Dove, come, quando e perchè lavorare all’ estero.

Gli Italiani sono un popolo di esploratori e sognatori.

Lavorare all’ estero è stato da sempre in cima alla lista dei desideri: per necessità o virtù, siamo un popolo di emigranti.

Non esiste nazione al mondo che non sia abitata da almeno un italiano. E non mi riferisco solo ai tempi attuali.

Il fenomeno migratorio in atto non è un evento caratteristico degli ultimi anni post crisi. L’emigrazione Italiana fonda le sue origini durante il 19° secolo.

Solo per avere un’ idea dell’ entità del fenomeno, tra il 1860 e il 1985, ben 10 milioni di Italiani hanno lasciato la penisola in cerca di fortuna.

Fortunatamente le condizioni sono cambiate drasticamente. Ormai lontani i viaggi in barca, dove chi lasciava l’ Italia difficilmente ritornava per visitare la famiglia e gli affetti, nella nostra epoca è molto più facile reperire informazioni e mantenere i contatti con gli affetti.

Tuttavia, anche se la tecnologia è di enorme aiuto, non tutti gli emigranti sono pronti al grande passo di lavorare all’ estero.

Per questo motivo mi sono deciso a scivere questo articolo di avvertimento. Analizzeremo insieme tutti i fattori coinvolti in questa fuga dall’ Italia e scopriremo dove, come, quando e perchè lavorare all’ estero.

Se ti interessa l’argomento, mettiti comodo perchè l’articolo sarà piuttosto lungo. Se non sei capace a terminare la lettura, lascia perdere l’estero, perchè trasferirsi richiede impegno e sacrificio.

Dove lavorare all’ estero.

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta del trasferimento all’ estero, definendo quali sono i paesi migliori per lavorare all’ estero.

La lista terrà in considerazione solo il mondo del lavoro.

Non terrà conto di clima, cibo, divertimenti. Altrimenti tanto vale rimanere in Italia che a cibo e bellezze non siamo secondi a nessuno. Solo parametri oggettivi come disoccupazione, facilità d’impresa, prospettive future e possibilità di lavoro saranno considerati.

Per i posti più affascinanti, dedicherò un altro post. La lista non è una classifica, ognuno dei 12 paesi è ugualmente valido per espatriare.

A mio avviso questi 12 paesi hanno più aspetti positivi che negativi, non sono mete esotiche, perchè generalmente le mete esotiche nascondono insidie inaspettate. Se vogliamo lasciare l’ Italia, dobbiamo farlo per migliorare la nostra vita, non per peggiorarla.

Lavorare all’ estero: Singapore.

lavorare-all'-estero-singaporeHo visitato Singapore nel 2012 e ho trovato una metropoli affascinante davanti a me.

In questa città stato tutto sembra possibile. E’ di una bellezza unica. Singapore è un’ ottima scelta per chi vuole lavorare all’ estero. Sede di numerose multinazionali, Singapore è il cuore tecnologico dell’ intera Asia.

Visto il suo sviluppo economico, alla fine degli anni novanta è stata denominata una delle quattro tigri asiatiche.

Purtroppo anche Singapore è stata investita dalla crisi, ma grazie allla sua efficenza è riuscita a risollevarsi meglio di altri paesi.

Singapore riesce ad attirare numerosi investimenti esteri ed è la migliore metà mondiale dove investire. Infatti, non è un mistero, Singapore è il miglior paese al mondo per fare impresa secondo la lista stilata dalla Banca Mondiale.

Se cercate il miglior aeroporto al mondo, dovete rivolgere il vostro sguardo sempre a Singapore, che per ben 18 anni si è aggiudicato il primato.

Singapore offre molte opportunità di lavoro. Opportunità riservate ai migliori al mondo. Singapore ha molte possibilità per figure professionali altamente specializzate.

I settori lavorativi sono molto sviluppati. Il reddito medio procapite è uno dei più alti al mondo e salari a 6 cifre sono comuni.

