Allevare tacchini da carne: consigli per imprenditori agricoli

Questa guida ti offre le informazioni di base per allevare tacchini in maniera amatoriale o professionale. Buona lettura!!

Continua la rassegna di articoli dedicati alla piccola imprenditoria agricola italiana, un settore in crescita che ha bisogno di aiuti e competenze per sopravvivere in un mercato globalizzato dominato dalle grandi catene di distribuzione.

Questo è il primo aspetto che l’imprenditore agricolo deve considerare nella sua strategia di sviluppo e crescita, bisogna evitare la rincorsa al prezzo più basso, ma puntare tutto sulla qualità e la vendita diretta.

Ogni azienda agricola è un’entità a se che, come in tutti i settori commerciali, deve creare un’immagine aziendale dove dietro c’è un brand e un target specifico.

Lo so che questi termini sembrano stonare con il mondo agricolo, ma ti posso assicurare che non è affatto così.

Sono ormai anni che seguo le notizie sull’agricoltura italiana e ho notato due trend opposti ormai consolidati in Italia: da una parte l’agricoltura tradizionale in crisi cronica che non vivrebbe senza prestiti e aiuti statali, dall’altra un’agricoltura innovativa, tecnologica e creativa che saputo girare al momento giusto verso un mercato di nicchia di alta qualità.

Ed è chiaro quali di questi due poli opposti sia il vincente.

Un imprenditore agricolo italiano non può e non deve rivolgersi alla grande distribuzione, ma concentrarsi verso i mercati di qualità.

Ed ecco quindi nascere gli ortaggi biologici a chilometro zero, l’allevamento di tacchini all’aria aperta con vendita diretta, il miele invecchiato in botte, l’idromele, la fattoria didattica, il birrificio agricolo e così via.

Ed è proprio grazie alle modifiche di legge che ha di fatto allargato il settore agricolo che si trovano le nuove opportunità imprenditoriali da cogliere.

A seguito della riforma infatti, ora all’interno dello status di imprenditore agricolo troviamo tutte quelle attività associate alla produzione agricola come la trasformazione dei prodotti agricoli e la fornitura di servizi quali la formazione e l’accoglienza turistica.

Differenziare ed innovare sono i due mantra per il futuro dell’azienda agricola italiana che non può competere sui prezzi esteri, ma può vincere quando parliamo di qualità.

Questa filosofia che riguarda tutto il settore agricolo può essere applicato alla creazione di un allevamento di tacchini di qualità capace di ottenere un forte riscontro nel pubblico.

Il mercato agricolo sta cambiando

Non solo il settore agricolo, ma tutti i principali settori economici si stanno dividendo in due gruppi ben distinti: nel primo troviamo coloro che sono interessati al solo risparmio, mentre nel secondo ci sono le persone che cercano esclusivamente la qualità del prodotto.

Ecco quindi formarsi queste due scuole di pensiero che nel comparto agricolo creano due linee produttive molto diverse tra loro.

Da una parte la grande distribuzione fatta di prodotti industriali provenienti dall’agricoltura tradizionale con tutte le sue contraddizioni, dall’altra le produzioni di nicchia che pian piano si stanno prendendo quote di mercato sempre più grandi.

Ed è in questo secondo settore che il produttore di tacchini deve rivolgersi, alla produzione di nicchia fatta per consumatori attenti alla qualità del prodotto.

Le metodologie dei grandi allevamenti intensivi di pollame sono ormai note a tutti, qui il benessere degli animali non è nemmeno preso in considerazione dato che la sola legge che si rispetta è quella del profitto, una logica che si ripercuote sulla pessima qualità del prodotto.

Chi conosce il sapore di un tacchino ruspante allevato all’aria aperta, sa bene di cosa parlo.

Ed è proprio su questo punto che devi far leva se vuoi allevare tacchini, non esistono strade alternative all’allevamento biologico all’aria aperta in grado di attirare clientela consapevole attraverso la vendita diretta.

Se non segui la via della qualità, ti ritroverai presto schiavo della logica del mercato di massa dove non conta il prodotto, ma il costo e nulla più. Una situazione che devi evitare come la peste.

Allevamento tacchini: cenni generali

allevare tacchiniAppartenente all’ordine del galliformi insieme a polli, faraone e quaglie, i tacchini sono uccelli originari del nord e del centro america, mentre in Europa vennero importati a seguito della scoperta dell’America.

In natura esistono due diverse specie di tacchino, il tacchino selvatico (Meleagris galoppavo) e il tacchino ocellato (Meleagrina ocellata), dalle quali derivano le numerose razze da allevare selezionate nel corso dei secoli dagli allevatori di tutto il mondo.

Il tacchino selvatico era un tempo diffuso in tutto il nord america, ma a seguito della caccia da parte degli indiani e dei coloni americani, presto si dovettero ritirare nelle aree più selvatiche.

Ad oggi sono presenti allo stato selvatico nei boschi dell’Ohio, del Kentucky, dell’Illinois, dell’Arkansas, del Tennessee, dell’Alabama e del Canada, i tacchini furono importati in Europa a seguito della scoperta della America.

Il tacchino selvatico ha ben sette sottospecie, mentre si presume che le razze allevate in Europa siano originarie di una prima razza originaria del Messico da dove furono importati in Spagna e da qui distribuiti in tutta Europa.

