Aprire un forno agricolo: innovazione e sostenibilità

Un forno agricolo che cuoce i prodotti a chilometri zero della propria azienda agricola è un’attività da considerare in un mondo che corre sempre più veloce.

L’attenzione delle persone per cibi salutari e genuini sta aumentando, la gente è stanca di mangiare prodotti dalla dubbia provenienza, scenario che apre a nuove idee imprenditoriali agricole.

Aprire un forno agricolo è una possibilità da non sottovalutare, perché i prodotti che è possibile ottenere possono garantire guadagni considerevoli.

È possibile aprire un forno nella maniera tradizionale, seguendo il classico iter burocratico. Oppure, se si ha un’azienda agricola e si è un imprenditore agricolo, si ha l’opportunità di avviare un forno agricolo.

Quest’ultimo è un panificio vero e proprio, con la particolarità di sfruttare soprattutto il grano, ed eventualmente anche altri prodotti, ottenuti dall’attività agricola dell’azienda alla quale appartiene.

Un panificio agricolo può suscitare interesse presso molti consumatori, soprattutto se si opta per l’utilizzo di grano riconosciuto di buona qualità, e magari ci si specializza nella produzione di diversi tipi di pane, in modo tale da differenziarsi dalla concorrenza.

Per maggiori informazioni sull’argomento, invitiamo a proseguire la lettura del presente articolo.

Un forno agricolo è un’attività connessa all’agricoltura

aprire un forno agricoloL’imprenditore agricolo che gestisce o decide di aprire un’azienda agricola può decidere di aprire un forno agricolo.

Infatti, l’attività del panificio agricolo è strettamente connessa all’agricoltura, come spiegato nelle righe successive.

Per poter gestire un forno agricolo, è necessario che gli ingredienti adoperati per la realizzazione dei prodotti da forno provengano in prevalenza dalle attività agricole essenziali.

Tra queste rientra la produzione del grano.

E non a caso, i panifici agricoli di norma autoproducono (del tutto o in parte) il grano con il quale realizzano pane, pizzette, e altri alimenti.

Questo è un aspetto su cui spesso le aziende agricole che possiedono un panificio pongono l’accento: si tratta di un modo per evidenziare che il grano adoperato è sicuro, perché prodotto in loco e tenuto sotto osservazione.

La figura dell’imprenditore agricolo viene considerata tale anche quando non si dedica necessariamente solo alle attività agricole essenziali (coltivazione, selvicoltura e allevamento) perché, in aggiunta, può anche svolgere attività connesse a quelle agricole.

Secondo la legge, il panifico agricolo è infatti proprio una di queste attività connesse, trattandosi di una pratica volta alla manipolazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di beni derivati prevalentemente da un’attività agricola essenziale (in questo caso, di norma quest’ultima corrisponde appunto alla già menzionata coltivazione del grano).

Alcuni consigli per aprire un panificio agricolo di successo

Per aprire un forno agricolo conviene prima considerare:

  • Le spese da sostenere per l’apertura e per la gestione.
  • Le forme di finanziamento per poter procedere: prestito bancario, risorse finanziarie personali, oppure risorse finanziarie degli eventuali soci dell’azienda agricola.
  • Il numero di potenziali clienti, e le entrate attese per il primo anno di attività e per quelli successivi.
  • Le strategie di marketing da adoperare per attirare la clientela e fidelizzarla.

Se il numero atteso di clienti non è alto, perché magari ci sono già diversi altri panifici nei dintorni, conviene optare per un panificio di dimensioni piccole (per esempio di 150 mq per il laboratorio e per lo spazio destinato alla vendita ai clienti), offrendo prodotti da forno specializzati, per differenziarsi dagli altri forni.

Per avviare l’esercizio, sono necessari vari elementi: celle frigorifere, forni, banchi da lavoro idonei, impastatrici, spezzatrice e sfogliatrice. Molto importante è anche l’arredo del locale in cui accogliere la clientela, se non si vuole soltanto produrre per cedere i prodotti agli esercizi commerciali (supermercati, negozi di alimentari, ecc.) di altre persone.

Occorre anche sottolineare che aprire un panificio, agricolo o meno che sia, richiede dei sacrifici: una giornata lavorativa inizia all’alba, e a fine giornata è necessario pulire il forno e le altre attrezzature, oltre a occuparsi del rifornimento del laboratorio.

Di conseguenza, quella dell’apertura di un panificio è una scelta di vita da non prendere alla leggera, che tuttavia può dare molte soddisfazioni dal punto di vista economico. La domanda di pane, di pizza e di altri prodotti da forno è infatti generalmente sempre alta, anche quando altre voci di consumo risultano in calo.

Da evidenziare, è anche il fatto che il vero guadagno del panificatore non sta tanto nel pane, quanto su prodotti come focacce e pizze, sui quali c’è la possibilità di applicare un ricarico pari anche al 600%.

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