Apicoltura: produrre miele per diventare un apicoltore di successo

Vuoi diventare apicoltore? Vuoi approfondire le conoscenze sull’apicoltura? Vuoi guadagnare producendo miele? In questa guida troverai tutte le risposte alle domande più comuni legate al mondo dell’apicoltura. Buona lettura, e mi raccomando, condividi!!!

Ci sono tantissimi modi per guadagnarsi da vivere, dal lavoro dipendente all’imprenditoria tradizionale, ma ci sono ben poche attività che regalano bellissime gratificazioni come quelle derivanti dall’apicoltura.

Produrre miele di qualità è un arte antichissima quasi come la storia dell’umanità.

Le prime evidenze della raccolta di miele giungono addirittura dalla preistoria: è proprio in una pittura rupestre datata al 5000 a.c che viene raffigurata la raccolta del miele. Nel disegno rupestre si vede una persona circondata da api, appesa ad una liana mentre infila la mano in un tronco d’albero alla ricerca del prezioso prodotto.

Non si conosce con esattezza le origini esatte dell’apicoltura, tuttavia si è certi che l’attività sia presente dall’antico Egitto grazie alle numerose raffigurazioni ritrovate datate circa 2500 anni fa.

Ed è quindi certo che questa affascinante attività sia di origini antiche, una perfetta simbiosi tra uomo e natura portata avanti nei secoli della nostra storia umana.

Ed è con la stessa passione che anche oggi continua questo affascinante rapporto di collaborazione che crea un prodotto importante per la salute e lo sviluppo umano.

Se sei un profondo amante della natura, l’apicoltura è un’attività che sicuramente ti regalerà enormi soddisfazioni.

Il legame che si crea tra apicoltore e api è un legame antico, radicato nella storia dell’umanità che è stato portato avanti nei secoli con passione e amore.

Nonostante le ovvie migliorie tecnologiche, l’apicoltura mantiene ancora intatte tutte le caratteristiche del passato.

Il ruolo dell’apicoltore è di vitale importanza per tutti noi, il grande pubblico forse non sa che le api rivestono un ruolo cruciale negli ecosistemi naturali: questi simpatici animali, infatti, non vengono allevati con il solo scopo commerciale di produrre e vendere miele e gli altri prodotti dell’alveare, ma anche e soprattutto per svolgere l’impollinazione di orti e alberi da frutto.

Specialmente in questi ultimi tempi, dove l’industria agroalimentare di massa mette in pericolo le attività tradizionali, è molto importante portare avanti queste tecniche artigianali che regalano un prodotto di qualità.

Famosa è la frase attribuita al noto scienziato Albert Einstein che disse:

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Cos’è l’apicoltura

L’apicoltura è l’allevamento, professionale o hobbistico, di api con lo scopo di sfruttare i prodotti derivanti.

Allo stato selvatico, le api costruiscono il cosiddetto favo all’interno dell’alveare, nel caso dell’apicoltura si ricreano le stesse condizioni attraverso l’utilizzo dell’arnia, cioè una struttura artificiale che riproduce le sembianze dell’alveare naturale dove vengono allevate le api.

Nonostante il termine arnia venga usato come sinonimo di alveare, in realtà essa consiste in una casetta di legno dove all’interno vive la colonia di api; inoltre nel linguaggio comune si indica l’alveare come la famiglia di api che vivono all’interno dell’arnia.

Per correttezza quindi:

  • Alveare: struttura naturale costruita dalle api/sciame d’api che vive nell’arnia;
  • Arnia: casetta di legno artificiale che riproduce le funzioni dell’alveare;
  • Favo: struttura esagonale costruita con cera dalle api all’interno dell’alveare/arnia per contenere le larve e immagazzinare miele e polline.

Sostanzialmente, il lavoro dell’apicoltore consiste nel dare ricovero e cura alle api che in cambio produrranno i preziosi prodotti come miele, cera d’api, veleno d’api, pappa reale, polline e propoli.

