Lettera ai giovani italiani a Londra. Racconto di una londinese di lunga data. 5/5 (1)

A Prova di #Brexit Aggiornamento

Il popolo Britannico ha scelto, il Regno Unito ha deciso di lasciare l’Unione Europea.

E ora cosa sarà di noi italiani?

Ti tranquillizzo sin da subito che il referendum per il momento non cambia nessuna regola. Tutto quello che trovi scritto nella guida è valido.

Il referendum infatti non ha valore legale, ora la palla passa al governo che deve tradurre il volere popolare in un lungo processo che non si verificherà prima di due anni.

Che significa questo per te?

Significa che se vuoi vivere a Londra, questo è il momento migliore per farlo. Le regole attuali sono in vigore e quando il Regno Unito FORSE lascierà l’Unione Europa tu avrai già la stabilità necessaria per rimanere.

Ora ti lascio con l’articolo originale 🙂 Buona lettura!!!

Italiani a Londra. Racconto di una londinese di lunga data

italiani-a-londraGli Italiani a Londra non sono un fenomeno recente. Da sempre la capitale londinese è sinonimo di carriera, di sviluppo, di sfida, di successo. Lasciare l’ Italia per vivere nella capitale del mondo; dove le nuove mode nascono e importanti accordi finanziari decidono, nel bene e nel male, le sorti del pianeta.

Tutto questo è Londra.

Da sempre Londra è stata meta di emigrazione da tutto il mondo. Forse, la cosa più difficile da fare a Londra è trovare un inglese doc.

Indiani, cinesi, spagnoli, pakistani, italiani, irlandesi, greci, americani. Londra è la città forse più multiculturale al mondo. Per questo è molto amata da tanti italiani che cercano fortuna a Londra.

Purtroppo, negli ultimi anni, la crisi europea ha bruciato milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, e ovviamente, anche Londra ne ha risentito.

La difficoltà sempre maggiore di trovare lavoro a Londra, ha creato lo spazio per persone senza scrupolo che promettono lavoro in cambio di denaro.

L’ appello che faccio ai giovani Italiani a Londra è quello di cavarvela da soli. Dovete partire preparati ed essere autonomi con la lingua inglese.

Per approfondimenti segui il link. Per aiutare i ragazzi con meno esperienza, ho scritto questi due articoli che consiglio di leggere:

Dopo questa breve premessa, vi presento la storia di Patrizia, che ha vissuto molti anni a Londra. Lascio a lei la parola.

Italiani a Londra; la storia di Patrizia

1.Ciao Patrizia, parlaci di te, chi sei, da dove vieni, cosa hai studiato, dove ti trovi?

Alessandro la mia esperienza a Londra si è svolta nel corso di 10 anni meravigliosi. Ora per motivi di famiglia vivo a Roma. Ma benchè sia romana di nascita e viva qui, continuo a sentirmi a tutti gli effetti una Londinese per scelta, un pò come quando ti sposi e quella poi è la tua famiglia per sempre. Una cosa che dico sempre ai miei nipoti è non fatevi influenzare da un insegnante che non vi ispira perchè proprio quella potrebbe essere la materia della vostra vita e così è stato per me.

L’inglese l’odiatissimo inglese alle medie che è stato con-causa decisiva per la scelta del liceo Artistico, visto che non si studiavano lingue. Ma i Beatles, la musica, mi hanno fatto fare pace con questa lingua nel corso degli anni successivi. poi sono andata all’Università Storia dell’Arte. In questo periodo poi ho scoperto Londra ed è scoppiato il grande amore, prima di trasferirmi lì definitivamente sono andata in Inghilterra per vacanza e poi per dei corsi estivi d’inglese per 3 volte ed ogni volta che tornavo ero sempre in attesa di poter ripartire. Poi successe che l’università, il lavoro e l’amore non andavano affato come avrei voluto.

2.La molla della partenza?

Così una mattina ho smesso di piangermi addosso e mi sono chiesta cosa volessi davvero fare della mia vita ed la risposta è stata istantanea “LONDRA, voglio andare a vivere là”. In tre mesi ho racimolato tutti i soldi che potevo, ho comprato un biglietto aereo di sola andata e tramite conoscienti ho preso contatto cpn una signora italiana a Londra che mi avrebbe affitato una stanza a Wimbledon, mi sono informata sulle scuole d’Inglese nella zona e a Febbraio sono partita all’avventura.

Sono stata catapultata in una casa di una signora Italiana a Londra da vent’anni buddista, dove mi si è aperto un mondo Londinese fatto di multietnicità, religioni e credi diversi e molto utile per il mio inglese e la mia iniziale vita sociale tra inglesi. C’erano riunioni buddiste ogni settimana, dove si parlava di argomenti diversi, ottimo per il mio inglese e poi carinamente si sono presi cura di me, introducendomi a Wimbledon a Londra. In maniera naturale, ho cominciato a frequentare le persone che conoscevo tramite loro,  ad andare a feste, a compleanni, ad integrarmi nella vita di tutti i giorni. Intano frequentavo una scuola prima a Putney, poi a Parsons Green.

3.Qual è stato il tuo primo lavoro a Londra?

Trovai lavoro inizialmente in una famiglia a Wimbledon, come “cleaning and ironing lady” famiglia che mi prese molto a ben volere, mi trattava come una di casa e mi pagava molto bene, venti anni fa 6 sterline all’ora, diventate poi sette nel tempo.

