Lavori da fare a casa: diventare un assistente virtuale 5/5 (4)

Aprire Azienda è il blog che mette in contatto le persone che hanno deciso di non arrendersi e continuare a lottare per una vita migliore.

Grazie alle storie di voi lettori, riesco a dare molti consigli utili per chi cerca di inventarsi un lavoro grazie alle proprie competenze.

Il mio ultimo articolo, intitolato secondo lavoro da casa, è una guida completa per chi è alla ricerca di nuovi lavori da fare a casa.

Oggi, continuando la serie di articoli sul tema del lavoro a domicilio, voglio raccontarvi la storia di Susanna, che dopo essere rimasta senza lavoro, ha deciso di non arrendersi e di crearsi una nuova professione grazie alla potente forza del web.

Prima di passare alla testimonianza di Susanna, vorrei comunque sottolineare la difficoltà nel crearsi un nuovo lavoro online.

Senza fare i nomi, non è raro trovare in rete dei corsi miracolosi che promettono guadagni facili sul web.

Nella mia esperienza diretta, ho capito che queste pseudo strategie sono solamente fumo negli occhi per gli sprovveduti, cercano di fare leva sui bisogni reali della gente senza in verità risolvere nessun problema.

Per fare soldi online serve molto impegno e tempo, entrambi necessari per diventare un punto di riferimento nella propria nicchia di appartenenza. Per diventare autorevoli e competenti di fronte ai propri clienti, devi sforzarti in modo serio per diversi mesi, forse anni.

Se sei disposto a lavorare sodo, allora nessuno ti vieterà di inventarti un lavoro da casa, ma la strada di fronte a te è in salita e i guadagni sono difficili da raggiungere.

Se consideriamo che il mercato italiano non è vastissimo, e la naturale diffidenza del popolo italiano nel comprare online, è chiara la difficoltà di conquistare la fiducia dei propri acquirenti.

In aggiunta al normale mercato, devi inoltre fare i conti con il fisco e la burocrazia.

Personalmente, ho fondato la mia attività online aiutando le persone a creare un’azienda in Uk.  Avendo esperienza diretta in Regno Unito, infatti, ho scritto l’ebook “Aprire un’attività in Uk è facile se sai come farlo” per aiutare i liberi professionisti del web, e non solo, a trasferirsi in un paese amico degli imprenditori.

Partendo da una tua competenza, puoi tranquillamente creare il tuo business da casa senza ingannare nessuno, ma molti altri scelgono la via più facile, quella dei facili guadagni. Sta a te decidere da che parte stare.

Detto ciò, voglio presentarti la storia di Susanna, che grazie al suo impegno, è riuscita a diventare un assistente virtuale. Buona lettura.

Leggi anche: come creare un sito

Lavori da fare a casa: come diventare un assistente virtuale

Testo di Susanna Vai:

Disoccupata? No, grazie…mi metto in proprio

lavori da fare a casaTrent’anni di lavoro di cui gli ultimi sette passati in un’azienda che io ho contribuito ad organizzare…quando sono arrivata c’erano giusto i locali e le scrivanie.

Le sedie no, quelle sono arrivate dopo, così io e altri due colleghi abbiamo trascorso un paio di settimane seduti sulle scrivanie.

Era divertente: l’inizio di una nuova, entusiasmante avventura.

Non avevo mai vissuto uno start up aziendale “dall’interno” ed era come un puzzle che si compone pezzo per pezzo: sedie, computer, stampanti, macchina del caffè, nuovi colleghi.

Poi, un bel giorno, le cose hanno cominciato a cambiare e se lavori nell’ufficio di fianco a quello del CEO, te ne accorgi subito.

Sulla mia scrivania transitavano dati sensibili, documenti importanti, notizie riservate e, nel momento in cui tutto ciò ha smesso di succedere ed è subentrato un drastico peggioramento nella qualità del lavoro, non ho pensato che fosse un brutto segno, ma pessimo perché significava che io ero coinvolta in prima persona. Infatti…

Sono stata fortunata, devo dire, come primo step le mie 40 ore sono diventate 20, quindi avevo ancora delle ore di lavoro, ma anche tanto tempo libero in più, cosa nuova per me, abituata com’ero a incastrare quotidianamente i miei impegni personali e professionali.