Ovviamente è facile capire la competitività esistente nel mercato del lavoro. Singapore non è adatta al giovane 20enne in cerca di fortuna, ma piuttosto per un professionista affermato. La conoscenza della lingua Inglese deve essere perfetta.

Se volete tentare la fortuna a Singapore, non dovete lasciare niente al caso, la perfezione vi sarà richiesta. Biotecnologie, chimica, trasporti, start up, tecnologia.

Singapore ha fame di talenti. Se credete di avere le carte in regola, potete approfondire l’ argomento negli articoli dedicati:

Lavorare all’ estero: Irlanda.

lavorare-all-estero-irlandaSpegnete la tv e guardiamo ai fatti. Lo so, l’ Irlanda è stata considerata uno dei Pigs europei.

A torto secondo il mio avviso. La crisi irlandese, a differenza degli stati del sud europa, non era dovuta ad un alto tasso di corruzione, problemi strutturali, bassa competività del mercato del lavoro.

L’Irlanda è stata vittima di una speculazione finanziaria totalmente distaccata dal paese reale. L’ Irlanda infatti è riuscita a risollevarsi da questa condizione in breve tempo.

Forse non tutti sanno che l’Irlanda è un paese altamente competitivo per via della sua facilità d’ impresa, bassa tassazione e pochissima burocrazia.

Trasparenza, snellezza, efficenza, legalità, competitività, opportunità. Ecco perchè ho voluto mettere l’ Irlanda nella lista dei paesi dove lavorare all’ estero. 

Non siete convinti?

Allora perchè secondo voi, aziende del calibro di Google, Facebook e Starbucks l’ hanno scelta come sede europea del loro business?

L’ Irlanda è attualmente la nazione migliore dove inventarsi un lavoro e aprire un’ azienda. Lo so, il cibo non è il massimo e il clima è terribile, ma pensate al futuro in prospettiva.

Dove trovate un altro paese relativamente vicino all’ Italia, dove pagare il 15% di tasse sul vostro profitto e con una burocrazia quasi inesistente. Fateci un pensierino.

Attualmente l’ Irlanda è la mia prima scelta se dovessi avviare un’ attività imprenditoriale. Inoltre è un ottimo paese di partenza per lavorare all’ estero e imparare l’ Inglese.

Se siete interessati a muovere i primi passi in Irlanda, vi rimando all’ articolo sul lavoro in Irlanda.

Lavorare all’ estero: Islanda.

lavorare-all'-estero-islandaQuando nel Maggio del 2013 ho avuto l’ onore di visitare questo bellissimo paese, ne sono subito rimasto affascinato per via delle opportunità di sviluppo che offre.

La bellezza dei luoghi toglie il fiato.

L’ Islanda, dopo il crac ormai alle spalle, è una terra dove le opportunità di lavoro crescono giorno dopo giorno.

Questa selvaggia isola è ancora piena di spazio per creare un attività e guadagnare potenzialmente parecchi soldi.

Il turismo sta crescendo a dismisura e anche gli investimenti esteri. Parlando con il gestore dell’ ostello, sono venuto alla conoscenza che ogni estate l’ Islanda registra il tutto esaurito.

A conferma del fatto che è un’ ottima metà dove emigrare, l’ Islanda si piazza fra i primi nella classifica di facilità d’ impresa.

Se proprio vogliamo trovare dei lati negativi a questa affascinante metà, per onor di cronaca devo avvisarti del clima. Unica nota negativa, gli inverni sono rigidi e le estati brevi.

Fortunatamente, gli Islandesi hanno avuto la geniale idea di sfruttare l’ abbondante energia termica per riscaldare tutte le piscine.

Quando dico tutte, significa tutte. Non esistono piscine fredde. Il concetto di piscina è opposto al nostro. Noi ci tuffiamo per rinfrescarci, loro per il motivo opposto.

