Dove aprire un’azienda in Europa: la guida

Se hai in mente di aprire un’azienda l’Italia non è di certo il Paese migliore per farlo: troppi costi e troppa burocrazia!

Nel mondo ci sono ben 206 paesi di cui 196 riconosciuti sovrani; tuttavia, elencare i Paesi migliori dove poter aprire un’attività imprenditoriale non è semplice.

Nell’iter di valutazione si deve prendere in considerazione diversi parametri e fattori (di natura oggettiva e soggettiva).

Uno dei principali errori che gli Start upper compiono è quello di “fossilizzarsi” troppo sul regime fiscale e sul sistema impositivo di un paese.

È vero che non si deve mai trascurare la valutazione della pressione fiscale in un Sistema-Paese, ma è necessario prendere in considerazione anche altri fattori considerati importanti, a seconda del settore in cui si opera (la localizzazione fisica, la cultura di un Paese, le abitudini, i concorrenti, i potenziali fornitori o clienti, etc. etc.).

Insomma, avviare un’impresa in Europa comporta una valutazione davvero olistica ed oculata di tante variabili davvero determinanti. Vediamo in questa guida quali sono i principali Paesi dell’Europa dove è possibile aprire un’azienda.

Aprire un’azienda in Portogallo

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Valuta la possibilità di aprire la tua azienda in Portogallo.

Sebbene l’economia portoghese abbia avuto difficoltà congiunturali a tenere il passo con il resto dell’Unione europea, oggi è in grado di attrarre costantemente capitali degli investitori internazionali: il Portogallo è un paese con una forte vocazione commerciale, un crocevia di scambi e di traffici, con un’economia aperta e liberale.

Se il tuo obiettivo è costituire un’impresa in Portogallo puoi valutare i generosi incentivi fiscali promossi dalla politica economica del Governo.

Gli incentivi portoghesi, sostenuti da fondi comunitari, attraggono costantemente gli imprenditori esteri che decidono di aprire un’attività che ha un impatto positivo sul turismo, sull’ambiente e su tutto il terziario.

Aprire un’azienda in Portogallo è molto meno complicato rispetto a qualche decennio fa: le società straniere sono libere di investire come meglio credono e non sono previsti fattori “ostativi” al capitale straniero.

Quali principali tipologie di società puoi valutare per aprire un’azienda in Portogallo?

Esistono due forme principali:

  • Società per azioni (SA): è la principale veste giuridica che si deve considerare se si vuole aprire una grande impresa, il numero minimo di azionisti è cinque, il capitale sociale minimo é di € 50.000,
  • Società a responsabilità limitata (LDA): è la principale veste giuridica per le piccole-medie imprese, il capitale sociale minimo richiesto è di € 5.000, le responsabilità sono limitate all’importo investito e il numero minimo di amministratori è di due.

Aprire un’azienda nei Paesi Bassi

I Paesi Bassi sono uno dei principali Stati a livello europeo che attrae costantemente capitale straniero.

L’economia olandese è affermata ed è una delle più aperte a livello planetario, grazie alla sua politica commerciale florida e vivace.

Anche il regime fiscale liberale, che include esenzioni partecipative, è uno dei principali fattori strategici che vengono ben valutati dagli investitori: si pensi che i dividendi ricevuti e le plusvalenze realizzate sono esentate dalle entrate fiscali olandesi.

Tra le forme societarie previste dalla legislazione olandese si annoverano le seguenti:

  • Società per Azioni (NV): il capitale minimo richiesto è di € 45.000, il 20% del capitale deve essere collocato e non ci sono limitazioni alla nazionalità dei soci.
  • Società a Responsabilità Limitata (BV) è la forma societaria più comune in Olanda, il capitale minimo è di un euro e la responsabilità dei soci è limitata all’apporto del capitale conferito in azienda. In buona sostanza, non si risponde alle obbligazioni societarie con il patrimonio personale.

Per gli Start Upper è possibile beneficiare di interessanti incentivi agli investitori esteri che intendono costituire una società nei Paesi Bassi.

Anche dal punto di vista finanziario, non si può di certo negare che l’Olanda sia uno dei principali centri finanziari con un sistema bancario solido e con molte agenzie specializzate che forniscono finanziamenti agli imprenditori.

