Vivere all’ estero. La guida definitiva per lavorare all’ estero.

Quando nel 2008 decisi per la prima volta di vivere all’estero, la crisi economica non era ancora esplosa.

Infatti al primo CV consegnato a mano trovai lavoro.

E lo trovai in Andalusia, Spagna, dove ora i tassi di disoccupazione sono alle stelle (6 milioni di disoccupati al 25/04/13).

Purtroppo negli anni a seguire, durante le mie esperienze ho notato un aumento esponenziale nella difficoltà a trovare lavoro all’estero.

vivere-all'-esteroParlo anche e sopratutto di lavori umili, quelli che a cui tutti guardano quando decidono di cambiare paese.

Infatti alcuni settori altamente specializzati non hanno visto in questi anni grosse crisi occupazionali data l’alta specializzazione.

Secondo me le cause dietro questo fenomeno non sono riducibili alla sola crisi economica ma anche (e sopratutto)  al vertiginoso aumento della mobilità dei giovani Europei.

Con lo sviluppo delle compagnie aeree low-cost, Ryanair su tutte, e da una maggiore facilità a reperire informazioni tramite Internet, si è semplificato il processo personale che porta un individuo ad emigrare per cercare lavoro.

Crisi economica del Sud Europa, costo ridotto delle tratte aeree e aumento delle informazioni reperibili online ha fatto si che, ora nel 2015, emigrare in una nuova città e trovare lavoro non è più così facile come lo era una volta.

Per non parlare poi della crisi umanitaria che sta avvenendo sulle coste del sud europa.

Un datore di lavoro, proprietario di un ristorante Italiano,  mi ha raccontato che anche nella ricca Australia trovare lavoro non è facile come lo era 2 anni fa.

Questo signore mi ha spiegato semplicemente che dopo la crisi del 2008 c’è stato un cambiamento direttamente proporzionale tra il numero dei turisti Europei e ragazzi in cerca di lavoro.

Meno turisti, più ragazzi in cerca di lavoro = difficoltà nel trovare lavoro.

Aumenta le tue possibilità di vivere all’estero.

Descrivendo lo scenario attuale, non voglio assolutamente sfiduciare nessuno. Il mio intento, e con questo lo scopo del sito Aprire Azienda, è l’ esatto contrario.

Voglio, tramite le mie esperienze, aiutare tutte le persone che non vogliono arrendersi a credere in loro stessi. Ma non voglio dare false speranze.

Il mondo è molto competitivo.  Se vuoi aumentare le tue possibilità di successo nel vivere all’estero, devi necessariamente aumentare il tuo “work-appeal“.

E io ti aiuterò nell’intento.

Essendo la situazione competitiva, ora più che mai, se vuoi andare a vivere all’estero e avere buone possibilità di vivere un’ ottima esperienza e ricordarla per tutta la vita devi essere pronto a combattere.

Ho conosciuto tanti ragazzi che dopo pochi mesi hanno visto infrangersi i propri sogni, non hanno trovato lavoro e sono ritornati a casa troppo presto.

Purtroppo i tempi dei nostri padri dove avere una laurea era sufficiente sono ormai lontani. Nei paesi Anglosassoni, più che ai titoli di studio, guardano a cosa sai fare e alla tua intraprendenza.

Ora che sai quanto è difficile il mondo la fuori, sei pronto per distinguerti dalla massa e trovare un lavoro consono alle tue aspettative. Come fare? Credo che ognuno dentro di se sa come vincere la sfida.

Nel mio piccolo, voglio darti qualche piccolo suggerimento.

Queste cose non le ho imparate all’Università.

Le ho imparate viaggiando. Fra qualche anno, dopo le tue esperienze all’estero, torna qua sul blog e dimmi se le hai trovate utili.

Vivere all’estero: premessa fondamentale

Inutile girare intorno alla verità.

Senza la conoscenza della lingua inglese meglio rimanere a casa.

Su internet leggo migliaia di messaggi di giovani che domandano se possono trasferirsi all’estero senza parlare inglese.

E la cosa che mi sconcerta di più sono le risposte che ricevono da sedicenti esperti.

La verità è che questi personaggi hanno interesse a invogliare le persone a partire senza competenze.

Se non sei autonomo dal punto di vista linguistico, sei in balia di persone che hanno il solo scopo di lucrare sulla tua ignoranza.

E, scusa la franchezza, l’ignoranza ai giorni d’oggi è una colpa.

Pagare conti salati per servizi inutili, pagare per ottenere dei documenti che sono gratuiti al pubblico. Naviga in rete e scoprirai centinaia di esperienza simili.

Non voglio dire cosa penso di chi fa la propria fortuna sulle spalle degli altri, però ragazzi un po’ di autocritica va fatta.

Prima di pensare di andare a vivere all’estero, devi studiare inglese, devi raggiungere un livello intermedio che poi perfezionerai all’estero ma non partire senza prima saper comunicare decentemente.

