Prestiti senza garanzie: come ottenere un prestito senza busta paga

Qualsiasi idea di business, spesso e volentieri, si scontra con il difficile mondo dellle banche e del finanziamento.

Chi ha capitali non ha problema di accesso al credito, ma chi invece parte da zero si trova ad affrontare il difficile mondo dei prestiti senza garanzie.

Molte idee imprenditoriali descritte sul blog sono avviabili senza grossi investimenti di denaro mentre altre devono per forza di cose essere finanziate da capitali provati o prestati dalle banche.

Grazie al web è possibile ottenere fondi anche per vie alternative dalle banche come il crowdfunding e il social lending, ma è inutile nascondere che molte volte l’intervento delle banche è essenziale.

In questo articolo leggeremo i suggerimenti di Susy sui prestiti senza garanzie.

Buona lettura.

Prestiti senza garanzie, ecco quando è possibile richiederli

prestiti senza garanzieNel corso degli ultimi anni, probabilmente anche a causa della crisi economica che stiamo vivendo, è andata via via crescendo nel nostro paese la richiesta di prestiti senza busta paga, da parte di persone senza alcun impiego che necessitano di liquidità per far fronte alle proprie spese o per tentare di avviare un’attività.

Ottenere un prestito senza percepire uno stipendio non è molto semplice, e di norma per erogare un finanziamento, qualsiasi banca richiederà una qualche forma di garanzia; esistono tuttavia delle opzioni adatte anche a queste necessità che garantiscono buone possibilità di successo.

Su questo sito ad esempio troverete varie offerte di prestiti senza garanzie e potrete richiedere quello più adatto alle vostre esigenze.

Ma vediamo cosa si intende di prestiti senza garanzie e quando è possibile richiederli.

Parliamo innanzitutto del cosiddetto prestito d’onore: si tratta di un particolare finanziamento concesso a condizioni ben precise e rivolto esclusivamente a disoccupati (o giovani in cerca di prima occupazione) che intendono avviare una propria attività commerciale.

Possono richiedere questo tipo di prestito i cittadini italiani (o stranieri residenti nel nostro paese da almeno 6 mesi) di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, che intendano avviare un’attività con sede in Italia e limitatamente ad alcuni settori, come commercio e fornitura di beni o servizi.

Una percentuale della somma erogata con questa formula è a fondo perduto, mentre sulla percentuale restante (solitamente il 40%) si potrà beneficiare di un tasso di interesse agevolato, spesso più che dimezzato rispetto ai tassi medi.

Le spese che possono essere finanziate attraverso il prestito d’onore includono l’acquisto di macchinari ed attrezzature varie, la ristrutturazione dei locali aziendali e l’installazione di impianti elettrici ed idraulici; nel corso del primo anno di attività è poi possibile utilizzare il prestito per l’acquisto di materie prime o prodotti semilavorati, nonché per il pagamento delle bollette relative ad energia elettrica ed acqua.

Questo tipo di prestito è possibile grazie ai fondi concessi dallo stato e dall’Unione Europea come incentivo alla crescita economica; la durata del finanziamento è solitamente di cinque anni, e le rate sono a cadenza trimestrale.

Il prestito d’onore presenta tuttavia anche alcuni limiti, che devono essere opportunamente valutati: il richiedente si impegna infatti a non cedere l’azienda per un periodo di almeno cinque anni a partire dall’inizio del finanziamento, anche nel caso di rimborso anticipato del prestito, e per lo stesso periodo di tempo il titolare non potrà assumere altri lavori, con l’eccezione di impieghi saltuari.

Va comunque sottolineato, che anche chi non dispone di una busta paga potrebbe vedersi accordato un prestito fornendo delle forme di garanzia alternative ritenute idonee dalla banca.

È ad esempio possibile fornire come garanzia il reddito di un parente o un amico, il cosiddetto “garante”, che si impegnerà ad assicurare il pagamento delle rate mensili nel caso in cui il beneficiario del prestito ne sia impossibilitato.

Chi invece percepisce un canone d’affitto può far valere questa entrata come garanzia in sostituzione dello stipendio, a patto che sia la durata del contratto che l’importo percepito siano coerenti con le caratteristiche del finanziamento richiesto.

Altre entrate “sostitutive” della busta paga possono essere rappresentate da una rendita finanziaria vincolata o, nel caso di una donna separata, dall’assegno di mantenimento mensile che le viene inviato dall’ex-coniuge.

In alternativa, sarà necessario mettere un’ipoteca sui propri beni immobiliari, come appartamenti, garage o terreni, offrendoli quindi alla banca come garanzia.

Allo stesso modo è possibile garantire il proprio finanziamento con “beni mobili”, quali ad esempio quadri, gioielli preziosi ed oggetti di valore in generale, che saranno fatti valutare dalla banca per verificare che il loro valore sia sufficiente a coprire l’importo del prestito richiesto.

Quella dei prestiti è dunque una vera e propria giungla, ed ogni offerta deve essere attentamente esaminata, importante inoltre ricordare di delineare una strategia ben definita prima di avviare qualunque tipo di progetto.

Prestiti senza garanzie: considerazioni finali

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita di alternative al classico finanziamento bancario e il mio consiglio rimane sempre quello di ridurre le uscite e di avviare il business per step dopo un’attenta pianificazione.

I prestiti senza garanzie sono una delle mille opportunità di finanziamento, scegli idee imprenditoriali a basso costo d’avvio e scalabili.

Un buon imprenditore deve conoscere nel minimo dettaglio le finanze della sua azienda, controllare le uscite e prevedere le entrate nel miglior modo possibile.

Leggi anche: come aprire un’azienda agricola

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One Response

  1. Letizia Madeddu Dic 19, 2015

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