Come aprire un asilo privato in Italia di successo

Nonostante la popolazione sia in calo ogni anno, ogni anno in Italia nascono poco meno di 500.000 bambini ogni anno che necessitano di cure ed istruzione.

Visto che la maggior parte dei genitori lavorano durante il giorno, aprire un asilo privato è un’attività che se ben gestita può regalare molte soddisfazioni.

Certamente chi apre un asilo non ha come scopo principale l’arricchimento economico, sicuramente ci sono attività più redditizie, ma specialmente nelle grandi città l’apertura di un asilo può garantire una certa sostenibilità economica.

Nel linguaggio comune, ci sono due tipologie di asilo, il nido e la scuola materna.

Con asilo nido si intende la struttura educativa destinata ai bambini di età compresa tra 1 anno e i 3 anni, mentre la scuola materna o scuola dell’infanzia è la struttura educativa che accoglie i bambini dai 3 anni fino ai 6, età dopo la quale il bambino inizia il percorso educativo  che lo accompagnerà dalle elementari al diploma di maturità, passando per le scuole medie.

Sia gli asili nido che le scuole materne possono essere gestite dallo stato, dagli ordini religiosi, da associazioni e da privati. Vediamo insieme i passi generali per aprire entrambe le strutture.

Breve storia dell’asilo nido e della scuola materna in Italia

aprire un asiloL’asilo nido è una struttura nata recentemente con lo sviluppo della società moderna. In passato infatti, l’educazione dei bambini era affidata alla mamma, mentre il padre lavorava pensando al sostentamento economico della famiglia.

Con il passaggio dalla società rurale a quella industriale moderna, le donne hanno iniziato un percorso di emancipazione, per scelta o necessità, che le hanno portate nel mondo del lavoro fuori casa come i mariti, con l’inevitabile necessità di strutture come l’asilo nido per provvedere alle cure dei bambini.

Questo passaggio storico avvenne durante gli anni del boom economico del dopoguerra, fino ad allora le donne erano pressoché escluse dalla vita lavorativa, mentre con i cambiamenti della società e le lotte femministe si creò l’ambiente per lo sviluppo di strutture dedicate all’infanzia.

La scuola materna statale viene istituita con la legge 18 marzo 1968, n. 444 dando inizio ad un processo che vedrà lo sviluppo di un crescente interesse per i bisogni di cura delle famiglie italiane, mentre è solamente nel 1971 con la legge 1044 che vengono istituiti gli asilo nido.

Le nuove esigenze delle famiglie italiane hanno quindi creato il mercato degli asili sia statali che privati. Molte famiglie optano certamente per le strutture pubbliche, tuttavia la carenza di posti in alcune zone, e le richieste sempre più personalizzate e specifiche hanno creato un’ampia offerta educativa per i più piccoli.

Tipologie di asilo

Ci sono diversi tipi di asilo nido e materno dai quali prendere ispirazione. E’ chiaro infatti che diversificare l’offerta incrementa le opportunità di successo della tua attività. Perché non dimenticare, aprire e gestire un asilo è sì una missione di vita, ma anche un business dal quale ricavare profitto per te e la tua famiglia.

I tipi di asilo si classificano sia in base alle dimensioni e ai bambini accettati, sia alle metodologie di insegnamento e gestione.

Ci sono ad esempio i micro nidi aperti in case private, agli asili creati in mezzo alla natura con specifiche attività, sia ad asili specializzati nei cibi biologici.

Gli asili poi si dividono a seconda degli orari, da quelli più flessibili come i baby parking, a quelli con orari stabiliti.

Si definisce micro-nido la struttura con finalità analoghe a quelle dell’asilo nido, ma con una ricettività ridotta.

Altre strutture assimilate sono il nido aziendale o il nido di condominio, che mantengono le stesse caratteristiche dell’asilo nido o del micro-nido, in relazione al numero di posti bambino

Come aprire un asilo nido

L’asilo nido o nido d’infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico, aperto a tutte le bambine e i bambini in età compresa tra i 3 e i 36 mesi, che concorre con le famiglie alla loro crescita e formazione.

La ricettività minima e massima del nido di infanzia è fissata rispettivamente a 20 e a 60 posti bambino. La ricettività minima e massima della struttura micro-nido è fissata rispettivamente a 6 e a 20 posti bambino.