Sua maestà l’ape mellifera

ape melliferaIn Italia l’apicoltura è essenzialmente riferita all’allevamento dell’ape europea (Apis mellifera), detta anche ape domestica.

Classificata da Linneo nel 1758, è il rappresentante del genere Apis più diffusa al mondo. Le api sono insetti molto antichi, dai reperti fossili ricaviamo che sono presenti sulla terra da circa 4 milioni di anni.

La capacità di sopravvivenza è infatti molto alta essendo molto adattabili, tuttavia in questi ultimi decenni stanno affrontando una crisi senza precedenti per colpa dell’uomo.

Le api infatti sono molto sensibili ai pesticidi largamente usati in agricoltura, pratica che sta seriamente minacciando la sopravvivenza delle specie.

Tra i vari pesticidi, i più pericolosi sono quelli della famiglia dei neonicotinoidi: introdotti come alternativa sicura al Ddt, sono fortemente neurotossici e sono stati dichiarati pericolosi dalla Commissione europea e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e banditi dall’Ue nel 2013.

Ulteriori ricerche attualmente in atto per verificare la pericolosità di tutti i pesticidi per le api e di limitarne l’uso futuro.

Come è strutturata la colonia di api

Un alveare è composto da un’unica colonia o famiglia costituita da un’unica regina, da numerose operaie che sono delle femmine sterili che si occupano della cura dell’alveare e da un piccolo numero di fuchi (maschi) e dalla covata (larve).

Per riprodursi e sopravvivere, una colonia di api accumula il maggior numero di risorse e provviste durante la stagione primaverile ed estiva, per poter trascorrere in sicurezza l’inverno.

La popolazione della colonia quindi varia seguendo il ciclo naturale delle stagioni. Caratteristica che purtroppo mette in pericolo la sopravvivenza delle stesse per colpa dei mutamenti climatici.

La colonia è numerosa in estate raggiungendo anche i 90.000 individui (generalmente da 30.000 a 70.000 individui), allo scopo di raccogliere il maggior numero di risorse, mentre nella stagione invernale la popolazione si ridimensiona fino a calare attorno ai 6.000 individui, per ridurre al minimo indispensabile il consumo delle provviste.

Tuttavia, la popolazione non può scendere oltre un certo limite, altrimenti rischia di collassare non essendo in grado di mantenere la temperatura interna dell’alveare.

La regina ha il compito di deporre le uova e di assicurare la coesione della colonia delle api; è più grande delle operaie e dei fuchi ed è provvista di un pungiglione usato esclusivamente per uccidere le regine rivali nella competizione per la creazione della colonia.

A differenza delle operaie, può vivere fino a 5 anni d’età ed è morfologicamente e anatomicamente diversa dalle altre femmine operai perché è priva dell’apparato per la raccolta del polline e delle ghiandole per produrre cera e miele.

I maschi hanno il solo compito di fecondare la regina, sono più grandi delle operai, ma più piccoli rispetto alla regina.

Le operaie sono la colonna portante della colonia e hanno numerose funzioni come quella di costruire il favo, proteggerlo, curare le larve e produrre i prodotti dell’alveare.

I compiti tra le operaie sono divise a seconda dell’età, iniziano dalla pulizia delle celle per poi diventare capaci di produrre la pappa reale utilizzata per alimentare le larve, successivamente dalla pappa reale si convertiranno in produttrici di cera utilizzata per costruire le celle del favo, per poi trasferirsi all’esterno per prendere le difese della colonia e successivamente per trasformarsi in raccoglitrici di nettare, polline, acqua e propoli.

Dopo un mese passato come raccoglitrice, ritorna all’interno per occuparsi della pulizia, periodo che precede la fine del suo breve ciclo vitale di circa 45 giorni, al termine del quale si allontana dall’alveare per poi morire.

Come si produce il miele

come si produce il mielePer millenni, il miele ha rappresentato il solo alimentato zuccherino concentrato e per questo era molto amato dalle popolazioni antiche, dai romani agli egitti, sono numerose le testimonianze storiche dell’utilizzo di questo prodotto.