Quindi, viene da se che il primo consiglio è studiare le lingue.

La mancanza di un corretto Inglese, riduce notevolmente le tue possibilità di trovare lavoro.

I nostri cari coetanei europei parlano un Inglese da far invidia.

Per non parlare poi dei madrelingua. Anche loro cercano lavoro.

Ti consiglio questo articolo dove elenco le professioni disponibili a chi non parla le lingue straniere.

Se invece vuoi approfondire il tema dello studio dell’ inglese, in questo articolo trovi molte risorse online gratuite allo studio della lingua.

La conoscenza di ulteriori lingue oltre all’inglese è un valore aggiunto che ti farà scavalcare montagne e montagne di altri CV.

Generalmente i madre lingua Inglesi sono scarsi nelle altre lingue.

Sorpassiamoli. Se poi vuoi proprio assicurarti un lungo e prospero futuro allora dedicati al cinese.

Non è certo un segreto che lo sviluppo della Cina sarà il motore economico dei prossimi decenni.

Vivere all’ estero: evidenziati dalla massa

Il secondo consiglio per vivere all’estero è contattare personalmente il datore di lavoro.

Inviando solamente il tuo Cv e basta, anche se è scritto alla perfezione e le tue qualità sono esattamente quelle richieste dall’annuncio di lavoro, difficilmente otterrai un lavoro.

Ogni annuncio riceve centinaia e centinaia di risposte.

Il Cv rimane comunque solamente un pezzo di carta. Dagli una voce, contatta il datore di lavoro.

andare a vivere all esteroSe poi sei comunque rifiutato non porti il problema di richiamare e chiedere perché non sei stato assunto.

Domanda le ragioni del loro rifiuto.

Così facendo oltre a non commettere gli stessi errori in futuro, ti distinguerai dalla massa e dimostrerai di essere una persona tenace.

Non stupirti se dopo la chiamata ne riceverai un’altra con una proposta di lavoro.

Il terzo consiglio è sorridi.

Lavora su te stesso, sulla tua autostima, sul tuo modo di comunicare è un investimento a lungo termine. Immagina di essere un ristoratore in cerca di camerieri.

Assumeresti un lavoratore timido che guarda il pavimento oppure un ragazzo sorridente con lo sguardo alto. Sembrano cose ovvie ma non lo sono.

Non sono uno psicologo e non so dirti esattamente se per sorridere devi prima essere una persona felice. Quello che so per certo è che l’atteggiamento durante il colloquio di lavoro è molto importante.

Ho scritto un articolo che ti consiglio per ottenere un colloquio di lavoro.

Il quarto consiglio è la tempestività. Sopratutto nei lavori dove non sono richieste alte qualità tecniche essere fra i primi a contattare il datore di lavoro può fare la differenza. In Australia ho trovato lavoro in 3 giorni. Vuoi sapere come?

Stando comodamente seduto al divano e guardando gli annunci su Gumtree ad intervalli regolari di 15 minuti e chiamare ad ogni annuncio appena uscito.

In Australia per lavori generici funziona.

Con questi 4 consigli probabilmente aumenterai le tue probabilità di trovare un lavoro generico. Ricorda che per vivere all’estero tranquilli, avere un lavoro appena arrivati fa la differenza, qualsiasi esso sia.

Infatti, con una stabilità economica avrai la possibilità di cercare con calma il lavoro per il quale hai studiato.

Leggi anche: aprire un business online

Vivere all’ estero: la mentalità giusta

Fino adesso abbiamo parlato di diverse strategie per vivere all’estero lavorando il prima possibile. Tutto questo è possibile se hai il giusto approccio alla sfida.

Emigrare, trasferirsi in un paese estero, comporta inevitabilmente una serie di problemi che purtroppo ti ritroverai ad affrontare. Vediamo insieme alcune di queste problematiche e il metodo più facile per risolverle autonomamente.

1.Difficoltà nel comunicare;

Come descritto in precedenza, la difficoltà a capire la lingua locale è il primo fattore da affrontare in maniera diretta.

Oltre allo studio prima della partenza ,e ad un’ eventuale iscrizione ad un corso professionale, la maniera migliore per risolvere il problema è immergersi nella vita del posto.

Evita i connazionali e, soprattutto all’inizio, guarda molta televisione.

Io ho imparato inglese e spagnolo rapidamente grazie a questo metodo.

Nelle prime settimane passavo ore ed ore a guardare ogni programma, abituando l’udito ai nuovi suoni. Ti garantisco che funziona. Inoltre, non tirarti mai indietro ad una conversazione.

Usa ogni occasione per attaccare bottone, non aver paura di chiedere informazioni, parla con chiunque vedi sia disponibile al dialogo.

