Trasferirsi in Brasile: intervista a Stefano Gentile

Trasferirsi in Brasile, sogno o realtà?

Il Brasile rappresenta, nell’immaginario comune, un paese diviso tra la fiesta perenne e un paese violento e pericoloso.

Questi due estremi non potranno mai rappresentare un paese di 8,5 milioni di Km quadrati (quinto paese più grande al mondo) e una popolazione di 203 milioni di abitanti.

La realtà, al di là degli stereotipi, ci indica un paese affascinante con un’immensa diverstità al suo interno, e pertanto il miglior modo per conoscere il Brasile è leggere le esperienze altrui per poi comprare un biglietto aereo ed esplorare.

Nei miei viaggi intorno al mondo (il Brasile mi manca ancora) ho capito che la miglior strategia per trasferirsi realmente è fatta di piccoli ma precisi step.

Il primo passo per trasferirsi è leggere libri, ebook, guide, articoli di blog, interviste e in generale tutto quello che tratta del paese di nostro interesse per avere una conoscenza approfondita del paese.

Secondo step per trasferirsi all’estero è studiare la lingua del posto, nel caso del Brasile il portoghese, per non perderti la possibilità di integrarti con la gente del posto e conoscere la realtà del paese.

Terzo step, dopo aver letto quanti più libri e aver studiato la lingua, è partire per un viaggio esplorativo e testare in prima persona quanto appresso dai libri.

Non esiste altra strategia se non quella qui descritta, non partire senza le dovute precauzioni perchè un sogno potrebbe presto trasformarsi in incubo.

E’ anche per questo motivo che oggi ho deciso di dare spazio a Stefano Gentile, italiano da molti anni residente in Brasile, e al suo ebook dedicato ad uno dei paesi più affascinanti al mondo, il Brasile appunto.

Buona lettura!!!

Trasferirsi in Brasile: l’intervista a Stefano

Stefano Gentile, trasferitosi in Brasile più di tre anni fa, è l’autore dell’ebook “Vado a vivere in Brasile – Guida pratica”, interamente dedicato al Paese “verdeoro”, che l’ha accolto con allegria. “

Mi sono trasferito in Brasile perchè qui si vive molto bene, lo stress si riduce dell’80% rispetto all’Italia, qui c’è ottimismo, la gente ti accoglie in modo magnifico, tutto è molto meno formale, ci sono molte opportunità di lavoro se ci si dà da fare, i ritmi sono molto più a misura d’uomo ed è estate tutto l’anno”.

Stefano, quando hai deciso di trasferirti in Brasile? E per quale motivo hai poi deciso di restarci definitivamente?

trasferirsi in brasileQuando mi sono trasferito in Brasile avevo già una conoscenza sufficiente per prendere la decisione definitiva.

E’ accaduto circa tre anni fa.

Conoscevo abbastanza del vivere quotidiano, dei problemi e degli aspetti positivi, del modo di vivere della gente, delle abitudini alimentari, avevo ridimensionato la paura della violenza o di altre situazioni che vengono presentate in maniera distorta in Italia.

Mi sono trasferito in Brasile perchè qui si vive molto bene, lo stress si riduce dell’80% rispetto all’Italia, qui c’è ottimismo, la gente ti accoglie in modo magnifico, tutto è molto meno “formale”, ci sono molte opportunità di lavoro se ci si dà da fare, i ritmi sono molto più a misura d’uomo, è estate tutto l’anno, gli abiti di tutti i giorni sono semplicemente una maglietta o canotta, un paio di shorts e un paio di infradito, puoi andare in spiaggia o a fare il bagno quando hai un momento libero, ci sono centinaia di luoghi bellissimi da visitare, insomma un mare, anzi un oceano di motivi.

In base alla tua esperienza, quali sono i primi passi da compiere durante un trasferimento?

