Allevare cinghiali come idea di business agricolo vincente

Un articolo con le informazioni principali per allevare cinghiali in Italia. Un’attività agricola interessante per tutti gli imprenditoria agricoli che stanno cercando idee imprenditoriali per diversificare l’attività. Buona lettura!!!

Sei un giovane imprenditore agricolo impegnato alla ricerca di nuove idee imprenditoriali?

Hai un terreno agricolo e non sai ancora quali attività implementare nel tuo terreno?

Se queste sono le domande che ti poni, sono lieto di darti il benvenuto su Aprire Azienda, il blog che aiuta l’imprenditore agricolo o l’aspirante tale a realizzare le sue idee agricole.

Nello specifico di questo articolo, parleremo di come avviare un allevamento di cinghiali.

Insieme a cervi, daini, caprioli e mufloni, i cinghiali rappresentano una buona opportunità di business per gli allevatori in cerca di nuove opportunità di guadagno.

In questi ultimi anni infatti, la richiesta di carni particolari ha visto un notevole incremento sia dai punti vendita, sia dal con

L’Italia ha un patrimonio agricolo unico al mondo, i prodotti di qualità italiani sono richiesti in tutto il mondo, con la giusta competenza è possibile raggiungere risultati notevoli, ma non si deve lasciare niente al caso.

La consapevolezza sempre maggiore da parte dei consumatori sta aprendo nuove opportunità per gli imprenditori agricoli, devi investire su sostenibilità e qualità.

Un piccolo imprenditore per sopravvivere non deve infatti puntare alla grande distribuzione, deve piuttosto concentrarsi sulla filiera corta, la fiducia e la fidelizzazione del cliente.

Il consumo di carne rossa è in diminuzione, si mangia meno carne ma di qualità.

Ed è questa la nuova nicchia di mercato.

Un allevatore serio che vuole competere in questo mondo deve mettere il benessere dell’animale in cima alle sue priorità: oltre che per dovere morale e rispetto per l’animale, è il solo modo per competere nel business agricolo.

Cinghiale: cenni generali

aprire allevamento cinghialiDa sempre considerato una delle fonti principali di cibo dalle popolazioni antiche, solo nell’ultimo secolo il consumo di carne di cinghiale ha lasciato il primato al suo discendente domestico, il maiale.

Nel corso della storia dell’umanità, il cinghiale (Sus scrofa) è stato più volte decimato e reintrodotto in varie aree del pianeta.

Originario dell’Eurasia e dell’Africa, il cinghiale è un animale molto resistente che si adatta alle diverse condizioni ambientali che trova.

E’ una specie particolarmente invasiva, si riproduce molto velocemente e in assenza di predatori naturali si moltiplica fino ad occupare vaste aree.

A seconda del clima e della disponibilità di cibo, le femmine entrano in calore anche tre volte l’anno e tendono a sincronizzare il ciclo tra loro così da massimizzare il tasso di sopravvivenza dei cuccioli.

Ogni cucciolata è composta da circa 4-6 individui. In natura i cinghiali vivono circa 10 anni.

La riduzione degli habitat naturali per colpa dell’uomo infatti obbliga a ripetuti abbattimenti selettivi in quanto la sua presenza in aree ristrette comporta la riduzione della biodiversità, specialmente negli uccelli che subiscono la predazione dei nidi.

Questo è dovuto esclusivamente dalle dimensioni limitate degli habitat in quanto nelle aree naturali più grandi i cinghiali ricoprono un importante ruolo ecologico attraverso la loro attività di scavo che permette l’ossigenazione dei terreni.

Gli esemplari europei prediligono le aree boschive collinari e montuose, mentre le sottospecie asiatiche preferiscono le aree aperte paludose, tuttavia questi animali tendono ad occupare quasi tutte le aree che trovano a disposizione adattandosi alle nuove condizioni.

Questo fatto è dovuto non solo alla corporatura massiccia, ma anche dalla sua grande adattabilità di fronte alle fonti di cibo. 

Pur nutrendosi principalmente di prodotti vegetali come le ghiande (il suo cibo preferito), i frutti di qualsiasi genere, diverse varietà di bacche, tuberi, radici e funghi, il cinghiale non in caso di necessità integra la sua dieta con prodotti di origine animale come insetti, vari invertebrati e uova appunto.

La ricerca del cibo avviene soprattutto grazie al senso dell’olfatto molto sviluppato che gli permette di scavare alla ricerca di cibo.

E’ un animale prevalentemente crepuscolare e notturno, durante il giorno infatti si riposa. Vivono in grandi famiglie composte da più di 20 femmine più i rispettivi cuccioli, mentre i maschi tendono a fare una vita più solitaria.

Perché allevare cinghiali

La carne di cinghiale è molto apprezzata in molte parti del mondo ed è molto richiesta sia dai clienti finali sia dalla ristorazione.

Il settore dei ristoranti non sempre riesce a procurarsi sufficienti quantità di carne di cinghiale e pertanto la situazione del mercato rende questo prodotto piuttosto ricercato.

Il miglior modo per dar vita ad un’attività di allevamento cinghiale fiorente è quello di rispettare il benessere degli animali garantendo così una qualità dei prodotti ottima.

