Cambiare lavoro: affrontare al meglio la tua personale metamorfosi

In questo articolo scoprirai che per cambiare lavoro, cambiare azienda o passare alla libera professione, la prima cosa che hai bisogno di fare è analizzare te stesso e le tue abitudini. Conoscere i valori che ti muovono, modificare le tue abitudini e l’immagine che hai di te, nonché darti una nuova auto-regolamentazione ti permetterà di essere efficace e produttivo nella tua nuova sfida lavorativa.

Se stai pensando di cambiare lavoro, aprire una nuova attività, o cambiare completamente vita trasferendoti all’estero, allora benvenuto: sei su uno dei blog più autorevoli in Italia sull’argomento.

No, non è autoreferenzialità. Io non sono il padrone di casa!

Mi presento: sono Luca Leandro, manager d’azienda, padre di famiglia e autore del blog HomoIntraprendente.it, in cui troverai tecniche e riflessioni per la tua crescita personale.

Sono un seguace e sostenitore di Aprireazienda.com da tempo, ed è bellissimo notare quanta gente, me compreso, cerchi nella propria vita un cambiamento, una evoluzione.

Evolvere è un desiderio insito nell’animo umano. È la forza motrice che risveglia le nostre speranze, la nostra motivazione, che ci rende intraprendenti e dà significato al nostro agire.

Ci sono persino autorità nell’ambito dello sviluppo personale come Anthony Robbins che definiscono l’Evoluzione (“Growth”) uno dei 6 bisogni fondamentali dell’Uomo [https://www.entrepreneur.com/article/240441]

Ed è proprio di evoluzione professionale che voglio parlarti: come affrontare la scelta di cambiare lavoro, quali fattori considerare prima di decidere e come prepararti al meglio alla transizione verso la nuova vita.

Perché cambiare lavoro è una cosa seria. Vuol dire non solo cambiare ufficio o geografia, ma anche lavorare in un contesto differente, con persone differenti, priorità differenti e valori differenti.

Scoprirai cosa ti spinge davvero a cambiare lavoro, come prevedere se la tua scelta avrà i frutti sperati, e come adeguarti al nuovo contesto di vita nel migliore dei modi.

Ho diversi spunti da svelarti.

Allora partiamo. Seguimi!

I driver che spingono a cambiare lavoro

cambiare lavoroUn salto di carriera, maggiore reddito, nuovi stimoli, più stabilità, più libertà, più tempo per sé, o semplicemente il capo che non sopporti più.

Sono queste alcune delle scuse più frequenti che ci diamo per giustificare un cambio di lavoro.

Si, hai letto bene. Sono scuse.

Perché la verità è più profonda, molto più profonda.

Mi spiego meglio.

L’idea che ti sei fatto di carriera, reddito, tempo o stabilità richiama in te determinate emozioni, che di conseguenza ti spingono ad agire.

Per esempio: potresti essere convinto che mettersi in proprio produca maggiore senso di libertà. La libertà per te potrebbe essere qualsiasi cosa: espressione di sé, evitamento di conflitti, indipendenza, e così via.

Di fatto, però, potresti un giorno trovarti nelle grane, a dover rincorrere clienti, fornitori, banche, dipendenti e la famiglia, che dovrà pur mangiare e godere della tua presenza.

Morale: hai guadagnato la libertà dalle scelte del tuo capo precedente, ma in compenso hai vinto la dipendenza dai desideri e i bisogni di molti più attori, che non potrai evitare sempre.

Ora. Se nel profondo per “libertà” intendi non avere vincoli da parte di altre persone che ostacolano la realizzazione di ciò che desideri, allora metterti in proprio non avrà risolto il tuo problema, perché numerosi vincoli ti saranno dati dai numerosi attori coinvolti nel tuo processo di business.

Se invece “libertà” per te è un desiderio di essere padrone del tuo destino, o di esprimere la tua forza e determinazione, o di dimostrare ciò che vali, allora anche risolvere le grane sarà per te un piacere ed una sfida motivante.