Il miele è prodotto naturalmente dalle api a partire da sostanze zuccherine raccolte in natura come il nettare, un liquido zuccherino prodotto dalle piante per attirare gli insetti impollinatori come le api.

Questo legame rappresenta uno dei tanti straordinari esempi di cooperazione negli ecosistemi, dove specie differenti devono la propria sopravvivenza alla loro stessa copresenza.

Un’altra sostanza molto importante per la produzione del miele è la melata, un derivato zuccherino della linfa degli alberi prodotta da insetti succhiatori.

A seconda del tipo di melata o nettare presenti nell’area, il miele assumerà colori, consistenza e sapori differenti.

L’ape bottinatrice raccoglie il nettare o la melata, per poi trasportarlo e quindi rigurgitato all’interno dell’alveare. Qui, il prodotto verrà metabolizzato dalle api operai che hanno il compito di dividere gli zuccheri complessi in zuccheri semplici.

I prodotti della digestione verranno successivamente deposti sulle pareti del favo in sottili strati dove avverrà la maturazione del prodotto. In questo periodo che dura circa 36 giorni, le api ventilatrici ventilano le celle per permettere la disidratazione e impedire la fermentazione del futuro miele.

Il miele è un prodotto utilizzato dalle api come cibo che verrà utilizzato nei periodi di scarsità.

Da questo punto in poi, cioè dove il compito delle api termina, interviene l’apicoltore.

Le arnie moderne sono formate dai melari, cioè delle strutture estraibili dove le api hanno costruito le celle contenenti il miele.

Al momento opportuno, l’apicoltore estrarrà i melari per iniziare l’estrazione del miele. Si usano diverse tecniche per allontanare le api, la più utilizzata consiste in un getto d’aria emesso da un soffiatore.

Le celle sono coperte, una volta rimosso il tappo di cera, i melari vengono inseriti nei smielatori dove il miele inizia a fuoriuscire per poi essere raccolto.

Il miele viene quindi filtrato e decantato per eliminare tracce di cera ed altro, per poi essere opportunamente lavorato o confezionato.

Tipi di miele esistenti

Le api si nutrono del nettare di moltissime specie vegetali creando un grande assortimento di mieli esistenti. Si passa dai mieli millefiori, cosiddetti perché l’ape si è nutrita di un’ampia gamma di nettari diversi, da quelli specifici monoculturali.

I primi sono più delicati, mentre i mieli derivanti da una sola specie vegetale hanno sapori più intensi. Nei mieli uniflorali c’è comunque una percentuale di miele derivante da altre piante in quanto è impossibile impedire alle api di cibarsi di nettari diversi.

Oltre al millefiori, troviamo il miele d’acacia, il miele d’eucalipto, di agrumi e molti altri ancora. Il miele più caro al mondo è il miele Elvish prodotto in Turchia e venduto 5.000 euro al chilogrammo.

Ogni tipo di miele ha caratteristiche organolettiche differenti che lo rendono più o meno ricercato sul mercato.

I principali componenti del miele sono:

  • Glucosio
  • Fruttosio
  • Acqua
  • Polline
  • Oligoelementi
  • Enzimi
  • Antibiotici naturali.

Moltissimi mieli hanno capacità curative sull’uomo grazie alle sostanze accumulate a partire dai nettari dei fiori.

Altri prodotti derivanti dall’apicoltura

Dall’apicoltura non otteniamo solo miele, ma anche altri importanti prodotti molto richiesti dal mercato.

Tra questi, la pappa reale, una sostanza prodotta dalle api operaie utilizzate per alimentare le larve. La pappa reale è composta da lipidi, glucidi, protidi e acqua.

Contiene inoltre anche vitamine (la pappa reale è il prodotto più ricco di vitamina B5 che si conosca in natura), oligoelementi, acetilcolina e fattori antibiotici particolarmente attivi.  E’ commercializzata come variante particolarmente nutriente e curativa rispetto al miele classico.

