Come diventare web designer inventandosi una professione online

Ciao a tutti lettori di Aprire Azienda!

Io sono Rachele e con questo articolo voglio aiutarvi a capire cosa significa diventare web designer e darvi qualche consiglio se avete deciso di intraprendere questa strada.

Solitamente la scelta di diventare web designer freelance viene fatta per due motivi principali, il primo perché non si è soddisfatti della situazione attuale in cui ci si trova, del posto di lavoro che si occupa, oppure perché è l’unica strada da percorrere e non si hanno alternative.

Il primo caso in particolare è più “traumatico”, perché magari si sta lasciando un posto (più o meno sicuro), e ci si sta inoltrando in un terreno nuovo e mai percorso prima.

Perciò, prima di cominciare, occorre porsi una domanda molto seria: perché volete diventare freelance?

Se il vostro desiderio parte dalla voglia di mettervi alla prova e seguire la vostra passione allora state partendo con il piede giusto, se invece pensate di scegliere questa vita per non avere orari o capi o tanto meno per arricchirvi, allora siete decisamente nella direzione sbagliata!

Bene, quando vi siete chiariti le idee per bene, è il momento di iniziare.

Diventare web designer: il talento e lo studio

come diventare Web designer

Web designer

Occorre essere molto onesti, se si vuole intraprendere una carriera da grafico freelance bisogna sapere quello che si sta facendo.

Non si può improvvisarsi tali, occorre maturare conoscenze adeguate per affrontare qualsiasi difficoltà si possa incontrare di fronte alle richieste dei clienti.

Altrimenti è un po’ come prenderli in giro! Per questo, uno studio costante e tanta pratica sono fondamentali.

È importante, ovviamente, conoscere il software fondamentale per svolgere il nostro lavoro, Photoshop o anche Corel Draw.

Ma anche la conoscenza di Illustrator è indispensabile, per non parlare di Indesign, nel caso serva impaginare dei cataloghi o delle brochure.

Se poi si dovesse avere anche qualche infarinatura di Premiere Pro e qualche nozione di programmazione per aiutare il lavoro dei programmatori sarebbe ancora meglio.

Insomma capite che di migliorarsi non si finisce mai.

Il mercato è ricchissimo di professionisti dalle grandi capacità, se si vuole trovare il proprio spazio occorre impegnarsi molto.

Un modo efficace è quello di individuare una specialità in cui si eccelle e investire su quella, in modo da offrire sul mercato una capacità e creatività unica nel suo genere.

Un esempio è il talentuoso fotografo francese Cal Redback che crea effetti fotografici surreali e, in particolare, è diventato noto per i lavori in cui fonde piante e persone.

Forse quello che ho appena scritto potrebbe sembrare una banalità ma ricordate sempre che la concorrenza a volte è davvero spietata.

Per essere considerati, dobbiamo essere capaci, se non sappiamo di dimostrare quello che sappiamo fare non andremo da nessuna parte.

Noi siamo il nostro brand

Il titoletto di questo paragrafo è esplicativo, un freelance è imprenditore di se stesso.

Vendiamo i nostri servizi e la promozione, oltre che sul web, la si fa di persona, durante eventi e incontri con clienti.

La creazione di un proprio brand è utile per farsi riconoscere e ricordare e per trasmettere efficacemente la nostra mission.

Il marchio o brand contiene tutto un insieme di valori che mira a raggiungere la fiducia da parte del cliente.

Parte di questo processo comprende la scelta di un logo, esso è indispensabile per una piena riconoscibilità sul mercato.

Con il nostro marchio e il nostro logo vogliamo comunicare qualcosa di noi, ma teniamo sempre presente che un logo che funziona è sobrio, leggibile e soprattutto riconoscibile.

Occorre quindi investire del tempo per ragionare sulla propria identità e su come meglio comunicarla ai clienti.

Due consigli fondamentali: per prima cosa nella scelta del nome e tanto meno nel design del logo non seguite mai le mode del momento, questi due elementi devono rimanere quanto più immutati possibile nel tempo perché vi rappresentano, e consolidano la vostra immagine.

Secondo punto, la scelta dei colori è fondamentale. Tenete sempre presente che ogni colore ha il suo significato e che, per amor di chiarezza è meglio non abbondare.

Il portfolio

Per farsi conoscere, oltre al logo, è indispensabile avere un portfolio, ovvero una raccolta dei propri lavori, organizzati in modo da mostrare chiaramente le competenze maturate nel tempo.

Una scelta importante da compiere è decidere se creare un portfolio cartaceo o digitale, una preferenza assolutamente personale durante la quale è bene tenere presente alcuni punti: il portfolio cartaceo è sicuramente elegante, ma ha le sue limitazioni.

La più importante è che non può essere aggiornato costantemente, a meno che si abbia voglia di ristamparlo ogni volta con le conseguenti spese.

Un altro problema è la quantità d’informazioni che si possono inserire in un portfolio cartaceo, di certo non può diventare un libro!

Non ultimo, la capacità di diffusione che ha un portfolio online è decisamente maggiore rispetto a quello cartaceo: è infatti possibile condividere i propri lavori tramite i social network per farsi conoscere e per avere ancora più risonanza.

L’ideale poi è possedere un proprio sito con una sezione dedicata alla galleria dei propri lavori.

La scelta dei progetti e delle immagini da allegare è la parte più complessa nella costruzione del portfolio, inserire senza criterio tutto quello che si è fatto non porta ad alcun che.

Occorre scegliere i progetti che mostrano la vostra evoluzione e che esemplificano al meglio le vostre capacità.

