Come aprire una partita iva inglese online con 0£ 5/5 (1)

L’argomento di oggi è la partita iva inglese. Quando il lavoro non c’è, dobbiamo inventarcelo. Certo, non possiamo farlo in pochi giorni, ma iniziando un percorso serio di auto formazione, impossibile è solo un inutile parola del vocabolario.

Molti non sono d’accordo con questa espressione perché troppo influenzate dai mass media: la maggior parte della gente è molto occupata a trovare scuse piuttosto che soluzioni, ma per il momento cerchiamo di non ascoltarle.

Io infatti non sono assolutamente d’accordo con questa visione della realtà, io smisi di trovare scuse e ho trovato un modo.

Mi rendo conto che vivere in Italia e leggere i giornali italiani sia ormai diventato un’operazione per eroi di guerra: il clima di sfiducia che si respira in patria è diventato insostenibile anche per i più forti d’animo.

Tuttavia, essendo un fermo sostenitore del duro lavoro e della disciplina, ho iniziato a lavorare a testa bassa senza l’aiuto di nessuno:  non a caso il blog Aprire Azienda è cresciuto piano piano nel tempo perché mi sono dedicato totalmente nel progetto.

Un aspirante imprenditore deve avere una tranquillità finanziaria e personale per avviare il proprio business. In questo contesto, lo stato ha un grande dovere morale di supportare le nuove imprese imprenditoriali favorendo la micro imprenditoria.

partita iva inglesePurtroppo l’Italia non è il paese migliore per credere nei sogni. Non lo dico io, lo dice la Banca Mondiale nella lista internazionale per facilità di business. Siamo vergognosamente alla 56° posizione.

Avendo esperienza diretta in Regno Unito, sono convinto che il paese anglosassone sia uno dei migliori posti al mondo per mettersi in proprio; non a caso è alla 9° posizione.

Molti nuovi imprenditori preferiscono iniziare in piccolo per poi ingrandirsi piano piano. La scelta migliore per iniziare è sicuramente quello di registrarsi come imprenditore individuale e aprire una partita Iva.

Anche se sembrerebbe che le regole stiano cambiando in meglio, la situazione delle partita iva italiane è alquanto drammatica. Tasse spropositate affossano i giovani professionisti sin dai primi mesi dell’attività.

In Regno Unito, la situazione è completamente differente. La partita Iva inglese è una scelta ottima per chi si affaccia per la prima volta nel commercio non avendo costi fissi iniziali d’avvio.

In  questa guida vedremo insieme gli aspetti generale della partita iva inglese, se vorrai approfondire il discorso, ho scritto l’ebook “Aprire un’attività in UK” dove scoprirai come avviare un business in Regno Unito in completa autonomia.

Il vantaggio di acquistare l’ebook è duplice: oltre a trovare informazioni fondamentali per creare un business di successo, hai la mia consulenza personalizzata per far nascere la tua azienda in completa autonomia.

Quando aprire una partita iva inglese

Sia che tu sia un sole trader oppure direttore di una Limited Company, aprire la partita iva inglese è facoltativo se i tuoi introiti aziendali non sono superiori ai 81.000£ annui. Una cifra piuttosto considerevole se rapportati ai 5.000 euro in Italia.

In Regno Unito, la partita iva è denominata VAT e ha differenti aliquote a seconda dei prodotti venduti o acquistati.

L’aliquota standard del 20% è presente su tutti i prodotti che non rientrano nella altre due aliquote del 5% e dello 0%.

I prodotti al 5% e allo 0% li puoi trovare nella lista qui di seguito (rates-of-vat-on-different-goods-and-services). In linea generale, i prodotti con Iva ridotta o assente sono i beni primari di prima necessità, prodotti per bambini e anziani e per le Charity.

Se decidi di registrare il tuo business per il Vat, ricorda che devi presentare il Vat Return ogni 3 mesi di attività dove devi riportare il resoconto delle vendite e degli acquisti effettuati.

Se sei realmente interessato a registrarti e metterti in proprio, sull’ebook trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno. La registrazione va effettuata presso l’HMRC ed è totalmente gratuita.

