Produzione olio di oliva. Gestire il tuo oleificio.

Produzione olio di oliva. Come gestire la produzione del tuo oleificio

produzione olio di olivaSe hai avviato una produzione olio di oliva e non sai come gestire la parte burocratica, forse la storia di oggi è di tuo interesse. Prima di entrare nel dettaglio dell’articolo-intervista, voglio sottolineare che questo post non è un post pubblicitario di alcunchè, Aprire Azienda è un blog libero dove gli imprenditori possono pubblicizzare la propria attività commerciale se in linea con le tematiche del blog.

Visto che dò molta importanza allo sviluppo delle aziende agricole italiane, ho deciso di dare spazio ad Arianna e al suo prodotto. Non ricevo nessun compenso e non ho diretta conoscenza del servzio offerto. Tuttavia credo nell’onestà dell’idea.

Sono consapevole che l’Italia può ripartire solamente se diamo spazio agli imprenditori onesti e la burocrazia soffocante lasci lavorare le imprese in santa pace senza tasse e vincoli burocratici assurdi.

L’agricoltura italiana è un’eccellenza nostrana da difendere e come blogger dò e darò spazio a tutte le realtà che apportano valore al nostro martoriato paese. Detto ciò, lascio la parola ad Arianna e alla sua attività imprenditoriale. Buona lettura

Gestire la tua attività grazie a MAGOIL

In Italia, si sa, il settore agroalimentare è alla base dell’economia del Paese. Grazie a un territorio florido e molto variegato e a una radicata cultura del cibo e della cucina, che predilige la qualità e mira alla salute, i nostri prodotti sono famosi e ricercati in tutto il mondo.

La produzione è molto diversificata sul territorio e costellata da piccole e medie aziende, spesso a conduzione familiare o frutto di cooperative locali o regionali che danno lavoro a decine e centinaia di persone e mantengono attiva anche l’economia dei comuni più piccoli.

Si tratta quindi di una fetta della nostra economia molto importante sotto moltissimi punti di vista, da quello dello sviluppo territoriale a quello della diffusione storico-culturale delle nostre tradizioni.

Purtroppo però, il settore non se la passa bene come ci aspetteremmo e per molte aziende non soltanto crescere, ma persino sopravvivere spesso è molto complicato.

La crisi, i collasso dei consumi, le tasse, la concorrenza dei mercati extraeuropei, la burocrazia, le regolamentazioni… sono molte le cose alle quali un imprenditore del ramo agricolo oggi deve guardare e non è sempre tutto semplice, lineare, immediato e chiaro.

Indubbiamente è più che giusto che in un settore come questo i controlli e le verifiche siano tanti e assidui e che le regole siano stringenti e non eludibili. Da queste regole non solo dipende la tutela delle peculiarità, delle rarità e delle eccellenze alimentari, ma anche e soprattutto la salute delle persone.

Proprio per garantire la sicurezza degli alimenti, tutelare i consumatori, realizzare un mercato unico e salvaguardare le aziende agroalimentari, l’Unione Europea ha adottato la strategia globale di intervento denominata “sicurezza dai campi alla tavola”.
Attorno a questo motto si raccoglie una serie di nuove normative specifiche entrate in vigore in tutto il territorio della Ue che impongono a tutte le produzioni elevati standard qualitativi, igienici e rispettosi dell’ambiente.

In questo ambito l’Italia è comunque un passo avanti rispetto a tutti gli altri stati membri: le sue regolamentazioni in materia, legate anche alla tutela dei prodotti regionali Dop e Doc, erano infatti per molti aspetti già più stringenti e specifiche in precedenza.

Di certo questo tipo di scelta va a favore della qualità dei nostri prodotti, che li porta spesso al top nei mercati internazionali, ma implica per le aziende un lavoro costante di controllo, verifica, trasmissione dati e aggiornamento, visto che sono frequentissime le variazioni, aggiunte e modifiche a queste normative.