Le banche più importanti in Olanda sono ING, Rabobank, Fortis e Postbank. Quest’ultima è stata recentemente privatizzata e vanta l’applicazione di commissioni bancarie meno care rispetto alle concorrenti, anche se il servizio è peggiore e i tempi d’attesa agli sportelli sono assai più lunghi.

Aprire un’azienda in Spagna

La Spagna è un altro Paese della Penisola iberica che, insieme al Portogallo, attrae sempre più capitali stranieri, in particolare degli italiani che desiderano espatriare per aprire un’impresa operante nel settore terziario (ristorazione, bar, pub, B&B, villaggi turistici, residence, etc.).

Nonostante i requisiti burocratici siano eccessivamente severi, la Spagna rimane tra le principali mete dove poter costituire un’attività economica.

Tra le principali forme societarie spagnole troviamo:

  • Società per azioni (S.A.), la personalità giuridica maggiormente indicata per le grandi aziende. Il capitale sociale minimo richiesto è di € 60,101.21, di cui almeno il 25% deve essere versato,
  • Società a responsabilità limitata (S.L.), la più adatta veste giuridica per le piccole e medie imprese, il cui capitale societario minimo richiesto è di € 3,005.06, da versare interamente.

Dal punto di vista fiscale, la Spagna è paragonata per certi versi all’Italia. L’imposta sulle società è piuttosto elevata: si pensi che per le PMI l’aliquota è del 30% sui primi 90.152 € di profitti.

La legislazione spagnola non stimola di certo l’imprenditoria, anzi incita gli stessi giovani a preparare le valigie per dirigersi in paesi all’avanguardia come la Germania ed il Regno Unito.

Aprire un’azienda in Germania

Tra tutti i paesi europei, la Germania è il migliore in assoluto dove poter avviare un’impresa.

L’economia tedesca è la più forte e potente a livello comunitario e il quadro burocratico è “snello”, soprattutto se comparato con quello italiano. Anche in Germania si può valutare l’apertura di una società di persone o di capitali.

Tra le società di capitali si annoverano le seguenti:

  • Società a responsabilità limitata (GmbH), la veste giuridica più frequente, la cui costituzione richiede un capitale iniziale di € 25.000. Sicuramente è la forma giuridica più adatta per le strutture organizzative più semplici e flessibili,
  • Società per Azioni (AG): come per l’Italia ed il resto dei Paesi sopra analizzati (Portogallo, Spagna, etc.), questa forma societaria è adatta per tutte le grandi imprese e per le strutture organizzative più complesse. Il capitale necessario per costituire un’AG deve essere superiore ai 50.000 euro.
  • Società a Socio Unico, è la forma più semplice e meno soggetta a “cavilli” normativi. In ogni caso deve essere registrata sia alla Camera di Commercio, sia all’ufficio commerciale locale.
  • Partnership, la veste giuridica a cui ricorrono maggiormente le imprese familiari, il numero minimo di soci deve uguale a due.

Come procedere praticamente all’apertura di un’azienda in Germania?

Il primo step è quello di denunciare l’inizio dell’attività (Gewerbeanmeldung): basta comunicare la finalità della stessa e procedere al perfezionamento della registrazione dell’impresa mediante l’iscrizione dell’attività in un registro elettronico ufficiale.

Successivamente, occorre apportare il capitale sociale: la somma da investire varia a seconda del tipo di società. In base al tipo di attività e di capitale disponibile, è possibile scegliere la forma giuridica più consona.

Il Governo tedesco offre una serie di incentivi a chi voglia investire in Germania: dai prestiti agevolati alle sovvenzioni.

Il Paese della Cancelliera Angela Merkel è uno dei più virtuosi nel sostenere finanziariamente le giovani Start Up, che rappresentano “il motore del progresso tecnico tedesco”, anche se manca il capitale di rischio.

L’obiettivo del Governo Federale è quello di far investire nelle Start Up il maggior numero di soggetti privati, i Business Angels, che oltre al capitale, apportano il proprio know-how aziendale, le competenze e le conoscenze acquisite con l’esperienza.

Per quanto concerne le imposte sui redditi, occorre distinguere tra società di persone e di capitali.

Per le prime il reddito considerato è quello prodotto dalla società, ma la tassazione avviene in capo ai soci persone fisiche, in proporzione alla quota di capitale apportata nella società dal socio.

