Allevare quaglie: un’interessante opportunità per l’imprenditore agricolo

Una guida su come allevare quaglie in Italia, un settore interessante per l’imprenditore agricolo in cerca di idee per differenziare la sua attività economica. Buona lettura!!!

Nonostante la globalizzazione, la vita frenetica e l’appiattimento gastronomico in atto, ci sono delle abitudini che in Italia resistono nonostante i tempi che cambiano.

Tra queste abitudini troviamo il consumo di carne di quaglia e di uova da parte degli italiani che saltuariamente scelgono questo uccello come alternativa alle carni più comuni come maiali, polli e bovini.

Ed è qui in questi settori di nicchia che il piccolo imprenditore agricolo italiano può e deve inserirsi, un mercato di nicchia che può garantire entrate economiche aggiuntive per l’azienda agricola.

L’allevamento delle quaglie può dare molte soddisfazioni sia economiche che personali, l’animale viene infatti allevato sia per la carne, sia per le uova o anche come animale da compagnia.

In questi ultimi anni inoltre si è visto un costante apprezzamento per le uova delle quaglie che incuriosiscono il cliente per via delle ridotte dimensioni e per il gusto più saporito rispetto alle uova di gallina.

Le uova di quaglia si presentano molto bene sia per la preparazione di aperitivi che di piatti gourmet.

Vediamo gli aspetti generali di questo piccolo animale e le tecniche per allevarlo in maniera sana che rispetti il benessere della specie e garantire un prodotto di qualità capace di attirare l’attenzione della clientela.

Cenni generali sulla quaglia

allevare quaglieInsieme a pernici, fagiani, tacchini, la quaglia comune (Coturnix coturnix) è  un uccello galliforme appartenente alla famiglia dei Fasianidi.

Presente allo stato selvatico praticamente in tutta Europa, è allevato in Italia sia in gabbie che in voliere per la produzione di carni e uova.

La quaglia è tonda e di piccole dimensioni, sicuramente il galliforme più piccolo d’Europa, è lunga circa venti centimetri per circa un etto di peso, dimensioni comunque variabili a seconda della specie o dell’incrocio.

Presenta un piccolo becco ricurvo al vertice, una coda minuta ed un piumaggio variegato dal bruno al giallastro, sfumato più in chiaro e più in scuro.

La quaglia non ha un piumaggio degno di nota, tuttavia presenta striature biancastre sui fianchi che contrastano con il colore marrone brunastro del corpo.

La parte superiore è marrone con striature nere e giallo-crema che formano due bande più o meno chiare. Le parti inferiori sono color crema e la gola è biancastra incorniciata da bande scure.

Sono dei simpatici cantanti, specialmente i maschi che utilizzano il canto per richiamare le femmine durante il periodo riproduttivo.

Prediligono le campagne pianeggianti o collinari, tuttavia troviamo le quaglie anche a quote superiori dei 1800 metri sulle Alpi e gli altopiani del Tibet.

Ha una distruzione geografica ampia, dalla Cina al Portogallo, tuttavia la presenza di specie invasive quali gatti e ratti stanno riducendo le popolazioni selvatiche.

Nonostante non sia un grande volatore, in natura effettua delle lunghe migrazioni dall’Europa all’Africa.

Contrariamente ad altre specie migratorie, le quaglie comuni non seguono le medesime rotte degli anni passati, ma cambiano a seconda delle esigenze.

I maschi migrano prima delle femmine per impossessarsi dei territori prima dei rivali per poi attirare le femmine con il loro canto. In estate, le quaglie sono presenti in tutta l’Europa e ad est fino alla Cina, mentre nel periodo invernale In migrano verso sud in cerca di temperature ottimali.

In primavera, la quaglia predilige un’alimentazione prevalentemente carnivora ricca di proteine composta da insetti, cavallette, e formiche.

Questa alimentazione permette all’animale di recuperare le forze dopo la lunga e stancante migrazione dal sud.

Successivamente, l’alimentazione si sposta verso il consumo di semi e germogli. La quaglia infatti nidifica nei campi seminati dove mangia i semi caduti a terra.

Il regime alimentare molto energetico della quaglia le consente di accumulare riserve di grasso prima di intraprendere la migrazione autunnale dall’Europa e dalla Cina verso sud.

Oltre alla specie dominante, troviamo altre 5 sottospecie riconosciute che si differenziano per via del loro isolamento geografico.

La quaglia si riproduce con successo sia allo stato brado che in cattività.

Le covate sono composte da circa una dozzina di uova, queste sono di piccole dimensioni dall’aspetto variegato bianco e bruno che vengono covate per circa 20 giorni.

A seguito della schiusa,in un paio di settimane i pulcini diventano indipendenti dai genitori.

