Coltivare mandarini: avviare una coltivazione di mandarini in Italia

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Il mandarino è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle rutacee, e, in particolare, è uno dei tre agrumi originali del genere “citrus” insieme al cedro ed al pomelo.

L’origine di questo agrume è da collocare in Asia orientale, ma, ad oggi, viene coltivato anche nella zona mediterranea, negli Stati Uniti d’America e nella parte meridionale dell’Africa. In Italia, la maggior parte delle colture di mandarino si trovano in Sicilia e Calabria.

Il frutto del mandarino ha una buccia piuttosto sottile di colore arancione e molto profumata. All’interno poi, contiene dei piccoli spicchi in cui si trova una polpa molto dolce e succosa.

I mandarini sono ricchi di nutrienti, ed in particolare di vitamina C. Ma contengono anche: vitamina A e vitamine del gruppo B, magnesio, ferro, acido folico, calcio, potassio e fibre. Inoltre, i mandarini sono ricchi di antiossidanti e svolgono una funzione purificante dell’organismo, contribuendo a rafforzarlo e proteggerlo dalle infezioni e dalle malattie.

Il mandarino è un frutto che viene consumato generalmente fresco, oppure di cui viene spremuta la polpa al fine di ottenere il succo, molto gustoso, fresco e ricco di vitamine. Ma il mandarino viene utilizzato anche in cucina, in alcune ricette (ad esempio si utilizza il succo per preparare ghiaccioli, gelatine naturali o granite), o come guarnizione nella preparazione di torte, crostate o pasticcini.

Ma questo frutto viene utilizzato anche in ambito cosmetico. Infatti dalla buccia di mandarino viene estratto un olio essenziale, che è impiegato per la preparazione di prodotti adatti a contrastare la cellulite, ad eseguire massaggi e a combattere la ritenzione idrica; che possiede proprietà disinfettanti, antibatteriche e contribuisce ad allentare la tensione nervosa.

Varietà dei mandarini

Il mandarino è un frutto appartenente alle tre specie originarie di agrumi (insieme al cedro e al pomelo), ossia è un frutto che tramite ibridazione ha dato origine a diverse altre specie. Dal mandarino, ad esempio, sono nati alcuni ibridi molto noti come il mandarancio (ibrido tra mandarino e arancia), le clementine (ibrido tra il mandarino e il mandarancio) e il mapo (ibrido tra un pompelmo e un mandarino).

Per queste ragioni, classificare le diverse varietà delle piante di mandarino non è un’operazione semplice. Né esistono numerose, come ad esempio: il mandarino cinese, una varietà asiatica di mandarini di cui esistono due specie (il nagami e il nerumi), e la cui particolarità sta nella buccia molto sottile e commestibile, che ne permette il consumo senza sbucciarli; c’è poi il mandarino tangerino, che ha una buccia di colore arancione, tendente al rosso.

La coltivazione di mandarini in Italia è soprattutto diffusa in Sicilia (a Paternò e a Palermo), ma l’albero è coltivato anche in Campania, Calabria (nelle zone di Crotone e della piana di Sibari), nonché in Liguria. Tra le varietà di mandarino più prelibate e diffuse che vengono coltivate nel nostro Paese, ci sono: il mandarino tardivo di ciaculli, i mandarini comuni e le clementine.

Avviare una coltivazione di mandarino

Il mandarino è un albero sempreverde che da adulto può raggiungere un’altezza massima che va dai due ai quattro metri, e che dunque non occupa troppo spazio.

Chi vuole avviare una coltivazione di mandarino deve tenere conto che i suoi fiori sbocciano in primavera, mentre i frutti, durano dall’autunno fino all’inverno per un periodo di tempo abbastanza breve. Inoltre questa pianta necessita dell’esposizione al sole per gran parte della giornata. Ed infatti il mandarino è considerata a una pianta tropicale, e per crescere rigogliosa ha bisogno di un clima molto caldo e di inverni non troppo rigidi. D’altra parte, la coltivazione del mandarino non può avvenire in climi estremi: un caldo o un freddo eccessivi, possono compromettere la sopravvivenza o lo sviluppo della pianta. Pertanto, il clima ideale per coltivare il mandarino deve essere poco piovoso e caldo, con una temperatura che varia tra i 13° ed i 30°C.

La pianta deve essere protetta anche dal vento, che può provocare gravi danni alla coltura, soprattutto a piccoli rami e germogli della pianta.

La piantagione del mandarino, perché sia efficace, deve essere effettuata in primavera nel periodo tra fine marzo e maggio, ossia quando la temperatura inizia a salire, le gelate non sono più un problema e le giornate si allungano.

Il terreno su cui avviare la coltivazione di questo frutto invece, deve essere preparato con anticipo rispetto alla piantagione. In particolare deve essere un terreno molto permeabile e “sciolto”, ossia composto per più della metà di sabbia e con una ridotta presenza di argilla. È importante anche concimare bene il terreno con del letame, e utilizzare, se necessario, dei diserbanti per eliminare le erbe infestanti. Anche la zappatura del terreno è indispensabile, soprattutto per evitare che si formi sporcizia sullo stesso, e per conservarne la consistenza morbida e soffice, così da permettere un buon drenaggio dell’acqua.

Per quanto riguarda l’irrigazione, la pianta di mandarino deve essere innaffiata molto spesso, almeno con cadenza settimanale. L’innaffiatura deve essere però regolare, ma non troppo abbondante, evitando che l’acqua inzuppi le radici (che è essenziale al fine di ottenere una buona fruttificazione e una maturazione dei frutti in modo regolare).

Anche la potatura è un’operazione molto delicata e importante nella coltivazione del mandarino. In particolare, è sempre necessario eliminare tutti i rami secchi durante la stagione invernale.

La raccolta dei mandarini viene fatta dall’autunno alla primavera, e va effettuata solo quando i frutti hanno raggiunto il giusto grado di maturazione, ossia, generalmente, quando il colore della buccia passa dal verde all’arancio.

Se la coltivazione è avvenuta nel modo corretto, un albero di mandarini può dare fino a 600 frutti all’anno.

Come tutte le piante, anche quella di mandarino è soggetta a varie patologie che possono minarne la salute.

Tra le malattie vegetali e tra gli insetti che possono colpire questa pianta, si devono menzionare: gli afidi; gli acari; gli attacchi della cocciniglia; il mal secco; la muffa verde e il marciume radicale. Per risolvere queste problematiche, ad ogni modo, è in genere sufficiente effettuare una cura antiparassitaria specifica.

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