Le società di capitali sono soggette all’imposta sulle società (Körperschaftsteuer), un’imposta fissa pari al 15% del reddito prodotto dalla società di capitali.

Aprire un’azienda in Francia

La Francia è uno dei Paesi più virtuosi dove poter aprire un’azienda.

Oggi i nostri “cugini d’oltralpe” mirano ad attirare investimenti stranieri con notevole successo grazie alla semplicità nella costituzione di un’impresa. Rispetto all’Italia, in Francia aprire un’azienda è molto più semplice e meno “burocratico”.

Quale forma giuridica scegliere per la propria azienda francese? In Francia si può optare per le seguenti persone giuridiche:

  • Società Anonima (SA) il cui capitale sociale minimo richiesto è di € 37.000, di cui almeno la metà deve essere versato. I soci rispondono fino al limite della quota apportata al patrimonio aziendale, la società deve contare almeno sette soci e gli Amministratori devono essere scelti tra i lavoratori dipendenti;
  • Società a responsabilità limitata –  SARL, il cui capitale minimo è di € 1,00, i soci rispondono fino al limite della quota di capitale apportato nel patrimonio societario, il numero minimo di azionisti è uno ed i top manager sono maggiormente tassati,
  • Società per Azioni Semplificata – SAS o Societé Par Actions Simplifieé (società per azioni semplificata) è un tipo di persona giuridica “nuova”. Essa è una società-veicolo utile per stringere joint venture tra una impresa locale e un partner straniero. Il capitale sociale minimo richiesto dalla normativa vigente è di € 37.000, non c’è necessità di prevedere la presenza di un Consiglio di Amministrazione e i soci sono responsabili fino al limite della loro quota di capitale. Oltre ai finanziamenti aziendali concessi dalle banche sono disponibili altri tipi sovvenzioni e prestiti da parte delle autorità francesi.

Aprire un’azienda in Regno Unito

Per uno Start Upper, il Regno Unito rappresenta una delle mete migliori dove poter investire ed avviare un’azienda. Nonostante la Brexit, aprire una società in UK è molto semplice e veloce. Si pensi solamente al fatto che ci si può affidare ad una società di intermediazione, la quale in sole 3 ore apre una LTD. Più semplice di così!

Rispetto all’Italia, il Regno Unito è un paese dinamico e le pratiche da esperire per avviare un’attività in proprio sono semplici, veloci ed economiche.

Come per gli altri Paesi, è fondamentale scegliere la migliore veste giuridica per la propria società:

  • Limity Liability Partnership (LLP), assimilabile alla famosa LTD,
  • Private Limited Company (LTD): non è richiesto nessun capitale minimo per avviarla, ma sono necessari un amministratore e un segretario,
  • Public Limited Comapany (PLC): si tratta di una persona giuridica adatta alle large corporation e richiede un capitale minimo di 50.000 £.

Inoltre, bisogna versare almeno il 25 % del capitale sociale e necessita la presenza di due amministratori e di un segretario.

Per quanto concerne il regime fiscale, sugli imprenditori grava la necessità di valutare il proprio debito attraverso un sistema di self assessment da presentare all’HM Revenue & Costumes. Per poter lavorare in UK, è necessario essere in possesso di un codice personale, il National Insurance Number (NIN), una sorta di Codice Fiscale.

Conclusioni

Giunti alla fine di questa “carrellata” di opzioni a disposizione per aprire un’azienda in Europa, ti sarai fatto finalmente un’idea su quali Paesi comunitari puntare.

Il Regno Unito, in particolare Londra e Manchester, si confermano le due città ideali per intraprendere un’attività di business da lavoratore indipendente e da freelancer. Ciò è possibile grazie alla possibilità di optare per la forma giuridica LTD, per il sistema dei trasporti ottimale e per la facilità di accesso al credito da parte delle Start Up.

Anche Berlino e Monaco di Baviera sono tra le principali metropoli cosmopolite dove avviare un’impresa in proprio, grazie ad un efficiente ed efficace sistema finanziario ben sviluppato.

Infine, tra i migliori paesi europei dove investire, la Spagna, con la sua bellissima e multietnica Barcellona, calamita i capitali degli italiani, specie se l’obiettivo finale è quello di aprire un’attività di ristorazione o un’impresa alberghiera (hotel, B&B, casa vacanza, affittacamere, residence, etc.).

Dove aprire un’azienda in Europa: la guida
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