Ero povera davvero, avevo fatto amicizia a scuola con altre due Italiane e al supermercato ci passavamo le ore a fare spesa per valutare quello che costasse di meno, e ago e filo se si rompevano i vestiti che non c’erano soldi per rimpiazzare un bel nulla, la vita era dura, ma Londra era eccitante e piena di eventi e feste e locali a prezzi modici, poi grazie agli amici entravi gratis qui e lì, forse per una ragazza è più facile, gli inglesi mi chiamavano “the girl with the terrific smile”….la gente era interessante e gentile, la vita era bella e spensierata, la scuola era divertente con gente da tutte le parti del mondo, gli amici che mi feci allora mi sono rimasti, anche se vivono lontano, ci sentiamo regolarmente.

4.Il tuo punto di forza?

Mai ho avuto un atteggiamento negativo, mai in prima persona mi sono proposta come una diversa perchè straniera e la mia diversità era tutta in positivo, bastava dicessi agli Inglese che sono una “true she-wolf daughter” (una figlia della lupa, una vera Romana da generazioni) e li mandavo in visibilio amando loro moltissimo la storia di Roma e la loro connessione con essa, bisogna anche avere un pò grazia nel sapersi porre alle persone, di educazione, ed un pò di senso dell’umorismo garbato che loro apprezzano moltissimo, d’altra parte chi vuole frequentare un musone, sgarbato e lamentoso?.

5.Altri tipi di lavoro o solo la “ironing lady”?

Uno degli ultimi giorni di scuola arrivò una telefonata in segreteria dove chiedevano di una italiana per una traduzione e poichè ero l’unica italiana nella classe di Proficency, il lavoro me lo sono preso io, era Channel 4 che voleva tradotta una inchiesta fatta in Italia….un pò di fortuna aiuta pure….così iniziai la carriera di traduttrice, un pò sporadica, mantenendo il lavoro di pulizie…ma io puntavo ad altro, volevo lavorare nel campo della storia dell’arte.

Così un giorno vedo un annuncio sul Guardian, giornale fondamentale se si vuole cercare lavoro serio, era la National Gallery. Io nel frattempo frequentavo i job centre, dove ti aiutano a capire cosa si deve fare e non fare ad una intervista di lavoro, dove feci corsi di computer, dove ti insegnano a fare un CV professionale come lo vogliono loro, mi ero iscritta ad agenzie di lavoro e tenevo d’occhio i giornali per gli annunci.

Quindi armata di questo sapere ed un CV perfetto, rispondo all’annuncio, vengo chiamata per un colloquio, supero il colloquio grazie al mio atteggiamento positivo e “charming” e al mio senso dell’umorismo. Di gente preparata e con le giuste qualifiche ce n’è a iosa, quindi a pari livello di competenza scelgono la persona che vorrebbero avere intorno tutti i santi giorni e che ha la loro stessa mentalità. Dopo di che quando sei in prova devi lavorare senza risparmiarti e dimostrando che anche quando non ti è richiesto fai gli interessi della compagnia. La compagnia era quella che dà le macchine audio per fare il tour guidato.

Io ho iniziato dal basso Promoter, ma ero nella National Gallery, dove volevo essere. Che meraviglia lavorare là, con i parties esclusivi, gomito a gomito con scrittori, politici, artisti, tutti i giorni tra capolavori, e tutti gli eventi e le conferenze gratis per il personale e le feste nel periodo Natalizio, la gente che conosci, le celebrità che vedi….meraviglioso.

Dopo sette mesi di duro lavoro la compagnia mi ha promosso dandomi da gestire il loro ufficio al pubblico ad Hampton Court Palace. Quattro anni lì dove ho trasformato l’atmosfera e l’atteggiamento estremamente snob, che avevano verso di noi, trasformandolo completamente al punto che fummo gli unici “contrattuali” ad avere il contratto rinnovato e la gente che lavorava al palazzo erano diventati amici, collaboratori, colleghi ed il Direttore del Palazzo alla fine mi invitava ai loro eventi esclusivi …. Hampton Court Palace è il luogo dove mi hanno presentato al marito della Regina, dove ho conosciuto Lords and Ladies, un curator che sarebbe diventato un divo della tv e tanti amici cari che ancora frequento…ma questa è un’altra storia.

6.Consigli ad un giovane che voglia diventare come te, un italiano a Londra?

Quando lasciai Londra e tornai a Roma per questioni di famiglia, la mia compagnia continuava a chiamarmi in Italia per chiedermi consigli. Quindi il consiglio che posso dare io, a chi voglia intraprendere un’avventura simile, è di non vi farsi spaventare dalla crisi, dal fatto che le cose sono ora, probabilmente e a quanto mi dicono i miei amici Londinesi, un po’ più difficoltose.

Le carte vincenti sono immutate, lo studio, l’imparare ad orientarsi, fare la vita non dello studente ma integrarsi, vivere in zone suburbane, essere cordiali e sorridenti (se siete a Londra fate una prova, camminate con il sorriso sulle labbra e vedrete che la gente che non vi conosce vi saluta), trasmettete entusiasmo e vi ameranno e mai perdere di vista l’obiettivo, che è quello di avere successo nel fare quello che si desidera, mai scoraggiarsi andare avanti come un treno. Se siete voi i primi a pensare di farcela, a Londra si può, “the sky is the limit” e là l’unico limite è quello che ti dai da solo. Patrizia Petrini consulente linguistica, traduttrice, interprete.

Bè, che dire. Grazie mille a Patrizia per la sua bellissima testimonianza. Se volete rimanere in contatto con il blog e leggere altre storie, non vi resta che farlo. Un saluto.

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