Come creare una start-up di successo in sei mosse

Ricevo e pubblico un guest post di Giovanni Iula che ci spiega come creare una start up di successo in sei mosse. Buona lettura!!!

Ciao a tutti gli amici di Aprire Azienda, sono Giovanni di StartupStrategy e oggi vi voglio parlare di come creare una start up di successo.

Ognuno di noi ha interessi ed abilità differenti.

L’unico modo per trasformarli in un business (startup) è quello di provare e riprovare. Questo ti permetterà di comprendere cosa funziona e cosa no.

Quando imprenditori o aspiranti imprenditori si lamentano del fatto che non riescono ad ottenere il denaro necessario per mettere in piedi o dare uno slancio al loro business la domanda che gli pongo è la seguente:
“ Se aprissi questo cassetto e ti dessi dei soldi come li utilizzeresti ? “

La maggior parte di loro non è in grado di darmi una risposta esaustiva, alcuni addirittura rimangono a guardarmi con la bocca spalancata.

Sono davvero pochi gli imprenditori che possiedono un progetto e un piano di marketing professionale per creare una startup da zero.

Ho scritto questa guida per aiutarti a fare un po’ di chiarezza e fornirti gli strumenti pratici necessari per evitare errori banali ma ricorrenti che potrebbero ostacolarti nella creazione della tua startup

Leggi anche: come lavorare da casa

Cos’è una start up

come creare una start up di successoUna startup è una organizzazione temporanea in cerca di un modello di business scalabile, ripetibile, e che generi un profitto.

Come spesso capita nelle culture moderne, nella quale internet è la maggior fonte di informazione, le notizie in merito ad una determinata materia possono essere oggetto di mal interpretazione e confusione.

In modo particolare sono due i concetti errati sui quali voglio fare chiarezza.

1) Startup innovativa

2) Metodo lean startup

Nel primo caso si tratta di un problema di definizione, ovvero la maggior parte degli aspiranti imprenditori sono convinti che una startup, per essere definita tale necessita di possedere delle componenti innovative o comunque che il business in questione sia strettamente collegato ad un progetto tecnologico.

NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO.

Una startup innovativa è una sottocategoria delle startup, che possiede determinate caratteristiche che le consentono di farne parte.

Ritengo necessario fare chiarezza su questo aspetto, perché non si può parlare di marketing e modelli di business professionali se prima non si definisce il significato del termine startup.

Qualsiasi sia la natura del progetto che stai portando avanti stai certo che si tratta di una startup.

Il secondo punto mi sta particolarmente a cuore, poiché riguarda il metodo con il quale puoi costruire la tua azienda.

Negli articoli del blog Startup Strategy, nei post di Facebook e durante gli eventi dal vivo non faccio altro che ripetere di fare molta attenzione a prendere per buono le informazioni che trovi nel web.

Sono sicuro che ti è capitato come aspirante imprenditore di imbatterti in un articolo, un libro, un video su youtube o un corso di LEAN STARTUP.

Il metodo Lean startup è una metodologia coniata da Eric Ries negli Stati Uniti per lanciare nuovi prodotti e imprese innovative.

Questa strategia prevede che un imprenditore nel proporre un nuovo prodotto debba eseguire una serie di prove, verificando continuamente la reazione del pubblico di riferimento.

Il web è meraviglioso, ma non è selettivo, ovvero prende per buono tutto quello che si diffonde più o meno velocemente.

Il fatto che il metodo Lean sia nato nella Silicon Valley ha generato parecchio fascino negli aspiranti imprenditori italiani che però non hanno idea in che guaio si stanno cacciando.

Facciamo un pò di ordine.

Non c’è nessuna evidenza scientifica che dimostri che il metodo Lean sia più efficace di altri e cosa ancor più importante, che possa essere utilizzato per imprese non tecnologiche.

Lo stesso Eric Ries afferma che il metodo ideazione-verifica-modifica( Lean ) è stato preso in prestito da alcune multinazionali americane che operano nel campo delle tecnologie.

Inoltre ammette con estrema franchezza che può funzionare solo per le aziende tecnologiche in un ecosistema simile a quello della Silicon Valley.

Un metodo step by step non può e non deve essere la strategie portante di una startup.

Una nuova azienda ha bisogno di un sistema di marketing che preveda la costruzione di un modello di business professionale e strategie che permettano di implementare il business, scongiurando gli errori che conducono nove aziende su dieci al fallimento nei primi tre anni di attività.

Nessuna grande azienda è diventata un’ icona mondiale utilizzando il metodo Lean.

Nike, McDonalds, Redbull, Startbuks, hanno costruito la loro fortuna lavorando sul brand, utilizzando modelli di crescita razionali, emozionali e culturali.

Creare una start up in sei mosse

1)Assicurati che la tua idea di Startup sia valida

Questo è uno degli argomenti che mi appassionano di più, e al tempo stesso per il quale sento un’ enorme responsabilità nei confronti di chi come te molto probabilmente vuole diventare imprenditore.