L’asilo nido e il micro-nido possono essere a tempo pieno, quando osservano orario di apertura pari o superiore alle 8 ore giornaliere, o a tempo parziale quando osservano un orario di apertura inferiore alle 8 ore giornaliere.

Il primo passo da compiere è fare è la domanda presso la ASL locale per ottenere la certificazione dell’idoneità dei locali destinati alla scuola d’infanzia.

Per essere idoneo, il locale che verrà utilizzato per l’attività di asilo nido dovrà prevedere:

  • ambiente di ingresso, con adeguato spazio filtro per la tutela microclimatica;
  • sezioni per ciascun gruppo di bambini, la cui dimensione e il cui numero dipende dal numero totale di bambini iscritti e dal progetto educativo;
  • locali per l’igiene destinati ai bambini;
  • spazi comuni, destinati alle attività ludiche e ricreative;
  • servizi generali e spazi a disposizione degli adulti;
  • spazio attrezzato a servizio della somministrazione di pasti;
  • spazi esterni o spazi gioco attrezzati;
  • gli spazi destinati alle attività per i bambini non possono essere situate in seminterrati o piani interrati.

Nel caso in cui all’interno della scuola d’infanzia vorrai attivare il servizio mensa, il personale dovrà presentare l’apposita documentazione tra cui la certificazione HCCP per la manipolazione degli alimenti e la loro preparazione.

Una volta stabilità l’idoneità dei locali, devi verificare il possesso tu o il personale responsabile dei titoli necessari per supervisionare un’attività come quella dell’asilo nido.

Oltre all’esperienza professionale con i bambini, è necessario possedere uno dei seguenti titoli di studio:

  • Diploma di Abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio, ottenuto entro l’anno scolastico 2001-2002;
  • Diploma di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, ad indirizzo scuola dell’infanzia;
  • Diploma di Maturità Magistrale, ottenuto entro l’anno scolastico 2001- 2002;
  • Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico, ottenuto entro l’anno scolastico 1992-1993;
  • Diploma di maturità professionale quinquennale come Assistente di comunità infantili, ottenuto entro l’anno scolastico 2001-2002;
  • Diploma triennale di qualifica come Operatore dei Servizi Sociali oppure come Assistente per l’infanzia;
  • Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Tutto il personale all’interno della scuola d’infanzia è tenuto ad auto certificare i titoli di studio posseduti, che devono naturalmente essere attinenti all’ambito di riferimento, cioè quello della tutela dell’infanzia, dell’educazione e della cura dei bambini.

Data la complessità, è utile se non necessario affidarsi al commercialista che ti accompagnerà passo passo verso la realizzazione dell’iter burocratico tra cui la richiesta alla Direzione didattica statale e siglare anche la convenzione con il Comune per indirizzare i bambini che non sono rientrati nelle graduatorie delle scuole d’infanzia statali.

Come aprire una scuola materna privata

La Costituzione (art. 33) sancisce il diritto dei privati di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Essa affida inoltre alla legge ordinaria il compito di fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, assicurando ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle scuole statali.

Nel corso della XIII legislatura la legge 10 marzo 2000 n. 62; ha inteso dare attuazione all’art. 33 della Costituzione disciplinando la “parità scolastica” nell’ambito di un sistema nazionale di istruzione pubblico-privato.

In Italia, per aprire una scuola materna privata, cioè, non statale, ma, autorizzata e paritaria, devi possedere questi requisiti:

  • la cittadinanza italiana;
  •   il compimento dei 30 anni di età;
  • disporre dell’autorizzazione comunale;
  • disporre di almeno un locale adibito ad uso esclusivo delle proprie attività;
  • allestire i locali e gli spazi con arredi e materiali in grado di qualificare l’ambiente educativo;
  • assicurare l’apertura, nel corso dell’anno scolastico, per un periodo minimo di otto mesi compreso tra settembre e giugno;
  • essere dotata di un orario di funzionamento flessibile, che assicuri l’apertura all’utenza per un numero di ore giornaliere compreso tra un minimo di 5 e un massimo di 9, distribuite su almeno cinque giorni settimanali;
  • essere dotata di personale educativo o docente proprio, con i requisiti adeguati;
  • predisporre un progetto educativo adeguato ai bisogni dei bambini accolti;
  • predisporre, con cadenza almeno biennale, idonee forme di aggiornamento per il proprio personale.

