Conviene aprire un negozio di patatine fritte? I 5 pro e contro

Noi italiani famosi in tutto il mondo per la nostra gastronomia, per l’alta cucina, per la dieta mediterranea…e poi ci dobbiamo subire uno dei più grandi fenomeni gastronomici del secolo, la nascita di tantissimi negozi specializzati nella vendita esclusiva di fritti, patatine nello specifico.

Sembra fantascienza, ma non lo è, aprire un negozio di patatine fritte sembrerebbe uno dei business più di moda di questi ultimi anni.

Nonostante l’innegabile boom del settore, devo assicurarti che questo settore delle patatine fritte mi lascia un poco perplesso perché le patatine fritte rappresentano l’esatto contrario della nostra tradizione culinaria insieme ad hamburger e fast food in genere.

Tuttavia, inutile negarlo, i tempi cambiano e con essi la società.

E allora chi sono io per negarti queste nuove opportunità di impresa?

Nessuno, e allora vediamo insieme quali sono i 5 pro e i 5 contro nell’aprire un negozio di patatine fritte in Italia

I 5 motivi per aprire un negozio di patatine fritte

aprire un negozio di patatine fritteSettore originario dal Nord Europa, non a caso uno dei brand principali si chiama Chips Amsterdam, il boom dei negozi di patatine fritte è arrivato anche qui da noi.

Le ragioni del successo di questo business sono facili da spiegare e coincidono anche con i 5 motivi per cui conviene aprire un negozio di patatine fritte:

  • si tratta di un business facile da avviare senza esperienze pregresse;
  • i fritti, tra cui il prodotto di punta le patatine, sono facili da preparare e da stoccare;
  • ci sono alti margini di profitto tra prezzo di materie prime e vendita al dettaglio;
  • investimento iniziale ridotto;
  • possibilità di creare un proprio brand in franchising.

I 5 motivi per NON aprire un negozio di patatine fritte

Nonostante l’apparente successo dei negozi di patatine fritte, da bravi imprenditori non dobbiamo fermarci alla superficie dell’argomento, ma anzi indagare a fondo.

Prima di investire i propri risparmi, o ancor peggio chiedere soldi alla banca, serve un’attenta pianificazione e analisi.

Ecco quindi che, prima di aprire un negozio di patatine fritte, bisogna valutare anche i motivi per non farlo:

  • nessuno può dirlo, ma questa delle patatine può essere una moda passeggera, parliamoci chiaro non stiamo parlando dei tortellini bolognesi o della pizza napoletana, gli italiani potrebbero stancarsi delle patatine fritte;
  • nonostante i margini, gli scontrini sono di basso valore e pertanto servono tanti volumi;
  • un negozio che vende pochi prodotti soffre della concorrenza dei locali classici dove facilmente possono servire dei fritti;
  • non penso ci sia nulla da aggiungere sul socio occulto, la burocrazia e le tasse italiane;
  • la mancanza di lavoro e di opportunità potrebbero portare le persone ad aprire troppi negozi.

Come aprire un negozio di patatine fritte di successo

Visti i 5 motivi e i 5 motivi per non farlo, vediamo quali passi dobbiamo fare per aprire un negozio di patatine.

Il primo passo è la scelta del locale adatto per l’attività.

Devi prestare molta attenzione a questo aspetto di vitale importanza, un negozio di patatine fritte deve necessariamente situarsi a ridosso di zone di grande passaggio e specialmente dove ci sono grossi raggruppamenti di adolescenti.

Il target di questo tipo di negozi infatti non sono ricchi facoltosi borghesi, ma i più giovani con meno capacità di spesa.

Uno dei vantaggi dell’attività è la possibilità di affittare anche un piccolo locale di soli 20-30 mq facilitando di molto la ricerca del locale adatto.

L’iter per avviare il business delle patatine fritte sarà lo stesso di qualsiasi altra attività legata al mondo del food:

  • Apertura partita iva;
  • Registrazione presso INPS e INAL;
  • Iscrizione presso il registro delle imprese;
  • Presentazione S.C.I.A;
  • Corso HACCP (ex libretto sanitario);
  • Corso S.A.B. (Somministrazione di Alimenti e Bevande, ex REC).