Ecco allora il livello che ci interessa: non basta fermarsi ad emozioni e convinzioni. È necessaria un’analisi di sé più profonda, che vada fino in fondo ai VALORI che ritieni importanti per la tua vita.

Ciò che muove la tua scelta di cambiare è l’idea che il nuovo contesto lavorativo aderisca meglio ai valori che ritieni importanti per te.

Inutile dirti che qualunque scelta di cambiare lavoro senza un’analisi adeguatamente profonda sui valori importanti per te sarà una scelta azzardata, rischiosa, che facilmente non porterà ai risultati sperati.

Solo a titolo esemplificativo, ecco alcuni dei valori fondamentali che spesso risuonano in noi quando entriamo nella sfera professionale:

  • Essere padroni del proprio destino
  • Sentirsi realizzati
  • Sentire di avere uno scopo
  • Vivere onestamente
  • Dimostrare coraggio
  • Esprimere la propria intelligenza
  • Vivere comodamente
  • Essere d’aiuto umano per gli altri
  • Percepire Meritocrazia
  • Avere sicurezza economica
  • Restare integri con sé stessi
  • Avere contatto con la natura
  • Avere impatto sul mondo e la vita degli altri
  • … elenca i tuoi nei commenti

Il concetto è questo: ascolta le tue emozioni, ma non fare che decidano per te.

Cerca piuttosto di capire quali valori si nascondono sotto le emozioni.

Quali valori sono importanti per te, cosa vuoi realmente che si realizzi, e quindi quali conferme oggettive hai che la strada che stai per intraprendere realizzi quei valori.

Prevedere se il nuovo lavoro sarà adatto a te

Ormai l’avrai capito, non è difficile: se conosci perfettamente i valori importanti per te puoi verificare in modo semplice che il nuovo lavoro li realizzi.

Ad esempio: sei impiegato amministrativo e provi in generico senso di frustrazione ed insoddisfazione per il tuo lavoro.

Approfondendo, comprendi di sentire la mancanza di un lavoro che abbia impatto sugli altri, che ti permetta di sentire di avere uno scopo e che ti consenta di dimostrare il tuo coraggio.

Di certo rivenderti ad una impresa concorrente per fare lo stesso mestiere non è la soluzione. Così come non è la soluzione passare dall’amministrazione al controllo di gestione.

Piuttosto puoi valutare di spingere per una crescita di gerarchia, che ti darebbe più impatto sugli altri, (forse) uno scopo più alto e l’opportunità di dimostrare coraggio.

Oppure puoi aprire il tuo blog personale, come abbiamo fatto Alessandro ed io.

In definitiva: verifica che il nuovo lavoro ti dia l’opportunità di esprimere i tuoi valori più profondi.

O, meglio, che questi valori siano condivisi con i futuri colleghi o responsabili, o che siano il fondamento stesso dell’impresa (caso tipico sono le ONLUS, che si basano su valori sociali profondamente condivisi tra i loro collaboratori).

Predisporre nuovi cambiamenti per cambiare lavoro

Cambiando lavoro cambi vita.

Avrai tempi diversi, colleghi diversi, priorità differenti e, soprattutto, vivrai in un contesto culturale completamente nuovo.

Tutto questo non deve spaventarti: l’essere umano ha una capacità incredibile di auto-adattamento a qualunque condizione di vita. Qualunque!

Non ci credi? Leggi questa.

Negli anni ’90 la NASA fece un esperimento incredibile, che cambiò per sempre l’idea che l’umanità aveva su abitudini e plasticità del cervello.

Il problema era la nausea che gli astronauti provavano in orbita, dovuta alla mancanza di una gravità che gli forniva riferimenti, definendo cosa è dritto e cosa storto, cosa è per terra e cosa è sul soffitto.

Quindi mesi prima di mandarli in orbita iniziarono ad abituarli a questo effetto applicandogli degli occhiali che ribaltavano di 180 gradi la vista. Ovvero: vedevano tutto al contrario.

La speranza era quella di produrgli nausea per abituarli a sopportarla. L’effetto, invece, è stato una grandiosa scoperta: dopo circa 30 giorni il cervello degli astronauti aveva ribaltato la loro vista di 180 gradi. Cioè l’aveva riportata dritta.

