Come diventare coltivatore diretto e imprenditore agricolo

Chi è l’imprenditore agricolo? Come diventare imprenditore agricolo? Quanto guadagna un imprenditore agricolo? Come dar vita ad un’azienda agricola di successo? Tutte le risposte alle tue domande qui di seguito. Buona lettura!!!

Data la mia passione per la comunicazione e la natura, ho deciso di scrivere la guida “come diventare coltivatore diretto e imprenditore agricolo” per dare una risorsa in più ai miei lettori, delineando un quadro chiaro della normativa e delle leggi che regolamentano il settore agricolo.

Fra i tanti mercati presenti in Italia, ho deciso di approfondire sopratutto il settore agricolo perché è il patrimonio più importante da preservare del nostro paese.

Abbiamo una ricchezza ineguagliabile nel resto del mondo, una ricchezza millenaria da tutelare e proteggere.

Migliaia di giovani decidono ogni giorno di dedicare la propria vita alla natura, allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali legate all’agricoltura e all’allevamento.

Tra questi giovani che un giorno diventeranno imprenditori agricoli di successo potresti essere anche tu.

Se sei un utente attento del web, probabilmente avrai notato la quantità industriale di spazzatura presente in rete.

Articoli scritti improvvisando conoscenza e illudendo le persone che tutto è possibile.

Ho parlato molto bene di questo tema nel mio articolo aprire azienda agricola.

La figura dell’imprenditore agricolo

come diventare coltivatore diretto imprenditore agricoloSe vuoi diventare un imprenditore agricolo e avere successo, la prima regola da tenere in mente è che in questo settore non ci si improvvisa.

Sono certo che una persona guidata dalla passione può vincere ogni ostacolo, di questo ne sono certo, ma non sottovalutare la complessità del settore agricolo.

Solo un’attenta preparazione e un giusto mix tra conoscenza e creatività può trasformare la tua azienda in un business di successo.

Se veramente vuoi cambiare la tua vita, prima di farlo devi comunque informarti adeguatamente.

Un punto di partenza è senza dubbio il mio ebook Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo”.

Se hai intenzioni imprenditoriali, la lettura è assolutamente necessaria.

Il libro riporta in modo ordinato tutte le regole e le procedure per aprire un’azienda agricola e diventare un coltivatore diretto.

Prima di cimentarvi in qualsiasi iniziativa, dovete possedere una conoscenza base sulla burocrazia e le procedure per avviare la vostra attività.azienda agricola

Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo”.

Detto questo, prima di entrare nel dettaglio, voglio lanciare una critica costruttiva al governo italiano.

Qualsiasi sia il colore politico, mettete le politiche per lo sviluppo agricolo come priorità della vostra agenda.

L’Italia ha il potenziale per diventare leader mondiale in questo settore, lasciate lavorare i giovani imprenditori agricoli, semplificare le adempienze burocratiche è un obbligo morale.

Infatti, la legislazione italiana non è famosa per la sua linearità e chiarezza.

Leggi, commi e normative creano un labirinto burocratico difficile da digerire, persino per i più esperti.

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo per l’imprenditore agricolo del futuro: dare un argine alla disinformazione e alla confusione che circola sul web.

Differenza tra coltivatore diretto e imprenditore agricolo

La prima cosa da fare è capire bene la differenza tra coltivatore diretto e imprenditore agricolo.

Per chiarezza della lettura eliminerò ove possibile il numero e la data delle leggi di riferimento.

Purtroppo le leggi italiane sono scritte in burocratese e ne diventa snervante la lettura.

Noto la differenza soprattutto quando le relaziono con la legislazione anglosassone.

Il diritto civile inglese infatti non presenta continui riferimenti a commi e sotto commi, la legge viene presentata in maniera chiara e fluida, ma questo è un altro discorso.

La figura dell’imprenditore agricolo è oggi descritta nel decreto legislativo 228 del 2001

“E’ imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

Come puoi vedere, sotto la dicitura imprenditore agricolo sono presenti diverse sottocategorie di imprenditori.

Parlerò nel dettaglio di tutte le varie figure, descriverò alcune delle idee business di maggiore successo, vedremo insieme come creare un’azienda agricola redditizia.

Ad un’occhiata superficiale, il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo sembrerebbero la stessa figura professionale.

In verità, è importante stabilire che tipo di lavoratore autonomo siamo per fini fiscali e burocratici.

La figura professionale del coltivatore diretto è un lavoratore autonomo impegnato nella coltivazione diretta di un terreno agricolo.

