Aprire una caffetteria: tutto quello che devi sapere per avere successo

Una caffetteria, o più tradizionalmente caffè, e anticamente bottega del caffè  è un locale che serve essenzialmente caffè ed altre bevande calde.

Come suggerito dal nome, in questo tipo di locale si serve prevalentemente caffè, nonostante ciò una caffetteria non si limita mai a questo, ma quasi sempre serve cibi dolci, salati, bevende fresche, cocktail, alcolici, eccetera per accontentare tutti i palati.

Le caffetterie da sempre svolgono un ruolo sociale importante, sono il punto d’incontro per le persone, luoghi dove si firmano contratti, si incontrano amici, ci si innamora, si chiama persone lontane o semplicemente si legge un libro; le caffetterie sono l’estensione della propria casa, un caldo rifugio dove non solo si prende un caffè e un biscotto, ma ci si rilassa.

Le prime caffetterie di cui si hanno documentazione sono le caffetterie arabe che sin dal XVI secolo fungevano da importante centro culturale e sociale: qui si giocava a scacchi, si ascoltava musica, si parlava di politica e di religione.

Solo nel XVII arrivò le caffetterie in Europa, al di fuori dell’Impero Ottomano, nelle principali città dell’epoca che trafficavano con oriente come Venezia.

Proprio a Venezia nella famosa Piazza San Marco si aprì nel 1640 una delle primissime caffetterie d’europa.

Nonostante siano passati quasi 4 secoli, le caffetterie sono locali ancora di moda e molto frequentati, sono diventati uno standard di vita e di lavoro anche grazie alle nuove opportunità di internet che ha creato dei lavoratori remoto che proprio nelle caffetterie si occupano del proprio lavoro.

In un contesto del genere, rimane chiaro che aprire una caffetteria rimane un’idea imprenditoriale ottima per investire.

Che tipo di caffetteria aprire

aprire una caffetteriaNonostante le caffetterie siano un settore in costante crescita che poco risente delle crisi economiche, la concorrenza e le direzioni del mercato obbligano di fatto l’imprenditore ad inventarsi sempre nuove formule commerciali innovative capaci di generare interesse.

Ecco quindi l’avvento dei coffee shop – locali specializzati in prodotti alla cannabis – o i caffè letterari – locali dove oltre al caffè si vendono libri – fino alle formule più innovative come caffetterie dedicate ai lavoratori digitali che hanno bisogno di postazioni pc mentre sorseggiano un caffè.

Le formule imprenditoriali per aprire una caffetteria sono diverse che a seconda della città e del quartiere saranno più o meno indicate.

Puoi specializzarti nelle colazioni, oppure nei pranzi aziendali, o ricreare l’ambiente perfetto per il rituale sociale del ritrovo dopo il lavoro, come vedi le tipologie di caffetterie sono molte e variegate.

Fai una ricerca di mercato, studia il luogo in cui decidi di investire, quello che funziona in una zona non funziona in un’altra.

Aprire una caffetteria non è un’operazione semplice, devi considerare tutti i fattori e fare approfondite ricerche di mercato prima di procedere per una direzione o l’altra.

Analizza il flusso di gente e la tipologia, l’eventuale concorrenza e la loro offerta commerciale.

Quello che è certo e che vale in tutti i casi presi in esame è la qualità del servizio. 

I prodotti che offri devono essere qualitativamente eccellenti, il personale sorridente e cordiale, la pulizia e l’igiene del locale penso sia superfluo citarlo.

I passi da seguire per aprire una caffetteria

La prima e più importante decisione da prendere quando si decide di aprire una caffetteria è quella di scegliere la location giusta.

Devi studiare le attività commerciali che ti circondano, la presenza di scuole, università, uffici, studi medici, negozi, centri turistici, monumenti eccetera.

A seconda della potenziale clientela dovrai optare per un determinato tipo di caffetteria.

Come è facile intuire, un locale situato nel centro storico ha un potenziale maggiore data anche la bellezza indiscussa delle città italiane, tuttavia avranno un costo d’avvio maggiore, le pratiche burocratiche più lunghe e vincoli maggiori.

Una volta individuato il locale in cui aprire la caffetteria e una volta studiata la potenziale clientela, devi investire sull’arredamento del locale.

L’arredamento della caffetteria determinerà il successo o meno dell’azienda insieme alla location dello stesso, ricorda che nella vita come nel business l’abito fa il monaco.

Interessante è l’ideazione di un locale a tema che ricrei un determinato ambiente: tra le varie opzioni, molto in voga sono le caffetterie che ricreano l’ambiente del passato.

Uno degli errori più frequenti è sottovalutare l’importanza di redigere un piano strategico, un prospetto di ciò che comporterà l’attività e indicare tutti gli elementi che differenzieranno l’attività dalle altre.

Devi trovare un concept unico, un motivo reale per far venire le persone da te. Può essere l’ambiente, o la qualità dei prodotti, ma aprire una caffetteria senza una visione è una scelta sbagliata.

Bisogna avere un business plan che permetta di lavorare per obiettivi realisticamente raggiungibili e questo lo si può fare solo conoscendo il proprio mercato e l’ambito in cui ci si vuole posizionare e operare.

Iter burocratico per avviare una caffetteria

Una delle prime faccende burocratiche per aprire un’azienda come una caffetteria  è scegliere la formula giuridica adatta.

Se sei da solo ci saranno delle formule migliori rispetto all’eventualità di avere dei soci.

Aprire una caffetteria comporta molti obblighi e costi, se hai la fortuna di avere soci affidabili non avere paura a formare una società.

Scelta la forma giuridica migliore, si passa alle pratiche da avviare per aprire un locale pubblico come la caffetteria.

Inizia con l’iscrizione al Registro Esercenti di Commercio (REC) presso la sede locale della Camera di Commercio.