Un alveare ben mantenuto può produrre, durante la stagione estiva, circa 500 g di prodotto che deve immediatamente essere mantenuto nella catena del freddo perché altamente deperibile.

Un altro prodotto è la cera d’api, il costituente del favo, secreta in una specifica età dalle operaie ed utilizzato appunto per la costruzione delle celle.

Data la sua composizione, la cera è utilizzata per la creazione di candele, cosmetici, prodotti farmaceutici, prodotti per la lucidatura dei materiali, componente delle cere modellanti e in vari altri prodotti.

Il polline è un altro derivato dall’apicoltura e viene raccolto e commercializzato come integratore.

La propoli è invece una sostanza di origine vegetale che viene raccolta e lavorata dalle api che aggiungono enzimi, cera e polline per dar vita ad uno dei prodotti più interessanti dal punto di vista medico.

La propoli infatti è ricca di sostanze curative che la rendono molto richiesta ed utilizzata dalla medicina naturale che la impiega per numerosi scopi.

Ha infatti proprietà antibiotiche, anti-infiammatori, antibiotiche, antiossidanti, antivirali, anestetiche, cicatrizzanti e immunostimolanti.

L’ultimo prodotto, ma non per questo meno importante, è il poco conosciuto veleno d’api, un liquido prima dolciastro poi amaro che ha proprietà anticoagulanti e anti infiammatorie che viene utilizzato nella terapia contro i reumatismi.

 Come diventare apicoltore

avviare apicolturaIndubbiamente il primo passo per diventare apicoltore è quello di investire su se stessi e la propria professionalità

Anche se questo è un consiglio valido per tutti i settori, questo è particolarmente vero quando si tratta di lavorare con animali che hanno bisogno di cure particolari come le api.

Non c’è guida e corso che possa sostiuire la sana e vecchia gavetta e per farlo ti consiglio caldamente di iniziare contattando un apicoltore esperto disponibile ad insegnarti i segreti del mestire.

L’apicoltore più che un lavoro è uno scopo di vita, una dedizione profonda che occuperà gran parte del tuo tempo. Dovrai adattare il tuo stile di vita al ciclo naturale delle stagioni e modificare i tuoi impegni in base alle necessità dei tuoi sciami.

Dall’altra parte, il vantaggio dell’apicoltura è che questo tipo di attività richiede un investimento iniziale non troppo elevato che verrà utilizzato per acquistare le prime arnie e le prime colonie di api più tutta l’attrezzatura necessaria per avviare l’attività.

Molto utile sarà frequentare uno dei vari corsi di apicoltura presenti nelle varie provincie italiane dove apprenderai le nozioni basiche dell’allevamento di api.

Leggi anche: come diventare apicoltore

Scelta del luogo

La legge 313 del 2004 riconosce l’apicoltura come un’attività di interesse nazionale e pertanto cerca di valorizzarla attraverso il riconoscimento della stessa come attività agricola che ricade nel settore e che i prodotti derivanti siano considerati a tutti gli effetti dei prodotti agricoli.

La legge tra le altre cose, riconosce il servizio di impollinazione e soprattutto stabilisce le regole per l’installazione di un aviario come segue:

“ART. 896-bis. – (Distanze minime per gli apiari). – Gli apiari devono essere collocati a non meno di dieci metri da strade di pubblico transito e a non meno di cinque metri dai confini di proprietà pubbliche o private.
Il rispetto delle distanze di cui al primo comma non è obbligatorio se tra l’apiario e i luoghi ivi indicati esistono dislivelli di almeno due metri o se sono interposti, senza soluzioni di continuità, muri, siepi o altri ripari idonei a non consentire il passaggio delle api. Tali ripari devono avere una altezza di almeno due metri. Sono comunque fatti salvi gli accordi tra le parti interessate.
Nel caso di accertata presenza di impianti industriali saccariferi, gli apiari devono rispettare una distanza minima di un chilometro dai suddetti luoghi di produzione”.