Se volete trasferirvi in Islanda, la conoscenza dell’ Inglese è d’ obbligo. Purtroppo l’ Islandese è una delle lingue più difficili al mondo.

Il lato positivo è che tutti parlano Inglese e sono gentilissimi. Non avrete difficoltà ad integrarvi nella vita dei locali, essendo un popolo a mio avviso molto ospitale. Se volete approfondire il tema Islanda, vi rimando agli articoli specifici.

Lavorare all’ estero: Australia.

lavorare-all'-estero-trasferirsi-in-australiaSe pensiamo a lavorare all’ estero non possiamo non pensare all’ Australia. Terra selvaggia praticamente disabitata, l’ Australia è il sogno proibito di migliaia di Italiani in cerca di fortuna.

L’ Australia è spesso in cima alle classifiche per qualità di vita e bassa disoccupazione.

Avendo vissuto in prima persona in Australia durante il mio WHV, devo ammettere che le condizioni salariali australiane sono più uniche che rare.

Nel Western Australia la paga minima parte da 18$ orari. Si avete capito bene, 18$ orari. Personalmente guadagnavo 25$ come aiuto cuoco e riuscivo a risparmiare 500$ settimanali.

Però, come tutto nella vita, c’è un però. Se da una parte le condizioni economiche e qualità di vita sono elevate, dall’ altra ottenere un visto permanente è molto difficile.

Il governo australiano non ha nessuna intenzione di allargare le maglie migratorie, anzi tuttu’altro. Il governo ogni anno inasprisce (giustamente) le condizioni per chi vuole rimanere in Australia.

Per ottenere un visto permanente dovete essere disposti a vivere dove nessun locale vuole andare.

Requisiti alti fanno si che la popolazione australiana possa mantenere il livello elevato di qualità della vita che attualmente hanno.

Con questo non voglio dire che rimanere in Australia sia impossibile. L’ Australia vuole i migliori e fa di tutto per farlo.

Se vuoi approfondire il tema del lavoro in Australia, ti rimando agli articoli scritti sul tema. Se hai dei dubbi, non esitare a contattarmi su facebook, se posso ti aiuto.

Lavorare all’ estero: Nuova Zelanda.

lavorare-all'-estero-nuova-zelandaSe pensi Australia, pensi Nuova Zelanda. Se non temete di attraversare il mondo, non vi spaventa il jet-lag e non vi spaventa il fatto di vivere nel punto più lontano dall’ Europa (forse è proprio il sogno di qualcuno), la Nuova Zelanda è il paese che fa per voi.

Tenete in mente comunque che il mercato del lavoro è buono se paragonato al nostro, ma non ai livelli di quello australiano.

Se volete fare i soldi, probabilmente la terra dei canguri offre più possibilità. Infatti, ogni anno, migliaia di neozelandesi emigrano in cerca di fortuna in Australia.

Questo non significa che la Nuova Zelanda sia un paese da scartare per chi cerca lavoro all’ estero. L’ economia è in rallentamento ma comunque in crescita e il mercato ha degli spazi imprenditoriali da offrire.

A supporto di questo fatto, la facilità di creare un’ impresa in Nuova Zelanada è confermata dal fatto che il paese si piazza addirittura al 3° posto dopo solo alle due tigri asiatiche, Hong kong e Singapore.

Purtroppo, come in tutte le favole, i lati negativi della Nuova Zelanda sono, come per l’ Australia, la lontananza dall’ Italia e l’ ottenimento del visto.

Se da una parte ottenere un visto temporaneo è quasi scontato, tramutarlo in permanente dipende solamente dalla vostra voglia di farcela e da un pizzico di fortuna. Molte volte trovarsi nel posto giusto al momento giusto è fondamentake.

Detto ciò, la fortuna aiuta gli audaci. Se volete approfondire il tema della Nuova Zelanda, vi rimando agli articoli specifici.

Segui il link per leggere la seconda parte della guida per lavorare all’ estero.

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