Quanto costa e quanto guadagna un negozio di patatine fritte

Ci sono moltissimi fattori da tenere in considerazione per determinare i costi precisi di avvio attività difficilmente riassumibili in un articolo generalista.

Innanzitutto per un’analisi corretta di deve considerare la zona e la città, l’affitto e il costo dell’attrezzatura.

Un negozio avrà sicuramente questa attrezzatura minima:

  • Piano lavoro in acciaio;
  • Lavatoio professionale;
  • Frigorifero ampio e professionale;
  • Affetta patate ed un pelapatate;
  • Due friggitrici, una per le patatine, l’altra per il resto;
  • Cappa professionale;
  • Bancone per il pubblico.

Puoi rivolgerti al mercato dell’usato per ridurre i costi, prevedendo comunque una spesa di circa 10.000 euro. Spesa a cui dovrai aggiungere circa 2000 euro di costi burocratici, 3000 per grafica e insegna, e una somma variabile per le merci da vendere, packging, eccetera per un un totale di circa 20.000-25.000 euro negozio chiavi in mano.

Passando ora all’aspetto dei guadagni, premetto che è difficile generalizzare un piano preciso di costi e ricavi dando per scontato che ogni attività fa storia a sè.

Sicuramente questa è un’attività che mi sento di consigliare solamente a chi vive in città di medie e grandi dimensioni perché nei piccoli centri la mentalità del fast food rappresenta una novità, ma una specifica solamente sulle patatine fritte difficilmente catturerà il grande pubblico.

Consiglio di investire dove ci siano almeno 100.000 abitanti, mentre per le città di minori dimensioni preferisco consigliare altre attività meno specializzate.

Da alcune ricerche di mercato effettuate da diversi operatori del settore, si è determinato un incasso annuale variabile dai 50.000 ai 100.000 euro che paragonati ai costi di gestione di circa 50.000 euro minimo, è facile capire che solo chi ha un discreto numero di clienti può garantirsi un profitto.

Certamente, anche nella peggiore delle ipotesi dove ricavi e spese si equivalgono, il proprietario avrà il suo stipendio garantito dalla gestione. Tuttavia, se si vuole aprire un negozio di patatine fritte per poi scalare il business assumendo personale, si dovrà necessariamente investire su grandi città con giro di affari maggiore.

Franchising o no

Ci sono diverse soluzione per dare avvio ad un business sulle patatine fritte, la formula franchising e la via indipendente.

Attualmente non c’è risposta univoca per scegliere una formula piuttosto che un’altra, tutto dipende dalla propria situazione personale e dai propri obiettivi.

Di contro l’attività franchising ha il fatto di doversi riferire a delle norme stabilite dal contratto franchising, dall’altra si beneficia di un know how importante che l’azienda madre ha acquisito nel corso degli anni.

Aprire un negozio di patatine fritte in franchising ha inoltre il vantaggio di presentarsi sotto un nome e un brand già conosciuto dagli utenti.

Di contro, creare un’attività indipendente presenta molte più difficoltà iniziali, che tuttavia possono trasformarsi in opportunità dopo i primi periodi più duri.

Aprire un negozio di patatine fritte: considerazioni finali

Nonostante i dubbi circa questo tipo di attività, la tendenza del mercato italiano guarda con crescente favore al cibo fast di qualità.

Le famiglie italiane stanno vivendo un periodo di crisi economica importante, un nucleo famigliare di 4 persone ad esempio non avrà problemi nel preferire un locale come questo rispetto al ristorante per vedersi ridurre la spesa, ecco quindi veder nascere queste nuove opportunità di business potenzialmente redditizie se gestite con competenza.

Non fermarti al semplice negozio già visto, osa, sperimenta, specializzati, i casi di successo sono molti e ben documentati.

Buon business, Alessandro

 

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