Questo fu solo il primo di migliaia di esperimenti che nei decenni hanno approfondito un tema fondamentale per chi si occupa di crescita personale: il cervello ha una incredibile plasticità, ovvero la capacità di adattamento a situazioni esterne diverse da quelle solite.

Questo vale a livello fisico così come a livello emotivo.

Bastano circa 30 giorni di ripetizione costante di una abitudine per non sentirne più il peso. Basta cambiare gli orari del sonno per 30 giorni, per non sentirne più il peso. Basta che per 30 giorni ti pensi capace di alzarsi dal divano per andare a fare sport, che nella tua testa l’immagine di te sedentario cambia, e così facendo puoi avviare un processo di cambiamento radicale.

L’unica possibilità che questo non avvenga? Se al tuo cervello dai continuamente l’impulso di non cambiare. O perché non lo desideri o perché hai paura di farlo.

Non ti adatterai mai veramente a vivere da criminale se un valore fondamentale per te è l’onestà. Non ti abituerai mai ad un capo opprimente se un tuo valore fondamentale è la libera espressione.

Ma puoi abituarti a tutto ciò che desideri.

Pertanto, il mio consiglio è: non avere paura delle nuove abitudini, di nessuna abitudine, purché sia in linea con i tuoi valori.

Abituarti ti costerà alcuni giorni di fatica, ma pian piano cambierai l’idea stessa che hai di te, e avvierai un processo di adattamento automatico alla nuova condizione vitale.

Perché puoi farlo, nei hai tutte le facoltà.

Se desideri, leggi l’esperimento della nasa e un interessantissimo articolo di Alessandro sulle 50 abitudini dei campioni.

Autoregolamentarti per una transizione più efficace

Ok, a questo punto è tutto semplice: se è chiaro che con un po’ di impegno puoi cambiare abitudini come e quando preferisci, allora è anche ovvio che puoi imparare a darti delle regole per migliorare te stesso e la transizione verso il nuovo lavoro.

Mi riferisco ad esempio all’acquisire le competenze che ti mancano per ricoprire il ruolo che desideri.

Online hai tutto il mondo della conoscenza a tua disposizione, puoi quindi decidere di svegliarti 30 minuti prima la mattina per studiare 30 minuti al giorno, o studiare un’ora la sera, o magari il pomeriggio della Domenica.

Facilmente in pochi mesi avrai già buone nozioni e, soprattutto, avrai avviato un processo di cambiamento di te stesso, per sentirti più sicuro e confidente in quell’ambito specifico.

Altro tipo di autoregolamentazione efficace è relativa all’alimentazione e al movimento fisico.

È empiricamente provabile che dopo 600 grammi di pasta, un secondo abbondante, il contorno, il dolce e il caffè hai solo bisogno di una brandina dove riprendere le tue facoltà cognitive.

Mangiare troppo rallenta il tuo cervello, perché ne diminuisce l’afflusso di sangue. Il tuo corpo richiede sangue nell’apparato gastrointestinale, diminuendone l’afflusso negli altri organi.

Inoltre l’eccesso di zuccheri e glicemia hanno un doppio effetto negativo:

Obbligano la produzione di insulina, che non solo è infiammatoria (e si infiamma anche il cervello), ma ti riporta alla fame in poche ore.

Sbilanciano la produzione degli ormoni, facendoti passare da uno stato di sicurezza, determinazione, confidenza in te stesso, ad uno di irritabilità, insicurezza, noia o ansia.

Anche il moto è di fondamentale importanza, proprio perché agisce sulle stesse leve: ormoni e metabolismo.

Muoversi produce Dopamina, Ossitocina, Serotonina ed altri ormoni del benessere, che ti donano sicurezza, serenità, motivazione.

Per riassumere: dato che hai imparato come puoi modificare le tue abitudini, inserisci tra i cambiamenti da apportare alla tua vita anche quelli che ti predisporranno ad essere più efficace nel prossimo lavoro.