Un esempio è lo stretto rapporto che le aziende hanno con il Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), che è il sistema di registrazione dati on line che da alcuni anni ha sostituito i registri cartacei.

Il Sian è il sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo, agroalimentare e forestale voluto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura per registrare i movimenti delle aziende agricole in rapporto alla Politica Agricola Comunitaria.

Di certo il suo ruolo è molto importante, ma troppo spesso diventa assai complicato per gli agricoltori gestire questo rapporto e comunicare in maniera corretta e tempestiva i dati necessari, senza incappare in errori e multe salate…

Un esempio su tutti è la mole di dati articolati e differenti che gli oleifici italiani devono comunicare al Sian, riguardanti i movimenti di carico e scarico sia per chi produce l’olio che per chi lo confeziona. L’olio italiano è di altissima qualità e, per mantenere questo status, deve rispettare numerosissimi parametri.

Fino a poco tempo fa nel Sian andavano registrati solo i movimenti riguardanti l’olio extravergine di oliva e vergine ma da pochi mesi è diventato obbligatorio comunicare anche tutti i movimenti riguardanti gli altri oli, compresa la sansa.
Si tratta di una mole di lavoro immensa, che richiede tempo e attenzione e che molto spesso risulta particolarmente ostica per chi è poco avvezzo alla tecnologia informatica.

Diventa necessario per le aziende avvalersi di qualcuno che sappia come muoversi in campo informatico, ma al contempo che sappia anche come funziona un frantoio, quali sono le procedure adatte per registrare ogni movimento ed essere anche in grado di trasformate tutti questi dati e trasmetterli in modo che il registro telematico del Sian li legga correttamente. Si tratta ovviamente di un lavoro che richiede tempo e attenzione da sottrarre al altro o da affidare a terzi.

A venire incontro alle aziende olearie ci hanno pensato proprio dei programmatori, costruendo dei software di gestione del magazzino intuitivi e facili da utilizzare.

Un esempio è Magoil (www.magoil.it), il software per la contabilità di magazzino realizzato proprio per seguire le normative specifiche dell’olio di oliva.

Questo programma si occupa infatti dell’intera gestione delle lavorazioni proprie di un impianto di confezionamento o di un frantoio e si  sincronizza con facilità con il software ministeriale che trasmette i dati al registro telematico del Sian.

La tecnologia può quindi essere al contempo il problema e la sua soluzione. Questo vale in molti campi del moderno lavoro dell’agricoltore, che sempre più è agevolato da macchinari all’avanguardia, strumenti di misurazione sofisticatissimi e software che aiutano nell’organizzazione e nella gestione di tutti quegli aspetti che vanno dalla calendarizzazione del lavoro alla gestione dei dipendenti, dalla raccolta del prodotto all’organizzazione del magazzino, dal rispetto delle normative alla trasmissione dei dati, dalla rilevazione delle problematiche fino alla loro risoluzione.

In un’epoca nella quale le persone hanno aperto gli occhi e hanno iniziato a guardare con diffidenza alle produzioni su larga scala e alle multinazionali, è certamente conveniente puntare tutto sulla qualità, magari anche ecofriendly con produzioni a km0 e la riscoperta delle coltivazioni naturali senza fertilizzanti e pesticidi chimici.

Le normative stringenti e la registrazione online di tutti i procedimenti svolti sono la garanzia che sia consumatori che produttori cercavano, i primi per essere finalmente a conoscenza di che cosa mettono nei loro piatti e i secondi per avere un riconoscimento dell’accuratezza e serietà del loro lavoro. Vale quindi la pena di arrovellarsi un po’di più su numeri e registrazioni. Con gli strumenti giusti e un po’ di pazienza anche gli scogli burocratici possono essere superati con successo!

Grazie Arianna per la tua esauriente spiegazione sulla gestione di una produzione di olio di oliva.

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