I tacchini erano già stati addomesticati prima della scoperta dell’America e venivano allevati dagli Aztechi e da altre popolazioni messicane.

Il tacchino ocellato invece è originario del Messico e del Guatemala, e rispetto al cugino del nord è più piccolo, tuttavia in natura può accoppiarsi con il tacchino selvatico del nord dando origine a degli ibridi.

Sebbene nei primi tempi era un animale piuttosto raro, a seguito dell’addomesticazione il tacchino divenne uno degli animali più diffusi.

Gli standard internazionali contano sette razze di tacchini domestici, tuttavia ad oggi negli allevamenti industriali non si parla più di razze, ma soltanto di incroci o ibridi commerciali.

Le principali razze allevate sono il Bronzato d’America (Bronze), il Bianco d’Olanda, e il Narragansett.

In Italia abbiamo circa dieci razze rustiche, tra cui le più diffuse troviamo il brianzolo, che tuttavia sono poco diffuse e difficili da trovare.

Generalmente, i tacchini oggi in commercio si suddividono essenzialmente in tre grandi categorie, il tacchino leggero, intermedio e pesante, dove i primi due vengono commercializzati interi, mentre l’ultimo in porzioni.

Come progettare un allevamento di tacchini

Chiarito il punto che tutto deve ruotare intorno alla qualità, un allevamento ben progettato prevede diverse strutture che garantiscono il corretto sviluppo dell’animale.

Iniziamo dal ricovero, cioè quell’ambiente coperto dove il tacchino trova rifugio per la notte e per i periodi più freddi. E’ anche qui che il tacchino si svilupperà, da pulcino appena nato a giovane adulto pronto alla vita esterna.

Per dar vita all’allevamento si comincerà con l’acquisto di giovani tacchini da aziende specializzate. Io consiglio di scegliere diverse razze, dai commerciali ibridi alle razze rustiche italiane, rivolgiti a un allevatore esperto della zona che saprà consigliarti al meglio e in maniera specifica a seconda dei tuoi bisogni.

La pulcinaia dove troveranno riparo le femmine durante la cova e i pulcini appena nati rappresenterà l’investimento più importante in termini economici.

Le prime 8 settimane di vita del tacchino sono le più delicate, in questo periodo infatti la mortalità è alta e i piccoli sono molto sensibili e delicati.

La parte esterna dove i tacchini adulti potranno pascolare dovrà essere recintata non tanto per non far scappare il tacchino, ma proteggere quest’ultimo dai predatori come volpi e lupi.

In Italia gli allevamenti sono quasi esclusivamente intensivi, il tacchino consuma molto cibo, stai quindi attento ai costi.

Il solo modo per sopravvivere economicamente con l’allevamento di tacchini è quello di differenziare le attività e magari affiancare dei progetti alternativi come la fattoria didattica dove offri esperienze dirette in campagna alle persone di città curiose di apprendere i tuoi segreti di allevatore.

Burocrazia per allevare tacchini

L’allevamento di tacchini rientra tra le attività agricole e come tale è regolamentata come tutte le altre aziende agricole.

L’aspirante imprenditore agricolo ha davanti a sé diverse opportunità di crescita.

La prima e più facile è quella dell’hobbista, cioè colui che alleva tacchini e altri avicoli solo per la propria famiglia senza la commercializzazione,.

Ovviamente questa è anche la strada più consigliata se non hai nessuna esperienza alle spalle. Per essere considerato amatore, non devi superare i 250 capi all’anno. 

Negli allevamenti familiari, dove la macellazione è permessa anche a domicilio, i capi presenti contemporaneamente non deve superare delle cifre variabili a partire dai 10 capi a seconda della Regione.

Se superi il numero di 250 capi, devi fare la registrazione presso l’Asl competente.

In questo dovrai tenere il registro di carico e scarico animali, delle movimentazioni e degli esemplari morti. Sarai soggetto inoltre a controlli dalle autorità competenti che verificheranno l’adozione della norme in garanzia del benessere degli animali.

Se intendi investire per creare un business, puoi diventare coltivatore diretto o imprenditore agricolo.

Per capire a fondo le possibilità, i finanziamenti, e in generale tutti gli aspetti riguardanti l’avvio di un’attività agricola, ti consiglio di leggere Azienda Agricola 2.0, il solo ebook in italiano che ti spiega come avviare un’azienda agricola di successo

Allevamento tacchini: conclusioni

Questo articolo non ha purtroppo le capacità di offriti una visione completa del complesso mondo dell’allevamento, solo l’esperienza diretta e il consiglio di esperti allevatori potrà aiutarti nell’impresa di creare un allevamento di tacchini allo stato brado.

L’Italia ha bisogno di piccoli imprenditori agricoli che creano prodotti di qualità, ma attento che il solo modo per avere successo è saper raccontare una storia dietro al prodotto seguendo il percorso dei produttori di vino.

Senza storytelling le persone non diventeranno clienti, loro devono sapere perché il tuo tacchino è meglio di quello industriale, e sarai tu a doverglielo spiegare al meglio.

Se non sai da dove cominciare, ti consiglio di leggere il mio libro dove scoprirai i dettagli e le novità per il settore agricolo.

Alessandro.

 

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