Da sempre su Aprire Azienda ho scelto la strada della sostenibilità, nonostante il consumo di carne di qualsiasi genere comporti un danno ambientale oggettivo e un dibattito etico sempre più al centro dell’attenzione, la verità è che ci saranno sempre persone che vogliono continuare a cibarsi di prodotti animali e pertanto l’ovvio compromesso è quello di rispettare il benessere degli animali da un lato, e la riduzione del consumo di prodotti animali dall’altro.

Ecco perché nel mio blog appoggio apertamente i piccoli allevamenti allo stato brado e semi brado che hanno dimostrato di essere il punto di incontro tra le ragioni dei vari gruppi nella società.

I grandi allevamenti intensivi infatti inquinano molto e non rispettano il ciclo della vita dell’animale, mentre l’allevamento estensivo riesce ad ovviare ad alcuni di questi problemi.

Rimanendo aperto il dibattito sull’etica, il cinghiale è un animale robusto che si presta particolarmente bene a questo tipo di allevamenti all’aperto dove gli animali sono liberi di muoversi e cibarsi di quello che trovano in ambiente, mentre l’allevatore provvederà a sopperire ad eventuali carenze dell’ambiente.

Come aprire un allevamento di cinghiali

Il primo passo per allevare cinghiali è quello di trovare un terreno adatto alle esigenze degli animali.

Idealmente il terreno sarà un’ampia area comprendente un pezzo di bosco naturale dove i cinghiali possano trascorre il loro tempo come se fossero allo stato selvatico.

In Italia ci sono disposizioni specifiche per avviare un allevamento di cinghiali che rientrano nella legislazione di tutti gli ungulati allevati come i daini, i cervi i caprioli e mufloni.

In base alle indicazioni fornite dall’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (INFS), i cinghiali dovranno essere tenuti seguendo delle specifiche linee guida:

  • Nel caso di un recinto unico, esso dovrà avere un’estensione minima 3000 mq per ogni esemplare adulto (ogni provincia può avere diverse restrizioni e misure).
  • All’interno del recinto è richiesta una tettoia chiusa sui 3 lati.
  • La recinzione deve essere alta almeno 3,5 mt, di cui 1 mt interrato, ed i pali utilizzati nella recinzione devono essere in cemento. E’ prevista la marcatura auricolare ed il microchip.
  • Presenza di eventuali recinzioni interne per dividere maschi e femmine con prole.
  • Presenza di un impianto adatto alla cattura degli individui destinati alla vendita o alla macellazione, pesature periodiche, controlli e trattamenti sanitari.

Come vedi la legge italiana è piuttosto chiara e precisa quando si considera l’allevamento di ungulati come i cinghiali.

Queste restrizioni dipendono anche e soprattutto dalla natura degli animali che potrebbero risultare pericolosi se fuggono dalla struttura.

Passi burocratici per avviare un allevamento di cinghiali

Allevare cinghiali è ovviamente considerata un’attività agricola a tutti gli effetti e pertanto si dovranno seguire le leggi che regolano l’imprenditoria agricola.

Ho già ampiamente scritto sulla burocrazia agricola in moltissimi articoli del blog che trovi in questo link (Azienda Agricola) che ti consiglio di leggere, tuttavia se cerchi una guida pratica e chiara dove avere a disposizione tutte le informazioni di cui hai bisogno, ti consiglio di acquistare la mia guida Azienda Agricola 2.0 dove trovi nei dettagli tutto quello che hai bisogno per dar vita ad un’azienda agricola di successo.

Devi sapere infatti che per aprire un’attività agricola devi avere una chiara pianificazione in mente e non lasciare nulla al caso.

Penso che anche tu avrai notato le numerose proteste di molti allevatori italiani che non riescono a guadagnare dal loro lavoro, il motivo dipende essenzialmente dalla strategia imprenditoriale in atto.

Una piccola azienda agricola italiana non può e non deve competere sui prezzi, ma sulla qualità. I prodotti esteri destinati alla grande distribuzione infatti hanno costi minori per via delle condizioni dei loro paesi e dalle tecniche produttive.

Se un imprenditore agricolo vuole avere profitti, allora non ha altra scelta che puntare sulla qualità raggiungendo direttamente la clientela finale.

Nella guida Azienda Agricola che potrai leggere cliccando nel banner qui di lato spiego come fare per ritagliarsi una fetta di mercato idonea.

Allevare cinghiali: considerazioni finali

Se ti senti pronto a questo passo, ti devo ricordare che le difficoltà che incontrerai non saranno poche, è infatti inutile vendere false speranze, tuttavia i casi di successo sono diversi in Italia e tutti quanti hanno delle caratteristiche comuni: hanno puntato sulla qualità e la tracciabilità.

Non c’è grosso distributore che tenga, non avrai problemi a vendere i tuoi prodotti se sarà il passaparola a parlare per te.

Del cinghiale infatti puoi vendere tutto, dalla carne fresca ai salumi trasformati, i prodotti a base di questa specie sono molto richiesti e rivolti ad una nicchia di mercato piuttosto alta.

Studia l’immagine del brand, investi in creatività e in storytelling, fatti aiutare da un professionista della comunicazione e i risultati non tarderanno ad arrivare.

Alessandro

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