Il fondo non necessariamente deve essere di proprietà, può essere affittato e la normativa comprende anche le attività di allevamento.

Per essere riconosciuti tali e per poter essere iscritti nell’apposita sezione dell’I.N.P.S., il coltivatore diretto deve impiegare un minimo di 104 giorni lavorativi all’attività e deve essere svolto con abitualità e prevalenza.

I lavori necessari devono inoltre esse svolti dal nucleo familiare per almeno un terzo.

Il coltivatore diretto è in pratica una sotto categoria dell’imprenditore agricolo utile solamente all’inquadramento INPS.

Leggi anche:Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo”.

Meglio imprenditore agricolo o coltivatore diretto?

Questa è la domanda che ogni giorno migliaia di giovani italiani si domandano.

La risposta è: dipende dai tuoi obiettivi.

Se la tua idea imprenditoriale legata all’agricoltura è limitata nella quantità e nel tempo, allora meglio diventare coltivatore diretto.

Questa figura infatti preclude la possibilità di accedere ai fondi di finanziamento regionali ed europei.

Per l’iscrizione negli elenchi dei coltivatori diretti è necessario presentare all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) un apposito modello denominato CD1 (dichiarazione aziendale relativa alla conduzione d’impresa diretto coltivatrice (art. 14 della Legge 233/90) entro 90 giorni dalla data d’inizio attività.

Registrarsi come imprenditore agricolo professionale IAP è possibile solo se il lavoratore autonomo dedica almeno il 50% del proprio tempo lavorativo e che ricavi dalle attività medesime almeno il 50% del suo reddito annuo.

Oltre a questi due requisiti, l’ imprenditore agricolo deve essere in possesso delle qualifiche professionali necessarie per portare avanti la sua attività agricola.

Ogni regione italiana ha emanato una sua legislazione interna (se le cose non sono facili a noi non ci piacciono).

In linea generale, sono riconosciute come competenze professionali necessarie tre anni di lavoro in un’azienda agricola, oppure il possesso di un titolo di studio come una laurea o un diploma superiore ad indirizzo agrario o assimilabile.

Il riconoscimento di status di imprenditore agricolo è utile ai fini della tassazione e delle agevolazioni regionali.

Negli anni passati, un vuoto legislativo impediva alle società agricole di assumere lo status di imprenditore agricolo.

Per ovviare a ciò, a seguito del decreto legislativo n.99 del 1999, lo stato italiano riconosce come imprenditore agricolo professionale anche alle società agricole.

Questa semplificazione ha dato la possibilità alle aziende agricole di espandersi sul mercato.

Come diventare imprenditore agricolo

Non nego la difficoltà a reperire informazioni chiare e dettagliate sul tema.

Purtroppo lo stato italiano non facilita la vita dell’imprenditore. Tuttavia, grazie alla consultazione di esperti del settore, posso continuare con la semplificazione dell’iter burocratico necessario.

L’imprenditore agricolo è obbligato all’iscrizione al registro delle imprese.

L’iscrizione va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

Fino a pochi anni fa, l’imprenditore era costretto ad un balzello fra i vari uffici governativi, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate. Ora, dopo il decreto del 2007, grazie alla ComUnica è possibile regolarizzare la propria attività tramite un solo sportello.

La modulistica predisposta è divisa in due tipi, a seconda se a presentare l’istanza è una persona fisica o una società. I modelli possono essere scaricati dal sito dell’ Agenzia delle Entrate.

Da ricordare che ogni attività agricola ha un codice identificativo ATECO.

L’imprenditore commerciale è obbligato all’uso dei libri contabili.

Gli imprenditori agricoli singoli e le società agricole semplici non hanno l’obbligo di tenere le scritture contabili (art. 2214). Per quanto riguarda gli obblighi fiscali dell’imprenditore agricolo, scriverò un articolo al riguardo.

Le possibilità di finanziamento

Prima di continuare ti chiedo una cortesia.

Dato il mio impegno a reperire informazioni, sarei molto grato se ricevessi da te un piccolo segnale di riconoscimento.

Basta un commento, un like alla pagina Facebook e una condivisione dell’articolo.

Magari un commento sui forum di settore.

Grazie!!!

Continuando, uno dei maggiori ostacoli del giovane imprenditore agricolo è l’accesso ai capitali. Molti si scoraggiano prima di partire per via delle lungaggine burocratiche.

Questo in parte è vero, ma c’è da dire che con un po’ di pazienza e frequentazione dei vari uffici amministrativi, si riesce a risolvere il problema.