Cosa fare di tutto quel tempo?

Dopo aver visto la mia nuova job description per le 20 ore settimanali, ho capito che dovevo dedicarlo a trovarmi un nuovo posto di lavoro. E il più in fretta possibile.

Ho cominciato così a peregrinare tra i vari siti di agenzie interinali, cacciatori di teste, motori di ricerca ovviamente con poche speranze perché non c’è lavoro per i giovani, figurati per quelli più…datati!

Inoltre, gli annunci che riguardavano la mia professione erano del tipo: laureata, consolidata esperienza di 3 anni (a volte anche 5!), ottima conoscenza dei principali strumenti informatici, disponibilità oraria, autonomia, capacità organizzative e relazionali, ottima capacità di gestione di eventuali risorse e capacità di problem solving, flessibilità, riservatezza e resistenza allo stress…

Cioè, in 3 anni si può arrivare a saper gestire altre persone?

A relazionarsi con i vertici aziendali?

A valutare l’importanza delle informazioni che si leggono e a saperle “maneggiare”?

Una esce dall’università, inizia a lavorare e bam…sa già fare tutto! O chi pubblica questi annunci non sa di cosa sta parlando oppure…Wonder Woman cercasi.

Insomma, la ricerca di un nuovo lavoro era impresa ardua e, nel frattempo, il mio part time era giunto al termine, come da previsione: a fine 2013 è arrivato il licenziamento. Costo troppo elevato, a quanto pare ero un lusso che la mia azienda non si poteva più permettere.

Per ampliare la ricerca di lavoro, mi sono iscritta in diversi gruppi sui social professionali ed ecco che, navigando tra Italia ed estero, ti vengo a conoscenza di una professione che non avevo mai sentito: “Assistente Virtuale”.

E cos’è? Mi informo.

Un’Assistente Virtuale è una libera professionista che lavora da remoto, utilizzando ciò che oggi la tecnologia mette a disposizione.

E’ una professione nata 15 anni fa negli Stati Uniti grazie all’arrivo di internet ed ora è largamente diffusa non solo nei Paesi anglofoni, ma anche in quelli ispanofoni.

Ma per chi lavora un’Assistente Virtuale?

Per tutti quelli che hanno una propria attività ma che, per varie ragioni, non possono permettersi di sostenere i costi di un dipendente fisso.
Ma guarda…

Ho rapidamente considerato due cose:

1. Io ero stata licenziata proprio a causa del costo elevato di dipendente fisso e il mio ex capo aveva dovuto fare a meno del mio supporto, adottando suo malgrado la filosofia del “fai da te”, ovvero seguire da solo un lavoro che non era il suo: quanti altri imprenditori potevano trovarsi nella medesima situazione? Perché non mettere il mio background professionale a disposizione di queste persone?

2. Cercare lavoro era un’impresa, anche trovandolo non vi era comunque certezza di continuità (e il mio recente passato ne era la prova) e poi…insomma la possibilità di poter gestire il mio tempo era un vantaggio che non volevo perdere.

Deciso! Un’impresa cercare lavoro?

Bè, io mi butto in una più grande: mi metto in proprio, mi creo la mia attività, mi gestisco da sola, divento imprenditrice!

Che l’operazione abbia inizio!

Commercialista, Partita Iva, computer erano tutto quello che mi occorreva per “aprire la mia azienda”: data ufficiale di inizio 8 Marzo.

Ho pensato che poteva essere di buon auspicio.

Da sola mi sono poi creata il sito internet, il profilo sui Social, la newsletter, il blog, l’account di posta elettronica, di Skype, della posta certificata. Che soddisfazione!

Su internet ho scoperto l’esistenza del Primo Corso in italiano per Assistenti Virtuali, ovviamente online, tenuto da Mary Tomasso, Italiana residente in Argentina, che fa l’ Assistente Virtuale da diversi anni: l’ho seguito per tre mesi durante i quali mi si è aperto un mondo!

Monitorare il tempo di lavoro, condividere i progetti con i clienti, scambiarsi le informazioni riservate, tutto attraverso le piattaforme che il web mette a disposizione.

