Giovani imprenditori agricoli: come funziona il primo insediamento in agricoltura

Sei un aspirante giovane imprenditore agricolo e stai reperendo informazioni utili per avviare il tuo business imprenditoriale?

Bene, allora sei capitato proprio nella giusta guida.

Qui, troverai tutte le risposte utili ai dubbi ed alle domande che ti possono sorgere in merito alla scelta delle fonti di finanziamento, alle agevolazioni reperibili per iniziare la tua attività nel comparto agricolo.

Le industrie del sole” sono un’opportunità lavorativa e professionale davvero interessanti da sviluppare e da “coltivare” a 360 gradi.

Se non l’avevi presa ancora in considerazione, ti consigliamo di leggere la nostra guida e farti un’idea.

E’ veramente un’opportunità unica ed irripetibile.

Successo imprenditoriale e sviluppo professionale: sono le chiavi vincenti per insediare la tua attività in agricoltura.

Perché no?

Anche se non hai competenze in materia di agrotecnica e scienze agrarie, puoi sempre formarti ed acquisire le giuste competenze professionali.

Che aspetti?

Finanzia la tua business idea nel comparto primario e fai crescere la tua attività, fai appello e sfrutta tutti i Bandi pubblici che ti aiutano ad avviare con successo l’attività agricola.

Devi sapere che diventare un imprenditore agricolo non è assolutamente banale: occorre buona motivazione, uno spirito di dedizione e tanta passione.

Inoltre, è necessario seguire un iter normativo e procedurale certosino per riuscire a raggiungere con successo lo scopo che si vuole perseguire.

Tante le agevolazioni e gli strumenti economici di sostegno approntati dalla politica europea comunitaria e nazionale (recepita dalle Regioni) che puoi sfruttare a tuo favore.

Tra queste ti ricordiamo che per favorire il ricambio generazionale e l’auto imprenditorialità, ISMEA ovvero l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ha istituito le agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura, mettendo a disposizione fino ad un plafond massimo di 70mila euro per i giovani agricoltori che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola sul territorio nazionale.

Il premio economico di insediamento è rivolto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni non ancora compiuti, che possono presentare un piano aziendale o Business Plan per lo sviluppo dell’attività imprenditoriale agricola articolato su un periodo di 5 anni, e dà la possibilità di accedere ad un leasing finanziario di durata variabile 15- 20 -25 – 30 anni.

Procediamo con ordine e vediamo di cosa si tratta il premio primo insediamento, come accedervi, i requisiti necessari e, soprattutto, chi è la figura Key Man dell’imprenditore agricolo.

Chi sono i giovani imprenditori agricoli

Giovani-imprenditori-agricoliLa disciplina legislativa dell’imprenditore agricolo, figura chiave per esercitare attività d’impresa rientrante nel settore agricolo, è contenuta all’articolo 2135 del Codice civile italiano.

Riportiamolo per completezza informativa e per aiutarti a comprendere meglio chi è costui.

Articolo 2135 c.c “Imprenditore agricolo”:

E’ imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.

Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge.

Il presente articolo è stato così sostituito dall’art. 1, D.Lgs. 18.05.2001, n. 228, con decorrenza dal 01.07.2001. Si riporta di seguito il testo precedente alla revisione normativa:

“E’ imprenditore agricolo chi esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicultura, all’allevamento del bestiame e attività connesse.

Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura.”

Nella prassi si parla di parla di imprenditore agricolo professionale (IAP) per indicare colui il quale, in possesso di determinate competenze e conoscenze tecniche, si dedica alle attività agricole direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo e che fatturi ed introiti ricavi dalle attività medesime almeno il 50% del proprio reddito globale.

A seguito delle revisioni normative e legislative apportate dal D.Lgs. 228/2001, la qualifica di imprenditore agricolo viene oggi riconosciuta non solo a coloro che coltivano materialmente il fondo o allevano il bestiame ma anche a chi esercita allevamenti ittici, alle aziende conserviere e casearie, e a chi presta servizi a favore dell’agricoltura.

Inoltre, puoi qualificarti come imprenditore agricolo se commercializzi al dettaglio i prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende agricole (art. 4, D.Lgs. 228/2001 e successive modificazioni), anche i prodotti derivati, ottenuti attraverso attività di manipolazione o trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici.

Come, avrai compreso la figura dell’imprenditore agricolo è piuttosto variegata, eterogenea e “generalista”: all’interno dell’etichetta ricadono diverse figure dedite ad attività agricole ed all’allevamento di capi da bestiame.

Di qui, ben si comprende che l’articolo 2135 del Codice civile elenca una serie di attività che possono essere svolte professionalmente per qualificare l’imprenditore come tale.

Prassi e legislazione vanno, in questo senso, di pari passo.

