Azienda agricola: chi, dove, quando, come e perché diventare imprenditore agricolo

Oggi, a quanto pare, avviare un’attività di business che possa ripagare i sacrifici fatti è un orizzonte al quale guardano in tanti, soprattutto i giovani.

Ancor di più, aprire un’azienda agricola significa prendere in mano le sorti di una tra le professioni più tradizionali ed antiche da conservare e da tramandare di generazione in generazione, che consente di “seminare” delle buone idee e raccogliere i frutti, sfruttando il “grappolo” dell’innovazione tecnologica che ha investito anche il settore primario.

E infatti, oggi, essere un imprenditore agricolo significa avere competenze tecniche e professionali specifiche che permettono di essere al passo con i tempi e di sfidare la concorrenza sempre più agguerrita.

Questa guida si pone l’obiettivo di tracciare un iter attraverso il quale fornire preziosi consigli, informazioni e suggerimenti a chiunque abbia intenzione di avviare un’attività agricola e voglia raggiungere il massimo successo imprenditoriale nel settore primario.

Ti senti pronto per iniziare? Troverai tutte le risposte specifiche ai tuoi quesiti:

Chi, dove, quando, come e perché aprire un’azienda agricola?

E allora, non resta che iniziare!

Chi può aprire un’azienda agricola?

Sarà opportuno partire dalla definizione normativa alla base della disciplina del diritto commerciale secondo cui, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile:

l’imprenditore agricolo è colui che si occupa di almeno una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali ed attività connesse […], ovvero intese come dirette

alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti”.

In termini pratici, l’imprenditore agricolo – oltre alle attività sopracitate – si occupa anche di attività strettamente collegate alla produzione di materie prime ed ai processi che ne determinano anche la loro conservazione o trasformazione.

La definizione, però, si rivolge ad una “settorializzazione” del lavoro che differisce da quella di imprenditore agricolo professionale, ovvero IAP, per il quale sarà necessario avere competenze e conoscenze ancor più specifiche, riconosciute come tali dal preposto Ente Regionale e stabilite dal decreto legislativo 99/2004.

I requisiti necessari per diventare IAP, sono ascrivibili ai seguenti:

-diploma di perito agrario, laurea in agraria, in medicina veterinaria, scienze alimentari, scienze delle produzioni animali o, ancora, attestato di frequenza di specifici corsi regionali riconosciuti;

-l’attività agricola deve rappresentare almeno il 50% del lavoro dal quale ricava almeno la metà del proprio reddito (o il 25% nelle zone definite “svantaggiate”);

– avere almeno tre anni di esperienza come titolare, socio, amministratore o lavoratore agricolo.

Per diventare un IPA, pertanto, bisognerà soddisfare i requisiti sopra indicati e presentare regolare richiesta all’Ufficio Provinciale competente per la fattispecie in esame.

Chiunque voglia aprire una azienda agricola, dovrà tenere in considerazione anche gli aspetti fiscali per i quali il fatturato inferiore o pari a 7000 euro annui determina il cosiddetto “regime fiscale di esonero” che non rende obbligatoria la presentazione della dichiarazione dei redditi e di quella IVA, ma prevede l’obbligo di conservare documentazione relativa alla contabilità e alle fatture emesse.

Dove aprire un’azienda agricola?

È chiaro che l’apertura di un’azienda agricola richiede un terreno “ampio” sul quale sviluppare la propria attività di business. In questo senso, per chi ha intenzione di diventare imprenditore agricolo, c’è la possibilità di ottenere in concessione o acquistare terreni incolti con l’obiettivo di renderli nuovamente produttivi.

In realtà, in tutte le Regioni di Italia, sono stati avviati dei percorsi dalla Banca della Terra – organizzazione grazie alla quale viene fatto un censimento dei terreni inutilizzati da destinare a coloro che vogliono renderli coltivabili – venendo a creare interessantissime possibilità lavorative soprattutto per i giovani aspiranti imprenditori agricoli.

Non possiamo assolutamente negare che l’Italia, per le sue condizioni climatiche favorevoli, è terreno fertile per avviare la produzione agricola di diverse coltivazioni, grazie anche alla varietà degli ecosistemi e del PH dei terreni.

Ad esempio, le terre italiane ben si prestano alle colture di cereali per le quali scegliere sia il Nord che il Sud, a seconda della tipologia cerealicola da coltivare.

Il suolo settentrionale è adatto per avviare la coltivazione del grano tenero, avena, segale e, in particolare, Lombardia e Piemonte hanno terreni imbattibili per la produzione di riso, mentre il Trentino per la produzione di mais e di frutteti (mele).

Il Centro-Nord ripropone terreni ottimali per le coltivazioni di pere, pesche e ciliegie e le terre del Meridione, invece, sono ricche di vitigni, olivi, grano duro e agrumi, per i quali la Sicilia vanta una produzione – a livello nazionale – del 50%.

Per la scelta della localizzazione strategica del proprio business imprenditoriale, è opportuno scegliere la zona in cui aprire la propria azienda agricola, anche in base ad uno studio preventivo del territorio, e alla possibilità che esso ha di dare vita a coltivazioni, allevamenti o – più in generale – a produzioni di successo.