In questo simpatico video vediamo i vari stadi di crescita della quaglia:

Come allevare la quaglia

Gli allevamenti di quaglie sono finalizzati a scopo sia alimentare (per carne o uova) che di ripopolamento o riserva di caccia.

L’allevamento può essere fatto in gabbia o in voliera, l’importante è che la parte superiore sia chiusa da una rete altrimenti potrebbero volare via.

Importante conoscere che le quaglie da allevamento vengono suddivise in due gruppi: quaglie da volo, più piccole ed irrequiete, che vengono utilizzate ai fini del ripopolamento faunistico e le quaglie da carne, più grandi delle prime che vengono impiegate per la carne e per la produzione di uova.

Il consiglio per iniziare ad allevare quaglie è quello di procurarsi dei piccoli quagliotti da qualche allevatore di fiducia.

Fondamentale è prestare attenzione sulla salute degli animali, verifica che non abbiano ferite o escoriazioni  e che siano vivaci e ben nutrite.

Per trovare l’allevamento più vicino che vende quaglie per allevatori puoi utilizzare il motore di ricerca presente sul forum agraria.

Ti consiglio di iniziare con pochi esemplari per poi ingrandire la produzione a mano a mano che inizi a fare esperienza diretta.

Considera 1 maschio ogni 4-5 femmine.

Per quanto riguarda l’alimentazione, in commercio ci sono alcuni mangimi destinati ai pulcini costituiti da grano macinato finemente e da altre sostanze proteiche che sono adatti anche per le quaglie.

E’ consigliabile non impiegare unicamente un solo tipo di mangime, ma variare l’alimentazione miscelandone più tipi in modo da fornire una dieta completa ed equilibrata.

L’alimentazione con mangimi e granaglie va integrata anche  con verdura e frutta fresca. Molto interessanti sono i progetti di allevamenti integrati dove l’animale si trova nello stesso spazio di un frutteto.

Le quaglie, allo stesso modo delle galline, depongono le uova anche senza la presenza del maschio, ma ovviamente queste non saranno fecondate e quindi se volete la schiusa dovete prevedere degli spazi riproduttivi.

E’ quindi necessaria la presenza di un maschio ogni 4-5 femmine.

Le quaglie di allevamento hanno perso l’istinto alla cova, quindi dovrete procurarvi un’incubatrice.

In questo video invece puoi farti un’idea dell’incubatrice necessaria per la schiusa in maniera professionale

Le uova fecondate devono essere conservate in un posto asciutto alla temperatura ambiente di 15 – 20°C per circa 10 giorni per poi inserirle nell’incubatrice per circa 16 – 18 giorni.

Le quaglie sono pronte alla macellazione all’età di 2 mesi quando peseranno circa 120 grammi.

La produzione di uova sarà una delle altre importanti entrate economiche per l’allevatore.

Ora è arrivato il momento in cui devi iniziare a progettare la struttura che li ospiterà.

Progettare un allevamento di quaglie

Generalmente le quaglie vengono allevate in gabbie, tuttavia io sono un promotore di allevamenti innovativi dove il benessere gli animali sia una delle priorità dell’azienda che vedrà i maggiori costi di produzione coperti da un prezzo maggiorenni vendita in quanto si rivolgerà ad una clientela attenta alla qualità del cibo che mette in tavola.

Per questo motivo, ti consiglio di utilizzare  una voliera ampia piuttosto che una gabbia. La voliera è necessaria in quanto in assenza di rete le quaglie volerebbero via.

Il soffitto deve essere rivestito di polistirolo o di una rete piuttosto morbida perché tendono a svolazzare verso l’alto ferendosi.

Sul pavimento si deve versare della sabbia in quanto le quaglie amano razzolarvi e fare dei “bagni di polvere”, molto importanti per il benessere dell’animale

In un angolo potete disporre alcuni arbusti e un po’ di paglia o fieno in modo da costituire una specie di rifugio, dove le quaglie deporranno le uova.

Allevamento quaglie: considerazioni finali

L’Italia ha bisogno di imprenditori agricoli attenti alla qualità dei prodotti e del benessere degli animali. Sempre più persone infatti sono attente a quello che mangia e un bravo imprenditore può e deve imparare ad intercettare questa domanda crescente da parte dei consumatori.

L’allevamento di quaglie offre certamente degli sbocchi interessanti per la piccola azienda agricola che non può e non deve competere con i grandi gruppi industriali.

Il segreto del successo non è la quantità, ma la qualità. Tuttavia bisogna imparare a farsi conoscere e saper raccontare una storia dietro alla propria attività.

Tutte cose che ti insegno su Azienda Agricola 2.0 🙂

Alessandro

 

 

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