Lo stesso ultimo inciso del comma 1° dell’art. 2135 c.c. attribuisce la qualifica di imprenditore agricolo a chi esercita attività connesse a quelle di coltivazione del fondo, di selvicoltura e allevamento di animali.

Si intendono comunque “connesse”:

  • le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano oggetto prodotti prevalentemente ottenuti dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali;
  • le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge (ad esempio, l’agriturismo).

Accanto all’etichetta “imprenditore agricolo” si accosta l’aggettivo giovane in quanto chi può qualificarsi come tale è colui che abbia un’età compresa tra i 18 e i 39 anni.

Si tratta di un requisito soggettivo che viene richiesto per presentare la partecipazione ai Bandi per finanziare la propria attività imprenditoriale, fruendo di agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto.

Come ottenere un finanziamento a fondo perduto

Se vuoi davvero diventare ed essere un giovane imprenditore agricolo qualificabile come tale ai sensi dell’articolo 2135 della disciplina codicistica, devi sapere che puoi fruire di finanziamenti a fondo perduto, i quali sono disciplinati dalla normativa Legge 135/97 che gestisce l’erogazione dei finanziamenti per l’agricoltura.

Lo stesso dettato legislativo si pone come obiettivo quello di incentivare differenti iniziative imprenditoriali, specie di giovani, nel comparto agricolo, soprattutto in aree definite a rischio depressione dall’Unione Europea o “in ritardo di sviluppo” o in aree in cui l’agricoltura costituisce lo sbocco economico ed occupazionale prioritario.

Il capitale finanziario erogato a fondo perduto è utilizzabile per supportare l’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e sistemi di formazione per l’impresa.

Il plafond finanziario è costituito da un 50%, credito non rimborsabile, propriamente detto a fondo perduto ed il restante 50% rimborsabile con rate con tasso di interesse agevolato.

Per accedervi occorre presentare la domanda di richiesta secondo il dettato e i requisiti richiesti dalla scheda del

Bando pubblicato sul sito delle Regioni, a seconda dell’ubicazione e dell’insediamento della propria attività agricola.

A seconda della Regione e dello stanziamento delle risorse economico-finanziarie riservate all’interno della programmazione Programma di Sviluppo Rurale della Regione di competenza, nei limiti sanciti dalla Politica Comunitaria dell’Unione Europea, si consiglia sempre di leggere bene i requisiti ed il tipo con ammontare delle prestazioni creditizie erogate.

Si consiglia anche di visionare il sito istituzionale di ISMEA nella sezione dedicata alle Start Up ed allo Sviluppo d’Impresa, ove si possono trovare tutti i Bandi attivi ed in corso con le schede dei Bandi che dettagliano le modalità di partecipazione.

A pena di esclusione, la domanda di partecipazione deve essere presentata in forma telematica mediante il portale dedicato (http://strumenti.ismea.it) e compilata secondo le modalità indicate nel portale.

Requisiti per diventare giovane imprenditore agricolo

Per diventare un giovane imprenditore agricolo e procedere con il primo insediamento di un’azienda agricola in qualità di capo azienda, occorre essere in possesso di determinati requisiti:

  • a. età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non ancora compiuti;
  • b. cittadinanza in uno degli Stati membri dell’Unione Europea;
  • c. residenza nel territorio della Repubblica Italiana;
  • d. possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, attestate da almeno uno dei seguenti documenti: titolo di studio di livello universitario di indirizzo agrario; titolo di studio di scuola media superiore in campo agrario; esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale; attestato di frequenza con profitto ad idonei corsi di formazione professionale.

Qualora il giovane, al momento della presentazione della domanda, non disponga di adeguate capacità e competenze professionali, è ammesso alla partecipazione, a condizione che dichiari di impegnarsi ad acquisire tali capacità e competenze professionali.

Esistono corsi professionali accreditati che aiutano a procedere all’acquisizione del titolo di imprenditore agricolo professionale (IAP) anche mediante l’utilizzo di strumenti telematici e di formazione a distanza (FAD) con esame finale in presenza.

Nel caso di insediamento in impresa individuale, ai fini della stipula dell’atto di concessione delle agevolazioni finanziarie, il giovane imprenditore agricolo dovrà insediarsi quale capo azienda in una impresa individuale che, entro 90 giorni dalla data di comunicazione della determinazione di ammissione della domanda alle agevolazioni, deve risultare:

  • a. titolare di partita IVA in campo agricolo;
  • b. iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio;
  • c. iscritta al regime previdenziale agricolo.

Il potenziale imprenditore agricolo deve risultarne socio e la società (di persone, capitali ovvero cooperativa) deve:

  • a. essere titolare di partita IVA in campo agricolo;
  • b. essere iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio;
  • c. avere per oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività di cui all’articolo 2135 del codice civile;
  • d. recare la indicazione di “società agricola” nella ragione sociale o nella denominazione sociale;
  • e. non essere assoggettata ad alcuna procedura concordataria o concorsuale né avere in corso alcun procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  • f. avere una maggioranza assoluta, numerica e di quote di partecipazione di soci di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti;
  • g. essere amministrata da soggetti di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti.

Tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi sopra riportati sono necessari, onde evitare la decadenza e l’esclusione dal Bando.

Idee per aziende agricole innovative

Per essere un imprenditore agricolo innovativo ed appartenente alla Net Green Generation, occorre avere e “coltivare” idee di business veramente innovative e sempre sul fronte della tecnologia, della Ricerca&Sviluppo e della sostenibilità ambientale.

Essere green per competere al meglio con la concorrenza, ridurre gli sprechi consente di contenere gli oneri economici e di generare esternalità positive a livello nazionale e di crescita economica del PIL italiano.

Riportiamo, a titolo meramente esemplificativo, qualche case study di giovane imprenditore agricolo di successo:

Daniele Gioia e Annarita Marchionna, entrambi laureati in tecnologie alimentari, hanno concretizzato la brillante idea di sperimentare la coltivazione di funghi recuperando fondi di caffè.

Le conoscenze universitarie, la voglia di emergere e l’esperienza maturata nel corso del tempo in campagna hanno fatto sì che i due ragazzi cominciassero a studiare il riutilizzo di un rifiuto tipicamente italiano, presente in tutte le case e in moltissimi esercizi commerciali – il fondo di caffè – riuscendo a portare avanti la prima coltivazione di funghi innovativa, che sta avendo molto successo grazie alla bontà e particolarità del prodotto ottenuto.

L’opportunità per testare l’idea è arrivata grazie al Bando N.I.D.I. (Nuove Idee di Impresa Innovative, lanciato dalla Camera di Commercio di Potenza nell’ambito del Tavolo per l’Innovazione che coinvolge l’Università della Basilicata, la Provincia di Potenza e numerose Associazioni di categoria, che le ha finanziate con € 10.000,00.

L’esperimento pilota è stato condotto positivamente sul pleurotus ostreatus (pennetta) e sul pleurotus eryngii (cardoncello).

Questo è un caso interessantissimo e di grande valore aggiunto, molto innovativo e creativo.

Altro case study ed idea innovativa è stata quella di Benedetta Salutini, la giovane imprenditrice carrarina diventata la “Signora delle Fragole”.

Le super fragole di Benedetta sono dei frutti prelibati, qualità di fragole superiori che garantiscono al palato gusto e genuinità al 100 %. Esse non sono esposte ad inquinamento ambientale e vengono raccolte e consegnate sul momento.

Benedetta Salutini, imprenditrice carrarese di 42 anni, ha cominciato così la semina delle fragole: “All’inizio è stata molto dura in particolare per quanto riguarda la parte burocratica, non sapevo niente di fragole e così mi sono messa a studiarle tenendo conto che le mangiano i bambini nel senso che sono molte spugnose e quindi assorbono tutto.

Per questo le mie fragole non crescono direttamente nel terreno ma in appositi contenitori.

Si chiama tecnica del fuori suolo.

Non uso prodotti fitosanitari o diserbanti.

Per renderle genuine uso due strategie.

Ogni anno compro due o tre arnie di bombi, insetti impollinatori, e sulle foglie spargo agenti antagonisti al 100% naturali. Si chiama lotta integrata, la stessa che utilizzo per la coltivazione delle mie mele.

Le mele di Benedetta ovviamente”.

Giovani imprenditori agricoli: conclusioni

Come avrai capito e come ti sarai fatto un’idea, anche leggendo le interviste di giovani imprenditori sopra riportati, diventare e fare successo come giovane imprenditore agricolo non è assolutamente impossibile e riserva tante sorprese.

Sorprese queste che possono essere realizzate sfruttando i finanziamenti a fondo perduto e gli aiuti economici a sostegno dei giovani che possono trovare un’occasione professionale e lavorativa veramente valida.

Per partecipare ai Bandi regionali occorre essere in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi richiamati all’interno delle schede dettagliate.

L’importante è, comunque, avere un’età compresa tra i 18 ed i 39 anni.

Per essere ammesso ricordati che se non sei in possesso di titolo in agraria o non hai maturato alcuna esperienza professionale e lavorativa in ambito agricolo, puoi comunque conseguire con successo la qualifica di imprenditore agricolo professionale grazie ai corsi professionalizzanti a distanza o in classe, previo superamento dell’esame riconosciuto per il rilascio del titolo.

Accreditati e segui l’iter normativo e procedurale che ti abbiamo mostrato in questa guida. Non avere timori, segui il tuo istinto e la tua passione per il mondo “green”.

Passione e professionalità sono un connubio perfetto per “coltivare” il tuo business di giovane imprenditore agricolo professionale.

Tenta la strada e Buona Fortuna! Che il buon successo sia con te!

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Commenti e articoli correlati

  1. doriana Ago 30, 2017

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