La prima legislazione sull’apicoltura in Italia venne redatta attraverso l’art.14 del r.d.l. 23/10/1925 n.2079 che autorizzava i prefetti a regolamentare le distanze tra apiari della stessa provincia e regolamentava i rapporti tra apicoltori e altri agricoltori.

Per la corretta ubicazione dell’impianto bisogna considerare la disponibilità di flora nettarifera scalare e fonti di polline nelle vicinanze, specialmente per i pollini minori, primaverili e autunnali.

Il raggio di bottinamento delle api è inferiore al chilometro, ma possono arrivare anche a distanze di 3-4 chilometri in caso di scarsità di fonti. Tuttavia, più vicina è la fonte, tanto maggiore è la produttività dell’impianto.

Da evitare zone ad agricoltura intensiva, monocolture frutticole e cerealicole che impiegano alte quantità di pesticidi e riducono la possibilità di sopravvivenza delle api.

Prestare particolare attenzione al microclima della zona, evitare zone umide, l’umidità atmosferica infatti favorisce lo sviluppo di micosi nelle famiglie.

Da evitare luoghi particolarmente rumorosi e vicini a elettrodotti, i campi elettromagnetici nelle immediate vicinanze deprimono la vitalità delle famiglie.

Le api non amano le zone ventose, i venti caldi o freddi ostacolano il volo e riducono la capacità delle api di raccogliere il prezioso nettare.

Se non ci sono fonti naturali d’acqua, predisporre delle vasche con ricambi frequenti per non avere acqua stagnante.

L’acqua serve specialmente in primavera per la crescita delle larve e in estate per la regolazione termica della colonia.

In primavera le api raccolgono grandi quantità d’acqua durante il periodo delle fioriture. Importante è la presenza di alberi che aiutano alla stabilità del microclima.

Gli alberi nelle immediate vicinanze sono utili, perché durante la sciamatura vi si posano gli sciami.

Le arnie devono rimanere sollevate dal terreno per evitare l’umidità a contatto con il terreno e devono essere scoleggate dalle altre altrimenti le vibrazioni si propagano in serie.

Le arnie vanno anche sistemate con leggera pendenza in avanti per agevolare l’uscita dell’acqua di condensa che si deposita nel fondo dell’arnia.

Evitare la sistemazione in file, ma anzi creare gruppi di 6-7 alveari.

Se sei fortunato abbastanza da possedere un tuo terreno agricolo, verifica se ha le caratteristiche appena descritte, altrimenti cercane uno adatto allo scopo.

Preferibilmente scegli un luogo orientato a sud/ est per godere al massimo del riscaldamento del sole che riduce l’umidità.

Presta attenzione all’accessibilità della zona così da favorire la raccolta e il trasporto del miele.

Attrezzatura per apicoltori

Quali sono le principali esigenza dal punto di vista pratico per l’apicoltore che sta avviando la sua attività?

Dopo aver visto le caratteristiche del terreno perfetto per installare un apiario, vediamo quali sono le principali attrezzature.

Come sempre suggerisco nei miei articoli, se non hai molta esperienza ti consiglio di iniziare con un investimento limitato con poche arnie, chiudere i primi cicli per poi aggiungere in un secondo tempo le altre arnie per aumentare la produzione.

Seguendo questa linea, ridurrai i rischi e soprattutto eviterai di investire un’ingente somma di denaro per poi ritrovarti senza risultati.

Per quanto riguarda le arnie, ne esistono di diversi modelli, nel Nord Europa e America dove l’apicoltura ha un alto tasso di meccanizzazione sono più diffuse le arnie tipo Langstroth, mentre in Italia si usa prevalentemente il modello Dadant Blatt (DB).

La differenza tra i due modelli è la modalità di aggiunta dei melari per raccogliere il miele prodotto.

L’arnia di tipo Langstroth ha melari uguali al nido, permette una perfetta modularità e possibilità di scambio di telaini tra melario e nido.