Purtroppo non è si è mai i migliori giudici dei propri lavori, c’è sempre la tentazione di selezionare solo quelli preferiti oppure, a volte, si tende a considerare più la fatica e il tempo speso piuttosto che l’effettiva qualità.

Una buon consiglio è di chiedere il parere di un amico di cui vi fidate che vi aiuti così ad arrivare alla selezione ideale, che mostri effettivamente quello che sapete fare.

L’ordine in cui disporre i lavori è a discrezione, si può semplicemente mantenere un ordine cronologico oppure scegliere di raccontare una storia, come l’evoluzione delle proprie capacità, oppure ancora seguire uno stato d’animo; l’importante è che la grafica di presentazione e lo stile adottato siano puliti e semplici, in modo da non distogliere l’attenzione dai lavori.

Anche se, come ho detto, l’ideale è avere un proprio sito web, online si possono trovare parecchi aiuti che hanno ognuno i loro lati positivi.

Possono essere un punto di partenza per chi si approccia a questo mondo per la prima volta.

Behance è sicuramente l’alternativa migliore perché si tratta di un network che riunisce creativi, designer ed artisti e permette di postare i propri lavori e scoprire quelli degli altri.

È praticamente un social network vero e proprio, potete visitare le pagine degli altri iscritti, mettere like e commentare i progetti che più vi hanno colpito e seguire i professionisti che più vi sono piaciuti.

Carbonmade, Brandme e PortfolioBox sono anch’essi delle buone opzioni, tutti e tre danno la possibilità di creare un proprio portfolio personalizzabile quasi completamente.

Social media e presenza in rete

Ho già accennato all’importanza di avere un proprio sito web. Su di esso è possibile pubblicare il proprio portfolio, ma anche condividere le proprie esperienze su un blog, ad esempio.

La presenza online è infatti una parte fondamentale del lavoro di un freelance.

Dopotutto un sito web che parla di noi e della nostra attività è sicuramente una spesa annuale molto limitata, oltretutto ci possiamo affiancare un sapiente uso dei social network per diffondere in maniera virale le nostre abilità e la nostra professionalità.

Si tratta di promuovere un’immagine positiva di sé tanto da fare in modo che siano gli altri a parlare di noi, attraverso condivisioni e commenti.

Se i contenuti che pubblicate sono di qualità, interessanti e di valore, le persone parleranno di voi e più i contenuti verranno diffusi maggiori saranno le probabilità che il pubblico interessato visiti il vostro sito e vi contatti per un lavoro.

Il problema dei social network è però la popolarità e la diffusione del mezzo: proprio perché è utilizzato da tutti, emergere dalla schiera di concorrenti è sempre più difficile.

Occorre guardarsi intorno, studiare un po’ i concorrenti e quindi adeguare la comunicazione.

Clienti e preventivi

Stabilire il proprio compenso è difficile ma non impossibile, altrimenti non ci sarebbero tanti liberi professionisti sulla piazza, no?

Quando si è alle prime armi, un buon modo per iniziare è osservare i propri competitors e calibrare i propri compensi di conseguenza.

Ovviamente però questa non è l’unica variabile di cui tenere conto!

Occorre sempre valutare che tipo di lavoro si sta svolgendo, quanto tempo porta via e in quale zona geografica ci troviamo: non possiamo fare gli stessi prezzi di Milano o Roma in un paese di 20 persone!

Fare queste valutazioni è il modo migliore per dare il giusto valore alle nostre competenze e rimanere sul mercato.

Il compenso può essere orario o per progetto ma, qualsiasi cosa si scelga, è importante chiarirlo fin da subito col cliente.

La chiarezza in termini di pagamenti con il cliente è fondamentale, per questo è utile anche stilare un preventivo dove si specifica (in termini comprensibili!) ciò che gli proponiamo, quanto costiamo e se desideriamo ricevere una percentuale sul totale all’inizio e/o a metà del lavoro.

Il tempo è un altra variabile da tenere in considerazione.

Quanto?

Per quanto tempo?

È opportuno specificare sempre al cliente l’inizio e la fine del progetto.

Qualche consiglio per diventare web designer

Tenete sempre a mente che non siete soli. La vita del freelance è sicuramente un’avventura ma non per questo bisogna affrontarla in solitudine!

Potete fare squadra con altri creativi e crearvi così una solida rete di contatti che vi possa dare una mano.

Ancora, se i dubbi sulla parte finanziaria della vita freelance si rivelano per voi troppo articolati, appoggiatevi ad un professionista: cercate il commercialista che fa per voi e non esitate a chiedergli consiglio.

Un altro consiglio che posso lasciarvi è di credere nelle vostre capacità.

Anche quando attraversate un periodo difficile, tenete duro e credete in ciò che vi piace e che sapete fare.

I periodi bui ci sono per tutti, bisogna avere la tenacia e la costanza per uscirne.

So che può sembrare banale, ma è ciò che avrei voluto sentirmi dire quando in quei periodi ci sono finita io: non sei da sola, ce la puoi fare!

Grazie a tutti per l’attenzione e buona fortuna con la vostra avventura freelance.

Rachele Ravanini è Content Producer e Graphic Designer di Stampaprint S.r.l., azienda leader in Italia nel settore della stampa online.

Ha studiato Economia dell’Arte e Storia dell’Arte orientale, ha collaborato con La Biennale di Venezia e diverse gallerie d’arte.

Come grafica e designer freelance ha avuto collaborazioni con importanti aziende e associazioni.

È una grande lettrice e nutre una grande passione per il cinema, l’arte e la fotografia.

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