Come funziona il nuovo regime forfettario per startup con partita iva

Un guest post della collaboratrice Susanna che ci spiega il regime forfettario per startup.

Buona lettura!!!

Avviare una startup è un’operazione che reca con sé un grande impegno economico, oltre che un necessario dispendio di energie.

E dato che parliamo di un settore fondamentale, è normale che lo Stato stia tentando di andare incontro ai giovani imprenditori e alle startup, promuovendo un regime fiscale che sia pensato per alleviare il carico relativo all’Iva.

Parliamo della Partita Iva a regime forfettario: una novità di quest’anno che consentirà alle aziende di diminuire la percentuale di tasse da pagare sull’imponibile.

Grazie a questa introduzione, il sogno di molta gente di mettersi in proprio aprendo un’attività diventa una realtà: se anche voi siete interessati all’argomento, il consiglio è di approfondire su Mestiereimpresa.bnl.com come aprire una Partita Iva.

In questo articolo andremo a vedere il regime forfettario per startup e quello che c’è da sapere a riguardo.

Cos’è il regime forfettario

regime forfettario startupIl regime forfettario è una novità che, dal 1 gennaio 2016, è andata a sostituire tutti i regimi minimi precedentemente a disposizione dei professionisti.

Da questo punto di vista, lo Stato è riuscito ad agevolare una questione particolarmente spinosa, garantendo alle startup un unico regime minimo agevolato.

L’obiettivo è ovviamente favorire i piccoli imprenditori che si sono appena lanciati sul mercato con le proprie start-up, affrontando un regime fiscale leggero, per rendere più morbido l’avvio di un’azienda da un punto di vista economico.

Come funziona il regime forfettario

Il regime forfettario permette di accedere ad una tassazione agevolata del 5% sull’imponibile per i primi 5 anni di partecipazione.

Allo scadere dei 5 anni, la tassazione raggiungerà la percentuale del 15%, tornando ad un livello di normalità.

Questa è un’occasione che viene data solo a chi non ha ancora aperto una Partita Iva: coloro che invece decidono di migrarvi da un vecchio regime minimo, dovranno sin da subito sostenere una tassazione pari al 15%.

I requisiti di accesso al regime forfettario

Esistono alcuni requisiti da rispettare per avere accesso al regime forfettario.

Nello specifico, chi decide di aprire la partita Iva non dovrà aver esercitato attività professionali nei 3 anni precedenti.

Un discorso più complesso deve invece essere fatto sui ricavi e sul fatturato: in questo caso, potranno accedere al regime forfettario gli imprenditori che si troveranno entro un certo limite di reddito annuo (ad esempio 50.000 euro per i commercianti all’ingrosso).

Pro e contro del regime forfettario

I pro sono evidenti, dato che tale regime permette alle start-up di avviarsi senza dover sostenere un carico fiscale eccessivo.

Al contrario, se il reddito di tale attività è molto basso, il regime forfettario potrebbe non convenire più di tanto, soprattutto se si hanno oneri deducibili che, con l’accesso a tale regime, non potranno essere più scaricati dalle tasse.

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One Response

  1. Massimo Ott 7, 2016

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