetemi pure!

Carlotta Bruno

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