Il primo vero passo è chiedersi se si è realmente decisi a farlo. Questa decisione implica la soluzione di vari problemi in Italia: rapporti di parentela (mogli, figli, genitori), rapporti economici (come gestire eventuali case o auto, o proprietà in genere), problemi burocratici e fiscali, ecc…

Prima ancora, sarebbe ideale poter venire in Brasile e passare un buon periodo (almeno un mese) per toccare con mano la realtà locale e decidere se ci piace o no.

Ma, come dico sempre, questo viaggio esplorativo non deve essere vissuto come un viaggio turistico, di vacanza, bensì come un’occasione per immergersi nella vita quotidiana dei brasiliani nel loro “dia dia” come si dice qui.

Lo so che il costo di tale viaggio non è banale (tuttavia non superiore a quello di una vacanza in Sardegna ad agosto), ma visto che da ciò dipenderà la decisione di cambiare vita, credo che siano soldi spesi molto bene e per un fine molto importante.

Altra cosa essenziale: se non si ha estrema dimestichezza con la lingua portoghese e con le pratiche burocratiche brasiliane, è indispensabile appoggiarsi a qualcuno che qui ci possa aiutare.

Se vogliamo fare tutto da soli e non parliamo fluentemente il portoghese del Brasile (che è un po’ diverso, soprattutto per chi è alle prime armi, dal portoghese del Portogallo), rischiamo di fare enormi errori e di compromettere tutto.

Quando si arriva qui ci sono un mare di cose da sistemare: in primo luogo scegliere la località dove soggiornare (e garantisco che non è una scelta banale per molti motivi: cercare una città tranquilla che offra i servizi di cui abbiamo bisogno, sanità, scuole, sicurezza personale, non sono uguali in tutto il Paese), trovare casa, auto o moto, ottenere i documenti definitivi per poter soggiornare a tempo indefinito, mettere in piedi un’attività, capire di chi ci si può fidare e di chi no e molto altro ancora.

Quali sono le bellezze del Paese?

Le bellezze del Brasile sono moltissime. Quasi del tutto sconosciute persino ai brasiliani, perchè il turismo qui è molto recente.

A parte le spiagge pazzesche, la barriera corallina, esistono innumerevoli altre bellezze naturali: fiumi e laghi stupendi, cascate (chi conosce in Europa le cascate del Iguaçu? Sono più spettacolari di quelle del Niagara), chi ha mai sentito parlare della Chapada Diamantina?

Provate a entrare sul google brasiliano (google.com.br) e mettere questi due nomi: cataratas do iguaçu e chapada diamantina e poi mi direte.

Ci sono poi città bellissime e praticamente sconosciute in Europa (provate a cercare Joao Pessoa, oppure Aracaju), e poi ci sono animali e piante spettacolari; l’elenco potrebbe essere quasi infinito.

Perché hai deciso di dedicare un’intera guida al Brasile?

E in che modo sei riuscito a reperire tutte le informazioni?

L’idea di riunire in un ebook tutte le informazioni disponibili sul Brasile è nata durante una conversazione con Alessandro Castagna (fondatore di www.voglioviverecosi.com) e dopo alcuni anni durante i quali sono stati pubblicati diversi miei articoli sul Paese “verdeoro”.

Alessandro mi propose la realizzazione di un documento, utile a tutti coloro che hanno fame di notizie recenti e basate sulla realtà della vita di tutti i giorni.

Le informazioni dell’ebook sono infatti di prima mano, non derivano da ricerche da biblioteca, non sono tratte da altri siti o articoli che trattano dell’argomento, ma derivano dalla mia esperienza personale quotidiana.

Qui svolgo un’attività professionale di supporto alle persone che desiderano effettuare il grande passo.

E’ logico che ciò implica essere a conoscenza e aggiornarsi su tutte le informazioni necessarie.