Sai già che ci vorrà impegno e un po’ di giorni per “assorbire” l’abitudine, ma sai anche che ponendoti obiettivi importanti e restando costante, i benefici possono essere davvero incredibili.

Se ti manca forza di volontà, leggi questo interessante articolo di Alessandro.

Energia e pensieri quando cambi lavoro

Abbiamo visto come ormoni e metabolismo possano incidere in modo considerevole sul tuo stato di energia fisica ed anche sulle emozioni che provi.

Quando si cambia lavoro possono esserci momenti di sconforto, di incertezza o di paura.

È questo il momento in cui puoi utilizzare piccoli espedienti per cambiare la tua fisiologia, riproducendo gli ormoni del benessere (trovi dettagli cercando su Google “cambiare fisiologia per non sentirsi più imbranati”).

Alcuni esempi:

Fai 7-8 respiri profondi e rapidi. Non arrivare al punto in cui ti gira la testa, ma aumenta la ventilazione. È un semplicissimo metodo per aumentare l’ossigenazione del cervello, che di colpo ti farà provare più sicurezza, determinazione e riattiverà la creatività necessaria per trovare soluzioni.

Saltella sul posto per 3-4 minuti, con un tempo regolare. È un valido metodo per produrre Dopamina, che ti farà sentire subito più sicuro di te.

Sorridi, come fossi un bambino. Sorridi genuinamente. Lo so, potresti sentirti fuori luogo, ma provaci. Sorridere richiama le emozioni che provi quando sorridi spontaneamente: gioia, serenità, piacere.

Fai un po’ di movimento. Una corsetta al parco, o anche solo un po’ di flessioni e addominali. Fare sforzo fisico riattiva le tue facoltà celebrali in modo incredibile.

Esistono centinaia di soluzioni per modificare la tua fisiologia. Qui ne ho esposta solo qualcuna.

Ma il mio obiettivo è uno: sensibilizzarti all’idea che i tuoi pensieri e il tuo senso di energia dipendano anche dal tuo stato fisiologico. E lo stato fisiologico puoi modificarlo a tuo piacimento, semplicemente decidendo di farlo.

Cambiare lavoro: considerazioni finali

Tempo fa ho scritto un articolo sull’Autosabotaggio in cui dichiaravo che le forze che ci spingono ad agire sono molto spesso quelle meno consce, quelle che vivono nella profondità del nostro animo. Ecco perché oggi ti ho parlato di Valori e ti invito a non reagire in modo emotivo agli eventi.

Cambiare lavoro è una materia seria, non puoi farlo “all’arrembaggio” sulla scorta delle emozioni.

La paura che ti trattiene dal cambiare, così come l’insofferenza che ti spinge a farlo sono voci da ascoltare, sono segnali da leggere ed interpretare, che ti dicono che qualcosa va sistemato dentro te o in ciò che fai.

Ma non fare che le emozioni decidano al posto tuo.

La scelta sul cambio lavoro dev’essere il più possibile il frutto di analisi fredde e razionali dei VALORI che muovono il tuo agire.

Ed è proprio la coerenza tra i tuoi valori e l’ambiente professionale in cui lavorerai a dirti se è un posto adatto a te oppure no.

Inoltre, quando cambi lavoro, cambierai abitudini. Cambiare può essere faticoso, ma è assolutamente possibile se hai costanza per un tempo minimo necessario di almeno 30 giorni.

Cambiare abitudini, per predisporti al meglio alla tua nuova professione, sarà una leva molto potente per essere più efficace nel tuo nuovo lavoro.

Infine sai che metabolismo e soluzioni per modificare la tua fisiologia sono un’altra leva fondamentale per mantenerti vivo, energico, proattivo, sicuro di te in una fase così delicata come quella in cui stai per cambiare lavoro.

Spero che questi consigli ti siano stati utili.

Ringrazio Alessandro per l’ospitalità e se lo vorrai ti aspetto nei commenti per sapere come la pensi ed approfondire dettagli specifici.

A presto

Luca

Cambiare lavoro: affrontare al meglio la tua personale metamorfosi
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