Questi i principali passi da seguire per aprire una scuola materna:

  • fare domanda all’ASL territoriale competente per richiedere la certificazione d’idoneità dei locali in cui svolgerai l’attività dove si attesti i requisiti legali, sanitari, tecnici e qualitativi per la sicurezza, l’igiene e la struttura delle stanze della scuola;
  • richiedere le autocertificazioni dei titoli di studio del personale docente, ausiliario e amministrativo;
  • ottenere la documentazione sanitaria che attesti l’idoneità fisica, concernente lo stato di salute, dei docenti e degli ausiliari;
  • richiedere la certificazione HCCP per chi gestirà la mensa se presente, puoi tuttavia affidarti a servizi esterni;
  • fare domanda alla Direzione didattica statale dove specificarai il numero delle aule, gli elenchi dei bambini ospitati e gli orari di apertura e chiusura della scuola materna;
  • spedire la domanda al Provveditorato per richiedere lo status di scuola paritaria, allegandovi l’atto di costituzione della società di gestione, l’idoneità dei locali e il contratto individuale del personale assunto, entro il 31 dicembre di ogni anno;
  • stipulare le polizze assicurative obbligatorie per legge che ti proteggeranno da eventuali infortuni del personale e o dei bambini.

Quanto costa aprire un asilo

Aprire un asilo in Italia è costoso per via della delicatezza del tema, quando ci sono minori in causa gli standard giustamente si alzano.

La formula più economica è certamente quella dell‘asilo nido in casa, idea nata in nord europa dove una mamma apre le porte di casa sua ad altri bambini fino ad un massimo di 5.

Il primo passo per aprire un asilo nido in casa rimane quello di chiamare l’Asl per richiedere l’idoneità della casa che ovviamente non sarà sempre possibile ottenere.

Calcola con molta attenzione i costi che andrai ad affrontare per l’apertura di una scuola d’infanzia.

Oltre all’arredamento come tavolini, sedie, librerie, dispense, scaffali, giochi e attrezzature educative varie, devi includere anche i lavori di modifica che eventualmente dovranno essere fatti presso i locali dove avrà sede la scuola così come ordinati dall’Asl.

Sappiamo bene quanto questi lavori siano costosi in Italia, fatti fare diversi preventivi.

Per legge ci devono essere dei servizi igienici adatti anche ai portatori di handicap, le rampe per facilitare la mobilità dei bambini, infissi e serramenti con maniglie antipanico, eccetera.

Se allestire un asilo nido in casa con il massimale dei 5 bambini ha dei costi contenuti, valuta che per raggiungere dei profitti dovrai alzare la retta mensile. Questo è un servizio per le famiglie più abbienti che vogliono educare il proprio figlio in un ambiente più controllato.

Aprire un asilo con accoglienza maggiore ha ovviamente costi maggiori, tuttavia il numero delle rette permetterà dei canoni mensili competitivi rispetto agli asili pubblici.

Stabilire dei costi validi per tutti è impossibile, tuttavia difficilmente si spenderà una cifra inferiore ai 30.000 euro.

Una strategia è quella di formare una cooperativa con altri imprenditori, oppure affidarsi ad una delle tante formule di franchising presenti sul mercato che abbassano nettamente i costi d’avvio.

Se non hai a disposizione il capitale iniziale, puoi considerare il prestito per l’imprenditoria giovanile e quello femminile, prestiti in parte sono a fondo perduto e altri da restituire con tassi competitivi.

In alternativa puoi cercare dei finanziatori o dei soci che abbiano dei capitali da investire e che credono nel tuo progetto.

Aprire un asilo: conclusioni

Aprire un asilo è una missione di vita che consiglio solamente alle persone più appassionate. Come detto in precedenza, se il tuo obiettivo sono i soldi tanto vale puntare su altri settori.

Se invece la tua passione reale è quella di lavorare con i bambini, sono certo che troverai una via per realizzare il tuo sogno.

Qualunque sia il tuo progetto, fai uno studio approfondito per comprendere l’impatto che avrà la tua attività, un’analisi dei competitor, una pianificazione della strategia di marketing, dell’offerta educativa e di tutti quegli aspetti che renderà la tua attività unica e appetibile per le famiglie.

Non sempre la battaglia dei prezzi è una strategia buona, punta sulla qualità e sulla trasparenza, il pubblico spesso e volentieri ripaga serietà e passione.

Alessandro.

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