La Dadant Blatt ha melari che sono esattamente alti la metà rispetto al nido, risultano quindi molto più agevoli da spostare manualmente soprattutto quando pieni di miele.

La Dadant Blatt, detta anche Carlini o Italica, permette all’allevatore di asportare il miele senza andare ad intaccare il nido vero e proprio destinato all’allevamento delle api.

Questo tipo di arnia consente un controllo esteso della colonia e soprattutto anche la produzione di pappa reale, sciami e regine, tutte tecniche che con le altre tipologie di arnie risultano più difficoltose. Da segnalare l’arnia Warrè che si sviluppa in verticale permettendo l’aggiunta o la rimozione di moduli senza infastidire lo sciame.

Dopo aver scelto l’arnia, dovrai anche procurarti la tua prima colonia di api. In quasi tutte le zone d’Italia troverai dei fornitori qualificati che possono aiutarti nel reperimento delle famiglie.

Il consiglio in questo caso è di affidarsi a venditori certificati che garantiscano la qualità della colonia acquistata.

Altri attrezzi del mestiere che dovrai procurarti sono:

  • Velo di protezione per il viso e la testa
  • Guanti rinforzati
  • Tuta e stivali da apicoltore
  • Un affumicatore
  • Pennelli e smielatori

Installazione dell’impianto

Una volta che ti sarai dotato di tutta l’attrezzatura apistica necessaria, sarai finalmente pronto ad iniziare la tua attività.

Il periodo migliore per dar vita all’attività è la stagione calda per evitare alla colonia pericolosi sbalzi di temperatura che la possono danneggiare,

Se l’investimento lo prevede, acquista almeno due o più colonie con relative api regine così da avere più opportunità e non sprecare un intero ciclo di produzione.

Il lavoro dell’apicoltore in sostanza consiste nel garantire le perfette condizioni ambientali alla colonia di vivere e prosperare. Specialmente nel periodo freddo, devi occuparti di loro garantendo cibo e protezione a sufficienza.

Se ne hai la possibilità, fatti seguire da un esperto apicoltore almeno per la prima stagione così da evitare sbagli grossolonani che possono succedere ai meno esperti.

Quanto guadagna un apicoltore

Il guadagno di un apicoltore è direttamente proporzionale allo sforzo economico impiegato dallo stesso.

Si può produrre pochi chilogrammi di miele all’anno per semplice hobby, oppure dedicarsi a tempo pieno e trasformarlo in un lavoro vero e proprio.

In questi ultimi anni, il settore dell’apicoltura è in fermento, da una parte le condizioni ambientali avverse che minacciano la produzione di miele (il 2016 la produzione è crollata di quasi la metà rispetto all’anno precedente), dall’altra una domanda costante di miele di qualità da parte del mercato italiano ed estero.

A questo si aggiunge la richiesta di propoli, pappa reale e cera d’api. Inoltre, ultime stime confermano che circa un terzo della produzione agricola mondiale sia avvenuta grazie all’impollinazione compiuta da api allevate dagli apicoltori creando quindi ulteriori sbocchi di mercato.

Il miele italiano, oltre che dal cliente finale, è particolarmente richiesto dall’industria alimentare essendo utilizzato in molte ricette per la creazione di dolci, biscotti e altri prodotti dolciari.

Una larga fetta della produzione italian viene esportata in molti paesi del mondo tra cui Stati Uniti, Russia, Svizzera, Regno Unito, Giappone, Emirati Arabi e Cina.

Il costo di vendita varia a seconda della tipologia del miele, della qualità e del mercato di riferimento.

Un bravo apicoltore deve saper vendere il proprio prodotto attraverso una mirata campagna marketing capace di valorizzare al massimo il prodotto.

Infine, un apicoltore può trarre ulteriori profitti allevando nelle sue arnie api regine da vendere ad altri apicoltori. Il mercato tra apicoltori è infatti molto vivace, ci sono sempre nuovi aspiranti allevatori che si mettono in cerca di api regine e arnie funzionanti.

