Come investire nel settore della cannabis light – Aprire Azienda

Sei alla ricerca di utili consigli su come investire i tuoi risparmi o su come sfruttare a tuo beneficio un’interessante opportunità di business molto in voga?

Scopri come investire nel settore della cannabis light e inizia a stendere il tuo business plan per aprire un negozio “green” dove poter comprare i prodotti derivati dalla canapa legale.

Forse, ad oggi, non eri ancora a conoscenza del fatto che la cannabis light può essere considerata un vero e proprio asset da valutare attentamente per investire con profitto.

Adesso che sei a conoscenza del fatto che la canapa industriale o la marijuana legale può essere una valida attività finanziaria su cui poter investire, continua a leggere la seguente guida.

Ecco i punti chiave su cui concentreremo la trattazione del topic.

  • Cos’è la cannabis light
  • Chi può vendere la canapa legale
  • Come iniziare un’attività legata alla cannabis light
  • Franchising o no?
  • Conclusioni

Cos’è la cannabis light?

investire nella cannabis lightLa cannabis light o canapa industriale o marijuana legale è una pianta, la cui coltivazione e vendita è autorizzata dalla Legge n.242 del 2016.

Infatti, la cannabis light è considerata legale quando le concentrazioni di THC sono comprese tra lo 0,2% e lo 0,6%, e non deve essere confusa con la cannabis ad uso terapeutico.

In molte città sono spuntati i primissimi cannabis store o grow shop che commercializzano la cannabis light che può essere fumata, ingerita o anche inalata con un vaporizzatore.

È assolutamente tutto legale! Non c’è nulla da temere!

Per essere coltivata e commercializzata la normativa italiana impone limiti restrittivi: i fiori devono contenere una bassa percentuale di tetraidrocannabinolo (THC), ovvero il principio attivo che crea gli effetti psicotropi.

Tuttavia, non possiamo negare il fatto che la marijuana light consente di beneficiare dei seguenti effetti: rilassamento e induzione del sonno grazie all’elevato tasso di CBD o cannabidiolo.

La canapa grezza o la cannabis light viene utilizzata anche per ottenere fibre tessili, farine, materiale bioplastico, olii etc. All’interno degli store è possibile acquistare anche prodotti alimentari come la pasta di farina di canapa, bevande come la birra e prodotti per il corpo.

Per Coldiretti “in Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a cannabis sativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4.000 stimati per il 2018 nelle campagne”.

Il boom della cannabis light è legato alla nuova legge e anche alle infiorescenze. Come sottolineato dal Crea, l’organo che controlla il THC delle coltivazioni, l’attenzione al bio e alla sostenibilità darà una mano ad allargare il business della cannabis light, (sempre che il Governo lo permetta!).

Chi può vendere la canapa legale

Figli della legge 242 del tardo 2016, i grow shop sono l’attività commerciale dove si può vendere la cannabis light, e negli ultimi anni stanno “pullulando” sempre di più in tutte le città italiane, da Nord a Sud della nostra penisola.

Dato che, come abbiamo già avuto modo di mettere in evidenza nel paragrafo precedente, la normativa italiana vieta la vendita della cannabis con THC superiore allo 0,6%, è del tutto legale commercializzare prodotti derivati dalla canapa grezza con un THC inferiore alla suddetta soglia limite.

E, mentre in Canada fumare uno spinello creativo è considerato assolutamente legale, nell’attesa che anche il Belpaese prenda in considerazione l’idea di procedere alla legalizzazione della cannabis light anche per soglie di THC superiori alla soglia stabilita dalla normativa, i grow shop sono le uniche attività commerciali dove poter acquistare legalmente la canapa legale e suoi derivati.

Pertanto, chi volesse acquistare la cannabis light e tutti i prodotti derivati – tra cui accessori, prodotti beauty, food, prodotti alimentari, infiorescenze, piante, tisane alla canapa, bevande, snack, liquidi per sigarette elettroniche etc. etc. – dovrà recarsi in un punto vendita specializzato.

Come iniziare un’attività legata alla cannabis light

Aprire un grow shop, ovvero un’attività legata alla cannabis light, rappresenta una vera opportunità di business, una buona forma di investimento e una valida opportunità professionale e carrieristica per l’imprenditore che decide di realizzare questo progetto imprenditoriale.

Tuttavia, dobbiamo sottolineare che aprire un grow shop non è assolutamente un’impresa facile: come ogni altra attività economica c’è necessità di risorse, tempo, impegno ed una buona dose di pazienza affinchè i frutti sperati possano essere “raccolti”.

Passione, spirito imprenditoriale e creatività sono i fattori chiave vincenti per iniziare ad intraprendere un’attività legata alla cannabis light.

Ma, in più, rispetto ad ogni altra attività economica (bar, negozio di abbigliamento, enoteca, etc.), aprire un grow shop rappresenta un atto “sociale” di adesione al consumo della cannabis legale.

In buona sostanza, è come essere degli “antiproibizionisti”.

Quindi, è necessario avere una buona dose di coraggio.

Prima di iniziare a prendere in considerazione la possibilità di avviare un’attività di questo genere, devi sapere che i grow shop sono costantemente sotto la lente d’ingrandimento delle Forze dell’Ordine, le quali monitorano che il commercio di cannabis light non cada nell’illegalità.

Infatti, devi sapere che le conseguenze derivanti da un’eventuale violazione delle normative di riferimento sono molto severe per l’imprenditore: chi vende cannabis con principi di THC superiore alla legge viene punito penalmente.

Pertanto, è fondamentale non aggirare mai l’ostacolo per “mascherare” l’esercizio di attività illegali, prima o poi si rischia si essere scoperti e puniti per il reato commesso.

