Produrre miele come idea di business agricolo

Produrre miele come secondo lavoro, integrazione all’attività agricola o professione vera e propria? Le domande intorno all’apicoltura sono molte, a volte è facile rispondere, altre volte no.

Quello che è certo che moltissime persone sono interessate a cambiare stile di vita per reinventarsi apicoltori.

In rete si trovano molte opinioni discordanti, alcuni sconsigliano, altri no, e per questo motivo non è sempre semplice farsi un’idea chiara su quello che si dovrebbe fare.

Io mi sono fatto una mia personalissima idea, se vuoi qualcosa, esci e falla.

E’ inutile prestare attenzione a chiunque, fondamentalmente il mondo è diviso in due: chi trova una scusa e chi invece trova un modo.

Sta a te decidere da che parte stare.

Quindi, se ti stai convincendo che l’apicoltura è la strada da percorre, fai bene a continuare. Io nel mio piccolo cercherò di consigliarti.

Primo consiglio, devi assolutamente leggere Azienda Agricola 2.0, la mia guida che ti insegna a ideare, lanciare e gestire un’attività agricola.

Al suo interno trovi consigli imprenditoriali che ti guideranno passo passo verso il tuo sogno.

Secondo consiglio, frequenta un corso di apicoltura o in alternativa associati con un apicoltore esperto.

Non c’è altra soluzione, se vuoi iniziare a produrre miele devi carpire i segreti del mestiere.

Sono ormai millenni che l’uomo produce miele grazie alle api, le tecniche si sono evolute, ma senza esperienza sarà tutto un disastro.

Non è facile prendersi cura delle api se non si ha un minimo di esperienza diretta alle spalle. Questo capita spesso quando si lavora con gli animali vivi, dobbiamo imparare a conoscerli prima di lavorare in sintonia con loro.

Dopo questi due step (lettura del libro e corso di apicoltura), devi passare all’azione vera e propria. Ovviamente non devi licenziarti per buttarti nella produzione di miele a tempo pieno.

Il consiglio infatti è quello di iniziare come secondo lavoro da gestire nel tempo libero.

Inizia con un paio di arnie, chiudi i primi cicli di produzione, impara ad ascoltare i bisogni delle tue amiche api e rispettale. In cambio ti regaleranno il loro prezioso tesoro.

Come si produce il miele

produrre mieleIl miele non si produce, il miele si raccoglie.

Noi umani non possiamo produrre miele, sono le api a farlo.

La sola cosa che possiamo fare è prenderci cura delle nostre amiche api, proteggerle, aiutarle a vivere in armonia con l’ambiente che le circonda e nulla più.

In sostanza è questo il lavoro dell’apicoltore, garantire le condizioni ambientali ottimali per lo sviluppo delle famiglie di api.

Le api infatti escono dall’alveare, raccolgono nettare dai fiori e acqua per poi ritornare al nido dove avverrà la produzione di miele.

Nella pratica, devi procurarti una o più arnie, in commercio ne trovi moltissime, o puoi rivolgerti al mercato dell’usato dove trovi molte occasioni, e posizionarle in un terreno adatto.

Quali sono le caratteristiche di un terreno ideale per produrre miele?

Le api non amano l’umidità, tantomeno il calore eccessivo, devi evitare le zone con acqua stagnante, e le zone troppo ventose.

Le api hanno bisogno di alberi e fiori nelle vicinanze, e di fonti d’acqua fresca. Le zone circondate da agricoltura estensiva sono da evitare, i pesticidi possono fare delle vere e proprie stragi delle colonie.

Senza un terreno adatto, non è possibile produrre miele.

Dove trovo le famiglie di api?

Hai un terreno, hai le arnie, ora devi acquistare le famiglie. I più esperti possono anche andarle a cercare in natura, ma il consiglio per chi inizia è di rivolgersi ad un rivenditore specializzato che ti offrirà tutta l’assistenza di cui hai bisogno.

Ogni famiglia è composta da una regina che ha il compito di generare le restanti api che saranno composte da operaie e maschi.

La regina è la sola femmina perfetta nell’alveare, l’unica con l’apparato genitale completamente sviluppato ed in grado di essere fecondata. La si riconosce facilmente fra le altre api per le sue dimensioni più grandi soprattutto dell’addome.

I maschi o fuchi nascono da uova non fecondate, di corporatura più grossa sono anch’essi strumenti di procreazione. Il solo compito dei maschi è quello di fecondare la regina.

Il nucelo portante della famiglia di api è composto dalle operaie, esemplari femmine deputate ai vari lavori della colonia. Le api operaie formano la parte più numerosa della famiglia. La vita di un’ape operaia comincia da uno delle tremila uova che l’ape regina depone sul fondo di una cella.

I compiti delle operai vanno dalla cura delle larve, alla costruzione delle celle di incubazione, la difesa del nido, alla raccolta del nettare, alla produzione di miele e gli altri prodotti come pappa reale e propoli. Le operaie si ritroveranno a fare tutte le mansioni a seconda dell’età.