Molto interessante è anche l’organizzazione di corsi di apicoltura così importanti per le persone che si affacciano a questo nuovo mondo.

Una buona annata permette alla colonia di produrre anche oltre 40 kg di miele all’anno che venduto al dettaglio si trasforma in una cifra variabile dai 400 agli 800 euro. Moltiplica questa cifra per il numero di colonie e otterai il ricavo potenziale dal quale andranno sotratte le spese.

Al miele vanno aggiunti gli altri prodotti come la pappa reale, la propoli, la cera e il veleno.

Se vuoi avviare un’apicoltura professionale, ti servirà un un business plan comprensivo dei costi e dei risultati attesi per i primi anni di attività.

Nei costi di avvio considera l’acquisto dell’attrezzatura di base, le arnie, le famiglie e altri eventuali materiali con un costo che si aggira intorno al migliaio di euro per l’installazione di due colonie che idealmente ti regaleranno un ricavo pressochè simile. Come investimento hobbistico non si notano grossi rischi.

Ovviamente, al crescere dell’attività i costi tenderanno ad aumentare, ma allo stesso tempo i guadagni.

Quello di cui naturalmente non potrai fare a meno una volta che avrai avviato la tua attività sarà inoltre una cosa chiamata “marketing” necessaria a farti vendere i tuoi prodotti o a trovare agricoltori interessati a sfruttare i tuoi servizi di impollinazione.

Aspetti legislativi per l’apicoltore

L’apicoltore è a tutti gli effetti un imprenditore agricolo e la sua figura professionale ricade all’interno di questo settore.

Ho già ampiamente parlato degli aspetti burocratici dell’imprenditore agricolo, puoi approfondire tutto quello di cui hai bisogno in questo articolo dove parlo degli aspetti principali.

Se inizi come hobby per testare le tue qualità, rientrerai nel regime di esonero perché probabilmente il tuo ricavo annuale non supererà i 7000 euro annui.

Se dopo aver chiuso i primi cicli vuoi ingrandirti ulteriormente, ti consiglio vivamente di leggere la mia guida Azienda Agricola 2.0 dove trovi tutte le informazioni necessarie.

Al suo interno trovi anche l’esempio di una piccola attività agricola che si dedica proprio all’apicoltura con un esempio pratico di piano di marketing e di strategia imprenditoriale

Oggi l’imprenditore agricolo è una figura multi disciplinare che sa muoversi sui vari campi del commercio, purtroppo saper fare il miele non ti basterà se vuoi avere successo, devi anche saper vendere i tuoi prodotti valorizzando la tua immagine aziendale attraverso un messaggio chiaro verso il cliente.

Per leggere Azienda agricola 2.0, clicca qui !!!

Produrre miele: considerazioni finali

In questo lungo articolo ho cercato di riassumere tutti gli aspetti principali dell’apicoltura.

Se vuoi buttarti in questa nuova avventura ti auguro i miei migliori auguri e non dimenticare che il miele italiano di qualità sarà un prodotto richiesto ora e nei prossimi anni. L’esito dell’impresa sarà il risultato di tutta una serie di fattori che dipenderanno sia dalla qualità dei prodotti sia dal messaggio aziendale che ci sarà dietro.

Nelle piccole imprese agricole spesso e volentieri è il prodotto a parlare, ma per farlo parlare a dovere ci deve essere una strategia ben definita.

Se l’articolo ti è piaciuto, devi sapere che la guida Azienda Agricola 2.0 è molto più completa e tratta nei dettagli tutti gli aspetti, dalla burocrazia al marketing, che il piccolo imprenditore agricolo.

Quando l’ho scritta ho pensato a tutti coloro che hanno un sogno legato alla natura, ma non sanno quali passi compiere. Sono certo che non te ne pentirai, leggi Azienda Agricola 2.0 e dai vita al tuo sogno imprenditoriale.

Alessandro di Aprire Azienda

 

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Commenti e articoli correlati

  1. Gabriele 2017-10-06

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