Quando aprire una azienda agricola?

Il momento giusto per aprire un’azienda agricola bisogna un po’ crearselo e, per questo motivo, non c’è un periodo specifico o migliore che sia universalmente valido. Anzi, potremmo specificare che ognuno ha il proprio momento “giusto”, l’asso nella manica che potrebbe derivare a seguito di diverse valutazioni.

L’importante è saper cogliere l’attimo!

Innanzi tutto, il “quando” è determinato dallo status professionale di chi decide di aprire un’azienda: se si ha già un lavoro o se si intende creare un’attività agricola che costituisca la prima professione è questione ben diversa.

Sono situazioni che richiedono di rapportarsi in modo differente, ma che richiedono di seguire lo stesso iter preventivo per stabilire il momento ideale per aprire un’azienda agricola.

L’idea è certamente il primo passo, ma ad essa devono seguire la definizione di obiettivi, la valutazione del terreno su cui investire, la tipologia di coltura o allevamento che si vuole realizzare.

Quindi, si può dedurre che la stesura di un buon business plan è fondamentale per espletare un’analisi degli investimenti e dei finanziamenti aziendali necessari, prima di pervenire al raggiungimento del Break-Even Point (“punto di pareggio” costi/ricavi).

In pratica, il momento in cui avviare una azienda agricola è chiaramente soggettivo.

Anche il fattore “comunicazione e marketing” diventa importante per stabilire il momento giusto: farsi conoscere è un imperativo e, allora, la creazione di un sito web e la scelta dei canali comunicativi adatti alla pubblicità, sarà un’altra variabile da valutare prima di decidere quando poter aprire un’impresa agricola.

Come aprire un’azienda agricola?

Arrivati a questo punto ormai si sia ben decisi ad avviare un’attività agricola, rimane da capire come procedere e quali sono le pratiche burocratiche da disbrigare.

Innanzi tutto, occorre stabilire che tipologia di società sviluppare: una ditta individuale, una azienda a conduzione familiare o società cooperativa o società di persone o, addirittura, di capitali.

Certamente, in qualsiasi caso, si dovrà:

  • aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate: essa serve per essere identificati a livello tributario come imprenditore agricoltore a tutti gli effetti,
  • registrare l’attività nel Registro delle Imprese alla Camera di Commercio,
  • preparare la documentazione per aprire posizioni INPS per il versamento dei contributi,
  • iscrizione all’INAIL per la copertura di eventuali infortuni sul lavoro,
  • se necessarie, inoltrare richiesta per l’apertura della azienda agricola all’Azienda Sanitaria Locale (ASL)

Se non ci dovesse essere la possibilità di avviare in proprio l’attività agricola, bisognerà anche valutare la possibilità di ricevere finanziamenti, e ragionare se orientarsi su quelli a fondo perduto destinati alle Regioni, oppure su quelli nazionale o europei.

Un altro aspetto da curare nei minimi dettagli, riguarda la scelta di un Commercialista che, sempre aggiornato, potrà indirizzare l’imprenditore nelle sue scelte e gestire – in maniera pratica e professionale – le procedure burocratiche e preventivare i costi

Perché aprire una azienda agricola?

La motivazione che può spingere ad avviare un’attività agricola si concretizza nella reale possibilità di guadagno. Allora, se si hanno spiccate capacità imprenditoriali perché non sfruttarle per metterle al servizio del territorio?

Ma non solo: aprire una azienda agricola è fonte di soddisfazioni personali e professionali che sono conseguenza dei sacrifici fatti. In particolare, questa strada potrebbe essere una grande opportunità per i giovani che, essendo “nativi” digitali, riuscirebbero anche a dare vita ad un binomio perfetto tra attività agricola ed innovazione, potenziando anche i profitti.

Inoltre, le possibilità di accedere ai finanziamenti sono tante e, quindi, l’investimento potrebbe rivelarsi minimo e, un’altra motivazione valida consiste nella volontà di procedere alla riqualificazione del territorio, nel caso in cui fossero disponibili suoli abbandonati o incolti.

Del resto, la terra è la nostra vita, da essa arrivano le materie prime indispensabili per il nostro sostentamento nutrizionale ed economico. Il “perché” aprire una azienda agricola, è l’elemento soggettivo e oggettivo che determina una forte motivazione di coloro che vogliono raggiungere questo obiettivo ambizioso.

Conclusioni

Tanto sacrificio, passione, tempo, impegno, predisposizione al lavoro e capacità di interpretare e di rispondere alle richieste del mercato: ecco gli ingredienti principali per avviare un’attività agricola. Ovviamente, da soli, non possono essere sufficienti ma, questi elementi, devono essere uniti alla competenza professionale degli specialisti del settore, alla scelta del terreno adatto, della coltivazione e/o dell’allevamento su cui puntare, ed alla valutazione dei possibili finanziamenti ed agevolazioni da richiedere e reperire.

Naturalmente, se tutto questo va di pari passo con la voglia di innovare, allora sei pronto a “spiccare il volo” per avviare una nuova azienda agricola.

Azienda agricola: chi, dove, quando, come e perché diventare imprenditore agricolo
2 (40%) 3 votes