Per poterlo fare devi richiedere il rilascio autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande:

  • essere maggiorenne;
  • aver terminato la scuola dell’obbligo;
  • aver frequentato una scuola alberghiera o corsi professionali per la somministrazione di alimenti e bevande riconosciuti dalla Regione o dalla Provincia. In alternativa è possibile sostenere un esame d’idoneità presso la Camera di Commercio stessa.

Se nella caffetteria saranno serviti alcolici, si richiede  un’autorizzazione del Sindaco del Comune in cui ha sede il locale.

Esistono diverse tipologie di licenze, a seconda del tipo di attività:

  • Licenza A: Le autorizzazioni di somministrazione di tipo “A” riguardano gli esercizi di ristorazione per la somministrazione di pasti e bevande, comprese quelle aventi un contenuto alcolico superiore al 21% del volume e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari).
  • Licenza B: sono esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcoliche di qualsiasi gradazione, nonche’ di latte, di dolciumi, di generi di pasticceria e gelateria e di prodotti di gastronomia (bar, caffe’, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari.
  • Licenza  C: si riferisce alle due precedenti (A e B) a cui aggiunge la possibilità di svolgere attività di intrattenimento e svago, ed è destinata a sale da ballo, sale gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi affini.
  • Licenza D: sono esercizi di cui alla lettera b, nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione.

Con il possesso della licenza, devi iniziare l’iter riguardante le normative igienico-sanitarie e di sicurezza:

  • Autorizzazione sanitaria

Si richiede all’ASL locale ed è un documento obbligatorio che otterrete dopo un controllo di idoneità igienico-sanitaria, entro 30 giorni dalla consegna della domanda.

  • Autocontrollo igienico-sanitario

Il sistema HACCP. È una sorta di codice di comportamento per la sicurezza degli alimenti. Il titolare è tenuto a compilare un’autocertificazione in cui individua gli eventuali aspetti critici (igiene dei locali e delle attrezzature, tempi e temperature di conservazione degli alimenti ecc.) per la sicurezza degli alimenti nelle procedure di preparazione, trasformazione, confezionamento, deposito, vendita e somministrazione.

  • Libretto sanitario

Deve esserne munito chiunque lavori nel bar e si occupi della preparazione, manipolazione e vendita di alimenti – compreso il titolare dell’esercizio ed eventualmente i suoi familiari che prestino attività anche gratuita all’interno del bar. Ha validità di un anno e viene rilasciato dall’autorità sanitaria locale

In alcune regioni non è più obbligatorio.

  • Normativa sulla sicurezza sul posto di lavoro

Il datore di lavoro deve valutare i rischi di salute e la sicurezza dei suoi dipendenti. È prevista la compilazione di una Relazione sulla Valutazione dei Rischi. Per le imprese con meno di dieci dipendenti è possibile compilare un’autocertificazione, da conservare in azienda.

  • Norme di sicurezza degli impianti elettrici

La realizzazione e la manutenzione straordinaria degli impianti elettrici deve essere effettuata da imprese abilitate, che al termine dei lavori devono dichiarare che l’impianto è a norma di legge. Il documento originale va poi conservato, mentre una copia dev’essere depositata in Comune.

  • Normativa antincendio

La norma prevede diversi adempimenti riguardo alle misure da adottare per ridurre la probabilità di incendio, al controllo dell’efficienza dei sistemi antincendio e alla formazione e informazione del personale.

Avrai bisogno di un commercialista per espletare le fasi di avvio dell’attività, mentre un geometra o l’architetto vi aiuteranno con le richieste comunali necessarie per adeguare gli spazi all’attività pubblica.

Altri step saranno:

  • aprire le posizioni fiscali e previdenziali INPS ed INAIL;
  • dare comunicazione certificata di inizio attività al Comune almeno 30 giorni prima dell’avvio;
  • Dare comunicazione di avvio dell’attività ai vari enti tramite Comunicazione Unica da inviare alla Camera di Commercio in forma telematica con posta elettronica certificata;
  • Richiedere il permesso di esporre l’insegna al di fuori del punto vendita.

Quanto costa avviare una caffetteria e quanto guadagna

Il costo di una caffetteria dipende essenzialmente dalle dimensioni dell’attività, dalla posizione, dall’arredamento e dagli obiettivi imprenditoriali.

Oltre ai costi fissi quali burocrazia e commercialista, ad incidere sulle stime è l’affitto, l’eventuale messa a norma dei locali, l’arredamento, le forniture, dipendenti, eccetera.

Volendo rimanere ottimisti, difficilmente si spenderà una cifra inferiore ai 40.000 / 50.000 €.

Se si prende in gestione una caffetteria già avviata i costi potrebbero aumentare.

A fronte dei costi, la caffetteria rimane un business profittevole con ampi margini di guadagno, ovviamente ipotizzando di avere un locale frequentato e di successo.

Aprire una caffetteria: conclusioni

Quanto valgono, in fatturato, tutte le tazzine di caffè e cappuccino servite in Italia ogni anno?

Una cifra che suona quasi incredibile: 6,6 miliardi di euro.

È il valore di tutti i caffè espressi che sono venduti nei bar d’Italia ogni 365 giorni.

La cifra viene riportata da uno studio de “Il sole 24ore” autorevole quotidiano economico, uno studio che riteniamo possa essere davvero fonte di riflessione per chi vuole aprire una caffetteria.

Cifre gigantesche che aprono l’orizzonte a tante iniziative imprenditoriali che tuttavia devono essere fatte con cognizione di causa e con professionalità pena il fallimento dell’azienda.

Su Aprire Azienda non regaliamo illusioni, ma cerchiamo di offrire soluzioni.

Buon business a tutti!!!

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