Un modo innovativo di offrire la propria professionalità…ecco, forse troppo per l’Italia, perché si tratta di cambiare la mentalità verso un modello standard di lavoro, si tratta di collaborare con una persona che fisicamente non è in ufficio, che si vede solo via skype e gli Italiani non sono molto portati per i cambiamenti. In un momento come questo, poi, lo sono ancora di meno.

Non tutti, per fortuna.

C’è qualche impavido disposto a provare la novità, perché si rende conto che il vero compito di un imprenditore (o libero professionista, o titolare di una media impresa, o manager di una piccola azienda) è lo sviluppo del proprio business, non certo organizzare riunioni, viaggi di lavoro, aggiornare calendari, gestire le pagine social dei profili aziendali o scrivere articoli per blog e newsletter: delegare le mansioni di routine quotidiane è un vantaggio sia in termini economici che strategici.

E poi ci sono gli imprenditori all’estero, per i quali la figura dell’Assistente Virtuale è già “sdoganata e accettata”: questa è una professione che non ha confini, non importa dove si è fisicamente, si può lavorare comunque e dovunque.

Qualcuno potrebbe considerare un azzardo quello che ho fatto.

Io no.

Ancora oggi, nonostante le difficoltà nel Bel Paese, penso di aver fatto la cosa giusta: ho dato valore alla mia esperienza, alla mia professionalità, mi sono rimessa in gioco, ho migliorato la qualità della mia vita. Dici poco??

Susanna

www.activeandvirtual.it

Grazie mille Susanna per la tua testimonianza!!!!

Lavori da fare a casa: considerazioni finali

Ringrazio profondamente Susanna per la sua bellissima esperienza di vita. Questa testimonianza rispecchia appieno la filosofia del blog Aprire Azienda.

Io sono un fermo sostenitore del “volere è potere“.

Certo, puoi stare ad ascoltare le ultime promesse del governo fantoccio di turno, puoi sperare nelle loro promesse da mercante, per poi accorgerti che erano solamente chiacchere da campagna elettorale.

Puoi tranquillamente rimanere nella tua zona di confort e delegare la responsabilità della tua situazione lavorativa agli altri, puoi passare le giornate imprecando contro lo spread e il debito pubblico, le scuse per delegare ad altri le proprie responsabilità sono infinite.

Oppure puoi fare qualcosa in più.

Prendi carta e penna, stila la lista delle tue competenze reali, e se non le hai createle, individua quella che ti appassiona di più, domandati se risolve un’ esigenza reale di un ristretto gruppo di persone, e inizia a diventare una persona responsabile del proprio destino.

Intendiamoci, qui nessuno dice che sia facile, per quello ci sono i markettari parenti dei politici, io ti garantisco che anzi è molto difficile risucirci, ma vale la pena tentare.

Solo coloro che agiscono, possono lamentarsi se poi le cose non vanno come si desidera, ma se non fai niente, niente devi aspettarti.

La famosa manna dal cielo, la fine della crisi, non arriverà mai, ma nel frattempo puoi reinventarti, puoi lottare per un destino migliore ma il responsabile sei tu e nessun altro.

Io non voglo dare lezioni di vita a nessuno, non ne ho l’autorità, ma voglio spronarti nell’agire perchè dalle piccole azioni quotidiane puoi veramente cambiare vita.

Inventarsi una professione grazie al web è ancora possibile, non lasciare che l’opportunità ti sfugga di mano.

Se hai una storia da raccontare, il blog è aperto alle testimonianze di lotta e successo, ma anche di fallimento, perchè solo grazie agli errori passati possiamo evolverci in qualcosa di migliore.

Se vuoi ulteriori consigli per trovare altri lavori da fare a casa, lasciamo pure un commento qui sotto, rispondo sempre, altrimenti inviami pure un messaggio in privato sulla mia email.

Se ti piace quello che leggi, sei invitato ad iscriverti alla newsletter e rimanere in contatto tramite la pagina Facebook. Te ne sarei profondamente grato.

Ti lascio con un aforisma del grande scienziato Albert Einstein, il mio preferito. Dimmi cosa ne pensi nei commenti.

Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo

Grazie, Alessandro

Se sei una persona motivata nel crearti una rendita parallela, ti consiglio la guida completa ITS: Idea, Traffico, Soldi, il metodo per guadagnare con il web.

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3 Comments

  1. Laura Set 10, 2016
  2. katia Set 20, 2016

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