Come un’azienda agricola può aumentare il fatturato

Le immagini della crisi del settore agricolo che stanno girando questi giorni sul web mi hanno motivato a scrivere questo articolo.

Se non lo hai ancora visto, mi riferisco a questo video dove un agricoltore del nord legittimamente distrugge tutto il suo raccolto perché incapace di ottenere un prezzo di mercato dignitoso.

Se non lo hai ancora fatto, ti prego di visionare il prezioso filmato della brava Cristina Scanu:

Questo video deve farci riflettere.

Innanzitutto dovremmo gestire la rabbia, la legittima rabbia di vedere degli imprenditori agricoli italiani ridotti in queste condizioni da uno stato indegno e complice della distruzione della piccola imprenditoria.

Io scrivo di aziende agricole da ormai 5 anni e vedere questa situazione mi fa stringere il cuore. Chi mi segue sa che non ho mai venduto sogni, non lo farò mai, ma duramente questi anni non ho potuto non riflettere sulle strategie per uscire dalla crisi.

Da 5 anni scrivo di come un’azienda agricola dovrebbe agire sul mercato per poter vivere e prosperare.

Non c’è altra via che l’eccellenza di nicchia.

Se l’azienda agricola si affida alla grande distribuzione allora muore, le numerose testimonianze del video non lasciano spazio ai dubbi. Come possiamo vendere mele ad un prezzo inferiore al prezzo di produzione?

Semplice, non possiamo.

E allora che dovrebbe fare il piccolo e medio agricoltore?

Chiudere l’azienda?

Certo, a caldo questa sarebbe la risposta più ovvia, ma la passione è una cosa seria sempre e comunque e arrendersi non sempre è l’opzione migliore.

Che fare quindi?

Innovarsi o morire.

Non si sfugge da questo fondamento.

L’agricoltore italiano non ha i mezzi per affidarsi alla grande distribuzione e alla concorrenza sleale dell’estero incentivata e protetta da uno stato italiano difficile da descrivere senza scadere in pesanti insulti.

Come aumentare il fatturato di un’azienda agricola

aumentare fatturato azienda agricolaL’imprenditore agricolo che ha deciso di lottare non ha altra scelta che rivalutare completamente il suo modello di business e la sua strategia imprenditoriale.

Per competere devi specializzarti in un brand seguendo il modello del vino italiano.

I produttori di vino hanno capito da decenni quale strategia adottare per prosperare sul mercato globale e questo si traduce in eccellenza.

Il vino italiano ha un brand molto forte, imbattibile, unico al mondo, irripetibile, il cliente finale sa che per gustare un ottimo vino deve pagare  e lo fa senza protestare: apre il portafoglio e paga la qualità.

Come ci si riesce?

Con lo storytelling.

Dietro al vino italiano c’è una storia, una tradizione raccontata e tramandata, un rapporto stretto tra terra e prodotto e produttori.

E allora perché non possiamo ripetere questo modello vincente nelle altre produzioni agricole?

Perché?

Perché manca lo storytelling, finché non differenziamo il pomodoro italiano dal pomodoro cinese la situazione rimarrà drammatica.

E allora bisogna educare la gente, organizzare seminari, conferenze, incontri sul territorio per informare sulle differenze tra cibo italiano e straniero.

Il produttore deve investire sul biologico, sulla tracciabilità, sul brand della propria azienda.

Bisogna pagare grafici, creativi, scrittori, il lavoro creativo salverà il comparto agricolo attraverso una rivoluzione di immagine capace di catturare direttamente il cliente finale oltrepassando la logica della grande distribuzione.

Ed ecco allora nascere il miele invecchiato in botte, gli indumenti con gli scarti delle arance, il limone caviale e molte altre eccellenze che fondano il loro successo sulla storia del loro prodotto.

Non a caso, le aziende agricole guidate da giovani hanno un fatturato superiore alla media del 75% rispetto alle aziende gestite alla “vecchia maniera” per effetto di una maggiore creatività e innovazione, per la capacità di cogliere le opportunità del web e delle ultime strategie di marketing.

Certo, vedere un imprenditore 50 enne che distrugge il raccolto fa male, tuttavia quello stesso imprenditore dovrebbe anche aprirsi al nuovo mondo creato dal web e dai creativi, quegli stessi creativi che si ritrovano a lottare per farsi riconoscere la propria professionalità.

Credo sia ora che questi due mondi lontani si avvicinano per creare le basi per un nuovo sviluppo economico, nonostante lo stato italiano al servizio della finanza globale faccia tutto il possibile per mettere i bastoni tra le ruote.

Se vuoi continuare a formarti, leggi la mia guida Azienda agricola 2.0 dove spiego come fondare un’azienda agricola di successo.

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