Ben differente l’accesso ai finanziamenti.

Se non si ha una buona base di partenza, come un terreno o un casale di proprietà, le banche difficilmente finanzieranno la tua attività.

La redazione di un business plan è inoltre necessario per dimostrare le proprie intenzioni.

Come detto in precedenza, i finanziamenti al reparto agricolo sono rilasciati prevalentemente dalle regioni o direttamente dall’Unione Europea.

Diventa d’obbligo pertanto il contatto con i diversi enti per conoscere il bando e i requisiti per partecipare.

Per quanto riguarda i fondi europei, trovi tutto nel mio ebook  Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo”.

E’ essenziale rivolgersi agli uffici regionali e provinciali per conoscere le ultime novità al riguardo. Data la complessità della richiesta, può ritenersi necessario l’utilizzo di una figura professionale apposita per la richiesta di fondi.

Generalmente il professionista viene pagato solo dopo il rilascio dei fondi.

Idee business legate all’agricoltura e allevamento

Questa è la parte che preferisco, non lo nego, Leggi, commi e normative non sono il mio forte, faccio una grande fatica.

Però questo paragrafo è diverso.

Le idee business innovative sono la mia passione, sono il motore intero del blog che stai leggendo.

Le storie creative e coraggiose di giovani imprenditori italiani mi affascinano e mi coinvolgono in prima persona. Ho visto e ascoltato storie imprenditoriali a dir poco fantastiche.

Si prende un bisogno e si applica, non esistono particolari segreti.

Ascolta le persone e come per magia avrai la tua idea business innovativa.

I settori trainanti ora sono legati soprattutto al benessere e alla salute.

Per questi motivi oggi, i settori del biologico e del Km zero sono in forte espansione.

Solo con la difesa della natura possiamo evolvere come specie.

La clientela è sempre più attenta a cosa mangia, il caso delle mozzarelle blu è solo un esempio.

Se frequentate i mercati locali vedrete come il pubblico è sempre più ricettivo a queste iniziative.

Se leghiamo il settore agricolo con il marketing, con lo sviluppo di un brand e di una forte collaborazione tra imprenditori, il settore biologico non può che crescere.

I reparti tradizionali dell’agricoltura sono in crisi.

Il settore delle colture estensive, gli allevamenti intensivi ecc…

Solo un approccio diretto alla clientela, con l’organizzazione di eventi innovativi può decretare il successo della tua azienda.

Evitiamo gli intermediari, le grandi industrie, costruiamoci la nostra piccola nicchia sul territorio, ma con uno sguardo all’estero.

Ho mille idee da suggerirti, veramente tante derivanti da una passione molto lunga e con il contatto diretto con gli attori coinvolti.

Non me ne vorrai se queste idee le riservo solamente a chi ha deciso di leggere Azienda Agricola 2.0.

Devi capire che la vita del blogger in Italia è dura, i lettori vengono, si prendono l’informazione e poi via, neanche un grazie.

 Tuttavia, puoi leggere anche i seguenti articoli:

Come diventare coltivatore diretto e imprenditore agricolo: conclusioni

Spero che la mia passione verso il settore agricolo ti sia d’aiuto ad affrontare il tuo sogno imprenditoriale.

Io se posso aiuto gratuitamente tutti, non farti problemi a contattarmi per chiedere un consiglio.

Le strategie di marketing imparate all’estero, soprattutto in UK, sono facilmente applicabili anche da noi.

Serve tenacia, determinazione e passione senza farsi frenare dalle paure e dalle ansie.

Questo non significa che devi investire tempo e fatica nella formazione professionale, imprenditori agricoli non ci improvvisa.

Qualsiasi sia la tua idea, ricorda  che i tuoi clienti e il passaparola è tutto quello a cui devi stare attento.

Gentilezza, passione e disponibilità devono essere i tuoi comandamenti se vuoi diventare un imprenditore di successo.

Se apprezzi l’impegno di reperire informazioni che quotidianamente faccio, le sole richieste (gratuite) che ti chiedo è quello di rimanere in contatto con il blog Aprire Azienda tramite la pagina Facebook,  condividere l’articolo con i tuoi amici e votare l’articolo con il tasto +1 di Google plus.

Se hai bisogno di chiarimenti o consigli, non esitare a contattarmi.

 Leggi: Azienda agricola 2.0: ideare e creare un business agricolo di successo”.

Come diventare coltivatore diretto e imprenditore agricolo
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