Come si diventa apicoltori professionisti

Con l’esperienza e la passione, potrai trasformare questo hobby in lavoro vero e proprio. Se deciderai di mettere in commercio i prodotti dell’apicoltura, dovrai registrare la tua attività come business agricolo presso il registro delle imprese e aprire una posizione INPS.

Dal punto di vista legislativo, sarai considerato un imprenditore agricolo con tutti i vantaggi e svantaggi che ne consegue.

Per i dettagli burocratici, ti consiglio ancora una volta di leggere Azienda Agricola 2.0 dove troverai tutte le informazioni del caso.

Ovviamente un apicoltore professionista sa bene che per vivere di apicoltura dovrà non solo imparare a produrre miele, ma anche e soprattutto a valorizzare i suoi prodotti.

Se non sei bravo a valorizzarti, purtroppo sarai destinato a guadagnare poco sopra il livello di sussistenza. Anche se fai il miele più buono al mondo, ma sei legato alla grande distribuzione, non ricaverai grosse cifre.

Diverso il discorso se ti rivolgerai ai mercati di nicchia e di qualità.

Per dare forza alle mie parole, voglio riportarti il caso di Giorgio Poeta.

Giorgio è un giovane marchigiano di Fabriano che ha avuto una geniale idea: rivolgersi al mercato delle eccellenze italiane.

L’intuizione è geniale quanto semplice, produrre un miele invecchiato innovativo capace di elevarsi come prodotto di nicchia costoso e ricercato dai migliori chef italiani e non solo.

Ed è proprio questo che deve fare l’apicoltore, cercare l’innovazione per rivolgersi direttamente al cliente finale scavalcando le grandi distribuzioni in cerca del miglior offerente.

Leggi: guida megagalattica sull’apicoltura

Quanto guadagna un apicoltore

Dagli zero ai milioni di euro, non esiste risposta valida per tutti.

L’apicoltura è un’attività redditizia a seconda del tipo di investimento e del tipo di clientela che si è costruiti nel tempo.

Come suggerito in precedenza, per aumentare gli introiti devi differenziarti con prodotti unici ed esclusivi legati al territorio.

Mediamente un’arnia produce circa 20-40 kg di miele all’anno, se lo vendi alla grande distribuzione non ricaverai più di 7 euro al chilogrammo, se lo vendi al dettaglio in piccoli vasetti da 100 grammi puoi anche superare i 30 euro al chilo così da ottenere un ricavo per arnia di circa 600-1000 euro.

Moltiplica tutto per il numero di arnie e otterrai il fatturato.

Il numero ideale di arnie dipende da vari fattori come la disponibilità di prati per la raccolta del nettare da parte delle api e dalla tua capacità di traslare le api.

Breve analisi dei costi di produzione miele

  • Arnie complete di melario e fogli cerei (costo Euro 150)
  • famiglia di api su nucleo da 6 telai (Euro 65);
  • supporti per arnie (Euro 35);
  • smelatore elettrico (Euro 1000)
  • maturatori inox per circa 1000 kg. ( Euro 1000);
  • banco disopercolare (Euro 400);
  • sceratrice solare (Euro 400),
  • coltelli -filtri- forchette ( Euro 150 );
  • diverse tute-guanti-leve-affumicatori-maschere (Euro 550).
  • spese per iscrizione CCIAA, partita Iva, INPS (Euro 300);
  • furono seconda mano per trasporto arnie (10.000 Euro);
  • soffiatore per api a motore (Euro 1000);
  • Decespugliatore (Euro 500).

Il totale del costo, da suddividere per 10 anni sarà di circa Euro 42.000, per cui un costo annuo di 4200 Euro di ammortamento di costi fissi.

Da qui devi aggiungere tutte le spese variabili di anno in anno come eventuale personale, benzina, acquisto regine di sostituzione, pulizia, nutrizione api, tasse annuali ed eventuali che portano il costo per chilo di miele di circa 6 euro al chilogrammo.

Questo è il conto della serva, prendilo per quello che è, non esiste attività imprenditoriale senza un’accurata pianificazione di costi e benefici.

Produrre miele: considerazioni finali

Dopo questo articolo le conclusioni sono facili: se vuoi farlo come hobby, benvenuto, se vuoi diventare apicoltore professionista invece devi pianificare attentamente l’attività e capire che senza innovazione non avrai successo.

Serve una strategia chiara e semplice, devi capire come rendere unico il tuo prodotto, devi puntare all’eccellenza dei prodotti italiani, devi essere unico e rappresentativo del territorio.

Specializzati come ha fatto Giorgio con il suo miele invecchiato, punta a sapori unici, crea il tuo miele.

La qualità del miele è diretta conseguenza dell’ambiente che ti circonda, punta su fiori rari, riscopri le tradizioni, racconta una storia, le persone cercano quello.

Per ulteriori informazioni, leggi Azienda Agricola 2.0

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