2.Difficoltà nel trovare lavoro;

Se usi le 4 strategie elencate nel capitolo precedente, probabilmente lavorerai in maniera rapida. La crisi c’è ovunque, inutile negarlo, ma se non troviamo le energie al nostro interno, difficilmente ci pioveranno dal cielo.

Ricorda, non è importante quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi. Non smettere mai di lottare. E continua a seguire il mio blog ovviamente.

3.Difficoltà nel trovare un alloggio;

Vivere all’estero comporta dei sacrifici. devi essere flessibile e aperto a nuove esperienze. Se ti ritrovi a vivere in ostello, magari circondato da gente chiassosa e maleducata, guarda comunque il lato positivo che questo momento ti offre.

Una volta adulto, fidati rimpiangerai questi momenti di precarietà che racchiudono comunque anche una profonda libertà. Una libertà che in futuro non avrai. Una casa, dei buoni coinquilini, un buon quartiere, arriverà solo se hai la pazienza di aspettare.

4.Difficoltà a creare un giro di amicizie;

Trovare amici all’estero a volte avviene in automatico, a volte no. Questo aspetto è molto imprevedibile. In alcune occasioni mi sono ritrovato circondato da persone che tuttora sono i miei migliori amici, altre, dopo mesi e mesi, mi sono ritrovato se non solo, quasi.

Molto dipende da te e dalla tua apertura verso il prossimo.

Ma molto anche da un po’ di fortuna: trovarsi al posto giusto nel momento giusto.

Se vedi che non riesci ad ingranare, ti consiglio di creare quante occasioni possibili per farti degli amici. Oltre all’ambiente di lavoro o studio, prova a frequentare dei corsi e a praticare uno sport di squadra.

5.Difficoltà di reperire le informazioni locali;

In rete esiste tutto quello di cui hai bisogno. Oltre alle guide specifiche create da me per il blog Aprire Azienda, Google è una fonte inesauribile di notizie.

Ma non dimenticarti della vita reale: non aver paura di domandare, chiedere, conoscere. Per vivere all’estero serve una buona dose di curiosità ed intraprendenza.

6.Nostalgia di casa;

Succede a tutti non ti preoccupare. Dopo l’entusiasmo iniziale è molto facile iniziare a sentire la mancanza della propria terra.

Specialmente se veniamo da una zona calda e ci ritroviamo a vivere in Norvegia.

Come fare per vivere all’estero senza una tremenda nostalgia di casa? La risposta non è di facile risposta perché estremamente personale ed individuale.

Solo creando una vita migliore di quella passata in patria non ci farà rimpiangere le nostre vecchie abitudini.

Non esistono scorciatoie alla felicità.

Solo se partiamo con il giusto approccio alle difficoltà, solo se siamo pronti al peggio possiamo affrontare le sfide dell’ estero. Non è vero che l’estero è il paradiso. E’ vero che se lottiamo, qualche possibilità ci viene offerta ma sta a noi raccoglierle.

Troppe volte leggo articoli sensazionalisti di incitamento all’emigrazione di massa.

L’ Italia ha dei problemi è vero, ma l’estero non sempre è la soluzione ai nostri problemi. Bisogna avere le idee ben chiare di quello che vogliamo.

Magari un piccolo break dallo stivale è la sola cosa che cerchiamo, senza per forza dover tirare tutto nella spazzatura.

Ecco perché molte volte evitiamo di lasciare i nostri amici e cari in malo modo: niente esclude che un giorni dovremmo ripresentarci alla loro porta.

Vivere all’ estero: conclusioni

Sintetizzare un argomento complesso come vivere all’estero in un articolo di poche pagine è, se non impossibile, almeno molto difficile e complesso.

Per questo ti chiedo, se sei interessato all’argomento, di rimanere in contatto con il blog Aprire Azienda. Oltre al tema dell’ emigrazione, con schede dedicate ad ogni singola nazione, trovi inoltre consigli e guide per aprire una tua attività all’estero.

Infatti, uno degli aspetti più vantaggiosi del vivere all’estero è la possibilità di mettersi in proprio senza essere sommersi dalle tasse.

Per aiutare l’imprenditore del domani, ho scritto diverse guide per diventare autonomi senza dover per forza pagare milioni di consulenti.

Molte nazioni hanno una legislazione facile ed accessibile a tutti. Non ti resta che rimanere in contatto con il blog, e magari domandare a me. Se posso aiutarti non ho nessun problema a farlo.

Anche se questo articolo non ti ha cambiato la vita, spero apprezzerai il mio impegno di reperire quotidianamente informazioni gratuitamente.

Se ti è piaciuto l’articolo, quello che ti chiedo è solo di rimanere in contatto con il blog Aprire Azienda tramite la pagina Facebook,  condividere l’articolo con i vostri amici e votare l’articolo con il tasto +1 di Google plus. Se avete bisogno di chiarimenti o consigli, non esitate a contattarmi.

Grazie a presto.

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