Tutti gli esperti in materia di startup provengono dal mondo accademico e non fanno altro che applicare quello che hanno imparato nei corsi universitari e post universitari, insegnando agli startupper concetti astrusi e completamente scollegati dalle realtà di tutti i giorni.

Esistono solo 5 punti per verificare un’ idea di business, non 13 0 28 come dice qualcuno a cui piace sparare numeri a caso.

2) Un target disposto a comprare il tuo prodotto

Se non c’è qualcuno pronto a comprare il tuo prodotto la tua startup non ha ragione di esistere.

Non c’è mercato se vuoi attaccare una nicchia già occupata da qualcun altro
Se la tua idea è vendere hamburger a prezzo basso non c’è mercato, perché è una nicchia già ampiamente occupata da Mc Donalds e Burger King.

Non c’è mercato se hai intenzione di vendere un prodotto che tutti utilizzano, quindi che tutti comprerebbero.

Se la tua idea è vendere mattoni perché tanto tutti li utilizzano per realizzare costruzioni, ti do una cattiva notizia: “non sei di fronte ad un’opportunità”.

Da questo esempio puoi ricavare un’idea sempre valida:

Se quando hai un progetto la risposta alla domanda chi comprerà i miei prodotti, è TUTTI, sei in un bel guaio.

Se è per tutti non piacerà a nessuno e non riuscirai a spiegare ai clienti perché è diverso dagli altri competitor e perchè fa al caso loro.

3) Scegli un prodotto per un cliente

Una volta individuato il cliente mostragli un prodotto e presentaglielo come perfetto per le sue esigenze.

4) Uno spazio lasciato libero dalla concorrenza

Questo punto è strettamente collegato al primo.

Se individui un preciso target da servire con uno specifico prodotto, sarà facile trovare una debolezza nelle proposte della concorrenza e presentare la tua offerta in questa ottica.

Il tuo compito dovrà essere quello di riempire un gap tra il bisogno e le attuali offerte delle concorrenza.

5) Posiziona le tue idee sempre rispetto alla concorrenza

In prima battuta, quando progetti il tuo brand e successivamente quando presenti il prodotto, è importante comunicare i benefici razionali ed emozionali rispetto alla concorrenza.

Devi mostrare con i fatti quelli aspetti negativi della concorrenza che le persone non ritroveranno nei tuoi prodotti.

6) Fai un passo indietro se non puoi mantenere le promesse

Sono certo che non ti è mai capitato di trovarti a parlare di promesse e passi indietro relativamente al mondo del business, ma se ti fermi un momento a pensarci meglio ti succede tutti i giorni di avere a che fare con queste situazioni.

Pensa quando qualcuno di promette qualcosa e poi non mantiene il patto.

Quali sono i sentimenti che provi ? ti fiderai ancora di quella persona ? sarai disposto una prossima volta a fidarti delle sue parole ? parlerai bene di lui o lei alle altre persone ?

Nel business funziona allo stesso modo, ma nelle aule Universitarie sono troppo impegnati a parlare di Micro e Macro Economia e nei corsi di Lean Startup di innovazione e ricerche di mercato per poterne parlare.

Il marketing è una questione di percezioni e fiducia, perciò se sarai in grado con la tua startup di mantenere la promessa fatta ai tuoi clienti sui benefici che il tuo prodotto è capace di fargli ottenere e “ rimborsarli” con denaro o con qualsiasi altra forma di garanzia se non saranno soddisfatti allora hai dalla tua un altro elemento a favore della tua idea di startup.

Durante il corso Startup Strategy dedico una parte importante a questo aspetto, che ritengo fondamentale dal punto di vista strategico.

Potrai creare il nome della tua startup solo dopo aver studiato il corretto posizionamento del tuo brand.

Non seguire l’esempio delle grandi aziende, perché quello che poteva funzionare in passato non funzionerà necessariamente nel futuro.

Non devi utilizzare la creatività per scegliere il nome della tua startup, ma le leggi del marketing non accademico.

Il nome della tua azienda deve facilitare il ricordo nelle persone e comunicare immediatamente i benefici del tuo prodotto e cosa lo differenzia e lo rende speciale rispetto agli altri.

Scegliere un nome che contenga al suo interno la categoria di riferimento, come ha fatto il colosso dei fast food BURGER KING è strategicamente corretto e nella battaglia del marketing, può darti una marcia in più, soprattutto nel lungo periodo.

Lo so che stai pensando “Sì ok ma che significa ?”

Quando entri in un mercato già occupato da altre aziende, il modo più rapido per comunicare ai tuoi clienti cosa ti differenzia dalle atre attività è dirglielo direttamente attraverso il brand name (Nome della startup) o il pay off ( il pay off non è lo slogan che si utilizza nelle pubblicità ma una frase breve che arricchisce il significato del tuo brand e definisce i punti di differenziazione rispetto alla concorrenza.

Spero di esserti stato utile
Alla prossima!
Giovanni Iula
Startup Strategy. Strategia misurabile e finanziamenti per le startup

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