Le mie fonti sono i documenti ufficiali delle camere di commercio, i siti delle istituzioni pubbliche (Ministero di Giustizia, Polizia Federale, Ministero del lavoro), che qui sono determinanti in quanto moltissime procedure passano attraverso internet: se nel sito c’è scritto che devi presentare un certo documento puoi stare certo che è obbligatorio, se nel sito non c’è tal’altro documento puoi stare certo che non serve.

Poi ci sono i telegiornali e i giornali locali, le Università, le persone che conosco e dalle quali ottengo informazioni molto pratiche su tutte le procedure burocratiche di ordinaria amministrazione, come funzionano le banche ad esempio, oppure come vengono dilazionati i prezzi di certe merci; poi c’è la mia esperienza diretta nel seguire tutto il procedimento per ottenere il visto o aprire un’attività commerciale perché, come dico anche nell’ebook, prima di spiegare agli altri come si fa, ci sono passato di persona.

Perché un italiano dovrebbe trasferirsi in Brasile?

Un italiano che vuole andar via dall’Italia ha ovviamente molte opzioni a disposizione. E’ una questione di gusti personali.

Per me, ad esempio, è stato più facile imparare il portoghese rispetto allo spagnolo, sicuramente il portoghese parlato comunemente è estremamente semplice nella grammatica ed è molto simile all’italiano, tanto che se faccio leggere una frase in italiano ad un gruppo di brasiliani quasi sempre capiscono quello che c’è scritto. Poi qui siamo molto amati e molto considerati.

Abbiamo un clima favoloso e una ricchezza e varietà di climi e paesaggi che credo nessun altro Paese possa vantare. Ad esempio oggi è metà settembre e sta cominciando la primavera.

Solo che dove sto io ci sono circa 30° di temperatura, mentre nello stesso momento a Sud del Brasile, a circa 3 mila km da qui, le temperature sono molto più basse e nelle zone montuose nei giorni scorsi ci sono state anche delle gelate con temperature di -15°.

Un altro fattore determinante credo sia la posizione che il Governo brasiliano ha assunto per attrarre attività imprenditoriali: qui si cerca di facilitare e incentivare gli imprenditori ad aprire attività e creare posti di lavoro, mentre nel mio Paese di origine, quando me ne sono andato, era complicatissimo aprire e gestire un’attività imprenditoriale.

Ci sono molti italiani in Brasile?

Beh, non ho statistiche precise, ma so che si dice che San Paolo del Brasile sia la più grande città italiana nel mondo, con circa 4 milioni di italiani o di origine italiana.

Progetti futuri?

A breve scriverò un reportage su un mio recentissimo viaggio nel sud dello Stato di Bahia, con molte foto e indicazioni utili. Poi sto lavorando ad un romanzo autobiografico, in cui il Brasile occuperà una parte importante.

Link per comprare l’ebook:

Trasferirsi in Brasile: considerazioni finali

Ringrazio Stefano per avermi rilasciato l’intervista e grazie per i numerosi spunti.

Personalmente non conosco il Brasile e pertanto non posso avere un’idea personale su questo paese.

Quello che ho imparato nel corso dei miei miei viaggi all’estero è l’idea distorta che ci creiamo prima di partire.

Per colpa dei mass media, è ormai impossibile avere un’idea reale e non distorta della realtà di un altro paese e pertanto bisogna sempre partire alla scoperta per poi decidere un eventuale trasferimento definitivo in Brasile.

Come accennato in precedenza, il miglior modo per trasferirsi in Brasile è leggere quanti più libri possibile, studiare il portoghese prima, durante e dopo il viaggio e partire almeno un mese per esplorare il territorio e cercare di capire se quello che cerchiamo si trova appunto in Brasile.

Ti saluto con un detto brasiliano e una canzone bellissima:

“Se a vida lhe der um limão, faça dele uma Caipirinha”

(se la vita ti dà un limone, fanne una Caipirinha)

Ovvero, approfitta delle occasioni della vita per coglierne il massim!!!! Boa Sorte

Leggi anche: vivere in Brasile

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