Coltivare limoni: avviare una coltivazione di limoni in Italia

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In questo articolo vedremo come avviare una coltivazione di limoni profittevole.

Il limone è un albero da frutto con lunghi rami, appartenente alla famiglia delle rutaceae, che può raggiungere un’altezza di 5 o 6 metri ed una larghezza di 4.

L’origine del limone non è stata individuata con certezza, ma si pensa che i primi alberi siano stati coltivati in Assam (una regione nel nord-est dell’India), nel nord della Birmania e in Cina. Inoltre, secondo alcuni studi genetici, il limone nasce da un antico ibrido tra il pomelo e il cedro.

Ad ogni modo, quel che è certo, è che da secoli la pianta è una specie autonoma, che si riproduce per innesto e talea.

Usi del limone

Le coltivazioni di limone sono diffusissime praticamente in tutto il mondo, o almeno nelle zone in cui le condizioni climatiche lo consentono. Il motivo deriva dalle proprietà nutritive del limone, che lo rende utilizzabile tanto in cucina, quanto in ambito farmaceutico e terapeutico.

Il frutto del limone contiene una grande quantità di vitamina C e minerali (potassio, calcio, fosforo, magnesio, zolfo, sodio, cloro, ferro, zinco, rame, manganese, iodio, silici).

D’altra parte, tutte le parti che compongono il frutto del limone vengono utilizzate per diversi scopi. Ad esempio la buccia, è molto apprezzata in cucina per la produzione di canditi e del liquore (in particolare, tramite la buccia del limone si produce il limoncello, prodotto in Campania e diffuso in tutto il mondo).

Ma la parte del frutto più utilizzata, è indubbiamente il succo, che conferisce il tipico sapore aspro al limone, e che viene utilizzato nei campi più svariati. In cucina, ad esempio, viene usato come ingrediente di vari alimenti e bevande (in particolare la limonata, è una consumatissima bevanda a base di succo di limone, acqua e zucchero).

Il succo e la scorza del limone sono ampiamente utilizzati anche in campo farmacologico. Il succo è infatti considerato antiemorragico, disinfettante, efficace contro la diarrea e tende a far diminuire il glucosio nel sangue. D’altra parte, il succo di limone contiene una quantità di vitamina C tale da soddisfare quasi il totalmente il fabbisogno giornaliero di una persona adulta (senza dimenticare che contiene anche potassio, calcio e magnesio).

Varietà di limoni

In base alla varietà, i limoni possono essere più o meno grandi e dalla buccia liscia o rugosa. In Italia tra le varietà di limoni più popolari ci sono: la varietà quattro stagioni, che ha la caratteristica di essere molto resistente al freddo (tollera, per brevi periodi, anche temperature fino a -5 °C), e soprattutto di avere frutti che maturano in modo scalare durante l’arco dell’intero anno, così da avere una produzione continua in qualsiasi mese; c’è poi il limone di Sorrento, che è coperto dal marchio IGP (indicazione geografica protetta), e che ha una buccia ricca di oli essenziali, perfetta per preparare liquori; c’è il limone di Amalfi, del tutto diverso dal limone di Sorrento, anche se la zona costiera di coltivazione è molto vicina (anche questa specie è coperta dal marchio IGP); deve essere menzionato poi il limone Zagara bianca, che è tipico della Sicilia.

Ci sono poi delle specie particolari di limoni, come quelli senza semi (varietà ibride selezionate), i limoni tardivi o i limoni selezionati per la resistenza al freddo.

Come coltivare i limoni in Italia

Il clima ideale per avviare la coltivazione di una pianta di limone va dai 4° (con terra asciutta), fino ai 40 °C. Non regge invece generalmente le basse temperature (a –6 °C viene gravemente danneggiato tanto da non sopravvivere).

In Italia, considerato il clima, il limone può essere coltivato in piena terra dal centro Italia in giù, e dunque soprattutto al sud. Può poi essere coltivato anche nel resto d’Italia, ma in vaso.

Il limone per crescere rigoglioso necessita di essere ben esposto al sole e di essere posto su un terreno profondo e fertile (sopporta il calcare e l’argilla, ma non ama suoli salmastri).

L’irrigazione deve essere regolare e abbondante nel primo anno, ed è indispensabile per la fruttificazione da maggio a settembre.

Per quanto riguarda invece la potatura deve essere limitata al minimo, soprattutto fino all’entrata della pianta in produzione. È importante comunque periodicamente eliminare i rami più vecchi che non fioriscono più, arieggiare l’interno della chioma, tagliare l’eccesso di germogli verticali e preservare i rametti esili e incurvati verso il basso che fruttificheranno.

In base al periodo di fioritura, si raccolgono diversi tipi di frutti (ad esempio i frutti raccolti a marzo, saranno marzani o malsani; quelli raccolti ad agosto o i primi di settembre, verdelli).

Nella raccolta è importante cogliere solo frutti maturi. Il giusto punto di maturazione, si ricava in particolare dal colore della buccia (che però può rimanere verde anche quando il contenuto in zuccheri e aromi ha già raggiunto il giusto livello per il consumo) e della polpa. Una volta raccolti, è importante conservare i frutti in ambienti freschi, asciutti e bui (o in cassette di legno, ma per un tempo variabile e comunque non superiore ai 2 mesi).

Per quanto riguarda la coltivazione del limone in vaso, è necessario interrare la pianta in un vaso più profondo che largo, è che abbia un buon drenaggio sul fondo. Bisognerà poi utilizzare un tipo di terra specifico per la coltivazione degli agrumi in vaso (ma si può anche utilizzare una parte di terra da giardino, una parte di sabbia e mezza parte di argilla). La pianta di limone allevata in vaso, deve essere inoltre irrigata regolarmente in primavera e in estate.

Un problema che colpisce tutte le piante sono le malattie. Il limone non fa differenza, e tra le patologie più diffuse tra le piante coltivate in piena terra c’è il mal secco, l’allupatura o marciume bruno. Un altro problema sono gli insetti. In particolare, tra gli insetti vanno controllati il tripide degli agrumi, la cocciniglia cotonosa-solcata, il cotonello, la cocciniglia mezzo grano di pepe e altri tipi di cocciniglie. Molto gravi possono essere poi le parassitosi da acari, come ad esempio l’acaro delle meraviglie, l’acaro rugginoso e il ragnetto rosso.

Per le piante coltivate in vaso invece, i pericoli sono dati per lo più dagli afidi, dal ragnetto rosso, dalle cocciniglie e dalla fumaggine.

Per prevenire e risolvere questi problemi è necessario garantire un’irrigazione adeguata alla pianta, e fare uso dei molti rimedi comunemente conosciuti (ad esempio si può procedere a rimuovere manualmente le macchie; oppure strofinare con un batuffolo imbevuto con alcool etilico le zone attaccate dai parassiti, per poi spruzzare acqua con piccole scaglie di sapone).

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