Se sei disposto a crearti una nuova opportunità di guadagno, devi necessariamente adempiere alla normativa per aprire un grow shop.

Le procedure da esperire per aprire un’attività legata alla cannabis light, fatta salva la necessità di conoscere nei minimi dettagli la normativa di riferimento, non sono dissimili da quelle di ogni altra attività di business.

Quindi, il primo fattore da valutare è la scelta della localizzazione geografica ovvero la sede dello store (centro città o all’interno di centro commerciale?).

La metratura e lo spazio a disposizione per esporre la propria gamma di prodotti non deve essere inferiore ai 50 m2.

Inoltre, è fondamentale rispettare la normativa su igiene, urbanistica e sicurezza, agibilità e impiantistica per ottenere l’autorizzazione per l’iniziare l’attività in regola.

Come ogni altra attività imprenditoriale, affidati ad un buon Commercialista di fiducia che ti fornisca la massima assistenza nell’apertura della Partita IVA, nella scelta della forma giuridica (società di personale o di capitali), nella trasmissione della ComUnica e del Codice ATECO.

A proposito della scelta del Codice ATECO da comunicare per aprire un’attività di vendita di canapa legale e prodotti derivati, si deve utilizzare il seguente: 47.19.90 (EMPORI ED ALTRI NEGOZI NON SPECIALIZZATI DI VARI PRODOTTI NON ALIMENTARI).

Si tratta del Codice ATECO più adatto nel caso in cui si opti per la vendita di differenti prodotti, senza prevalenza di prodotti alimentari o di bevande, quali: canapa sativa, accessori, abbigliamento, alimentari aromatizzati, gadget, cosmesi, oggettistica etc. etc.

Inoltre, si deve procedere con l’iscrizione al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL e scegliere il regime fiscale più conveniente: si può optare per la Partita IVA Ordinaria o per quella Forfettaria.

La Partita IVA Forfettaria è sicuramente più conveniente di quella Ordinaria, ma è necessario rispettare i requisiti e limiti sanciti dalla normativa vigente.

Pertanto, puoi optare per la Partita Forfettaria se la tua attività di vendita di cannabis light e prodotti derivati rispetta i seguenti requisiti:

  • ricavi non superiori ai limiti indicati nell’allegato 4 annesso alla legge, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata;
  • sostenere spese per acquisto di beni ammortizzabili (cespiti), al lordo degli ammortamenti, non superiori a 20.000,00 euro;
  • sostenere spese per lavoro accessorio (art. 70 D. lgs. 276/2003), dipendente (artt. 50 e ss. TUIR), a progetto (artt. 61 e ss. D. lgs. 276/2003), svolto sotto forma di associazione in partecipazione (art. 53, comma 2, lettera c TUIR) non superiori ad euro 5.000,00 lordi;
  • conseguire redditi non eccedenti l’importo di 30.000,00 euro lordi.

Franchising o no?

Giunti a questo punto della guida, ti sei convinto definitivamente che aprire un grow shop è quello che fa al caso tuo, ma adesso sei indeciso se optare per l’accordo di affiliazione commerciale o franchising.

Il franchising offre la possibilità di commercializzare un’ampia varietà di prodotti a base di canapa legale: alimentari confezionati, birre, thè, bevande, dolci, caffè aromatizzati, ma anche accessori, gadget, capi di abbigliamento e oggettistica legati ai derivati della cannabis light.

Come per ogni altra attività in franchising, non possiamo negare il fatto che questa formula commerciale convenga nel caso in cui il potenziale imprenditore voglia beneficiare di un programma di formazione fornito dallo stesso franchisor.

In questo modo, hai la possibilità di accrescere la conoscenza sui prodotti a base di canapa legale e ricevere la formazione sulla normativa italiana.

Il franchising è conveniente, soprattutto, per chi è alle prime armi: il franchisor, prima di aprire il negozio di prodotti a base di cannabis light, aiuterà l’affiliato o il franchisee a progettare anche economicamente l’attività.

Potrai redigere il tuo business plan e svolgere un’analisi dettagliata dei costi/ricavi, grazie al supporto del franchisor.

Inoltre, il franchisor ti consiglierà i migliori canali promozionali e pubblicitari online e offline; ti potrà seguire nell’allestimento del negozio e potrai beneficiare della buona reputazione commerciale e della visibilità del brand.

Insomma, non c’è che dire che ci sia tutta la convenienza ad aprire un negozio di cannabis light in franchising.

Ci sono interessanti formule come quella del Cannabis Light District, società di cui faccio parte e pertanto garantisco in primissima persona l’affidabilità e la serietà del nostro operato.

Abbiamo formule a costo ridotto fino a giungere a quella negozio chiavi in mano.

Conclusioni

Giunti al termine di questa guida, avrai sicuramente appreso i principi fondamentali che ruotano intorno alla normativa riguardante la vendita di cannabis light e dei prodotti derivati.

Inoltre, avrai compreso che aprire un growshop non è una semplice impresa e, come ogni altra attività economica, devi espletare tutti gli step previsti dall’iter burocratico che prevede l’apertura di una Partita IVA, la comunicazione del Codice ATECO, l’iscrizione al Registro delle Imprese, all’INPS e all’INAIL, etc. etc.

Puoi valutare la possibilità di sottoscrivere un contratto di affiliazione commerciale che può essere una soluzione conveniente ed interessante, soprattutto per chi è alle prime armi.

L’investimento iniziale in formazione ripaga nel medio-lungo termine, a tutto vantaggio della tua attività di vendita di canapa legale!

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