Vantaggi di aprire una partita Iva inglese

Vista la discrezionalità di aprire una posizione Iva, ogni singolo imprenditore dovrà decidere se registrarsi i meno a seconda del tipo di attività.

Quando avviai il mio business di catering a domicilio decisi di aspettare perchè gli introiti erano inferiori ai 81.000£. Dovendo acquistare prodotti gastronomici esenti da Iva, la non registrazione comporta il vantaggio di poter incassare il totale dell’incasso senza dover versare il 20% dell’imposta.

Tuttavia, se vuoi aprire un ristorante o un bar, la registrazione diventa quasi obbligatoria perchè i tuoi introiti dovranno superare gli introiti minimi perchè le spese come affitto locali e personale devono essere coperte da un buon incasso.

Se invece la tua attività è mobile come era la mia, la registrazione è evitabile per i minori costi fissi presenti. La decisione è appunto legata al tipo di attività. Un libero professionista, come un consulente o un tecnico, probabilmente non ha il bisogno di registrarsi.

Per riassumere, se decidi o meno di aprire la partita Iva, tieni a mente che puoi iniziare il business e decidere poi in seguito se registrarsi oppure meno senza dimenticare l’obbligatorietà se superi il limite dei 81.000£ annui.

Partita iva inglese: considerazioni finali

Io amo il Regno Unito e per queste ragioni Aprire Azienda parla molto di trasferimento in Regno Unito. Il paese anglosassone è una destinazione molto consigliata se ami la legalità e l’efficienza.

Nonostante la facilità di impresa, non sottovalutare il mercato inglese perchè il rischio di perdere il capitale rimane alto: solo attività veramente ben ideate hanno successo imprenditoriale.

Un buon imprenditore deve puntare sulla qualità del servizio offerto per generare il vero motore di un’attività di successo e cioè il passaparola.

I britannici sono dei buoni clienti e non hanno nessun problema a pubblicizzare un’attività ben gestita e organizzata. I sbocchi professionali per gli italiani non sono solo quelli legati alla ristorazione, puoi sfruttare le tue professionalità per crearti un lavoro redditizio.

Il messaggio aziendale deve essere chiaro e ben specifico per una ristretta nicchia di mercato. L’immagine commerciale deve essere professionale e immediata.

Il cliente medio inglese non vuole spendere tempo a capire cosa state vendendo; non a torto le aziende con maggiore successo sono specializzate in un prodotto o servizio immediatamente visibile.

Le maggiori difficoltà per fare impresa le troverai soprattutto nei primi tempi quando il tuo marchio non è conosciuto, ma una volta innescato il meccanismo del passaparola l’attività può crescere a ritmi vertigionosi in pochissimo tempo.

Alcuni imprenditori italiani hanno visto moltiplicare la propria attività in pochi anni. Il segreto del successo è non mollare alle prime difficoltà e mantenere alto lo spirito e l’entusiasmo.

Per resistere al primo anno di attività, consiglio sempre di calcolare le uscite personali per vivere e magari trovare un lavoro alternativo per differenziare le entrate.

Il mercato del lavoro anglosassone è molto flessibile e le opportunità di lavoro sono ben distribuite in tutti gli orari. Molti lavori sono notturni e part time, l’ideale per chi sta avviando il proprio business. I sacrifici iniziali saranno ben ripagati se il tuo servizio è di reale valore e qualità.

Gli aiuti per il business sono diversi, le possibilità di finanziamento sono diverse come quanto i corsi di formazione svolti dalle istituzioni. Se decidi di trasferirti, scoprirai un paese veramente amico degli imprenditori e il successo del tuo business sarà determinato dal pubblico e non dalle tasse.

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Se ti piace il mio articolo, mi farebbe piacere ascoltarlo nei commenti e non dimenticare di condividere l’articolo con i tuoi amici. Se hai dei dubbi sull’acquisto dell’ebook o altre tematiche relative al business in Uk, puoi farlo contattandomi sulla mia email alessandro@aprireazienda.com

A presto

Alessandro

Per scaricare la guida, clicca qui sotto

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